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6 giugno 2025
Presentata l'attività 2024 della Difensora civica Adele Squillaci
La Difensora civica della Valle d’Aosta, Adele Squillaci, ha presentato, giovedì 29 maggio 2025, in prima Commissione consiliare e oggi, 6 giugno, agli organi di stampa, l'attività svolta nel 2024 dall'Ufficio di difesa civica oltre che come Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Garante per l'infanzia e l'adolescenza e Garante dei diritti delle persone con disabilità.
«Nel 2024, l’Ufficio ha compiuto un importante passo avanti nella raccolta e nell’analisi dei dati, grazie all’utilizzo di un nuovo applicativo gestionale fornito dalla società che cura i sistemi informatici del Consiglio regionale - dichiara Adele Squillaci -. Questo strumento ha permesso di migliorare la rendicontazione dei colloqui con gli utenti e la classificazione delle loro richieste, rendendo i dati più facilmente analizzabili. Il sistema ha velocizzato le attività e consentito analisi più dettagliate e rapide rispetto al passato. Siamo ora in grado di effettuare valutazioni puntuali, partendo dall’ente coinvolto o dalla materia trattata. Il 2024 ha rappresentato una fase di implementazione e affinamento, ma sarà il 2025 a segnare l’effettiva piena operatività del nuovo sistema.»
«Non va dimenticato - precisa - che l’Ufficio è sempre stato disponibile ad accogliere chiunque ne abbia fatto richiesta, anche solo per dare un consiglio, anche in ambiti non strettamente di competenza. La varietà e imprevedibilità delle domande ricevute riflettono la complessità del settore pubblico. Tuttavia, nel 2024 si è registrato un miglioramento nella qualità delle risposte fornite dagli enti, che ha permesso in alcuni casi di informare tempestivamente gli utenti sulla correttezza dell’iter da seguire.»
I dati salienti dell'attività 2024 nelle quattro funzioni attribuite dalla legge regionale 17/2001.
L'Ufficio di difesa civica
Sono stati 404 i casi trattati nel 2024 portati all'attenzione del Difensore civico nelle sue funzioni proprie da 150 utenti. A fine esercizio la percentuale dei casi definiti è del 95,5%, mentre sono 18 i casi non ancora conclusi, pari allo 4,5%.
«Dai casi trattati - precisa la Difensora civica - si denota come la Regione sia rimasta negli ultimi anni l’ente che ha ricevuto il maggior numero di casi (80 casi pari a 19,8%) sebbene abbia visto diminuire, in percentuale, il proprio peso totale. Seguono i Comuni con 79 casi (19,6%) anch'essi con la stessa situazione di diminuzione percentuale, mentre aumentano significativamente, in percentuale, il numero dei casi degli enti dipendenti dalla Regione o dei concessionari di servizio pubblico (72 casi pari a 17,8%), così come quelli riguardanti l’Azienda Usl Valle d’Aosta con 45 casi (11,1%); le Unités des Communes valdôtaines chiudono gli enti di competenza con 7 casi (1,7%).»
Quanto alla distribuzione dei casi per area tematica, emerge che quasi la metà degli stessi (46,5%) rientrano nell’area dell’ordinamento con 188 casi, seguiti poi da quella relativa all’organizzazione con 52 casi (46,5%), alle politiche sociali con 25 casi (6,2%), fino a chiudersi, con due soli casi (0,5%), per l’ambiente.
«Gli utenti che si sono rivolti ai servizi del Difensore civico - aggiunge Squillaci - sono stati, per la maggior parte (38%), cittadini rientranti in una fascia d’età compresa tra i 50 e i 60 anni. L’età media è stata di 57 anni; rispetto al 2023 vi è stato un innalzamento di 2 anni. L’utente più giovane ricevuto nel 2024 aveva 29 anni e il più anziano 87. Anche questi ultimi due dati evidenziano uno spostamento in avanti dell’età rispetto alla relazione del 2023. La fascia 20-30 anni che nell’anno 2023 rappresentava l’8% degli accessi, quest’anno ha rappresentato solamente il 2% del totale.»
Garante dei detenuti
Nel 2024, l’Ufficio ha trattato e concluso 97 casi (pari al 100%) di cui 3 non conclusi nel 2023. Complessivamente sono stati 42 i ristretti o loro familiari che si sono rivolti al Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
La prevalenza dei casi è strettamente connessa alla condizione di restrizione della libertà personale, quindi attinenti al rapporto con il carcere: 42 casi su 97 sono inerenti a questioni sorte nella Casa circondariale di Brissogne, seguono 34 casi riguardanti le Amministrazioni fuori competenza, in merito ad alcuni di questi la Garante è tuttavia intervenuta a titolo di collaborazione interistituzionale o ha suggerito al ristretto di rapportarsi al proprio legale di fiducia. Sono invece 11 i casi concernenti l’Azienda Usl Valle d’Aosta.
L’età media dei 42 detenuti che hanno chiesto un colloquio era di 44 anni, il più giovane aveva 21 anni e il più anziano 62.
Le principali aree tematiche sono: l’ordinamento (36 casi, pari a 37,1%); l’organizzazione (30 casi, 30,9%); il diritto alla salute (10 casi, 10,3%); i diritti all'affettività e diritti fondamentali (rispettivamente 8 e 6 casi).
La popolazione carceraria che al 31 dicembre 2024 era di 141 unità (di cui 86 ristretti stranieri e 55 italiani, 24 nati e 48 residenti in Valle d’Aosta) nell'arco di tutto l'anno non ha mai sforato la capienza regolamentare (181 unità). I detenuti tossicodipendenti, alcoldipendenti o con altre forme di dipendenza erano 34.
«Nel 2024 - precisa la Garante - si sono acuiti e resi evidenti problemi determinati dalla carenza di personale amministrativo e di agenti. Fino al mese di settembre 2024 l'Istituto ha avuto solo un assistente contabile e un funzionario giuridico-pedagogico (c.d. educatore). L'assenza, soprattutto degli educatori, è di difficile gestione, in quanto essenziali per le relazioni di sintesi in base alle quali il magistrato di sorveglianza può concedere o negare benefici di legge. Anche per la Polizia penitenziaria permane la carenza di organico nonostante il recente arrivo di alcuni agenti.»
«Inoltre, la Casa circondariale di Brissogne è da sempre stato un istituto di transito per molti ristretti: l'elevato turnover ha ancora inciso negativamente sulla conclusione positiva di percorsi formativi e di inclusione lavorativa posti in essere a Brissogne.»
«Nell'anno in esame - aggiunge la Garante - non sono mancati episodi e comportamenti non consoni da parte di detenuti che si presentano di difficile gestione, dovuti a patologie complesse o a problemi legati a varie dipendenze. È difficile immaginare soluzioni per persone con problemi di salute mentale dentro al carcere. Come più volte auspicato, anche dalla Conferenza nazionale dei Garanti, occorre ripensare a strutture o residenze che possano accogliere tale utenza.»
La Garante fa infine presente che «grazie all’importante ruolo svolto anche quest'anno, sia dagli agenti di polizia penitenziaria che dal personale medico, non si sono verificati suicidi, anche se non sono mancati atti di autolesionismo. Infatti, dai colloqui con i detenuti è emersa la necessità di più ascolto e di una maggiore presenza di psicologi che possano contenere evidenti stati di disagio interiore.»
Garante dei minori
La Garante per l'infanzia e l'adolescenza sottolinea l'ulteriore diminuzione dei minori residenti in Valle d’Aosta: infatti, al 1° gennaio 2024 erano 18.218 (saldo negativo di 350 unità rispetto al 2023) di cui 8.766 femmine (193 unità in meno) e 9.452 maschi (157 unità in meno). «Questa diminuzione della popolazione diventerà, secondo qualificati osservatori, particolarmente evidente nei prossimi vent'anni, con problemi da un lato di ricambio generazionale e dall'altro di offerta di servizi per l'assistenza alla quota di popolazione più anziana.»
«Accanto a questo fenomeno - aggiunge - si registrano ancora dati preoccupanti per la salute di adolescenti e bambini che riguardano in modo particolare i disturbi del comportamento alimentare la cui insorgenza è sempre più precoce. Nel 2024, il Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell'Ausl Valle d'Aosta ha seguito 103 giovani.»
Nell'anno in esame, sono stati trattati e conclusi 42 casi, portati all'attenzione della Garante da 17 cittadini. Si è registrata una prevalenza dei casi relativi alla Regione (21 casi); seguita dai Comuni con 11 casi; dalle questioni tra privati con 6 casi; dagli Enti fuori competenza con 3 casi e dagli Enti dipendenti dalla Regione con 1 caso. Nessun caso ha invece riguardato l'Azienda Usl VdA e le Amministrazioni periferiche dello Stato.
Le aree tematiche che più frequentemente hanno determinato l’oggetto dell’istanza riguardano il settore dell'istruzione, cultura e formazione professionale (14 casi), seguito da: ordinamento (12 casi); politiche sociali e questioni tra privati (entrambi 6 casi); accesso ai documenti amministrativi, edilizia residenziale pubblica, organizzazione e sanità (tutti 1 caso).
La Garante sottolinea che tra le sue attività vi è la selezione e la formazione dei tutori volontari per minori stranieri non accompagnati per la quale si avvale della collaborazione principalmente del Garante per l'infanzia e l'adolescenza del Piemonte. Nel corso del 2024, in Valle d'Aosta i minori stranieri non accompagnati erano 48.
La Garante ricorda, altresì, l'attività formativa, prevista della l.r. 17/2001 e realizzata grazie alla Convenzione stipulata con il Dipartimento di giurisprudenza dell'Università di Torino, rivolta agli operatori dei servizi sociali dell’area minorile, organizzata dall'Ufficio difesa civica online e in presenza rispettivamente il 30 maggio e il 30 ottobre 2024.
Garante delle persone con disabilità
La Garante dei diritti delle persone con disabilità esercita tali funzioni dall'entrata in vigore, il 31 agosto 2022, della legge regionale 20/2022: nel 2024, ha trattato 60 casi, proposti da 23 utenti, di questi casi 58 (96,7%) sono stati conclusi nell'anno in esame.
Sono stati 37 i casi aventi come destinatario la Regione, 10 casi i Comuni, 6 casi le questioni tra privati, 4 casi le Amministrazioni periferiche dello Stato, mentre le questioni concernenti l’Azienda Usl sono state 2 e gli Enti fuori competenza 1.
Le aree tematiche che hanno determinato con più frequenza l’oggetto dell’istanza riguardano i seguenti settori: le politiche sociali (23 casi pari a 38,3%); l'ordinamento (18 casi pari a 30,0%); l'organizzazione (7 casi, 11,7%); le questioni tra privati (6 casi, 10,0%); l'istruzione, cultura e formazione professionale, la sanità, l'istruzione, cultura e formazione nonché i trasporti e viabilità (tutti 2 casi, 3,3%).
«L'attività dell'Ufficio - sottolinea la Garante - si è concentrata soprattutto sul bisogno di ascolto e di confronto delle persone con disabilità o dei loro caregiver. Per contro, non sono state evidenziate né si è venuti a conoscenza di discriminazioni per le persone disabili nell'accesso ai servizi. La Regione Valle d'Aosta dal canto suo sta approfondendo la Riforma sulla disabilità del 2021 e i rapporti della stessa con la legislazione regionale, con l'intento tra l'altro di riorganizzare il sistema integrato di servizi a favore dei disabili nel rispetto dei principi della Convenzione Onu del 2006. Gli Assessorati competenti gestiscono molteplici progetti di vita, puntando alla deistituzionalizzazione; per quanto concerne il lavoro è stato invece favorito il collocamento mirato di 508 persone. Nel 2023 è stato istituito il disability manager per facilitare l'inserimento lavorativo, previsto non solo dalla Regione, ma anche da altri enti. Si registra fin d'ora l'esigenza di ampliare l'organico.»
«Infine - conclude - è proseguita anche nel 2024, un'attività divulgativa, come prevista dalle l.r. 17/2001, legata alla Giornata internazionale della disabilità, dove si è discusso dell'eliminazione di barriere architettoniche, favorendo l’accessibilità senza discriminazioni tramite progettazioni di ambienti realmente inclusivi.»
Le relazioni annuali sono consultabili sul sito internet del Consiglio regionale, all’indirizzo: https://www.consiglio.vda.it/difensore-civico/relazioni-annuali
