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Comunicato n° 436 del 5 settembre 2026

Convegno sul regionalismo cattolico, Aggravi: «L'Autonomia valdostana è frutto di più radici»


«L’Autonomia valdostana non ha una sola radice, ma è il risultato dell’incontro di culture e sensibilità diverse. Tra queste, quella cattolica occupa un posto fondamentale per il contributo dato alla difesa della nostra identità, della lingua francese, delle libertà locali e del tessuto comunitario della regione. Riconoscere questa radice significa comprendere meglio la complessità della nostra Autonomia, senza letture esclusive. È anche questa la missione del Consiglio Valle: custodire la propria storia promuovendone, attraverso eventi come questo, una conoscenza libera e critica.» Lo ha detto il Presidente Stefano Aggravi, aprendo il convegno "Il regionalismo di ispirazione cattolica nel Novecento in Valle d'Aosta e in Italia", che si è tenuto sabato 5 settembre 2026, nella sala Maria Ida Viglino di Palazzo regionale, ad Aosta, in occasione della promulgazione dei decreti luogotenenziali del 7 settembre 1945, che posero le basi dell'Autonomia della regione.

L’appuntamento è stato organizzato dal Consiglio regionale, dall’Università della Valle d’Aosta e dall’Istituto Luigi Sturzo, in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta e la rivista Le Regioni, nell'ambito delle iniziative promosse dal Comitato dell’80° anniversario della Resistenza, della Liberazione e dell’Autonomia.

Nel suo intervento, il Presidente Aggravi ha osservato che «uno dei punti di incontro più profondi tra il pensiero cattolico e l'autonomismo valdostano è l'idea che le istituzioni debbano riconoscere le comunità reali, senza pretendere di ricondurle a un modello uniforme. Come diceva il canonico Joseph Bréan, ogni regime centralizzatore finisce per essere costruito in funzione di un "homme abstrait". A quell'uomo astratto, Bréan contrapponeva la persona concreta, inserita nella propria comunità, nella propria storia e nella propria cultura. L'Autonomia non è quindi soltanto una particolare distribuzione di competenze legislative e amministrative, ma è anche il modo di concepire il rapporto tra la persona, la comunità e lo Stato.»

La parola è poi passata alla professoressa Teresa Grange, che ha portato i saluti della rettrice dell'Università della Valle d'Aosta, Manuela Ceretta, al Vescovo di Aosta, Franco Lovignana, e al Presidente della Regione, Renzo Testolin.

I lavori della mattinata si sono concentrati sulla lettura storica del pensiero politico di Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare italiano, e del suo contributo alle origini dell'Autonomia valdostana, grazie agli interventi di Paolo Gheda (Università della Valle d'Aosta), Massimo De Giuseppe (Università Iulm di Milano), Alessandro Celi (Fondation Émile Chanoux) e Andrea Desandré (Istituto storico della Resistenza), introdotti da Nicola Antonetti, Presidente dell'Istituto Luigi Sturzo.

Il convegno è proseguito nel pomeriggio con un approfondimento sul contesto nazionale in cui si è affermata l'Autonomia valdostana e sulla proposta cattolica di Stato regionale legata al principio di sussidiarietà. Interverranno Roberto Louvin (Università di Trieste), Marco Olivetti (Università Lumsa di Roma) e Antonio Mastropaolo (Università della Valle d’Aosta), introdotti da Anna Maria Poggi (Università di Torino). Le conclusioni sono state affidate a Renato Balduzzi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

MP