Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Comunicato n° 610 del 29 novembre 2016

Approvata una risoluzione sull'agricoltura. Respinte tre risoluzioni su Casinò, CVA e Istituto musicale

Riunione consiliare del 29 novembre 2016: conclusi i lavori

Nella seduta consiliare del 29 novembre 2016, l'Assemblea regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione depositata in Aula dai dai gruppi ALPE, M5S e Misto.

L'iniziativa impegna il Governo regionale a riferire con urgenza alla Commissione consiliare competente la reale situazione sull'accesso per il 2015 alla Riserva nazionale zone montane (DAR) e a chiarire quali garanzie si possano dare agli agricoltori valdostani che rischiano di perdere risorse economiche di cui hanno diritto.

Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin, nell'illustrare l'iniziativa, ha richiamato l'impegno approvato dal Consiglio l'8 novembre scorso di richiedere un incontro urgente con il Ministro per le politiche agricole al fine di illustrare la questione e condividere le azioni da intraprendere con assoluta tempestività per riuscire a garantire a tutti gli agricoltori valdostani l'accesso per l'anno 2015 alla Riserva nazionale DAR. Oggi, ha aggiunto Gerandin, questa risoluzione nasce dal fatto che siamo venuti a conoscenza che una non riassegnazione dei titoli entro fine dicembre 2016 porterebbe ad una perdita definitiva delle risorse 2015 di cui gli agricoltori hanno diritto. Gli agricoltori, ha commentato il Consigliere, hanno bisogno di essere tranquillizzati dicendo loro che il termine non è così perentorio e vorremmo essere sicuri di un impegno personale dell'Assessore all'agricoltura: questa è una problematica che deve essere gestita politicamente e non dai funzionari regionali in trasferta a Roma. Il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, ha poi aggiunto che gli agricoltori hanno bisogno di certezze e di garanzie: sul discorso DAR le aziende hanno bisogno di conoscere lo stato dell'arte della situazione e soprattutto necessitano di risposte dalla politica affinché non perdano neanche un euro, dato che questo settore è stato sovente dimenticato dalla maggioranza.

L'Assessore all'agricoltura, Renzo Testolin, ha risposto che verrà volentieri in Commissione per dare conto delle iniziative in atto e per riferire lo stato dell'arte della questione.

Il Consiglio ha anche discusso ulteriori tre risoluzioni, sempre depositate in Aula dai gruppi ALPE, M5S e Misto.

La prima, respinta con 7 voti a favore e 26 astensioni (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV), intendeva impegnare il Governo regionale a redigere, prima che la seconda Commissione consiliare esprima il parere sulla legge di stabilità 2017-2019, un piano di intervento corredato da specifiche azioni volte ad incrementare i ricavi e riportare in attivo il bilancio della Casa da gioco di Saint-Vincent e da un prospetto inerente la situazione economico-finanziaria della società. Inoltre chiedeva di predisporre una verifica sull'eventuale esistenza dei presupposti per un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di Casinò spa con riferimento alle scelte operate.

Il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, nell'illustrare l'iniziativa, ha richiamato gli investimenti riferiti alla Casa da gioco dal 2012 al 2014 per un totale di 120 milioni di euro, sottolineando che da quanto emerso dall'audizione del Collegio sindacale l'esposizione bancaria della Casinò de la Vallée ammonta a 75 milioni di euro e che la perdita d'esercizio per il 2016 sarà di circa 16,3 milioni di euro. Considerato che la seconda Commissione ha chiesto lo stralcio dell'articolo 19 della proposta di legge di stabilità regionale 2017-2019 con riferimento ai finanziamenti previsti per la Casa da gioco, il Consigliere ha riferito che l'Assessore alle finanze ha presentato un emendamento che recepisce la volontà dei Commissari, con la precisazione che la cifra resterà congelata nella gestione straordinaria di Finaosta e che non sarà nemmeno previsto un vincolo di destinazione. Prima di prendere delle decisioni così importanti, ha concluso Chatrian, vogliamo sapere quali azioni la Giunta abbia fatto predisporre al management prima che questa società diventi un pozzo senza fondo e continui a drenare soldi pubblici.

A sostegno dell'iniziativa sono intervenuti il Consigliere del M5S Roberto Cognetta - per il quale, sulla base dell'esame in Commissione e delle risposte ai 116, c'è la necessità di fare un ragionamento molto approfondito su chi fa delle scelte gestionali che incidono pesantemente sull'azienda, come quelle di assumere 40 persone a contratto e questo, malgrado, la continua perdita di risorse - e il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin - che ha sottolineato che se si sono avuti dei chiarimenti è grazie al lavoro svolto in seconda Commissione in questi giorni: finalmente è arrivata la verità e bisognerà avere il coraggio di chiedere un'azione di responsabilità nei confronti di chi ha messo in campo determinate scelte, perché una società che è totalmente pubblica ha le stesse responsabilità di un ente pubblico.

Astensione sulla risoluzione è stata invece espressa dal Capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis - che ha osservato che l'iniziativa è incardinata sui lavori della Commissione che sta esaminando il dossier Casa da gioco ed è quindi prematuro trarre delle conclusioni definitive, aggiungendo che per un approccio serio non si può chiedere alla Giunta di predisporre in quattro giorni un piano di rilancio, ma occorre fare con le dovute attenzioni tutti gli approfondimenti per poi proporre delle soluzioni così come per accertare le eventuali responsabilità  - e dal Consigliere dell'UVP Nello Fabbri - per il quale l'operazione verità sulla Casa da gioco sta andando avanti con forza: il solco tracciato, che approfondirà tutti gli aspetti, anche di responsabilità di chi ha gestito questo dossier, darà i suoi frutti, ma diamo tempo affinché gli approfondimenti siano completi prima di accertare le responsabilità amministrative dei vari personaggi coinvolti.

L'Assessore alle finanze, Ego Perron, ha poi replicato che mentre si contesta al Governo di intervenire nella gestione del Casinò, con questa risoluzione si chiede alla Giunta di elaborare un piano che non le compete perché spetta ai vertici del Casinò. Ha poi aggiunto che il Casinò non ha assunto 40 persone: si tratta della regolarizzazione di personale che da 9 nove anni è chiamato dall'azienda per degli extra. Sui controlli fiscali e contabili, l'Assessore ha detto che questi sono sempre esistiti e sono sempre stati vistati dal Collegio sindacale e dalla KPMG, una società di revisione internazionale che non dipende dal Governo. Per l'Assessore, non si ravvisano danni tali da presupporre azioni di responsabilità e il Governo regionale continua a mantenere alta l'attenzione sul Casinò oltre che ad avere un controllo rigoroso e puntuale sulla società.

Per il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, la replica dell'Assessore è stata imbarazzante, priva di contenuti e di idee.

La seconda risoluzione, respinta con 7 voti a favore e 24 astensioni (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV), intendeva impegnare il Governo regionale a sospendere la quotazione in borsa della società Compagnia Valdostane delle Acque e, unitamente ai Parlamentari valdostani, ad attivarsi in ogni sede di loro competenza per illustrare le conseguenze negative sui comuni delle realtà montane della cessione di quote di partecipazione nelle società a partecipazione pubblica e a scongiurare nel futuro la riproposizione di provvedimenti legislativi simili.

Il Consigliere di ALPE Alberto Bertin nell'illustrazione ha evidenziato che la recente sentenza della Corte Costituzionale, sancendo l'illegittimità di alcuni articoli della legge Madia, ha cambiato la situazione e consente di ragionare con maggiore ponderazione sull'eventuale quotazione in borsa della CVA; inoltre, anche per la questione della dismissione delle quote di partecipazione da parte dei Comuni nelle società di produzione idroelettrica, è adesso possibile attivarsi con maggiore efficacia per evitare gli effetti negativi sui bilanci comunali, non essendo più un atto di applicazione legislativa.

Il Consigliere dell'UVP Alessandro Nogara, pur concordando sul fatto che si tratti di una decisione da assumere con calma, ha giudicato i contenuti della risoluzione confusi: per Nogara, devono essere i tecnici ad attestare o meno la validità della quotazione, mentre per la partecipazione degli Enti locali alle società idroelettriche sarà possibile intervenire nella Conferenza Stato-Regioni per realizzare la prescritta intesa.

Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha dichiarato che un'operazione del genere dovrebbe essere oggetto di una legge ad hoc. Sospendere la procedura, per Gerandin non andrebbe a discapito del lavoro sinora svolto, ma rafforzerebbe anche il concetto che l'obbligo di quotazione non sussiste più nemmeno per i Comuni. È fondamentale oggi non vanificare l'orientamento della Corte Costituzionale, una volta tanto a favore delle Regioni.

Il Presidente della Regione ha spiegato che la quotazione in borsa della CVA è stata inserita nella finanziaria in modo da garantire una copertura finanziaria, tenuto conto del passaggio che prevede che la società dia all'azionista di riferimento la disponibilità finanziaria rapportata alla situazione societaria, e perché era stata impressa un'accelerazione alla legge Madia. Il Presidente Rollandin, ribadito che con questa operazione ci sono possibilità per cui la CVA possa fare un avanzamento importante in ambito nazionale e internazionale, ha annunciato l'astensione della maggioranza, fermo restando l'impegno a continuare a lavorare congiuntamente agli Enti locali per quanto attiene le partecipazioni pubbliche.

La terza risoluzione, illustrata dalla Consigliera di ALPE Chantal Certan e respinta con 23 astensioni (UV, UVP, SA, PD-SVdA, PNV), intendeva impegnare il Governo regionale ad assumersi a titolo personale gli oneri "per resistere in giudizio" (10 mila euro) in merito alla nomina d'imperio di Efisio Blanc a direttore dell'Istituto musicale regionale, avendo sospeso senza motivazione le libere elezioni, nomina sulla quale pende un ricorso dinanzi al TAR della Valle d'Aosta e a modificare al più presto l'impegno della delibera della Giunta con la quale la Regione si è costituita in giudizio. Per la Consigliera Certan, non si possono, infatti, spendere soldi pubblici per i "capricci" degli Assessori che nominano deliberatamente e liberamente persone sulle quali non c'è condivisione e per le quali mancano persino i requisiti per pagarle.

Il Presidente della Regione ha replicato che la nomina del responsabile Efisio Blanc per chiara fama è più che giustificata e il lavoro che sta portando avanti all'interno dell'Istituto è molto apprezzato. A fronte di un ricorso presentato da alcuni professori, ha aggiunto, la Giunta si è costituita in giudizio per difendere una propria scelta: si tratta di una pratica amministrativa che come tale va gestita e non è quindi possibile rispondere a questo impegno.

La Consigliera ha quindi aggiunto che al peggio non c'è mai fine: dire che in questo momento l'attività dell'Istituto musicale è molto apprezzata è ingannevole nei confronti dei cittadini, visto che la maggior parte dei genitori hanno scelto di ritirare i propri figli dal corso di propedeutica, l'unica modifica fatta dal nuovo direttore.

È stata invece ritirata dai proponenti l'iniziativa in merito all'impegno del Governo regionale a rendere noto nella Commissione consiliare lo stato del contenzioso con Trenitalia. Il Consigliere Elso Gerandin ne ha annunciato il ritiro a seguito della conferma da parte dell'Assessore ai trasporti che ad oggi non ci sono contenziosi in essere.

I lavori dell'Assemblea sono terminati. Il Consiglio tornerà a riunirsi lunedì 12 dicembre alle ore 15.30, martedì 13, mercoledì 14 e giovedì 15 dicembre 2016, alle ore 9.00.


SC-MM