Info Conseil
Comunicato n° 67 dell'8 febbraio 2012
Approvate le disposizioni per l'eradicazione della rinotracheite bovina
Adunanza del Consiglio regionale
Con 26 voti a favore e 8 contrari (Alpe e PD), il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per l'eradicazione della malattia virale rinotracheite bovina infettiva nel territorio valdostano. Sul primo articolo era stata richiesta la votazione segreta: il risultato ha portato 19 voti a favore, 14 contrari e un'astensione. Al testo sono stati presentati 11 emendamenti, di cui uno approvato dell'Assessore alla sanità e 10 dei gruppi Alpe e Partito Democratico (uno approvato e 9 respinti).
Il provvedimento, che si compone di 23 articoli, è volto a disciplinare un programma regionale di eradicazione totale della malattia, in sostituzione dell'attuale monitoraggio.
La Consigliera segretario Emily Rini (UV) ha illustrato l'iniziativa, sottolineando che «per contrastare questa patologia, dal 2003 ad oggi la Regione, stante l'importanza rivestita dal settore dell'allevamento bovino, ha deciso di attuare annualmente uno specifico piano di monitoraggio sierologico e ha avviato un'adeguata campagna vaccinale basata sull'impiego di vaccini marker che consentono la distinzione tra capi infetti e capi vaccinati (sono testati solo i capi con età superiore ai 12 mesi). Per quanto attiene i risultati negli anni, si rileva il miglioramento continuo della situazione con il passaggio della percentuale di capi IBR/+ dal 17,25% del 2005 al 4,5% del 2011 e per quanto riguarda gli allevamenti dal 44,57% al 23%. Quindi l'adozione di un piano di eradicazione, vista la situazione ottimale, rappresenta la naturale conseguenza dell'attività effettuata sinora.»
«L'obiettivo del programma di eradicazione dell'IBR - ha aggiunto la Consigliera - è l'eliminazione dell'agente patogeno responsabile di tale malattia dall'intero territorio regionale e l'ottenimento della qualifica di territorio indenne sulla base della decisione della Commissione CE del 21 agosto 2007. Tale programma, che sarà affidato al servizio veterinario competente dell'Azienda USL, è obbligatorio e prevede che negli allevamenti bovini tutti gli animali presenti di età superiore ai 9 mesi da riproduzione e/o produzione, esclusi gli allevamenti ad indirizzo esclusivo ingrasso, debbano essere sottoposti ad accertamenti diagnostici su campioni di sangue necessari per l'attribuzione della qualifica sanitaria di azienda indenne per IBR. Gli animali risultati positivi agli accertamenti dovranno essere a regime obbligatoriamente abbattuti entro 30 giorni dalla notifica ed i restanti animali negativi essere invece riprovati a distanza di 30 giorni dalla macellazione degli animali positivi. La qualifica si otterrà con due prove negative su tutti i capi a distanza di 5/ 7 mesi. La partecipazione a mostre, fiere, batailles o rassegne zootecniche sarà consentita, nel momento in cui le legge entrerà a regime, solamente ad animali di allevamenti indenni. Negli alpeggi presenti sul territorio della Regione potranno essere introdotti, sempre a regime di legge, esclusivamente animali provenienti da allevamenti indenni per IBR. La Regione promuove inoltre una politica di abbattimento e di corresponsione di incentivi agli allevamenti che detengono sino a 6 capi positivi per la sostituzione di tali capi sia mediante acquisto che da rimonta interna. Parimenti vengono erogati incentivi in regime 'de minimis' agli allevamenti indenni al fine di incentivare l'attuazione del programma regionale di eradicazione del virus BHV-1 fino ad un massimo di euro 40 per ogni animale risultato negativo di età superiore a dodici mesi presente in azienda.»
«E' poi importante segnalare che è contemplata in questo disegno di legge una fase transitoria caratterizzata da norme specifiche differenti da quelle appena citate - ha concluso la Consigliera - per rispondere alle preoccupazioni specifiche emerse in fase di discussione in Commissione, durante le audizioni con i rappresentanti degli allevatori, come ad esempio il possibile ritardo nella monticazione estiva. Si sono quasi totalmente recepite queste richieste. Limitatamente al 2012 e onde consentire un'adozione graduale delle misure previste dal piano, si è previsto che il periodo entro cui provvedere alla macellazione degli animali risultati positivi sia di novanta giorni e che non ci fossero vincoli particolari nelle compravendite degli animali e nella partecipazione a mostre, fiere, batailles o rassegne zootecniche così come nella gestione degli alpeggi.»
Nella discussione generale sono intervenuti i Consiglieri Rigo, Morelli, Donzel e l'Assessore alla sanità.
Per il Consigliere segretario Gianni Rigo (PD), «l'iter in Commissione è stato frutto di un percorso approssimativo e superficiale. Questo disegno di legge, per la sua complessità, necessitava di un approfondimento che come gruppi di minoranza abbiamo invocato e che, grazie alle audizioni effettuate su nostra richiesta, ha potuto portare al recepimento di una serie di richieste degli allevatori. Questo difficile navigare è dovuto a giochetti politici o ad una scarsa capacità di amministrare? Qual è il senso di approvare oggi un provvedimento che, a detta di tecnici, non servirà a molto per l'eradicazione completa della malattia. Il problema non è nel programma, ma nella tempistica: cominciare a febbraio la campagna vuol dire andare contro natura. Ci chiediamo quindi il senso dell'urgenza evocata dall'Assessore.»
Per la Consigliera capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli, «l'esame della norma avrebbe richiesto un tempo di analisi più lungo e un clima di confronto più sereno. Da subito, invece, sono emerse contraddizioni e forzature che si sono poi rivelate pretestuose. Se è vero che questa legge è la naturale evoluzione di una serie di piani di controllo e monitoraggio che decorrono in Val d'Aosta sin dal 2003, è altrettanto vero che il passaggio ad un piano di eradicazione non è né facile, né indolore e la sua riuscita non può prescindere dall'adesione convinta e totale degli allevatori. La politica non ha saputo valutare appieno la portata di questa legge e nel tentativo maldestro di porre rimedio ad una situazione che si stava rivelando poco gestibile, si è voluto caricare la quinta Commissione di una pretesa urgenza e di responsabilità che non sono sicuramente ad essa attribuibili. Con il risultato che all'ultimo giorno utile, raccogliendo in extremis le osservazioni di una Commissione che si è impegnata a fondo in un lavoro di miglioramento del testo, l'Assessore ha presentato 4 emendamenti, con cui si introducevano delle norme transitorie che in precedenza non erano state nemmeno prese in considerazione. In sintesi, una legge che se è chiara e condivisibile sotto l'aspetto sanitario, non lo è altrettanto per quanto concerne i tempi e i modi di applicazione. E, per quanto mi riguarda, segna anche l'ultima volta in cui mi rendo disponibile ad accogliere motivazioni di urgenza e a dover decidere in tempi non adeguati e sotto la spinta della fretta, che, come dimostra il percorso di questo provvedimento, è sempre una pessima consigliera.»
Il Consigliere Raimondo Donzel (PD) ha evidenziato che «molte regioni che hanno iniziato prima di noi non hanno ancora completato i programmi di eradicazione. Visto che anche altre realtà stanno procedendo passo a passo, non potevamo anche noi andare con maggiore cautela? Considerando per altro che si tratta di una malattia che non si trasmette all'uomo, mentre ci è stato dipinto uno scenario da tragedia. Con questo provvedimento rischiamo di mettere in ginocchio molte aziende che sono già in grossa difficoltà e che hanno invece bisogno di essere aiutate. Oggi rischiamo di fare danni peggiori dell'applicazione dell'imposta municipale unica sui fabbricati rurali, sulla quale invece ci siamo spesi in abbondanza. Questa legge suscita molte perplessità e vi invitiamo a riflettere ulteriormente.»
L'Assessore alla sanità, Albert Lanièce, è intervenuto per la replica. «Quando abbiamo deciso di ragionare sul piano IBR, abbiamo preso in considerazione il fatto che questa malattia, sebbene sia stata banalizzata, è insidiosa e può causare gravi danni agli allevamenti bovini. Le campagne precedenti avevano portato ad una riduzione dei capi positivi, quindi abbiamo voluto dare una svolta definitiva al fine di conseguire l'ottenimento della qualifica di territorio ufficialmente indenne. Abbiamo fatto un ragionamento di tipo sanitario che porterà ad un miglioramento delle nostre stalle e del patrimonio bovino valdostano: si tratta di un valore aggiunto che gioverà soprattutto agli allevatori sia sotto il profilo sanitario che in termini di immagine del settore e delle sue produzioni.»
SC
