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Comunicato n° 166 del 22 marzo 2012

Approvate le modifiche all'organizzazione del Comitato regionale per le comunicazioni

Adunanza del Consiglio regionale

L'Assemblea regionale ha approvato con 26 voti favorevoli e 3 contrari (PD) la proposta di legge che modifica ulteriormente la norma regionale n. 26 del 2001 recante istituzione, organizzazione e funzionamento del Comitato regionale per le comunicazioni.

Il provvedimento, presentato dai Consiglieri capigruppo Empereur (UV), Salzone (SA), Lattanzi (PdL), La Torre (FA) e Patrizia Morelli (Alpe), si compone di quattro articoli volti a intervenire nuovamente sulla composizione del Comitato, ripristinandone l'originario assetto (5 componenti), senza comportare maggiori oneri a carico del bilancio del Consiglio.

«In seguito ad un'analisi approfondita delle modifiche apportate a luglio 2011 - ha spiegato il Consigliere Alberto Crétaz (UV), relatore della proposta -, con le quali si era deciso il 'taglio' del numero dei componenti del Corecom da cinque a tre, tale riduzione, benché ispirata ad una imprescindibile esigenza di salvaguardia delle finanze pubbliche, è apparsa poco coerente con la natura stessa del Comitato. In ossequio con il principio della rappresentatività, cardine del nostro ordinamento democratico, l'allargamento del collegio a cinque membri è diretto a garantire un adeguato equilibrio e pluralismo nella selezione dei componenti, consentendo, inoltre, di tutelare le prerogative della minoranza consiliare - cui viene espressamente riservata la facoltà di selezionare almeno un componente - e di preservare il ruolo istituzionale di garanzia e vigilanza del Corecom quale authority indipendente. E' importante sottolineare come tali esigenze di rappresentatività e pluralismo siano perseguite a 'costo zero', nel pieno rispetto degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica che hanno animato l'intervento normativo del luglio scorso. L'allargamento del Corecom si accompagna infatti a una riduzione proporzionale dei compensi da corrispondere a ciascun componente. Nel dettaglio, l'indennità mensile di funzione del Presidente del Comitato, attualmente pari al 40 per cento dell'indennità di carica mensile percepita dai Consiglieri regionali è ridotta al 25 per cento, mentre per gli altri membri, tale percentuale passa da 25 a 16 per cento

Nella discussione generale sono intervenuti il Consigliere segretario Gianni Rigo, i Consiglieri Leonardo La Torre, Raimondo Donzel, Francesco Salzone e Alberto Bertin.

Per il Consigliere segretario Gianni Rigo (PD), «se il 27 luglio 2011 il Consiglio Valle ha deciso la riduzione dei componenti, lo ha fatto per rendere la struttura più efficiente e non sproporzionata, sempre salvaguardando l'indipendenza dell'organismo. Ma se si vuole far sì che anche la minoranza sia rappresentata, sempre diminuendo i compensi dei componenti, c'è solo una strada, quella già indicata a luglio dal gruppo consiliare del PD: calibrare meglio gli emolumenti. Ma di che cifre stiamo parlando? In base alla proposta di legge, al Presidente del Corecom spetterebbe un'indennità mensile netta di 1.390,54 euro, mentre ai Consiglieri 904,96 euro, per una spesa mensile complessiva di 6.537,42. Con la nostra proposta, invece, al Presidente andrebbero 1.658,65 euro mensili netti, mentre ai due Consiglieri 1.122,43 euro, per una spesa complessiva mensile di 5.141,79 euro. La nostra proposta avrebbe potuto già a luglio riassumere tutte le sensibilità, i concetti, i valori oggi espressi. Non si è voluto discutere con un dialogo costruttivo e arrivare a sintesi delle posizioni. La proposta normativa che stiamo trattando non aiuta all'avvicinamento della politica ai cittadini. Offriamo l'immagine della spartizione dei poteri, piuttosto che l'intenzione di voler cercare di risolvere i problemi delle persone. E' mancata la saggezza di tutte le forze politiche.»

Il Capogruppo della Fédération autonomiste, Leonardo La Torre, ha specificato che «non si può paragonare il Corecom a un qualsiasi Consiglio di Amministrazione, per cui non è possibile ridurre il numero dei componenti di un organismo di controllo quale è il Corecom come se si trattasse di uno amministrativo. In questo caso si tratta di tutelare un Comitato fondamentale per l'informazione, che peraltro ha sempre lavorato bene, anche con cinque componenti. Si prende atto che la riflessione corale ha portato a questa decisione, proprio per garantire il pluralismo alla minoranza, assicurando comunque la riduzione dei costi in un'ottica di politica di risparmio

Secondo il Consigliere Raimondo Donzel (PD) «il Corecom del Piemonte dopo la riforma risparmia circa 2 milioni di euro ed è stato ridotto a tre componenti pur mantenendo tutte le sue funzioni. E lo stesso si può dire per l'Emilia Romagna. Noi invece prevediamo cinque componenti per una struttura che non esiste in raffronto alle altre regioni. Questo organismo deve poter lavorare con del personale in grado di affrontare le diverse questioni. Ci sarà da parte nostra tutta la disponibilità a collaborare, ma rimaniamo fermi sulla nostra idea di soli tre componenti e vigileremo sull'argomento. Ribadisco che il nostro partito non concorrerà per quel posto lasciato alla minoranza

Il Capogruppo della Stella Alpina Francesco Salzone ha evidenziato che «quando il Comitato aveva cinque membri, il costo mensile era di 10.650 euro, con tre è sceso a 6.610 euro. Poi ci siamo resi conto che la minoranza non era giustamente rappresentata, per cui abbiamo deciso di ritornare a cinque componenti, mantenendo invariati i costi, quindi sempre 6.610 euro al mese. Eravamo convinti che la minoranza avrebbe approvato, ma l'acredine dimostrata invece mi fa ipotizzare che l'opposizione al suo interno non abbia trovato un accordo

Il Consigliere Alberto Bertin (Alpe) ha puntualizzato che «gli emendamenti che avevamo presentato a luglio sono stati puntualmente bocciati. Per quanto riguarda la composizione del Corecom, avevamo proposto il mantenimento dei cinque membri, per garantire il pluralismo, compreso quello delle competenze. Non abbiamo cambiato idea nel corso di questi sei mesi, per cui il nostro voto alla proposta di legge sarà favorevole. Altri invece, forse, hanno cambiato idea

MM