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Comunicato n° 451 del 19 settembre 2012

Emily Rini eletta nuovo Presidente del Consiglio Valle

Adunanza del Consiglio regionale

Emily Rini è il nuovo Presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta. La sua elezione è avvenuta durante la seduta di oggi, mercoledì 19 settembre 2012, dopo che l'Assemblea ha accettato le sue dimissioni dalla carica di Consigliere segretario del Consiglio regionale, rassegnate lunedì 17 settembre scorso.

La neo Presidente è stata eletta, a scrutinio segreto, con 26 voti a favore e una scheda bianca alla prima votazione. I gruppi Alpe e Pd non hanno preso parte al voto.

Emily Rini è la prima donna nonché il più giovane Consigliere nella storia dell'Assemblea regionale, a partire dalle prime consultazioni regionali avvenute nel 1949 a oggi, a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio Valle.

Nata ad Aosta il 15 agosto 1982, è residente a Villeneuve. Si è laureata in giurisprudenza presso l'Università del Piemonte orientale. Attualmente è praticante abilitato iscritta all'Albo degli Avvocati di Torino e collabora con uno studio associato a Ivrea e a Torino in ambito di diritto penale. E' coagente di assicurazione nell'impresa di famiglia. Si presenta per la prima volta alle elezioni regionali del 25 maggio 2008 nella lista dell'Union Valdôtaine e viene eletta con 2556 voti. Nel corso della XIII Legislatura ha partecipato attivamente alle attività istituzionali della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, promuovendo insieme alle sue colleghe del Lazio, della Toscana e del Trentino Alto-Adige l'istituzione di un Forum permanente delle Elette nelle Assemblee legislative con il fine di affrontare le tematiche della rappresentanza di genere nelle Istituzioni, poi fatto proprio dalla Conferenza stessa. Membro della Commissione speciale per l'esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d'Aosta e della quinta Commissione consiliare "Servizi sociali", è stata relatrice di importanti provvedimenti legislativi in materia di sport, disabilità e sanità, con una particolare attenzione alle tematiche delle salute della donna e dei bambini.

La sua elezione è stata preceduta da un dibattito nel corso del quale sono intervenuti i Consiglieri Roberto Louvin, Raimondo Donzel, Dario Comé e il Presidente della Regione Augusto Rollandin.

Per il Consigliere di Alpe Roberto Louvin «ci troviamo in un momento di chiamata di responsabilità, dovendo individuare la più alta carica di questo Consiglio. Alpe e Pd hanno dichiarato che il Presidente del Consiglio non rappresenta la maggioranza politica, non è materia per accordi presi per alti scopi. Deve avere la maggiore fiducia dell'Aula, competenza, in cui l'intero consesso possa riconoscersi. La maggioranza però non ha raccolto il nostro invito a confrontarsi, ritenendo questa carica già riservata o quale merce di scambio. Sentiamo invece bisogno di un faro, di un mediatore autorevole e dialogante che rappresenti tutta l'Assemblea, indipendentemente dal partito di appartenenza. Il nodo della democrazia in Valle è serio, è nell'autocrazia pervasiva che fa perno sul Presidente della Regione, avanzando su equilibri sempre più spinti. Sul Consiglio ci sono urgenze istituzionali pendenti anche perché la maggioranza non le ha volute affrontare: occorre rivedere il sistema previdenziale dei Consiglieri, riducendone i costi per essere credibili nel contenimento della spesa pubblica. Il Consiglio deve rimanere una macchina da manifestazioni o vogliamo fare una riflessione al riguardo? Ci sentiamo molto lontani da questo regolamento di conti interno all'UV. Crediamo necessario fare scelte giuste in momenti come questi. Sentiamo disagio a prendere parte a questa cerimonia.»

«La nomina del Consigliere Praduroux è un adempimento, ma l'elezione del Presidente è una scelta politica - ha dichiarato il Consigliere Raimondo Donzel (PD) -. Non abbiamo avuto nessun riscontro sull'indirizzo delle forze di maggioranza: si tratta di uno sgarbo istituzionale. E pensare che ci dicono che bisogna mantenere un dialogo. Ho l'impressione che il messaggio lanciato sia che la massima autorità anche in quest'Aula sia il Presidente della Regione, procedendo con una logica di proprietà sull'Assemblea. Ovviamente non condividiamo questo metodo di gestione del Consiglio regionale in un momento così delicato

Il Consigliere Dario Comé (SA) ha evidenziato che «ogni minoranza ha sempre rivendicato la Presidenza del Consiglio e per un periodo si sono avuti esponenti dell'opposizione al vertice del Consiglio, ma a partire dal 1988 il Presidente del Consiglio è sempre stato un rappresentante di maggioranza senza coinvolgimento della minoranza e senza dibattito in aula. Fra chi oggi siede all'opposizione c'è però anche chi ha ricoperto, quando era in maggioranza,  quella carica grazie a quella "concezione padronale e spartitoria" che oggi rinnega

Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha dichiarato: «nel 2008 il Capogruppo dell'Union Valdotaine, Diego Empereur, fece la proposta di Alberto Cerise alla Presidenza del Consiglio, e la minoranza sollevò le medesime obiezioni udite poco fa. Oggi, tutti hanno riconosciuto e giustamente elogiato le qualità "super partes" del compianto Alberto Cerise. Ritengo che non ci sia motivo per dubitare che si possano trovare le stesse qualità in chi stiamo proponendo, proprio perché il Presidente dell'Assemblea deve essere super partes. Riteniamo che ci siano condizioni perché le persone proposte ricoprano i loro ruoli con professionalità. Sottolineo inoltre che al momento opportuno affronteremo ulteriormente la questione dei costi della politica e dei finanziamenti ai gruppi e che non c'è stato alcun sgarbo istituzionale, perché il dibattito si svolge oggi qui in Aula

Nell'ambito delle dichiarazioni di voto sono intervenuti i Consiglieri Luciano Caveri, Patrizia Morelli, Raimondo Donzel e Massimo Lattanzi.

Il Consigliere Luciano Caveri (UV), nell'annunciare il voto a favore ha sostenuto che «il metodo non è acqua: abbiamo già espresso la necessità di maggiore condivisione delle proposte in una situazione politica complessa, che diventerà sempre più difficile. Per noi resta fermo il programma di legislatura, e non ci convincerebbero dei patti di fine legislatura. Sulla votazione odierna esprimo imbarazzo e ribellione all'assioma per cui chi si esprime con dubbi e contrarietà sia automaticamente un franco tiratore, ovvero una figura effimera che si piega a rapporti ambigui. Chi si sente unionista nel profondo non ha bisogno di prove del DNA. Non vediamo pertanto altri metodi che confronti seri. Il dibattito di oggi dovrebbe riuscire a spazzare via logiche incrostate, e per questo vogliamo ribadire critiche frutto di onestà che riteniamo essere nostro punto di riferimento

Per il Capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli, «si tratta di una questione di metodo, di forma, con un'importanza che deve diventare sempre più crescente. Oggi assistiamo ancora una volta alla chiusura del fortino retto con mano ferma da parte di un uomo solo che non lascia spazio al confronto e a cui tutti, in questa maggioranza, si conformano. Non ci si rende conto che il mondo va avanti e che la trasparenza delle decisioni deve diventare un valore forte. Il gruppo dell'Alpe non parteciperà alla votazione, non ritirando la scheda

Il Consigliere Raimondo Donzel (PD) ha ribadito che il proprio gruppo non prenderà parte al voto.

Il Capogruppo del Popolo della Libertà, Massimo Lattanzi, ha espresso a nome del proprio gruppo il voto a favore.

SC-MM