Communiqués
22 mai 2026
Gallerie di Sorreley e Signayes: la maggioranza si sottrae al confronto
I gruppi di minoranza del Consiglio regionale FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, La Renaissance Valdôtaine e AdC, informati soltanto nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 21 maggio 2026, del deposito di una risoluzione da parte della maggioranza sulla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, si sono riuniti per valutarne il contenuto e le modalità di discussione. Una vicenda tanto rilevante per la mobilità regionale, le attività economiche e la vita quotidiana di migliaia di cittadini valdostani meritava certamente tempi, modalità e livelli di informazione diversi rispetto a quelli registrati nelle ultime ore.
La risoluzione impegnava il Presidente della Regione e il Governo regionale a chiedere formalmente la convocazione dell’assemblea dei soci di SAV e a rappresentare le forti preoccupazioni delle comunità locali, dei sindaci e delle categorie economiche rispetto all’ipotesi di una chiusura totale e prolungata della tratta autostradale.
«Pur rilevando il carattere tardivo sia dell’iniziativa sia delle informazioni fornite al Consiglio e al territorio - rilevano i Consiglieri -, i gruppi di minoranza hanno assunto un atteggiamento responsabile e costruttivo, dichiarandosi disponibili sia all’iscrizione sia alla discussione della risoluzione, a condizione però che venissero preventivamente discusse tre iniziative già depositate dalle opposizioni fin dal 24 aprile scorso, in vista del Consiglio regionale del 5 maggio, dai gruppi Lega Vallée d’Aoste, Fratelli d’Italia e Partito Democratico, tutte riguardanti la medesima vicenda e utili ad arricchire il confronto con ulteriori elementi politici e tecnici.»
«La minoranza - aggiungono - aveva inoltre manifestato la propria disponibilità a prorogare i lavori del Consiglio oltre le ore 20, proprio per consentire una discussione seria e approfondita su un tema così delicato.»
A tale scopo è stata presentata una mozione procedurale finalizzata all’inversione dell’ordine del giorno, così da affrontare dapprima le iniziative dei gruppi consiliari e successivamente la risoluzione della maggioranza.
«Nel corso del dibattito è però emerso un rifiuto netto rispetto a ogni proposta avanzata dalla minoranza, in continuità con un metodo politico ormai consolidato in questi mesi di legislatura.»
«Nonostante ciò, e ancora una volta per senso di responsabilità istituzionale, i gruppi di minoranza hanno comunque votato l’iscrizione della risoluzione all’ordine del giorno, anche nella prospettiva di poter successivamente convocare una Conferenza dei Capigruppo che valutasse la possibilità di proseguire i lavori oltre l’orario previsto. Alle ore 20.03, subito dopo il voto favorevole all’iscrizione della risoluzione, il Consiglio regionale è stato però sciolto dalla Presidente del Consiglio, impedendo di fatto ogni discussione sul merito del documento.»
«Resta comunque una contraddizione politica evidente - evidenziano -. Se il Presidente della Regione intende comunque convocare l’assemblea dei soci Sav, non si comprende per quale ragione sia stato necessario presentare una risoluzione consiliare che impegnasse il Presidente a fare ciò che rientra già pienamente nelle sue prerogative e responsabilità istituzionali di socio della società concessionaria. Questa vicenda evidenzia soprattutto una fragilità politica del Presidente della Regione e della sua maggioranza, che sentono il bisogno di cercare una sorta di legittimazione consiliare per assumere iniziative che dovrebbero essere naturali e immediate di fronte a una questione tanto delicata per il territorio valdostano.»
«Ancora più delicato appare il contenuto stesso della risoluzione, laddove si chiede a SAV di approfondire scenari alternativi e soluzioni tecniche differenti rispetto a quelle finora prospettate - concludono -. Peraltro, dalla documentazione illustrata negli incontri tecnici emerge che la stessa Protezione Civile regionale aveva richiesto una valutazione tecnica indipendente finalizzata a verificare se le soluzioni previste costituissero effettivamente le uniche opzioni possibili. Ed è proprio per questa ragione che sarebbe stato utile, corretto e rispettoso del Consiglio regionale aprire un vero dibattito politico e tecnico in Aula, anziché limitarsi a una operazione costruita nelle ultime ore e poi sottratta al confronto.»
