Info Conseil
Comunicato n° 326 del 22 giugno 2011
APPROVATI IL RENDICONTO 2010 E L'ASSESTAMENTO 2011 DELLA REGIONE
Adunanza del Consiglio regionale
Con 25 voti a favore e 8 contrari (Alpe e PD), l'Assemblea ha approvato i disegni di legge relativi al rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2010 e all'assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2011 e variazioni al Bilancio di previsione per il triennio 2011/2013. Sul testo dell'assestamento sono stati presentati tre emendamenti dall'Assessore alle finanze.
Nel corso della discussione generale hanno preso la parola i Consiglieri Louvin, Lattanzi, Chatrian, Salzone, Donzel, La Torre e, per la replica, il Presidente della Regione.
Per il Consigliere Roberto Louvin (Alpe), "questo rendiconto chiude un lungo ciclo finanziario, che ha assicurato grande disponibilità di risorse dal 1981 in poi. Dal prossimo anno, con le nuove regole in materia di autonomia finanziaria, non potremo più scrivere di aumenti delle entrate, e si invertirà la tendenza con un inevitabile declino di disponibilità. Anche per il contesto generale in cui operiamo, occorrerà un senso di responsabilità decisamente superiore. Oggi, i dati sulla capacità di spesa della Regione sono disastrosi. C'è una riduzione complessiva del 2%: la Giunta ha i denari ma non sa spenderli. La nostra è una critica dura, perché, nel momento del bisogno, quando si chiede a tutti di fare la propria parte, il constatare che proprio l'amministrazione rallenta il ritmo è grave. E' proprio ora che i 'gioielli di famiglia' - e penso soprattutto ai quasi 1200 milioni di euro che abbiamo tra investimenti azionari e fondo di gestione Finaosta - dovrebbero essere messi a frutto. Siamo, invece, di fronte ad un'Amministrazione inchiodata, registriamo un appannarsi del Governo Rollandin, il suo ripiegarsi in una routine quotidiana, incapace di redistribuire le grandi risorse pubbliche. Fino ad ora, purtroppo, la Valle ha perso il treno degli investimenti nella sostenibilità ambientale e nel cambiamento di modello di sviluppo. L'esito del referendum di due settimane fa e la necessarie svolta energetica ci trovano in ritardo perché la Giunta Rollandin, come il Governo Berlusconi, ha mancato di lungimiranza e non ha voluto ascoltare chi, come noi, ha sollecitato da tempo un cambio di strategia."
Il Capogruppo de Il Popolo della Libertà, Massimo Lattanzi, ha precisato che "in questo bilancio ci sono alcune criticità condivisibili. Occorre tentare di dire le cose come le vediamo, sapendo che nessuno ha la verità in tasca. Bisogna però contestualizzare le criticità guardando a quello che accade nel contesto socio-economico in cui viviamo che non è solo quello regionale. C'è sofferenza in diversi settori valdostani, però occorre dire che questa è la realtà non solo valdostana, ma anche italiana ed europea. Guardando al resto del panorama internazionale possiamo dire che nel 2010 la nostra regione ha patito meno la crisi di altre realtà anche vicine. C'è la necessità di ridurre il carico fiscale sulle imprese e sui cittadini anche se può sembrare un'azione impossibile. Con questo bilancio abbiamo certificato alcune vecchie scelte strategiche su cui abbiamo aperto una riflessione seria: spendiamo di più pro capite per la sanità e per il sociale. Bisogna vedere se saremo ancora in grado di sostenere un tale welfare. Ci sono, poi, settori che assorbono risorse notevoli. Abbiamo la necessità di arrivare a ridurre drasticamente la burocrazia che non può più essere sostenuta molto a lungo. Il bilancio non ci è piaciuto tutto. Ci sono sistemi e processi che sono difficili da cambiare in presenza di una crisi. Occorre contestualizzare le scelte. Abbiamo la necessità di affrontare la sfida dell'economia, riducendo la spesa corrente e permettendo così alla nostra Regione di fare un salto di qualità. Il nostro impegno è chiaro: andare verso lo sviluppo, verso la crescita, ridurre la burocrazia, cogliere l'occasione della crisi per accelerare questi processi."
Per il Vicepresidente Albert Chatrian (Alpe), "nel 2010 avevamo evidenziato l'esigenza di una rimodulazione degli impegni, nonché la lunghezza di alcuni iter amministrativi: a distanza di un anno, cosa è cambiato? La somma impegnata globalmente per l'anno 2010 ammonta a 1.780 miliardi di euro: di questi, 1.300 sono stati liquidati durante l'esercizio 2010, il che corrisponde al 73,10% dell'impegnato; l'anno precedente si arrivava al 74,10%. Ancora una volta, fanalino di coda per la capacità di spesa è l'agricoltura: a fronte di 82 milioni impegnati, solo 29 milioni sono stati liquidati durante l'anno. Sul capitolo per i contributi per le infrastrutture rurali, dei 26 milioni di euro impegnati nel 2010 sono stati liquidati solamente 1,4 milioni. Lascio a voi i commenti. Si tratta di risorse che giacciono congelate nei cassetti, dimostrando che non c'è stato nessun miglioramento della capacità di spesa. Per quanto riguarda invece le lungaggini dei procedimenti amministrativi, posso permettermi di fare un'analisi in prima persona, avendo presentato una richiesta di finanziamento in base a una legge regionale: dopo più di un anno la pratica non è ancora stata evasa, con un impegno di spesa approvato a novembre 2010: si tratta di tempi biblici. Occorre porre rimedio ai difetti organizzativi, ma non solo a parole, continuando ad aggrovigliare gli iter. Basti pensare che le lettere dell'Amministrazione, prima di essere spedite ai cittadini, devono compiere 'giri turistici' all'interno degli uffici per essere vistate. Se questo è il nuovo che avanza, avremo un futuro molto difficile. La somma realmente redistribuita in questo assestamento è di circa 80 milioni, visto che 30 milioni sono riassegnati dallo scorso anno, non impegnati. L'Associazione Forte di Bard ha avuto un incremento di risorse da 3 a 4,5 milioni e tutto viene liquidato regolarmente durante l'anno. Allora si capisce che quando c'è la volontà, si riesce a coniugare la politica con la celerità di tutta la macchina amministrativa."
Il Capogruppo di Stella Alpina, Francesco Salzone: "Dai dati del rendiconto 2010 si evince con chiarezza che l'obiettivo di questa maggioranza è quello di contenere la spesa, senza rinunciare al sostegno al reddito delle famiglie colpite dalla crisi globale. In questo contesto è auspicabile che da parte del Governo statale si adotti una manovra che preveda un concreto rallentamento della pressione fiscale sostenendo l'introduzione del 'quoziente familiare', sistema più volte auspicato anche dalla Chiesa. Allo stato attuale, recenti studi - sull'esempio del sistema francese - dimostrano che l'introduzione di tale quoziente comporterebbe un risparmio medio annuo per le famiglie di circa mille euro. Da alcune stime il minor gettito fiscale, riferito unicamente all'imposta diretta, ammonterebbe a circa tre miliardi di euro l'anno. C'è da dire che ogni famiglia avrebbe più reddito netto disponibile con ripercussioni positive sui consumi, e quindi sul gettito IVA."
Per il Consigliere Raimondo Donzel (PD) "i conti possono essere a posto, ma si perde di vista che la Regione è in disordine. Siamo in una situazione di difficoltà. In linea con il livello nazionale, qui è cambiato solo il look, ma l'andamento è sempre lo stesso. Si è parlato di burocrazia e della necessità di ridurla drasticamente, ma non si è ancora visto nulla di concreto. Bisogna smetterla di fare proclami e tradurre, piuttosto, le parole in atti legislativi. Qual è la strategia alla base della maggioranza? La logica è quella che c'è del denaro e bisogna vedere come distribuirlo. Ma la vera emergenza valdostana è quella dello sviluppo e dell'occupazione. Quello che vorremmo è che i finanziamenti previsti potessero davvero essere utilizzati per chi ha bisogno. Bisogna occuparsi delle situazioni gravi, dare risposte concrete al cittadino, piuttosto che parlare solo di sburocratizzare. Occorre stabilizzare i precari dell'Amministrazione pubblica e della sanità, aumentare le giornate di lavoro degli operai forestali, aprire urgentemente nuovi cantieri anticrisi e prevedere regole per le assunzioni. Inoltre, non è stata una scelta positiva puntare sui grandi appalti. Sarebbe stato meglio prevedere tanti piccoli interventi così da mettere in moto le imprese locali. Abbiamo bisogno di uno scatto in avanti."
Secondo il Capogruppo di Fédération Autonomiste, Leonardo La Torre, "la ratio è quella di garantire il benessere ai valdostani, perché è il bilancio della collettività e deve essere utilizzato in tal senso. I dati che leggiamo oggi lo confermano: i conti sono in ordine, come in poche Regioni, tanto che i 40 milioni di entrate indicano la serietà dei valdostani che pagano le tasse, mentre riguardo alle spese le previsioni sono migliorate. Non ci sono tagli da nessuna parte, a dimostrazione che il modello Valle d'Aosta funziona anche in tempi di crisi. La minoranza con una visione demagogica ha parlato di un quadro deprimente, ma garantire posti di lavoro e servizi è così negativo? Vorremmo piuttosto un confronto costruttivo; non si deve lavorare per la politica, ma per superare tutti insieme la crisi. Questo è il mio invito per un'azione politico-amministrativa animata dal pensiero positivo."
Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, nella replica, ha sottolineato che "è emersa in modo chiaro l'esigenza di fare un'analisi sul ruolo dell'Amministrazione regionale, e di conseguenza sugli enti locali e le società partecipate, ovvero sugli attori che contribuiscono a creare il sistema Valle d'Aosta. Nel 2010, c'è stata la riforma del comparto pubblico regionale: un fattore propedeutico per risolvere quello che oggi non funziona. Quest'anno gli obiettivi che abbiamo dato alla dirigenza riguardano la sburocratizzazione e la semplificazione, anche legislativa (testi unici di legge). Bisogna comunque non incorrere nel rischio di premiare solo chi spende di più: se collegato con piani coerenti, va bene, altrimenti non è sicuramente un merito. Noi dobbiamo sempre pensare che il nostro contraltare sono le famiglie e le imprese, che hanno un unico denominatore comune, che è rappresentato dal lavoro. Abbiamo creato un piano per le politiche del lavoro, che vede al centro il binomio formazione-lavoro. Nel 2010, i dati ufficiali dicono che c'è stato un aumento di 600 posti mentre a oggi la disoccupazione si attesta al 4,4%. La Valle d'Aosta è una Regione che ha i conti a posto, che può guardare al futuro con la giusta attenzione, senza trionfalismi ma nello spirito di riconoscere che lavorando con il giusto impegno si possono ottenere dei risultati molto positivi."
SC
