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Comunicato n° 352 del 25 giugno 2009

APPROVATO IL PIANO REGIONALE DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE

Adunanza del Consiglio regionale


L'Assemblea ha quindi approvato con 23 voti favorevoli e 6 astenuti (Vallée d'Aoste Vive/Renouveau e Partito Democratico) il  regionale delle attività estrattive relativamente al settore degli inerti, del pietrame e dei giacimenti di marmo e delle pietre affini ad uso ornamentale.

Così come illustrato dall'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena, l'atto modifica e integra il  regionale delle attività estrattive (PRAE), adottato dal Consiglio regionale il 9 aprile 2008, tenendo conto delle risultanze istruttorie sulle opposizioni e sulle richieste di inserimento pervenute nel periodo di sessanta giorni di affissione della deliberazione consiliare, nonché dei pareri espressi dalle Amministrazioni comunali coinvolte e dal Comitato tecnico per l'ambiente.

Il , suddiviso in tre piani di settore, individua 17 aree estrattive per il settore inerti, di cui 7 nuove aree di cava individuate, 19 per il settore pietrame, di cui 5 nuove, 43 per il settore del marmo e delle pietre affini ad uso ornamentale, il quale è stato ulteriormente suddiviso in 8 aree estrattive per il settore lose (2 nuove), 23 per il settore marmo (1 nuova) e 12 per il settore pietre ornamentali (6 nuove).

"L'iter - ha detto l'Assessore - che ha condotto all'elaborazione del  in discussione è stato complesso, articolandosi nel corso di un anno. Dal momento dell'approvazione dell'atto, i soggetti interessati potranno fare richiesta di autorizzazione alla coltivazione. Ricordo che le previsioni contenute nel  prevalgono sulle eventuali previsioni difformi contenute negli strumenti urbanistici comunali, sostituendosi automaticamente alle previsioni comunali, e sono immediatamente efficaci e vincolanti. Inoltre, le opere e gli impianti fissi necessari alla coltivazione sono considerati di pubblico interesse".

Nella discussione, sono intervenuti i Consiglieri Giuseppe Cerise (VdaV/R), Enrico Tibaldi (PdL) e Piero Prola (UV).

Il Consigliere Giuseppe Cerise (VdaV/R) ha sottolineato che "il documento mira a soddisfare l'esigenza di realizzare opere di interesse pubblico e privato, nonché valorizzare l'attività produttiva di marmo e pietre, salvaguardando l'ambiente. Non ci pare tuttavia di cogliere indirizzi concreti in questa direzione: il , dato l'impatto che provoca nelle località interessate, rientra a pieno titolo nelle politiche di gestione del territorio, ma non giudichiamo appropriato il modo con cui sono stati acquisiti i pareri delle amministrazioni comunali.
Il  non soddisfa neppure le categorie interessate, viste le doglianze di alcuni cavatori, che si sono lamentati anche a proposito delle tempistiche di approvazione."

Il Consigliere Segretario Enrico Tibaldi (PdL) ha espresso perplessità riguardo alla tempistica e alle procedure amministrative, che pongono in condizione di svantaggio i cavatori valdostani nei confronti di colleghi di altre regioni o stati. "Il  è stato confezionato limitando notevolmente le potenzialità estrattive e inserendo nell'elenco dei giacimenti addirittura cave esaurite da tempo. Serve una disciplina univoca per tutti i Comuni valdostani e una revisione aggiornata della materia, per evitare di penalizzare i nostri operatori del settore, valorizzando la loro attività nell'ambito di una corretta sostenibilità ambientale."

Secondo il Vicepresidente della III Commissione Piero Prola (UV), "l'aspetto positivo consiste nel fatto che il  è arrivato e ha ottenuto il parere favorevole delle associazioni audite in Commissione, che pure avevano opinioni differenti.
Rispetto il parere dei cavatori, ma evidenzio che questo  deriva da un'analisi e un'ottica diversa che viene applicata in una programmazione regionale. Il Comune è l'istituzione fondamentale per gestire gli elementi rientranti nel territorio di competenza, la Regione ha il ruolo di programmazione, mentre il CPEL non ha funzioni gestionali o di controllo delle metodologie adottale dai Comuni (che operano nell'ambito della loro autonomia statutaria), ma solo di coordinamento. Tutto questo risponde al principio di sussidiarietà. I rapporti tra gli Enti locali e l'Amministrazione regionale sono fondati sulla pari dignità e sulla cooperazione."

Nella replica, l'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena, ha spiegato che l'atto consiste in un'integrazione del  già approvato da questa Assemblea: "non si è toccato l'impianto generale, abbiamo cercato di dare adeguato peso ai pareri ricevuti e alle differenti esigenze. Ricordo poi che la normativa prevede l'obiettivo di favorire il riutilizzo delle aree già sfruttate, in un'ottica di interventi ripristino. Per questo motivo sono state inserite indicazioni di aree che magari sono parzialmente esaurite, ma che possono contenere residui.".