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Comunicato n° 32 del 15 gennaio 2015

Rinviata al prossimo Consiglio una risoluzione sulla revoca del Direttore generale dell'USL Valle d'Aosta

Riunione del Consiglio del 15 gennaio 2015

Il Consiglio regionale ha poi esaminato una risoluzione, depositata in Aula dai gruppi di opposizione (UVP, Alpe, PD-SVdA e M5S), che era volta a impegnare la Giunta regionale a «revocare a Lorenzo Ardissone l'incarico di Direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta».

Dopo la discussione, è stato deciso di rinviare al prossimo Consiglio la trattazione della risoluzione.

Il Consigliere dell'UVP Laurent Viérin ne ha illustrato i contenuti. «Già un anno fa avevamo depositato un'iniziativa per sapere se il Direttore nominato avesse i requisiti per poter essere nominato – ha spiegato il Consigliere Laurent Viérin dell'UVP –, perché a noi pareva che il curriculum presentato dallo stesso fosse in contrasto con la normativa vigente. Infatti, da questo risultava che il Direttore avesse ricoperto il ruolo di Direttore generale presso la clinica eporediese, facente capo al gruppo del Policlino di Monza spa, di cui far parte, tra l'altro, l'Istituto clinico Valle d'Aosta di Saint-Pierre. Questa nostra iniziativa non aveva nulla a che fare con la persona e le sue competenze professionali, ma voleva far valere il principio del rispetto delle regole. La risposta che l'Assessore diede un anno fa diceva che tutto era in regola. Oggi, invece, l'Autorità nazionale anticorruzione ha sancito l'inconferibilità dell'incarico ad Ardissone in quanto è stato Direttore generale della Clinica eporediese di Ivrea. Si tratta di una vicenda opaca sulla quale bisogna fare luce ed è per questo che oggi ripresentiamo l'iniziativa per avere dall'Assessore i chiarimenti necessari.»

L'Assessore alla sanità, Antonio Fosson, ha osservato: «Di fronte ad una risoluzione di questo tipo sono amareggiato perché mai incarico fu dato ascoltando tutti i pareri legali dei servizi della Regione e anche dell'Autorità dell'anticorruzione. Non avevamo nessun dubbio sulla legittimità dell'atto, perché l'istruttoria disse che non vi era nessun vizio di legittimità, poi confermata dall'Autorità regionale anticorruzione. Ho appreso dai giornali l'orientamento dell'Autorità nazionale, che su questa questione non ha avuto nessuna interlocuzione con gli stessi uffici regionali che avevano dato il parere di legittimità. Lo stesso Segretario generale della Regione, responsabile dell'anticorruzione, ha inviato ieri una lettera all'Anticorruzione nazionale per chiedere di riesaminare il caso. Visto che è stato avviato il confronto con l'Autorità nazionale, chiederei ai proponenti di sospendere la risoluzione nell'attesa che arrivi un orientamento preciso. Se questo fosse confermato, lo porteremo a conoscenza e la nostra valutazione sarà conseguente.»

Per il Consigliere Cognetta (M5S), che ha ripercorso la genesi del parere richiesto all'Autorità nazionale, «è grave se i comportamenti di Roma e quelli di Aosta non coincidono. Questo è un grosso problema: riteniamo che il parere sia stato fornito dai servizi regionali con troppa leggerezza. Qual è il parere giusto? Non c'è possibilità di capire se possiamo aspettare o meno. La questione è molto semplice: l'incarico non andava dato.»

Il Consigliere Jean-Pierre Guichardaz (PD-SVdA) si è detto amareggiato per questa situazione. «Questo è un ruolo così delicato che avevamo chiesto un passaggio in Commissione. L'Anticorruzione evidentemente ha verificato i titoli così come dichiarati nel curriculum, da cui si evince l'incarico di Direttore alla Clinica Eporediese. Come opposizione non poniamo richieste per "metterci di traverso": se fossimo stati ascoltati oggi non saremmo qui a trattare questa situazione, peraltro con molto imbarazzo

Il Consigliere Laurent Viérin (UVP) ha ribadito: «Non mettiamo in dubbio la buona fede, ma lamentiamo il fatto che forse si poteva essere maggiormente solerti nel seguire questa pratica. L'Amministrazione si è comportata autoreferenzialmente, invece sarebbe stato sufficiente un confronto con l'Autorità nazionale, atteso che qualche dubbio era già sorto. Su dossier tanto rilevanti non può mancare l'attenzione all'aspetto amministrativo. Con questa vicenda si rischia di compromettere l'immagine della sanità valdostana. Non ravvisiamo problemi a rimandare la discussione su questo tema alla prossima adunanza del Consiglio. A noi importa che questo caso insegni qualcosa: i due aspetti principali riguardano la legittimità e l'opportunità

L'Assessore alla sanità Antonio Fosson ha puntualizzato: «Non abbiamo mai sottovalutato i dubbi, li abbiamo verificati nel modo più preciso possibile. Ribadisco l'impegno a agire di conseguenza in caso di conferma del parere da parte dell'Autorità nazionale

Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha precisato che «quando si esaminano i dossier per il conferimento degli incarichi, i servizi verificano con grande attenzione tutti gli aspetti. Questo orientamento dell'Autorità nazionale ha messo in difficoltà tutti, perché se l'Ufficio legale e il Responsabile regionale dell'anticorruzione non rilevano vizi di legittimità, vi è un prosieguo dell'iter. Ora auspichiamo che vi sia un confronto tra Autorità nazionale e regionale e che avvengano gli approfondimenti richiesti. Aspettiamo ora di avere comunicazioni formali.»

SC-MM