Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Comunicato n° 479 del 21 settembre 2016

Interpellanza sulla subconcessione di derivazione d'acqua dal torrente Chalamy

Seduta consiliare del 21 settembre 2016

Nel corso della seduta consiliare del 21 settembre 2016, il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha chiesto delucidazioni in merito alla subconcessione di derivazione d'acqua dal torrente Chalamy ad uso piscicoltura avanzata da una società valdostana.

Illustrando l'interpellanza, il Consigliere ha messo in evidenza l'opportunità di negare la subconcessione «in quanto risulta che le attività gestionali previste utilizzerebbero specie quali la trota fario mediterranea e il gambero della Lousiana: va tenuto conto del fatto che la trota marmorata è una specie autoctona e non la trota fario mediterranea, mentre il gambero della Lousiana è una specie pericolosissima per l'ambiente con la capacità di distruggere l'equilibrio ittico della zona nella quale si insedia.»

L'Assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha risposto: «Nella vicenda rappresentata è intervenuta una novità lo scorso 6 settembre, quando la società richiedente ha presentato all’Ufficio gestione demanio idrico una nuova soluzione progettuale, in base alla quale l’alimentazione dell’impianto di piscicoltura avviene mediante la cessione di parte dell’acqua che è già nella disponibilità della derivazione ad uso idroelettrico; pertanto, non sarebbe più necessario effettuare un nuovo prelievo idrico dal torrente Chalamy. L’Ufficio, ai fini dell’accoglimento della domanda e della sua valutazione, ha richiesto una serie di chiarimenti alla predetta società, in particolare in merito alla garanzia di approvvigionamento invernale (ossia nel periodo più critico) dei due impianti. Qualora tale richiesta venisse ritenuta accoglibile, la domanda presentata ad uso piscicoltura verrebbe rigettata e istruita una seconda istanza. È ovvio che, nel caso di rilascio dell'autorizzazione, dovranno essere poste rigide clausole affinché i prelievi idrici dal torrente Chalamy non vengano aumentati rispetto a quelli attuali e che le specie ittiche allevate nell’impianto di piscicoltura siano conformi alle indicazioni fornite dalla Struttura competente dell’Assessorato agricoltura e risorse naturali e dal Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta, che verranno certamente coinvolti. Dunque, considerato che l’iter istruttorio della domanda in argomento non è ancora concluso, non posso pronunciarmi in merito

Il Consigliere Cognetta, nella replica, ha osservato: «In questa situazione ci sono molti aspetti che ancora non tornano. Visto che l'iter non è ancora terminato, sospendo anch'io il giudizio, ma continuerò a seguire la vicenda. Tuttavia resta un fatto: a mio avviso bisognerebbe vietare l'allevamento di specie poco utili all'ambiente

MM