Info Conseil
Comunicato n° 33 del 25 gennaio 2012
Interpellanza su adesione ai programmi di screening oncologico femminile
Adunanza del Consiglio regionale
Il tema dell'adesione delle donne valdostane ai programmi di screening oncologico femminile è stato affrontato in un'interpellanza presentata dal Capogruppo di Alpe, la Consigliera Patrizia Morelli.
La Consigliera Morelli ha precisato che «la popolazione valdostana si caratterizza per un'alta partecipazione ai programmi di prevenzione e screening - in particolare per l'individuazione precoce dei tumori femminili - attivi dal 1997, come evidenziato dal Rapporto sullo Stato di salute e ricorso ai servizi sanitari redatto nel 2009 dall'Osservatorio regionale epidemiologico e per le politiche sociali. La nostra Regione, inoltre, ha attuato sin dal 2007 l'offerta attiva del vaccino contro l'infezione da Papilloma Virus (HPV) per le adolescenti.»
La Consigliera ha, quindi, voluto conoscere «quali sono i dati di adesione più recenti delle donne valdostane ai programmi di screening oncologico femminile e se il trend positivo si mantiene; quali sono i dati di adesione delle giovani alla vaccinazione contro l'infezione HPV; se si ritiene di seguire l'esempio della Toscana che ha sostituito il Pap-test con l'HPV test e, in caso affermativo, con quali tempi e con quali modalità.»
L'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce, ha risposto che « per quanto concerne lo screening mammografico, la popolazione 'bersaglio' (rientrante nella fascia d'età presa in considerazione) è pari a 16.092 donne, cui vanno aggiunte 5.022 donne nella fascia 45-49 anni. La popolazione bersaglio è crescente dal 1999 e ha raggiunto nel primo semestre del 2022 un livello adeguato per il mantenimento di un ritmo biennale dello screening. Nel secondo semestre del 2005 si è registrato un calo degli inviti e degli esami, che ha causato un deficit della copertura della popolazione. Un gruppo di lavoro ad hoc ha effettuato le opportune verifiche e posto riparo a qualche inadeguatezza delle procedure informatiche di invito. Da allora, la copertura risulta molto soddisfacente, in particolare lo è per il primo semestre 2010 (26,2% su base semestrale), mentre è calata nel secondo semestre 2010 (17,3 su base semestrale), con ciò influenzando la copertura annuale, pari al 43.6%. Il dato relativo al primo semestre 2011 in netto rialzo (26,4% su base semestrale). L'adesione grezza del 2010 è stata del 75.2%, in aumento rispetto al 1999 (61%) e paragonabile a quella del 2008 (76%). Queste differenze possono essere spiegate col fatto che nel 2009 gli inviti sono stati diretti più che in passato a fasce caratterizzate da minore adesione. I dati provvisori nel 2011 indicano che nel primo semestre l'adesione è stata del 68,2%.»
Trattando dello screening del collo dell'utero, l'Assessore Lanièce ha evidenziato che la popolazione 'bersaglio' è costituita da circa 35.777 donne. «Il rapporto tra le donne invitate e la popolazione residente su base annuale era sceso nel corso del 2007 e del 2008 a valori inferiori all'85%, ma nel 2009 si è assistito a una ripresa dei volumi di invito, che ha riportato i livelli di copertura al 95,8% annuo. Nel 2010 gli inviti sono stati 13.119 donne, pari al 110% del target annuale. Per il 2011, si presume che le donne invitate saranno 11.000, visto che ad ottobre sono state invitate 9.900.»
«Circa la vaccinazione al Papilloma Virus, i dati sono riferiti agli anni di nascita 1997 e 1998 e ci dicono che il livello di vaccinazione supera il 65% delle giovani residenti. Riguardo infine al passaggio dal pap-test all'HPV test, è in corso una valutazione da parte del Centro di prevenzione oncologica, coordinatore per il Piemonte e la Valle d'Aosta per le campagne di screening, che dovrà presentare un progetto. Solo successivamente a questo sarà possibile decidere quale test adottare come primario. Anche il Ministero della Salute sta valutando con programmi pilota di screening primario con l'HPV test il passaggio di queste due tipologie. Aspettiamo quindi di valutare i dati scientifici e poi prenderemo una decisione in merito.»
La Consigliera Morelli ha replicato: «Questi dati ci confortano, perché la prevenzione è fondamentale. L'attenzione deve essere comunque mantenuta alta, per non rischiare di entrare nel meccanismo del dare tutto per scontato e vedere poi diminuita l'adesione agli screening. Circa la sostituzione del pap-test con l'HPV test, la massiccia adesione sinora registrata dovrebbe spronare all'utilizzo di tecnologie più performanti, per quanto possano sembrare più costose, ma, a questo proposito, bisogna tenere conto del fatto che l'intervallo di tempo tra un test e l'altro passerebbe dai 3 anni del pap-test ai 5 dell'HPV test.»
MM
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La Consigliera Morelli ha precisato che «la popolazione valdostana si caratterizza per un'alta partecipazione ai programmi di prevenzione e screening - in particolare per l'individuazione precoce dei tumori femminili - attivi dal 1997, come evidenziato dal Rapporto sullo Stato di salute e ricorso ai servizi sanitari redatto nel 2009 dall'Osservatorio regionale epidemiologico e per le politiche sociali. La nostra Regione, inoltre, ha attuato sin dal 2007 l'offerta attiva del vaccino contro l'infezione da Papilloma Virus (HPV) per le adolescenti.»
La Consigliera ha, quindi, voluto conoscere «quali sono i dati di adesione più recenti delle donne valdostane ai programmi di screening oncologico femminile e se il trend positivo si mantiene; quali sono i dati di adesione delle giovani alla vaccinazione contro l'infezione HPV; se si ritiene di seguire l'esempio della Toscana che ha sostituito il Pap-test con l'HPV test e, in caso affermativo, con quali tempi e con quali modalità.»
L'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce, ha risposto che « per quanto concerne lo screening mammografico, la popolazione 'bersaglio' (rientrante nella fascia d'età presa in considerazione) è pari a 16.092 donne, cui vanno aggiunte 5.022 donne nella fascia 45-49 anni. La popolazione bersaglio è crescente dal 1999 e ha raggiunto nel primo semestre del 2022 un livello adeguato per il mantenimento di un ritmo biennale dello screening. Nel secondo semestre del 2005 si è registrato un calo degli inviti e degli esami, che ha causato un deficit della copertura della popolazione. Un gruppo di lavoro ad hoc ha effettuato le opportune verifiche e posto riparo a qualche inadeguatezza delle procedure informatiche di invito. Da allora, la copertura risulta molto soddisfacente, in particolare lo è per il primo semestre 2010 (26,2% su base semestrale), mentre è calata nel secondo semestre 2010 (17,3 su base semestrale), con ciò influenzando la copertura annuale, pari al 43.6%. Il dato relativo al primo semestre 2011 in netto rialzo (26,4% su base semestrale). L'adesione grezza del 2010 è stata del 75.2%, in aumento rispetto al 1999 (61%) e paragonabile a quella del 2008 (76%). Queste differenze possono essere spiegate col fatto che nel 2009 gli inviti sono stati diretti più che in passato a fasce caratterizzate da minore adesione. I dati provvisori nel 2011 indicano che nel primo semestre l'adesione è stata del 68,2%.»
Trattando dello screening del collo dell'utero, l'Assessore Lanièce ha evidenziato che la popolazione 'bersaglio' è costituita da circa 35.777 donne. «Il rapporto tra le donne invitate e la popolazione residente su base annuale era sceso nel corso del 2007 e del 2008 a valori inferiori all'85%, ma nel 2009 si è assistito a una ripresa dei volumi di invito, che ha riportato i livelli di copertura al 95,8% annuo. Nel 2010 gli inviti sono stati 13.119 donne, pari al 110% del target annuale. Per il 2011, si presume che le donne invitate saranno 11.000, visto che ad ottobre sono state invitate 9.900.»
«Circa la vaccinazione al Papilloma Virus, i dati sono riferiti agli anni di nascita 1997 e 1998 e ci dicono che il livello di vaccinazione supera il 65% delle giovani residenti. Riguardo infine al passaggio dal pap-test all'HPV test, è in corso una valutazione da parte del Centro di prevenzione oncologica, coordinatore per il Piemonte e la Valle d'Aosta per le campagne di screening, che dovrà presentare un progetto. Solo successivamente a questo sarà possibile decidere quale test adottare come primario. Anche il Ministero della Salute sta valutando con programmi pilota di screening primario con l'HPV test il passaggio di queste due tipologie. Aspettiamo quindi di valutare i dati scientifici e poi prenderemo una decisione in merito.»
La Consigliera Morelli ha replicato: «Questi dati ci confortano, perché la prevenzione è fondamentale. L'attenzione deve essere comunque mantenuta alta, per non rischiare di entrare nel meccanismo del dare tutto per scontato e vedere poi diminuita l'adesione agli screening. Circa la sostituzione del pap-test con l'HPV test, la massiccia adesione sinora registrata dovrebbe spronare all'utilizzo di tecnologie più performanti, per quanto possano sembrare più costose, ma, a questo proposito, bisogna tenere conto del fatto che l'intervallo di tempo tra un test e l'altro passerebbe dai 3 anni del pap-test ai 5 dell'HPV test.»
MM
