Info Conseil
Comunicato n° 510 del 22 ottobre 2014
Interpellanza sul rimborso dei biglietti degli impianti di risalita
Riunione del Consiglio del 22 ottobre 2014
Il gruppo Union Valdôtaine Progressiste ha trattato, con un'interpellanza illustrata nella seduta del Consiglio del 22 ottobre 2014, il tema dell'uniformità delle modalità di rimborso del prezzo dei biglietti in caso di chiusura degli impianti di risalita.
«Abbiamo appreso di numerose proteste per le modalità non uniformi di rimborso in caso di chiusure totali o parziali, dovute al maltempo, effettuate nel corso della passata stagione invernale dalle società che gestiscono gli impianti – ha spiegato il Capogruppo Luigi Bertschy –. L'Amministrazione regionale ha avviato un progetto di razionalizzazione degli impianti di risalita, che ha portato alla riduzione delle società, sempre perseguendo l'obiettivo politico che, oltre all'abbattimento dei costi gestionali, mira alla standardizzazione delle forme gestionali.» Ha quindi chiesto se esistono delle linee guida di riferimento e, in caso negativo, se l'Assessore intenda sensibilizzare le società degli impianti di risalita affinché queste vengano adottate.
L'Assessore al turismo, Aurelio Marguerettaz, ha riferito: «Si tratta di un argomento sentito, ma di non facile soluzione. Le diverse aziende valdostane hanno intrapreso delle procedure per informare la clientela prima dell'acquisto degli skipass sulle condizioni meteo che possono pregiudicare l'apertura degli impianti. Teniamo conto che, a causa della morfologia dei vari comprensori, la chiusura di alcuni impianti condiziona profondamente l'attività della clientela. In questi casi, le società prevedono riduzioni dei prezzi e/o rimborsi, e questo accade a inizio stagione per scarso innevamento, come anche durante la stagione, quando ad esempio il vento è troppo elevato. Invece, in caso di chiusura totale o di preclusione dello sci, tutte le società procedono al riconoscimento della validità dello skipass in altra occasione nel corso stagione invernale. E' quindi la diversa morfologia dei comprensori valdostani a non permettere un'uniformità di comportamento regolata da linee guida standard. D'altronde le variabili sono molteplici e del tutto imprevedibili, analogamente a quanto accade per gli spettacoli che si tengono all'aperto. Tutte le società funiviarie hanno comunque adottato comportamenti coerenti per quanto attiene alle comunicazioni alla clientela circa le previsioni meteorologiche, l'apertura o chiusura degli impianti e stabiliscono di pagare un biglietto proporzionalmente alla disponibilità degli impianti. Non dimentichiamo che le società perseguono l'obiettivo della soddisfazione dell'utenza, che rappresenta un patrimonio fondamentale.»
Nella replica, il Capogruppo Bertschy ha affermato: «Stiamo parlando di un patrimonio di clientela troppo importante per non dotarsi di un coordinamento. L'Amministrazione deve far valere il proprio peso: se le linee guida non esistono, lavoriamo per costruirle. Chiedo che venga inviata una lettera di indirizzo alle società di gestione sollecitando la massima attenzione nel compiere la funzione di "sportello del turismo valdostano". Se agiamo in questa direzione, ne gioverà anche l'immagine della Valle d'Aosta.»
MM
