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Comunicato n° 559 del 9 novembre 2011
Approvato il disegno di legge che modifica la disciplina dei segni distintivi della Regione
Adunanza del Consiglio regionale
Il Consiglio regionale ha approvato con 26 voti favorevoli e 6 astenuti (gruppi Alpe e PD) il disegno di legge che modifica la normativa regionale n. 6/2006 in materia di disposizioni per la valorizzazione dell'autonomia e disciplina dei segni distintivi della Regione.
Il provvedimento, che si compone di sette articoli, accorpa la Festa della Valle d'Aosta - che è celebrata in concomitanza con il Patrono di San Grato, il 7 settembre - con la commemorazione dello Statuto speciale, che si tiene l'ultima domenica del mese di febbraio. Inoltre, viene consentita, nei Comuni della valle del Lys, l'esposizione della bandiera della comunità walser accanto alla bandiera italiana, europea e regionale ed è previsto che i "Rendez-vous citoyens" - le iniziative dirette alla sensibilizzazione sui temi dell'educazione civica rivolte alle istituzioni scolastiche e ai giovani residenti in Valle - possano essere organizzati dalla Presidenza della Regione, dall'Assessorato regionale dell'istruzione e cultura e dal Consiglio Valle e siano allargati all'insieme della popolazione.
Il Consigliere Luciano Caveri (UV) ha illustrato il disegno di legge, soffermandosi sullo spostamento della Festa della Valle d'Aosta. "All'inizio dell'iter di questo disegno di legge, non si parlava dello spostamento della data del 7 settembre: la decisione è scaturita in seguito ai contenuti della manovra finanziaria estiva, che ha soppresso le festività civili, un tempo collegate con i Patroni. Diventava quindi difficile valorizzare questa ricorrenza, storicamente considerata festa 'nazionale' della Valle d'Aosta. Si è poi deciso questo spostamento della celebrazione della festa, senza nulla togliere al carattere di questa iniziativa, ma effettuando attente valutazioni anche in una logica di contenimento dei costi. Si è allora scelto di confluire al 26 febbraio, data meno profonda dal punto di vista storico ma significativa per il nostro regime di autonomia. Questo nulla toglierà al carattere della Festa della Valle d'Aosta e naturalmente alla parte religiosa che resta ancorata al 7 settembre. Quando continuiamo a dire che esistono elementi di fragilità di un disegno autonomistico e non federalistico, lo diciamo perché la soppressione dell'accostamento della festività religiosa di San Grato e la sua parte storica di una festività civile dimostra la debolezza del disegno del nostro Statuto. Se domani un prossimo Consiglio regionale sarà chiamato a rinnovare lo Statuto, potremmo immaginare - come accade in grandi comunità, come quelle scozzesi o catalane - di avere una nostra festività 'nazionale', che invece al momento nel nostro Paese è regolamentata solo con una norma statale."
Sono quindi intervenuti, nella discussione generale, i Consiglieri Donzel, Bertin e il Presidente della Regione.
Per il Consigliere Raimondo Donzel (PD), "nel corso dell'esame del disegno di legge, è stato necessario presentare un emendamento sulla base di una norma nazionale che sopprime le festività religiose. Di qui l'idea di spostare la Festa dell'Autonomia che cadeva nel giorno di San Grato. Ben venga il contenimento delle spese per la festa dell'Autonomia, che può essere celebrata in modo certamente più parsimonioso, ma spiace comunque vedere accorpare le festività. Sarebbe importante porre l'accento sul valore del 7 settembre, in cui si celebra il Patrono e si ricorda la promulgazione dei decreti luogotenenziali che aprono la strada all'autonomia contemporanea: sui manifesti dello scorso anno sembrava che la festività durasse dieci giorni, viste le iniziative organizzate per un periodo ben più lungo di un solo giorno. In un momento in cui le autonomie speciali sono fortemente attaccate, è un ottimo segnale prevedere lo svolgimento di una festa dell'Autonomia. Il prossimo 7 settembre, i dipendenti pubblici non potranno stare a casa, ma potremmo concordare con le autorità religiose che la Santa Messa sia celebrata dopo le 18, o organizzare incontri con gli studenti. Così non si tratterebbe di una diminutio. E' per questo che abbiamo proposto di mantenere simbolicamente il 7 settembre quale festa dell'Autonomia valdostana."
Il Consigliere Alberto Bertin (Alpe) ha affermato: "non ho mai molto apprezzato le modalità di svolgimento della Festa della Valle d'Aosta e le spese eccessive che la caratterizzano, come ad esempio i 466.000 euro spesi nel 2010. Ma, se deve essere fatto l'accorpamento tra il 26 febbraio e il 7 settembre, ritengo che sarebbe stato più opportuno optare per il 7 settembre, data ideale per consentire una maggiore partecipazione dei cittadini. Se festa deve essere, che sia una festa di popolo, un momento di incontro della comunità. Il gruppo Alpe rimane pertanto perplesso sulla scelta del 26 febbraio."
Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha posto in evidenza "l'opportunità di assicurare il diritto alla comunità walser di avere una propria bandiera. Il nodo cruciale resta comunque l'accorpamento del 26 febbraio e del 7 settembre. Stiamo parlando delle modalità con cui fare festa, in occasione di ricorrenze, di avvenimenti cruciali della nostra storia: e allora il momento fondamentale è l'approvazione del nostro Statuto, tenendo anche conto del fatto che i decreti luogotenenziali del 7 settembre sono stati fatti successivamente propri dall'articolo 48 bis. Il concetto di festa è certamente legato a un ricordo speciale, ma sappiamo che alla ricorrenza dell'anniversario dello Statuto partecipano essenzialmente le Istituzioni. Il 7 settembre doveva invece prevedere un coinvolgimento più ampio: è con questa intenzione che è stata prevista una serie di concerti serali. In quest'ottica non si esclude la possibilità di organizzarli ugualmente, anche se, certamente, alcuni anni fa era più facile prevederli, data la diversa disponibilità finanziaria. Non si discute quindi sul mantenimento di manifestazioni capaci di attirare il maggior numero possibile di persone, valorizzando la cultura valdostana, ad esempio le minoranze linguistiche. D'altronde, il problema non è sicuramente la mancanza delle occasioni di festeggiare, dato il numero delle manifestazioni ideate anche a livello comunale."
MM
