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Comunicato n° 271 del 23 maggio 2012
Sport e disabilità: attività sportiva come luogo di integrazione e pari opportunità
Conferenza-dibattito oggi, mercoledì 23 maggio, a Morgex
Sport, disabilità e vita quotidiana. Su questi tre filoni si è sviluppata la conferenza-dibattito dal titolo
"Sport: Perché no?", iniziativa che si è svolta oggi, mercoledì 23 maggio 2012, nell'auditorium del Comune di Morgex, promossa dalla Consulta regionale per le pari opportunità e dedicata ai ragazzi delle Scuole medie del Comune dell'alta valle, nel quadro di un progetto pilota voluto dalla Consulta per promuovere lo sport come elemento di fulcro per la salute e la socialità anche delle persone diversamente abili.
Nel corso della mattinata, alla quale è intervenuta la Consigliera regionale Emily Rini e ha partecipato il Vicepresidente del Consiglio Valle, André Lanièce, gli studenti hanno ascoltato con grande interesse e con una certa emozione le testimonianze dirette di disabilità di Egidio Marchese, componente della squadra olimpica paraplegici Wellchair Curling e Presidente dell'Associazione paraplegici Valle d'Aosta, e di Rita Dal Monte, Olimpionica a Torino 2006 e Segretaria dell'Associazione paraplegici Valle d'Aosta, che ha portato l'esperienza prima di tutto di mamma disabile.
La Consigliera Emily Rini ha sottolineato che «per il Consiglio regionale della Valle d'Aosta è un onore essere presente in una giornata estremamente importante, perché si vuole lasciare un messaggio importante ai giovani, che è quello della normalità nella diversità. Ognuno di noi è diverso e questa diversità si deve affrontare attraverso l'inclusione sociale. L'attività fisica produce, oltre al benessere fisico, anche capacità intellettive e permette di considerare la disabilità 'non più una fine', ma 'un nuovo inizio'. Occorre far crescere nei ragazzi questa cultura, perché su di loro si baserà la società del futuro e senza una cultura dell'altro, dell'eguaglianza, delle pari opportunità non può esserci futuro. Il metodo più importante ma anche più efficace per far crescere in loro questo modo di pensare passa attraverso le testimonianze dirette di persone che vivono una vita assolutamente normale nella diversità.»
«Organizzare questi incontri nelle sedi scolastiche - ha detto Egidio Marchese - è di primaria importanza perché occorre veicolare ai ragazzi il messaggio che con una disabilità si possono fare tante attività, anche grazie all'aiuto degli ausili. Poi per noi lo sport è un veicolo di integrazione e l'obiettivo primario è quello di avvicinare molte altre persone alla pratica sportiva, evitando che rimangano da sole a casa. Lo sport occupa degli spazi vuoti, dei momenti in cui non sai cosa fare e i problemi psicologici possono nascere se si ha troppo tempo per pensare. Nel nostro mondo, nella nostra organizzazione forse questo atteggiamento è una sorta di terapia perché facciamo delle cose che ci piacciono, con persone che ti fanno sentire come qualunque altro.»
«Volevamo evidenziare le pari opportunità anche per un tema così delicato, così importante come quello della disabilità, ha dichiarato Barbara Grange, in rappresentanza della Consulta regionale per le pari opportunità. Abbiamo voluto far parlare le persone e dimostrare, con le immagini, che ci sono pari opportunità per tutti, al di là della condizione fisica e dell'essere donna o uomo. Le difficoltà della vita non devono mettere dei freni ai sogni, ma dare coraggio per guardare oltre e dare senso alla vita. Il progetto pilota è partito da Morgex utilizzando lo sport come veicolo di sensibilizzazione ma l'idea è di diffonderlo anche sotto l'aspetto sociale e del lavoro, delle pari opportunità. Vuole essere un messaggio importante soprattutto per i ragazzi, che si devono avvicinare al mondo senza pensare che ci siano diversità in generale.»
Nel corso della conferenza - durante la quale sono state proiettate immagini delle Paraolimpiadi di Torino 2006 e delle tecniche che permettono ai disabili di avvicinarsi alla pratica dello sci e dello snowboard grazie agli ausili, (strumenti utili per prevenire, compensare o alleviare una disabilità, un handicap, che contribuiscono all'autonomia della persona disabile), - sono intervenuti, inoltre, Monica Allonzi, assistente di sostegno nelle scuole ai ragazzi portatori di handicap, e Andrea Borney, Presidente Associazione Sport per tutti-Aspert onlus e Direttore tecnico dell'Associazione polisportiva Ecole du Sport.
Al termine i ragazzi si sono trasferiti nell'adiacente palestra per scoprire e sperimentare gli ausili, messi a disposizione dall'Associazione paraplegici Valle d'Aosta e dall'Aspert-Onlus, che i disabili utilizzano per la pratica sportiva. Un momento ludico, ma che ha lasciato il segno, poiché gli studenti hanno potuto verificare, al di là della curiosità iniziale, quali sforzi e quale impegno siano messi in campo, nella vita di tutti i giorni, da parte di chi vive su una carrozzina, o più in generale da parte di chi viva con una disabilità.
PL
