Eventi e ricorrenze

Dal 13 novembre 2006 al 13 novembre 2006

Presentazione del libro " Don Primo Mazzolari"

Vescovado di Aosta, ore 21.00

 

E' stato presentato lunedì tredici novembre presso il palazzo del vescovado di Aosta il volume di Domenico BUDACI “ Don Primo Mazzolari”.

La serata è stata introdotta dal Vice Presidente del Consiglio regionale, André Lanièce ed in seguito sono intervenuti, il Vescovo di Aosta Mons. Giuseppe Anfossi, il Parroco di Saint Marcel Don Vittorio Vuyet e l’autore del libro.
Uomo di pace, difensore dei poveri e dei lontani, Don Primo Mazzolari rivestì una grande figura sacerdotale, fu cappellano militare e sacerdote. Lo si ricorda inoltre per le sue grandi doti di predicatore, scrittore e giornalista.

 

Don Primo Mazzolari
è nato al Boschetto, frazione di Cremona, il 13 gennaio 1890 da
genitori legati alla terra da motivi di lavoro e di atavico
attaccamento. Ben presto, nel 1899, la famiglia, che si componeva
di due figli, Primo e Peppino, e di tre figlie, Colombina, Pierina
e Giuseppina, si trasferì a Verolanuova. Qui Primo Mazzolari
rimase ben poco: a dieci anni, seguendo la vocazione sacerdotale,
entrò nel seminario di Cremona dove proseguì gli studi fino
all’ordinazione che gli venne data da monsignor Giacinto Gaggia
il 24 agosto 1912. Dopo pochi mesi fu inviato come vicario a
Spinadesco, e subito dopo, richiamato in seminario a Cremona come
insegnante di Lettere. Scoppiata la Prima guerra mondiale, vi
partecipa con il fervore dei giovani in quel momento. Congedato
nel 1920 andò parroco a Bozzolo, provincia di Mantova, ma diocesi
di Cremona, dove cominciò ad assumere posizioni di difesa dei
diritti dei poveri. Nel 1922 venne nominato parroco di Cicognara,
«il paese delle scope». Qui iniziò la sua opposizione al
fascismo. Nel 1932 fu inviato nuovamente a Bozzolo e nel 1949 fondò
e diresse il periodico «Adesso» la cui pubblicazione fu sospesa
nel 1951. Nel 1957 predicò la Missione a Milano, chiamato dal
cardinal Montini. Con l’elezione di Giovanni XXIII entrò nella
chiesa una ventata nuova e le idee di don Primo ebbero piena
cittadinanza. Il 5 febbraio 1959 venne ricevuto in udienza privata
da papa Roncalli: l’accoglienza che egli ebbe dal Pontefice,
come disse al ritorno a Bozzolo ad amici e parenti, lo ripagava di
ogni amarezza sofferta. Morì il 12 aprile 1959 nella casa di cura
San Camillo di Cremona. Ma le sue idee camminano ancora.