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Comunicato n° 402 del 28 luglio 2026
Assestamento al bilancio 2026 della Regione: il dibattito generale
La seduta del Consiglio regionale del 28 luglio 2026 è stata interamente dedicata al dibattito sul disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028.
Sul provvedimento sono stati depositati in Aula un emendamento del gruppo PD-FP e 25 ordini del giorno: 2 del gruppo AdC, 2 congiunti di Renaissance e AdC, 6 di FdI, 2 di Lega VdA, 5 congiunti Lega VdA e Renaissance, 4 PD-FP e 4 AVS.
Gli interventi dei Consiglieri
«In questo disegno di legge ho trovato 273 milioni di euro distribuiti con una precisione notarile tra i vari capitoli di spesa, ma non le scelte che dovrebbero guidare la Valle d'Aosta nei prossimi cinque anni - ha esordito il Consigliere di PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz -. Il problema non sono le singole destinazioni delle risorse, ma l'assenza di una strategia: si amministra la cassa, ma non si guida lo sviluppo, smentendo la promessa di discontinuità con cui questa maggioranza si era presentata. Apprezziamo gli stanziamenti al Bim per la riduzione delle perdite di rete e per il monitoraggio del permafrost della Skyway, perché accompagnati da cronoprogrammi e rendicontazione. Rileviamo invece che 52 milioni - la voce più consistente della manovra - vanno agli impianti a fune senza un programma di spesa così come 19,5 milioni sono destinati all'Usl per avviare un piano che non esiste. Il provvedimento conferma, inoltre, l'incapacità della Regione nello spendere le risorse. Il collo di bottiglia è a monte: nella progettazione, nelle procedure, nella capacità delle strutture regionali e comunali. È da questo inceppamento che nasce l'avanzo che oggi ci troviamo a redistribuire ma nella legge non c'è un euro per risolverlo. Il risultato è semplice: una parte di questi 273 milioni tornerà in avanzo e il prossimo anno saremo di nuovo qui a ridistribuirla.»
Per il Consigliere di Fratelli d'Italia Massimo Lattanzi, «questa manovra è un puro atto di amministrazione pubblica, non di visione politica. Abbiamo un bilancio annuale da 1,7 miliardi di euro e ogni anno puntualmente c'è un avanzo di circa 300 milioni, che vengono riassestati e che generano, alla fine dell'anno, un ulteriore avanzo di circa l'80% di quello che si è riassestato. Un processo vizioso che fa ammucchiare presso la tesoreria avanzi di circa 1,2 miliardi che sono sottratti al futuro dei valdostani. La Valle d'Aosta da qui al 2050 vedrà un invecchiamento della popolazione, una perdita di residenti di circa il 10% e con il 9% di giovani che non studiano, non lavorano, non cercano lavoro o vanno fuori Valle, noi stiamo perdendo il futuro. L'autonomia vera non è ricevere di più, è sapere dove si vuole andare. Il vero nodo è capire chi decide e con quali regole: una buona amministrazione deve darsi regole chiare, rispettarle e programmare sulla base di obiettivi misurabili e di una rendicontazione pubblica trasparente. Siamo preoccupati per l'instabilità che stiamo vivendo e per l'opacità di questa maggioranza. Non vi aspettiamo al varco: siamo valdostani e siamo disponibili al dialogo. Se la maggioranza avrà l'umiltà di ascoltarci, noi saremo pronti a dare una mano.»
Per la Vicecapogruppo del PD-FP, Clotilde Forcellati, «l'assestamento non risponde a una domanda politica fondamentale: si sta semplicemente stanziando del denaro o si stanno costruendo le condizioni per cui quelle opere e quei servizi vedano davvero la luce in tempi certi e con standard adeguati? Il problema è il metodo: continuare a stanziare risorse straordinarie, come i 59 milioni di euro ai Comuni in costante deroga alla legge quadro 48 del 1995, senza rafforzare la capacità tecnica di progettazione e di affiancamento procedurale significa rischiare di scaricare sulle amministrazioni locali un peso che non riusciranno a sostenere bloccando la messa a terra dei cantieri. Abbiamo presentato ordini del giorno e emendamenti per introdurre programmazione, trasparenza, tempistiche vincolanti e visione di scenario che portino a dati oggettivi su cui programmare gli investimenti futuri. Solo così questi 273 milioni smetteranno di essere un annuncio contabile e diventeranno un benessere reale, sostenibile e di qualità per i valdostani.»
Il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha parlato di «un assestamento che non ha visione né programmazione, esattamente come tanti altri dossier di questo Governo. Una coperta dorata che oggi permette di non mostrare i problemi, ma sotto la quale le criticità restano. Con questo avanzo sarebbe stato fondamentale affrontare seriamente e con risorse adeguate temi come il sostegno alla natalità, gli investimenti sui bacini idrici e le politiche per i giovani. Sui bacini idrici serve un programma chiaro per i prossimi 20 anni, perché non possiamo continuare a trattare la siccità come un'emergenza. Anche sul turismo dobbiamo interrogarci, alla luce dei cambiamenti climatici, sul futuro degli impianti sotto i 1.500 metri. Sui Comuni occorre invece capire con quali criteri vengono distribuite le risorse e se esiste una reale strategia di autonomia finanziaria. La stessa attenzione va dedicata all'agricoltura e ai consorzi, dove non mancano solo le risorse, ma anche progetti e idee. Siamo pronti a parlare con tutti, perché la mediazione è il sale della politica, ma dobbiamo cambiare realmente passo. La coperta è d'oro, ma i problemi non si stanno affrontando e prima o poi le risorse si ridurranno, mostrando il risultato delle non scelte di oggi. Dobbiamo migliorare e dare maggiori risposte ai valdostani prima che sia troppo tardi.»
«Nonostante la promessa di discontinuità, questa manovra ripropone l'impianto e il metodo ereditati dalla programmazione precedente - ha osservato il Vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione -. Un assestamento che manca di visione del futuro e di innovazione. I settori privilegiati restano il turismo, gli impianti a fune e le infrastrutture; i più trascurati sono la casa e la residenzialità. Il provvedimento guarda soprattutto al breve periodo: interviene per coprire il disavanzo dell'Usl, far fronte alle calamità già avvenute e finanziare i contributi richiesti dagli enti locali in deroga sistematica alla legge regionale 48 del 1995, ma non costruisce una strategia di medio e lungo periodo capace di anticipare i problemi anziché rincorrerli. Il punto di forza resta la solidità finanziaria della Regione; quello di debolezza è l'incapacità di tradurla in un'effettiva capacità di realizzazione. Troppe risorse rimangono programmate ma non spese e troppe proposte arrivano in Aula senza un adeguato approfondimento. Sembra la solita pappa pronta di cui prendere atto senza che i Consiglieri di minoranza abbiano avuto modo di contribuire.»
Per la Capogruppo di La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, «la visione politica della maggioranza fatica ad emergere non perché manchino le risorse, ma perché vi sono pochi criteri politici chiaramente leggibili. La vera prova di governo non è spendere, è scegliere e stabilire le priorità. In Commissione abbiamo posto domande sulle priorità, sui cronoprogrammi, sulle modalità con cui sono stati individuati gli interventi. Molto spesso le risposte sono state: "secondo le richieste pervenute", "sarà oggetto di delibera", "lo vedremo dopo l'istruttoria". È questa la strategia? Altro elemento è la finanza locale: se ogni anno decine di interventi vengono finanziati attraverso deroghe straordinarie, allora forse il problema non è più la deroga, forse è il sistema ordinario che non è più adeguato. Sui grandi temi - contrasto al calo demografico, competitività delle imprese, attrattività - questo assestamento dice molto meno di quanto dica sui singoli interventi, ed è qui che emerge la differenza tra amministrare e governare. Amministrare significa distribuire risorse e governare significa indicare una direzione. Ed è proprio questa prospettiva che, purtroppo, in questo assestamento continuiamo a non vedere.»
«Da questa nuova maggioranza ci aspettavamo un salto di qualità nel metodo di governo, non nella continuità amministrativa che consideriamo un valore - ha affermato il Capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz -. È naturale che molti interventi proposti nell'assestamento siano la prosecuzione di opere già avviate negli anni precedenti, ma - viste le dichiarazioni di inizio legislatura - ci aspettavamo decisioni più aperte e motivate, oltre a una maggiore capacità di leggere le priorità del territorio. In questo provvedimento, invece, non troviamo nulla di tutto ciò: emerge una sommatoria di richieste e una mediazione tra interessi, senza una visione chiara della Valle d'Aosta che si intende costruire. La politica ha il dovere di spiegare il percorso che porta alle scelte compiute con le risorse dei cittadini. Per questo, con il nostro ordine del giorno, abbiamo proposto una piattaforma regionale per la programmazione e il monitoraggio degli interventi richiesti dagli enti locali: non per togliere alla Giunta la responsabilità di decidere, ma per rendere il processo trasparente, verificabile e comprensibile. Senza procedure più chiare rischiamo di amministrare il presente senza progettare il futuro.»
«La centralità dei Comuni e il sostegno diretto alle comunità locali rappresentano l'anima e il tratto qualificante di questo assestamento - ha rilevato la Consigliera dell'Union Valdôtaine Loredana Petey -. Per il 2026 sono trasferiti quasi 59 milioni di euro alla finanza locale, con risorse mirate e vincolate a interventi su edilizia scolastica, manutenzione viaria e opere minori di pubblica utilità, a favore di tutti i Comuni, oltre a risorse per interventi straordinari nella città di Aosta. Gli enti locali sono la nostra prima linea di difesa contro la fragilità idrogeologica e il cambiamento climatico: la manovra mette in campo interventi di protezione civile e difesa del suolo, con risorse per i Comuni colpiti da eventi calamitosi e per la riduzione del rischio idrogeologico. La deroga alla legge 48/1995 è uno strumento normativo legittimo e indispensabile per rispondere tempestivamente alle esigenze concrete dei Comuni e dei cittadini. Di fronte a 268 milioni di avanzo disponibili, consente di trasformare risorse contabili in cantieri reali e immediati, con il parere e l'avallo del Cpel e degli enti locali. Votare questo assestamento significa quindi sbloccare risorse strategiche e restituirle subito ai territori e ai cittadini valdostani.»
Il Vicecapogruppo dell'UV, Michel Martinet, ha aggiunto: «Posso garantire che in maggioranza non è la Giunta a decidere da sola: si discute e le necessità vengono vagliate, senza fare favori a persone, sindaci, categorie o partiti. Anche per gli impianti a fune esiste una programmazione strategica definita dalle società e vagliata da Finaosta, con la sicurezza e la messa a norma come priorità. Sul sociale, questa amministrazione è vicina agli enti locali e ha realizzato misure a sostegno dei cittadini, dalle microcomunità al trasporto pubblico a 20 euro al mese, fino allo sconto del 50% sugli impianti di risalita. Anche sul potere d'acquisto sono stati fatti interventi importanti, a partire dal rinnovo del contratto della pubblica amministrazione. È quindi superficiale dire che ci sono risorse e che vengono distribuite a chi si vuole: tutto si può migliorare, ma le scelte vengono fatte sulla base di una programmazione.»
Per il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, «questa manovra ha iniziato a dare gambe alle azioni previste dal programma di legislatura. Ci sono 59 milioni di euro in più per gli enti locali distribuiti secondo criteri sottoposti al parere del Cpel e non a nostra discrezione. Siamo consapevoli di aver operato in deroga alla legge 48 del 1995 ma finché non rivedremo la norma, come previsto dal programma di legislatura, non potremo fare altrimenti. Tra gli interventi qualificanti, che rispondono al programma, ci sono i 5,8 milioni per Casa Berton, futura sede del Centro di servizio per il volontariato, gli 11 milioni per il recupero degli alloggi popolari, i quasi 30 milioni per la sicurezza del territorio e i 52 milioni destinati agli impianti a fune, infrastrutture fondamentali per l'economia della montagna. All'agricoltura vanno oltre 22 milioni per due ambiti strategici: 3,9 milioni ai Consorzi di miglioramento fondiario e 10 milioni per sostenere gli investimenti delle aziende agricole, con particolare attenzione ai giovani. Sostenere l'agricoltura non è un'assistenza è riconoscere chi custodisce il territorio ogni giorno, gratuitamente, da generazioni. Mancano ancora misure strutturali per famiglie e caro vita, che chiediamo trovino spazio nei prossimi provvedimenti. Come gruppo sosterremo la manovra, chiedendo alla Giunta un'informativa periodica sullo stato di attuazione degli interventi.»
«L'avanzo non è sinonimo di cattiva gestione delle risorse finanziarie - ha sottolineato il Consigliere Corrado Jordan (UV) -. Sappiamo che non tutte le risorse possono essere spese nel corso dell'anno: cambiano il contesto, le norme e i tempi delle procedure. Con questo assestamento rimettiamo in circolo fondi non utilizzati per sostenere nuovi investimenti e dare risposte al territorio. È un modo responsabile di amministrare. Le priorità contenute nella manovra sono il risultato di un lavoro di confronto tra Giunta, maggioranza e territorio, che ha portato a scelte precise, come quelle a favore dell'agricoltura, ma anche di altri settori strategici. Il confronto va rafforzato, perché solo così si costruiscono investimenti capaci di produrre effetti duraturi e non limitati a un singolo esercizio finanziario. Anche le sollecitazioni dell'opposizione hanno contribuito a individuare alcune priorità: al di là del gioco delle parti, molte delle misure contenute in questo assestamento rispondono a esigenze condivise e meritano un sostegno ampio.»
«Con i 273 milioni di euro di questo provvedimento si alimenta ulteriormente il ciclo degli investimenti regionali: risorse che sono impiegate in coerenza con i documenti di programmazione e dell’accordo di maggioranza. Una disponibilità importante che dà la misura della capacità finanziaria della Regione - ha dichiarato il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. È importante chiarire che il tema non è se queste risorse verranno messe a terra, perché fanno parte di un programma di investimenti, ma la velocità con cui ciò avverrà. Per questo dobbiamo lavorare per accelerare le procedure e monitorare con attenzione la capacità della pubblica amministrazione di gestire e realizzare gli investimenti. I fondi previsti nella legge di assestamento interessano ambiti fondamentali, dalla sicurezza del territorio alla prevenzione e alla lotta ai cambiamenti climatici, dalle scuole alla sanità, dal sociale alle infrastrutture, al turismo, all’agricoltura e agli enti locali: risorse utili per creare benessere, ricchezza e lavoro. Come gruppo di Forza Italia sosteniamo quindi convintamente questa manovra, che mette a disposizione della comunità valdostana risorse fondamentali per affrontare le principali esigenze del territorio.»
Gli interventi degli Assessori
L'Assessore alle finanze, Mauro Baccega, ha evidenziato: «Questa legge non è un mero passaggio tecnico o un adempimento burocratico: stiamo decidendo il futuro della Valle d'Aosta. Grazie a una gestione finanziaria seria e rigorosa, abbiamo la responsabilità di rimettere in circolo 273 milioni di euro, interamente destinati agli investimenti. Una manovra di portata storica che incrementa gli investimenti del 67,5%, portandoli oltre i 677 milioni di euro, e che punta a dare risposte immediate alla sanità, al contrasto ai cambiamenti climatici, agli enti locali, alle imprese, all'agricoltura e alle famiglie. L'obiettivo è creare sviluppo, sostenere il lavoro e accompagnare giovani e famiglie. Il provvedimento prevede 25 milioni per la sanità, 12 milioni per l'edilizia residenziale pubblica, 52 milioni per gli impianti a fune e 29 milioni a sostegno dell'agricoltura, oltre a importanti risorse per la sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. I dati di Banca d'Italia, Finaosta e del tessuto produttivo confermano la solidità della nostra economia e la capacità di investimento della Regione. L'efficace gestione di Finaosta ha consentito di superare gli 800 milioni di euro di finanziamenti a privati e imprese, con 650 progetti sostenuti, 558 famiglie che hanno avuto accesso a un mutuo per la prima casa o per la ristrutturazione e 92 finanziamenti alle imprese. Sul fronte delle politiche per la casa, dopo dieci anni si rimettono in campo risorse per la realizzazione di 80 nuovi alloggi Erp. Questa maggioranza non gestisce soltanto la quotidianità, ma costruisce prospettive: i 273 milioni che sblocchiamo oggi sono scuole, palestre, strade, agricoltura, una sanità migliore, sicurezza del territorio e sviluppo turistico, che significa lavoro per le imprese, le famiglie e i giovani.»
«Il provvedimento destina all'Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali 32 milioni di euro, circa il 12% dell'intera manovra, in un'ottica di continuità - ha precisato l'Assessore Carlo Marzi -. Sono previsti 19,9 milioni di euro per il triennio 2027-2029 destinati agli investimenti dell'Usl, che si aggiungono ai 6,6 milioni già stanziati per il 2026. All'azienda sanitaria vanno, inoltre, 5 milioni necessari a ripianare il disavanzo del bilancio 2025, di cui il 70% servirà a coprire l'aumento del costo del personale conseguente alla scelta del Governo nazionale di ridurre il ricorso ai medici gettonisti. Si tratta di risorse che saranno impegnate immediatamente e che, quindi, non rischiano di rimanere semplici stanziamenti senza tradursi in impegni immediati. La manovra stanzia inoltre circa 250 mila euro per finanziare il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche, approvato dopo 38 anni, e altri 5 milioni per interventi nelle strutture per anziani di Cogne, Verrès e Gressoney. Il rapporto col territorio vede anche uno stanziamento dedicato a Casa Cretaz per l'accoglienza temporanea di persone fragili in linea con le necessità delle Politiche sociali regionali e al Documento unico di programmazione 2026-2028 del Comune di Gressan. Questo intervento risponde anche alle iniziative consiliari approvate a favore della fragilità abitativa dei genitori rimasti soli. Destiniamo, infine, 570 mila euro per il Banco Alimentare dopo la convenzione sottoscritta con l'ente. Tutte queste risorse si inseriscono nel quadro programmatorio delineato dal Piano della salute e del benessere sociale e rispondono ai bisogni del territorio, con una visione orientata al futuro e non all'improvvisazione.»
«Con l'istituzione del Tavolo tecnico-politico, il 2026 sarà un anno di passaggio verso un nuovo sistema di finanziamento dell'edilizia scolastica degli enti locali - ha spiegato l'Assessore all'istruzione e cultura, Erik Lavevaz -. Il Tavolo sta lavorando alla definizione di criteri oggettivi e trasparenti per stabilire priorità, modalità e tempistiche di finanziamento degli interventi. L'obiettivo è creare due canali distinti: uno per le manutenzioni straordinarie e uno per gli interventi più strutturati, come la costruzione o la ricostruzione di nuove scuole. Vogliamo garantire equità nell'accesso alle risorse, evitando al contempo che gli enti locali sostengano costi di progettazione senza una concreta prospettiva di finanziamento. Accanto a questo, stiamo portando avanti interventi importanti, a partire dall'Università della terza età, alla quale daremo finalmente una destinazione definitiva, e dalla progettazione della sede definitiva del Cria. Abbiamo inoltre previsto 1,5 milioni di euro per l'Institut Agricole e stanziato risorse significative per il Saint-Bénin e il Convitto Chabod.»
L'Assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha parlato di «un assestamento molto attento al territorio frutto di un lavoro trasversale con un metodo ben definito. Le risorse assegnate all'Assessorato, che ha avuto un ruolo di coordinamento, ammontano a quasi 79 milioni di euro che saranno tutti impegnati a breve e in buona parte spesi. Tra gli interventi principali figurano gli 11 milioni destinati all'Arer per realizzare circa 80 alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso il recupero di un capannone nel quartiere Dora di Aosta, con conclusione dei lavori prevista entro il 2030, e i 2,8 milioni per la mitigazione e il monitoraggio del rischio idrogeologico, compresi interventi puntuali come la messa in sicurezza dell'accesso alla Val Ferret. La manovra finanzia inoltre con 660 mila euro l'avvio della riqualificazione dell'albergo Reale di Bard, contributi ai Comuni, il sostegno al Bim per gli interventi prioritari e l'acquisizione da parte della Regione delle aree da destinare a discarica per rifiuti inerti, come ad esempio il sito di Pompiod: una tappa importante di un percorso non banale che permetterà di garantire sicurezza ai territori e a chi li abita. Non si tratta, quindi, di risorse distribuite casualmente, ma del risultato di un percorso fondato su priorità chiare, che coniuga programmazione e risposta alle emergenze.»
L'Assessore allo sviluppo economico e trasporti, Luigi Bertschy, replicando sul tema degli impianti a fune, ha sottolineato come «non ci sia nulla di casuale nelle scelte che stiamo portando avanti. Le risorse messe a disposizione derivano da priorità definite nel tempo e da una programmazione precisa, a partire dalla strategia regionale sui cambiamenti climatici, che individua gli indirizzi da seguire. Non sono decisioni dell'ultimo momento, ma scelte inserite in una visione complessiva, con l'obiettivo di dare valore pubblico agli investimenti. Nel 2026 finanzieremo revisioni e sostituzioni di cabine, un nuovo bacino, interventi sull'innevamento, mezzi battipista dotati di sistemi Gps per ottimizzare l'utilizzo della neve e interventi sui sistemi di biglietteria. La direzione è chiara: rendere più efficienti gli impianti di innevamento, accompagnare la trasformazione dei comprensori, prepararci a un futuro in cui la neve sarà sempre più in quota, tutto questo traguardando ad un’attenzione sempre maggiore alla crescente potenzialità della stagione estiva. Dire che non esistono una visione e una programmazione non è quindi corretto: stiamo lavorando per il futuro di un settore trainante per la nostra economia e per la vitalità dei territori. Lo stesso vale per i 5,2 milioni di euro destinati alla mobilità sostenibile, che si inseriscono in un percorso verso una mobilità privata sempre più green, integrata con il trasporto pubblico e con gli obiettivi del Piano energetico.»
Il dibattito riprende domani, mercoledì 29 luglio, alle ore 9.
SC-MP
