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Comunicato n° 64 dell'8 febbraio 2012

Presa d'atto delle dimissioni di Claudio Lavoyer dalla carica di Assessore al bilancio

Adunanza del Consiglio regionale


Dopo un dibattito durato un'ora e mezza, l'Assemblea regionale ha preso atto delle dimissioni del Consigliere Claudio Lavoyer dalla carica di Assessore al bilancio, finanze e patrimonio. Come previsto dalla legge regionale n. 21 del 2007, il Presidente della Regione assume ad interim le funzioni assessorili fino all'elezione del nuovo Assessore. Contestualmente, il Consiglio ha respinto una risoluzione presentata dai gruppi Alpe e Partito Democratico (8 voti a favore e 26 contrari) che impegnava il Presidente della Regione a proporre all'Assemblea il nominativo del nuovo Assessore al bilancio entro la prossima adunanza.

Il Consigliere Lavoyer aveva comunicato le proprie dimissioni da Assessore con una lettera indirizzata al Presidente della Regione il 3 febbraio scorso, a seguito delle notizie emerse nel quadro degli accertamenti svolti dalla Banca d'Italia presso un istituto di credito valdostano. «In questo difficile momento - aveva scritto Lavoyer al Presidente Rollandin -, che mi vede impegnato a difendere l'onorabilità mia e della mia famiglia a fronte dello stillicidio di notizie che ci stanno colpendo in modo indegno, d'intesa anche con il mio movimento Fédération Autonomiste ti confermo la mia decisione di rassegnare le dimissioni da Assessore al bilancio. Nella convinzione che questa mia scelta consentirà al Governo regionale di poter continuare a svolgere, con la serenità di cui ha bisogno, il proprio operato, ti ringrazio per la fiducia accordatami in questi anni.»

Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, nell'illustrare l'oggetto all'ordine del giorno, ha ringraziato l'Assessore per la sua disponibilità a portare i chiarimenti necessari affinché non ci siano più ombre sulla vicenda. «Ad oggi, non ci sono documenti ufficiali inviati alla Regione e quindi noi rimaniamo alle comunicazioni lette sui giornali in questi giorni. Abbiamo parlato con l'Assessore che ci ha spiegato la situazione. Prendiamo atto della sua volontà che riteniamo corretta così come crediamo sia giusto un lasso di tempo nel quale avere le spiegazioni necessarie a chiarire la questione. Abbiamo l'esigenza di avere ulteriori elementi per poter prendere delle decisioni, visto che ad oggi l'amministrazione non è stata coinvolta in nulla.»

Il Consigliere Claudio Lavoyer (FA) ha detto che «con queste dimissioni ho dimostrato di aver separato il mio ruolo istituzionale da quello personale. A questo punto non esiste più nessuna sovrapposizione e non posso più essere accusato di essere di imbarazzo nella Giunta. Con questa mia scelta il Governo regionale potrà continuare a lavorare con la tranquillità necessaria. Visti questi attacchi anche virulenti nei confronti della mia persona e della mia famiglia, potrò finalmente chiarire la mia situazione su fatti che considero personali. Il mio operato è stato corretto e sono sereno.»

Per il Consigliere Roberto Louvin (Alpe), «si tratta di una vicenda dai contorni non chiari e che ha visto il nostro collega Lavoyer al centro di un tourbillon di movimenti bancari 'anomali' per oltre 40 milioni di euro in due anni sui propri conti correnti e su quelli riconducibili a persone a lui vicine. Rileviamo la necessità di ripensare il sistema di anagrafe patrimoniale degli eletti, che non fa emergere l'esistenza di rapporti economici di enorme spessore. Su questo un tema il nostro movimento si impegnerà fin dai prossimi giorni. Dopo aver intonato per dieci giorni il "peana" di "sono solo fatti personali", la maggioranza regionale ha proclamato all'unisono che le dimissioni di Lavoyer la tolgono dall'imbarazzo: questo prova la gravità di una situazione ben percepita fin dall'inizio. L'Assessore Lavoyer purtroppo non ha finora ritenuto di dare nessuna spiegazione concreta sulla vicenda, lasciando permanere ombre che danno la stura alle peggiori illazioni. Le dimissioni sono un atto dovuto, corretto e necessario: ci auguriamo che la vicenda non abbia conseguenze dal punto di vista personale, tuttavia le conseguenze per l'istituzione regionale ci preoccupano molto. L'assunzione interinale delle competenze di Assessore da parte di Rollandin, interpretate da molti come 'dimissioni a termine', sono una iattura. Credo sia nota la mole di compiti e funzioni che il capo dell'esecutivo sta già cumulando. Questo 'interinato lungo' non porta nessun beneficio alla Regione, se non quello di caricare ulteriormente sulle sue spalle poteri e prerogative già rilevantissime. La Valle ha bisogno oggi, subito, di un Assessore alle finanze competente e quotidianamente impegnato al servizio di una finanza regionale oggi più che mai sotto tiro, minacciata dagli effetti delle manovre economiche, bisognosa di trovare presto equilibrio e gestione sagace.  Tutto l'opposto di ciò che potrà fare nei prossimi mesi un Presidente 'in tutt'altre faccende affaccendato'.» Il Consigliere ha quindi annunciato una risoluzione sottoscritta dai gruppi Alpe e Partito Democratico, che impegna il Presidente del Regione a proporre al Consiglio regionale il nominativo del nuovo Assessore al bilancio entro la prossima seduta dell'Assemblea.
Il Consigliere Raimondo Donzel (PD): «Prendiamo atto delle dimissioni dell'Assessore Lavoyer: sono un gesto di responsabilità in un momento in cui tutta la classe dirigente del nostro paese è sotto i riflettori dell'opinione pubblica. Si tratta per noi di una vicenda oscura: non capiamo come una notizia di giornale possa avere scatenato una bufera del genere. Non siamo giustizialisti né forcaioli, però ci sembra naturale capire cosa sia successo e crediamo che si debba fare piena luce sulla vicenda. Non è la Magistratura che deve determinare delle conseguenze sulla politica, è la politica che deve essere trasparente nei confronti dei cittadini. Non possiamo tuttavia aspettare 90 giorni per avere l'Assessore alle finanze: la nostra proposta di legge che mirava a ridurre a sette gli Assessori è stata bocciata, perché oggi, nel pieno di una crisi politica, possiamo invece stare tre mesi senza un Assessore? Noi ravvisiamo la necessità di una tempestiva sostituzione dell'Assessore, sia che si scelga la via maestra scegliendo un Consigliere regionale sia attraverso un rimpasto di Giunta rivedendo le deleghe, che per noi sarebbe anche più opportuno.»

Il Capogruppo di Fédération Autonomiste, Leonardo La Torre: «I fatti devono essere esaminati sotto due aspetti. Dal punto di vista etico-morale, Claudio Lavoyer, dando le sue dimissioni, ha dimostrato il suo senso di responsabilità nei confronti della collettività e non credo ci siano tanti esempi in questo paese che vanno in questa direzione. Sotto il profilo politico, i fatti non sono chiari: oggi parliamo di documenti che non sono a nostra disposizione, di fatto siamo di fronte a balletti di cifre e a un carnevale delle procedure. Mancando i fatti reali ed essendoci solo quelli mediatici, non abbiamo elementi per confermare gli atti citati, anche se crediamo che vi siano già parecchi elementi di violazione della privacy in questa vicenda. Lavoyer ha fatto bene a dare le sue dimissioni, ma non posso accettare la facile demagogia che dipinge la politica come quell'ambiente dove tutto sta nell'ombra. Di fatto, con queste dimissioni, il collega si prende anche la libertà di difendere la sua libertà di azione. Credo che sia giusto dare un tempo di 90 giorni al fine di poter fare chiarezza: chiarezza che non deve fare Lavoyer bensì quanti stanno esaminando questa vicenda.  Non facciamo quindi processi sommari per una volta tanto che un Assessore si assume le proprie responsabilità di chiarire la propria onorabilità.»

Il Capogruppo di Stella Alpina, Francesco Salzone: «Riteniamo che, in questa fase, l'atto di Lavoyer sia un gesto di grande responsabilità, in quanto consentirà al Governo regionale di continuare il proprio lavoro con serenità. Ad oggi non esiste nessun atto ufficiale che condanni il Consigliere Lavoyer. Tuttavia, egli ha distinto il ruolo privato da quello politico e potrà così tutelare la sua onorabilità e quella della sua famiglia.»

Per il Capogruppo del Popolo della Libertà, Massimo Lattanzi, «erano dimissioni non formalmente dovute, ma che rappresentano un gesto di trasparenza politica e per questo ringraziamo l'ex Assessore Lavoyer.  Ora non ci resta che aspettare gli atti che dovranno arrivare da altre sedi: a noi oggi spetta solo il compito di continuare a lavorare con il massimo impegno per la nostra comunità.»

SC