Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Comunicato n° 539 del 27 ottobre 2016

Dibattito sul DEFR 2017-2019

Seduta consiliare del 27 ottobre 2016

Nella seduta consiliare del 27 ottobre 2016, dopo l'illustrazione dell'Assessore al bilancio e del Presidente della Regione, si è aperta la discussione generale sul Documento di economia e finanza regionale (DEFR) che traccia gli obiettivi prioritari per il triennio 2017-2019.

Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha giudicato positivo il fatto di poter affrontare in Commissione e in Aula i temi finanziari prima di confezionare il bilancio, anche se la Giunta approverà tra pochissimo la finanziaria. Oggi è il momento di inserire all'interno del documento idee, priorità e indirizzi chiari di natura politica. Il Capogruppo evidenziando due argomenti, il sostegno all'individuo e all'imprenditoria, ha ribadito il parere contrario all'inquadramento nella Società di servizi degli operai forestali. A questo proposito, trattandosi di personale assunto a tempo indeterminato, ha rappresentato l'opportunità di prendere in considerazione il comparto unico nel suo complesso: che la fretta non sia cattiva consigliera, ha suggerito, non ci sono tempistiche da rispettare, a meno che non ci sia la volontà politica di agire subito. Per Chatrian, sarebbe stato necessario inserire nel DEFR indirizzi di natura politica sull'occupazione (soprattutto sulla staffetta generazionale), sulle politiche fiscali per rilanciare l'economia, sulla semplificazione, sugli Enti locali (in particolare la criticità della Centrale unica per gli appalti), sulla frammentazione della proprietà fondiaria: è mancato uno scatto d'orgoglio a condire il DEFR di prospettive che avrebbero potuto andare oltre l'ordinaria amministrazione, il che ne ha fatto un documento rinunciatario, che guarda solo all'oggi e che ha paura di guardare al domani, debole, vecchio e privo di qualsiasi identità. Il Capogruppo di ALPE ha auspicato che non si arrivi ad una Valle d'Aosta a tre velocità, che penalizzi i cittadini e le località con meno possibilità, che non dia opportunità alla bassa Valle che sta soffrendo dal punto di vista occupazionale, ed ha concluso evidenziando che la Valle d'Aosta non ha bisogno di persone sole al comando, ma di scelte collegiali.

Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha sostenuto come sia stata palese la difficoltà con cui è stato illustrato un documento dai contenuti a suo dire vuoti; non ha senso presentare un atto propedeutico al bilancio alla vigilia della sua approvazione: il DEFR avrebbe dovuto essere presentato a maggio, come avvenuto in altre regioni, in modo da avere una più larga condivisione e un maggiore approfondimento. Invece si è svolto un compitino senza entusiasmo, da cui non scaturisce un'immagine di prospettiva, ma di rassegnazione. Mi aspettavo, ha detto Gerandin, di trovare delle ricette per cercare di uscire dalla crisi, invece questo documento rappresenta un'occasione persa dalla maggioranza per dimostrarsi coerente con il suo ambizioso Programma di Legislatura. Temi fondamentali come i trasporti, l'agricoltura, gli appalti, le risorse degli Enti locali, per Gerandin vengono liquidati in poche righe, senza proposte operative e obiettivi da perseguire; nessun indirizzo nemmeno per la Casa da gioco, per il cui futuro resta l'incognita. Il Consigliere Gerandin si è detto preoccupato perché mancano impegni politici, ragion per cui rispedisce il DEFR al mittente: si tratta di una mancanza di responsabilità di cui la Valle d'Aosta ora non ha assolutamente bisogno.

Il Consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Cognetta ha osservato che il DEFR si riduce a otto pagine e che per il suo confezionamento è mancato addirittura il confronto con le parti sociali. Cognetta si è allora chiesto come sia possibile immaginare che lo sviluppo di una regione dipenda da queste poche righe, trattandosi di un documento insoddisfacente, per nulla all'altezza della sua valenza. Non introduce nulla di nuovo, è stato approvato in un tempo troppo risicato. Ha quindi annunciato il proprio voto negativo.

Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste Luigi Bertschy si è rammaricato per il percorso seguito per la redazione del DEFR: non è un lavoro corale, non è bastato il tempo. È stato anche difficile capire come strutturare il documento, non avevamo indicazioni; questo DEFR tiene conto delle diverse sensibilità presenti in maggioranza. Il Capogruppo ha espresso dispiacere per il fatto che questa prima articolazione sia stata banalizzata: il suo valore non dipende dal numero delle pagine, la mancanza di impegni non significa che questi non saranno esplicitati nel bilancio. Sull'argomento dei 177 operai forestali, Bertschy ha confermato un'attenzione particolare, anticipando un emendamento volto a ridare tranquillità: nessuno in maggioranza intende procedere a licenziamenti. Oggi si deve parlare di programmazione, non trattare argomenti specifici, che invece vanno affrontati in sede di discussione di bilancio.

Il Capogruppo del Pd-Sinistra VdA Jean-Pierre Guichardaz ha precisato che il DEFR disegna un quadro sostanzialmente in ripresa rispetto ai momenti in cui la crisi era più perniciosa. Guichardaz ha concentrato la propria attenzione sulle imprese, che, supportate dalle misure del DEFR, dovranno arrivare a camminare sempre più con le proprie gambe, così da promuovere sempre più il "made in VdA" anche fuori dalla nostra regione. Il Capogruppo Guichardaz ha sottolineato che il primo obiettivo è far raggiungere l'indipendenza economica alle imprese, perché possano crescere e con loro l'indotto e il sistema economico valdostano: il DEFR è permeato di riferimenti a questi ambiti. Ma il DEFR mette nero su bianco previsioni anche per il welfare e la sanità, settori fondamentali per la tutela delle persone più fragili e bisognose. Guichardaz, concordando sulla tempistica troppo stretta, ha dichiarato l'intenzione del proprio gruppo di impegnarsi a lavorare in modo più corale nelle prossime occasioni.

Il Capogruppo di Stella Alpina Pierluigi Marquis ha focalizzato l'attenzione sul tema del lavoro, che per la Valle d'Aosta rappresenta un problema e sul quale bisogna prestare molta attenzione mettendolo al centro degli obiettivi da perseguire dell'Amministrazione. Importante quindi, ha detto Marquis che siano stati dati come obiettivi prioritari lo sviluppo del territorio e le garanzie all'occupazione. Per il Capogruppo di SA, bisogna continuare il percorso di razionalizzazione della spesa corrente per dare maggiore spazio agli investimenti al fine di garantire una reale crescita alla Valle, assicurando un impegno ancora maggiore rispetto a quanto fatto finora: il bilancio regionale dovrà quindi contenere questa declinazione con interventi puntuali. Per Marquis, occorrerà anche puntare sempre più sulla semplificazione, sulla sburocratizzazione, sulla digitalizzazione al fine di agevolare il dialogo del privato con l'amministrazione. Il dibattito su questi temi non è mai abbastanza, ha commentato il Capogruppo, e la politica deve avere il coraggio dell'autocritica: affrontare situazioni difficili come quelle che stiamo vivendo richiede confronto con i portatori di interesse e per il futuro occorrerà prendersi un po' più di tempo perché il momento è delicato e siamo chiamati a grandi responsabilità. E ha concluso: siamo convinti che queste linee di indirizzo siano positive per dare nuove prospettive e concreto rilancio all'azione intrapresa per creare nuovo sviluppo e occupazione in Valle d'Aosta.

Il Presidente della seconda Commissione ha evidenziato l'importanza del DEFR perché cambia il modo di gestire la finanza pubblica, fissando due momenti nella discussione: la prima, entro il 30 giugno (termine entro il quale dovrà essere presentato il Documento a partire dal prossimo anno), sarà tutta politica perché il DEFR è l'esercizio del controllo strategico; la seconda, a fine anno, sarà sul bilancio, ossia sulla programmazione delle risorse per l'anno a venire. Per il Presidente Leonardo La Torre, negli anni passati il DEFR non era così necessario perché c'era benessere e non vi era l'esigenza di approfondire le linee direttrici: oggi, invece, questo Documento potrà essere lo strumento, con la condivisione della società civile, per definire come utilizzare le risorse e come spalmare i sacrifici, visto che la coperta è sempre più corta. Per La Torre, la prima autonomia di una Regione è quella finanziaria, che si la conquista ogni triennio creando politiche che consentano di avere entrate proprie: se non raggiungiamo questo obiettivo, ha osservato il Consigliere, saremo sempre più a ruota dello Stato, con spazi di autonomia sempre più ridotti e costretti a contrattare al ribasso. L'Assessore ha cercato di dare una risposta offrendo un documento snello, con obiettivi importanti, ma per il Presidente La Torre bisogna fare di più: in Valle d'Aosta vi sono potenzialità straordinarie, prima fra tutte il turismo, che devono diventare il vero strumento del rilancio.

Il Consigliere dell'UV Claudio Restano ha osservato che la Valle d'Aosta ha scottato il dazio del noviziato, tanto che nel documento non sono stati evidenziati tutti i punti del Programma di Governo: non avendo declinato tutti i punti, si è chiesto, come possiamo permettere l'esercizio del controllo da parte degli enti preposti, come possiamo chiedere agli Enti locali di elaborare il piano esecutivo di gestione o il Documento unico di programmazione? Per il Consigliere Restano il DEFR   deve essere così articolato: mission, Assessorato e norme di riferimento, destinatari, collaboratori laici e tempi di realizzo. In merito agli operai forestali, ha dichiarato che si è rischiato di far sprofondare in un incubo economico qualche famiglia, auspicando dei correttivi tramite gli emendamenti. È inserendo argomenti del genere che il DEFR diventa strumento importante. Per i prossimi anni, Restano ha suggerito percorsi più chiari, la definizione di un cronoprogramma e la semplificazione degli atti perché è questo che ci chiede la gente. Per il Consigliere, vanno bene gli investimenti per gli impianti di risalita, ma vi sono anche gli altri sport: ad esempio, per lo sci nordico abbiamo la possibilità di ospitare nuovamente la Coppa del Mondo ma necessitiamo di uno stadio vero, siamo arretrati di 15 anni. Il Consigliere ha infine sottolineato la mancanza di un punto specifico sulla promozione motoria sportiva.

Il Consigliere dell'UVP Nello Fabbri ha rilevato come il DEFR abbia coinvolto tutti i Consiglieri, facendoli diventare parte attiva della programmazione; ma ha anche espresso amarezza per l'approccio sbagliato, per la nascita frettolosa di questo documento, soprattutto riguardo alla parte propositiva. Il Consigliere Fabbri ha sottolineato che per poter sbloccare l'avanzamento della stesura del bilancio si è costretti a rincorrere il tempo. La speranza, ha concluso Fabbri, è che per il futuro questo parto frettoloso non si ripeta.

Per la Consigliera di ALPE Patrizia Morelli, proprio perché si tratta di una prima volta, l'attenzione al DEFR avrebbe dovuto essere maggiore; invece, si è strumentalizzato questo documento per lanciare messaggi puntuali ma poco pertinenti con le priorità, come per il caso degli operai forestali. Soffermandosi sul tema del turismo, la Consigliera ha sollecitato la costituzione di un soggetto unico che si occupi dell'immagine della Valle d'Aosta: nonostante anche l'approvazione di una mozione in Consiglio, è evidente che la Giunta non vuole concretizzare questo investimento strategico. Morelli ha giudicato disarmante l'argomento della ferrovia e dei trasporti liquidato con una sola frase che si limita ancora, nonostante la drammaticità della situazione, alla fase di studio, specificando che non sono stati presentati emendamenti proprio per evidenziare il vuoto di proposte. Il dibattito è stato interessante, ha detto, ma sarà difficile migliorare se le condizioni restano queste, con una situazione blindata, richiusa su se stessa, per cui i contributi costruttivi servono purtroppo a ben poco. Ma non rinunciamo, ha concluso la Consigliera, e pretendiamo per il prossimo DEFR un cambiamento radicale di metodo.

L'Assessore alle finanze, nella replica, ha assunto l'impegno a portare i documenti in tempi ragionevolmente più brevi al fine di permettere un'analisi maggiormente approfondita del Documento. L'approccio a questo documento è di responsabilità, ha detto Perron: potevamo presentare al Consiglio un libro dei sogni, ma volutamente non abbiamo declinato tutti i punti della Legislatura perché non era questo che richiedeva il DEFR; abbiamo quindi evidenziato delle priorità, alle quali pensiamo di poter dare puntuale risposta nel bilancio 2017-2019. Il nostro è un senso di responsabilità, ha concluso l'Assessore, e con molta umiltà abbiamo proposto al Consiglio la nostra visione della Valle d'Aosta del prossimo decennio, che guarda agli investimenti e alla sua economia ma che guarda anche ad un modello sociale attento alle varie fasce della popolazione e ad un sistema scolastico specifico.



MM-SC