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Comunicato n° 382 del 15 luglio 2009

INTERPELLANZA SU IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Adunanza del Consiglio regionale


Il Consigliere Segretario del Consiglio, Enrico Tibaldi (PdL), ha illustrato l'interpellanza riguardante gli interventi per incentivare l'utilizzo di impianti fotovoltaici, traendo spunto da un documento diffuso dal GSE (Gestore dei Servizi Elettrici), in cui si evidenzia l'evoluzione del fenomeno, e da cui risulta che il settore fotovoltaico ha raggiunto in Italia un livello di sviluppo molto interessante e vede il nostro Paese terzo nel mondo per potenza installata. "Gli impianti fotovoltaici in esercizio in Valle d'Aosta sono però solamente 45, per un totale di 312 kW di potenza installata: questi dati collocano la nostra regione in coda nella classifica italiana."

Nello specifico, ha chiesto, rivolgendosi all'Assessore competente, quali considerazioni esprime sui dati diffusi dal GSE in relazione alla Valle d'Aosta; se sono state valutate attentamente le potenzialità d'uso della tecnologia solare elettrica nella nostra regione: in caso affermativo, quali risultanze sono emerse; per quali ragioni gli incentivi regionali sono destinati esclusivamente a impianti fotovoltaici "a isola" (non connessi alla rete elettrica); se intende effettuare le opportune modifiche alla legge regionale 3/2006 e adottare i provvedimenti necessari per incentivare concretamente l'utilizzo del fotovoltaico anche in Valle d'Aosta e cogliere i benefici previsti dal Conto Energia.

Nella risposta, l'Assessore alle attività produttive, Ennio Pastoret, ha affermato che "i paesi favoriti sono quelli a maggiore esposizione solare, ma noi guardiamo con grande favore allo sviluppo di energie rinnovabili, tra cui il fotovoltaico.
I dati in questione devono essere inseriti in una visione più generale di produzione energetica da fonti rinnovabili. In Valle d'Aosta esistono altre fonti rinnovabili che possono offrire potenze installate decisamente superiori al fotovoltaico
Nella nostra regione ci sono infatti impianti idroelettrici numerosi e attivi, già particolarmente sviluppati quando in altre regioni si facevano strada nuove tipologie di energia.
Questo spiega alcune differenze tra la nostra Regione e le altre, ma va anche fatto un distinguo tra l'energia prodotta da mini impianti per famiglie e impianti medio-grandi con altre funzionalità. Si evidenziano differenze se si prende in considerazione la distribuzione della potenza tra classi, legate alla taglia degli impianti: solo il 10% riguarda impianti domestici, il 27% si situa tra quelli che producono tra 3 e 20 kW, il 63% riguarda quelli superiori. Quindi l'interpretazione dei dati cambia da questa prospettiva, evidenziando che in Valle d'Aosta la produzione è già soddisfatta dall'idroelettrico, ancorché si ravvisi l'opportunità di implementazione della produzione.
Ciò non significa che altre energie rinnovabili non debbano essere sviluppate, ma non è quella dei grandi impianti la strada perseguibile, anche viste le caratteristiche orografiche, paesaggistiche e geografiche della nostra Regione.
Riguardo alle utenze familiari, l'Assessore Pastoret ha evidenziato che "è importante che si sviluppi un utilizzo più ampio, con un forte ricorso al Conto Energia: ad oggi ci sono già gli strumenti, e le condizioni per accedervi sono uguali in Valle d'Aosta come in altre regioni, tenendo conto che i primi vantaggi si vedranno dopo i primi sei/otto anni di ammortamento. La direzione energia fornisce tutte le informazioni del caso.
Occorre poi ricordare che in molti casi chi si trova a fare scelte in questo campo può aver optato per tipologie di intervento alternative al fotovoltaico: in molti casi si ricorre agli incentivi per la realizzazione di sistemi riscaldamento quali i sistemi a bio massa, oppure alle detrazioni IRPEF del 55% sul patrimonio edilizio. Solo in seconda istanza si ricorre alle fonti rinnovabili: si tenta ora di intervenire già in prima battuta.
Rilanceremo inoltre un progetto già sperimentato nella città di Torino, che prevede convenzioni integrate con ditte del settore nell'ottica di garantire impianti a privati e enti pubblici".

In conclusione, l'Assessore ha detto che, sulla base dei dati forniti, emergono diverse richieste di realizzazione di impianti, che per la nostra realtà sono di grandi dimensioni.

Nella replica, il Consigliere Tibaldi ha affermato che "bisogna avere il coraggio di ammettere quando si sono commessi errori: il legislatore valdostano non conosceva tutte le potenzialità del Conto Energia. Possiamo recuperare questa opportunità persa, coniugando gli incentivi regionali con quelli nazionali, così come verificatosi in Veneto. Guardando con lungimiranza i vantaggi offerti su scala nazionale, la Regione può salire nella classifica, approfittando peraltro dei contributi economici".