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Comunicato n° 412 del 27 luglio 2011

APPROVATE LE MODIFICHE ALLE MISURE PER LA SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE URBANISTICHE

Adunanza del Consiglio regionale

Con 22 voti a favore e 7 contrari (Alpe e PD), l'Assemblea ha approvato le modifiche alla legge regionale n. 24 del 2009, in materia semplificazione delle procedure urbanistiche e riqualificazione del patrimonio edilizio in Valle d'Aosta (cosiddetta "legge casa").

E' stato altresì respinto - con 7 voti favorevoli (Alpe e PD) e 21 astensioni - un ordine del giorno, presentato dal gruppo consiliare Alpe, riguardante il recupero dei bassi fabbricati e delle tettoie.

L'iniziativa legislativa, in dodici articoli, interviene sulla norma in vigore, estendendo la sua applicazione anche agli edifici ex rurali destinati ad attività agro-silvo-pastorali, consentendo il frazionamento degli interventi che costituiscono ampliamento purché questo non superi il 20 per cento del volume esistente e prevedendo per i Comuni di esprimersi anche sull'inserimento dell'intervento nel contesto territoriale, con criteri di coerenza tipologica e paesaggistica. Inoltre il testo chiarisce alcuni aspetti applicativi, in particolare per quanto riguarda le destinazioni d'uso.


Il Vicepresidente della terza Commissione, Piero Prola (UV), nel presentare il provvedimento, ha richiamato gli obiettivi che erano alla base della legge n. 24 del 2009: rilancio dell'economia, con un riavvio dell'attività edilizia, risposta ai bisogni abitativi delle famiglie, valorizzazione del patrimonio architettonico esistente, introduzione di incisive misure di semplificazione procedurali dell'attività edilizia. "La cosiddetta 'legge casa' - ha detto Prola - è stata applicata a partire dal mese di febbraio 2010. In circa 17 mesi, si riscontrano 488 domande di applicazione del beneficio volumetrico, così suddivise: 463 per ampliamenti fino a 20%, di cui 56 con creazione di nuove unità immobiliari; 25 domande per demolizione e ricostruzione con ampliamenti fino a 35%; nessuna domanda per demolizione e ricostruzione con ampliamenti fino a 45% (PUD). Il numero medio mensile degli interventi è pari a 29. Si evidenzia il successo della 'legge casa' nel favorire l'attività edilizia e, in particolare, nel migliorare la qualità del patrimonio costruito, incrementando la capacità insediativa del territorio, senza necessariamente intervenire sulla disponibilità di suolo libero in una regione dove l'urbanizzazione ha già occupato la aree migliori per la costruzione."

"Con l'iniziativa legislativa oggi in discussione - ha concluso Prola - abbiamo voluto dare un ulteriore impulso per premiare e incentivare chi interviene per migliorare il proprio spazio di vita o di lavoro rispondendo anche in maniera efficace alle esigenze evidenziate dai cittadini e dagli enti locali."

Nella discussione generale sono intervenuti i Consiglieri Giuseppe Cerise, Carmela Fontana, Dario Comé e l'Assessore al territorio e ambiente.

Per il Consigliere Giuseppe Cerise (Alpe), "questo disegno di legge modifica sostanzialmente il piano casa, ma allora gli obiettivi perseguiti non sono stati centrati.

Sono stati circa 400 gli interventi di ampliamento al 20%, ma si tratta di modesti interventi funzionali, importanti per i proprietari, ma non per l'interesse generale della comunità. Nonostante l'atteggiamento di questa maggioranza, il nostro apporto propositivo, in particolare per le fasce più deboli, non verrà mai meno. Secondo noi occorre una riflessione più attenta soprattutto quando i volumi assumono una certa rilevanza."La Capogruppo del PD, Carmela Fontana, ha affermato: "La nostra preoccupazione riguarda il rischio che gli ampliamenti previsti da questo provvedimento normativo provochino un aumento di numero delle seconde case nel territorio regionale, fenomeno già attualmente preoccupante."

Il Presidente della terza Commissione, Dario Comé (SA), ha puntualizzato che "il piano casa ha permesso un numero rilevante di interventi. La sua prima applicazione ha però reso evidente la necessità di apportare modifiche per una maggiore chiarezza del testo. Alcuni elementi sono qualificanti, come la possibilità di recuperare gli edifici ex rurali con il premio volumetrico e la frazionabilità degli interventi. Infine, è positiva la nuova disposizione che permette ai Comuni la possibilità di esprimersi sui futuri interventi edilizi, valutando tipologia costruttiva e inserimento nel contesto paesaggistico. Il nostro parere, così come lo è stato per la 'legge madre', è quindi favorevole."

L'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena, ha commentato che "l'impostazione generale e gli obiettivi del piano casa sono validi e confermati. Circa il suo impatto, la valutazione è positiva, in termini quantitativi, ma soprattutto in termini qualitativi, visto che la legge sta apportando un significativo miglioramento del patrimonio costruito, secondo principi di sostenibilità ambientale. E' altresì positiva la realizzazione del sistema informatizzato per il monitoraggio degli interventi: in tal modo, tra l'altro, si permette ai professionisti una compilazione delle diverse pratiche più agevole."

Nell'ambito delle dichiarazioni di voto, il Giuseppe Cerise (Alpe) ha sottolineato che "il nostro parere è evidentemente contrario, dato che alcune rigidità di questo provvedimento sono indicative di un sistema di rigetto delle proposte costruttive della minoranza."


SC