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Comunicato n° 383 del 15 luglio 2026
Il Consiglio ha respinto tre mozioni
Nel corso delle sedute del 14 e del 15 luglio 2026, il Consiglio Valle ha respinto tre mozioni.
- Sostegno alle Pro loco negli adempimenti Runts
Con 25 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP, AVS) e 8 voti favorevoli (Lega VdA, La Renaissance, FdI, AdC), l'Assemblea ha respinto una mozione dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine che chiedeva alla Giunta regionale di intervenire per accelerare le pratiche di iscrizione delle Pro Loco valdostane al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore), ancora in attesa di conferma da parte della Regione, evitando che eventuali ritardi amministrativi potessero escludere le associazioni dai benefici del Terzo settore. La proposta prevedeva inoltre di attivare, in collaborazione con la sezione Valle d'Aosta dell'Unione Pro loco d'Italia (Unpli), un supporto tecnico e amministrativo per aiutare le Pro loco negli adempimenti burocratici; sostenere le Pro loco iscritte al Runts nelle spese di gestione amministrativa, contabile e informatica; promuovere iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte ai giovani, per favorire il ricambio generazionale nel volontariato e rafforzare il ruolo delle Pro Loco come strumenti di coesione sociale.
«Le Pro loco rappresentano un presidio fondamentale per le nostre comunità, svolgendo un ruolo insostituibile nella promozione turistica, culturale e sociale del territorio - ha ricordato il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. In Valle d’Aosta sono 52 e la loro vitalità è confermata anche dalla nascita di cinque nuove realtà negli ultimi mesi (La Salle, Antey-Saint-André, Brusson, Pontey e Chamois) e dal crescente coinvolgimento dei giovani, a fronte però di difficoltà sempre maggiori nel reperire volontari e nel gestire gli adempimenti amministrativi. L’iscrizione al Runts è oggi di fatto indispensabile per garantire il regime fiscale agevolato - in assenza le Pro loco sono equiparate ad un'impresa ordinaria -, ma la procedura è complessa e gravosa per realtà basate esclusivamente sul volontariato. Ad oggi solo 34 Pro loco sono iscritte al Runts, con alcune pratiche ancora in attesa di conferma dalla Regione. Per questo è necessario assicurare loro un supporto concreto, per evitare che difficoltà burocratiche possano indebolire o mettere a rischio queste realtà fondamentali per la coesione dei nostri territori.»
«Riteniamo che gli strumenti già disponibili siano sufficienti a raggiungere gli obiettivi della mozione, senza introdurre nuovi e ridondanti duplicati - ha affermato l'Assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, annunciando l'astensione -. L'ufficio regionale del Runts sta già lavorando per concludere nel più breve tempo possibile le pratiche di iscrizione delle Pro loco, nel rispetto della normativa. Inoltre, la recente legge regionale 6 del 2026 sul volontariato ha raddoppiato il contributo al Centro di servizi per il volontariato (Csv), da 60.000 a 120.000 euro annui, rafforzando l'assistenza gratuita alle associazioni, già attiva dal 2019, cui si aggiungono agevolazioni fiscali e opportunità di finanziamento. Ad oggi risultano iscritte al Runts 43 Pro loco e 5 sono in fase di integrazione. Un supporto agli adempimenti burocratici è inoltre garantito dall'Unione nazionale Pro loco d'Italia (Unpli), della quale come Assessorato non abbiamo ancora incontrato i referenti a livello regionale. Anche il coinvolgimento dei giovani nel volontariato è già previsto dalla nuova legge regionale, che promuove la cultura del volontariato attraverso convenzioni e accordi di collaborazione con le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e con gli enti del terzo settore in generale.»
- Operato di Cva
È stata respinta con 30 voti di astensione e 3 voti favorevoli (AVS), una mozione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra che voleva impegnare il Presidente della Regione a esaminare con la Commissione consiliare competente le indicazioni che la Regione intende dare ai nuovi amministratori della Compagnia Valdostana delle Acque.
Nell’illustrare l’iniziativa, la Capogruppo Chiara Minelli ha richiamato gli obiettivi del Piano energetico e ambientale regionale e l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2018, relativo al superamento dei combustibili fossili entro il 2040: «Il cosiddetto “Decreto aree idonee” del 2024 ha assegnato alla Valle d’Aosta l’obiettivo di incrementare di 328 MW entro il 2030 la potenza installata nel 2020 per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per realizzare una reale transizione energetica è indispensabile un’azione mirata e diffusa da parte di Cva. Considerato che si sta procedendo alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della società a totale controllo regionale, riteniamo quanto mai opportuno fornire agli amministratori precise indicazioni rispetto agli obiettivi da perseguire. La posizione secondo cui Cva non sarebbe soggetta ad alcuna azione di indirizzo e coordinamento da parte di Finaosta e della Regione è un’impostazione che contestiamo e che riteniamo poco responsabile, perché ha contribuito a creare una situazione di incertezza nella quale oggi si trova la società.»
«Le premesse della mozione raccolgono principi che condividiamo e che questa maggioranza sta già portando avanti - ha osservato il Presidente della Regione, Renzo Testolin, annunciando l'astensione -: dal percorso verso la neutralità rispetto ai combustibili fossili, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, dalla promozione della mobilità sostenibile al sostegno alla ricerca e all’innovazione in ambito energetico e industriale. Anche rispetto agli obiettivi di incremento della produzione energetica indicati dalla normativa nazionale, la società Cva ha già avviato importanti interventi, come il revamping della centrale di Hône e il progetto di valorizzazione della centrale di Chavonne, che rappresentano una parte significativa del percorso richiesto. Non condividiamo invece la parte che riguarda l’indicazione di indirizzi vincolanti ai nuovi amministratori di Cva. La mozione individua un ruolo di direzione e coordinamento della Regione nei confronti della società che, oggi, non può essere esercitato nelle modalità indicate, anche in considerazione del quadro normativo e del percorso in corso sulle concessioni.»
- Piano straordinario delle liste di attesa
I gruppi Lega VdA, La Renaissance e Fratelli d'Italia, con una mozione respinta con 20 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 voti favorevoli (Lega VdA, Renaissance, FdI, PD-FP, AVS, AdC), chiedevano la predisposizione di un Piano straordinario regionale per il governo delle liste di attesa nelle prestazioni sanitarie ambulatoriali, articolato con obiettivi misurabili, cronoprogramma e risorse dedicate. Sollecitava inoltre l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Regione, Usl, sindacati e associazioni dei consumatori, con il compito di monitorare l'attuazione del Piano, verificarne gli obiettivi intermedi e proporre eventuali correttivi, e di riferire semestralmente al Consiglio regionale sull'andamento delle liste di attesa per tutte le classi di priorità e per le principali branche specialistiche e prestazioni diagnostiche, anche attraverso la presentazione comparata dei dati. Infine, chiedeva di valutare l'attivazione, nell'ambito del Piano straordinario e nei limiti delle risorse disponibili, delle prestazioni aggiuntive del personale, del potenziamento dell'attività libero-professionale intramuraria e del ricorso alle strutture private accreditate.
«Il quadro normativo nazionale ha messo a disposizione strumenti chiari e rafforzati per il governo delle liste d’attesa, attraverso il decreto-legge 73/2024 e il Piano nazionale 2024-2026, che definiscono standard, classi di priorità e misure straordinarie per il recupero delle prestazioni - ha detto il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Tuttavia, in Valle d’Aosta, i dati del primo quadrimestre 2026 collocano la nostra Regione tra quelle con andamento peggiorativo sia per le visite specialistiche sia per gli esami diagnostici, con performance inferiori alla media nazionale. Anche l’analisi dei dati aziendali relativi al 2025 conferma una criticità strutturale, soprattutto nelle classi a maggiore volume, dove si concentra la gran parte della domanda sanitaria. La crescita della domanda, in assenza di un corrispondente incremento della capacità di risposta, genera una pressione strutturale che non può essere affrontata con i soli strumenti ordinari. È comprensibile che le priorità cliniche impongano di garantire la massima tempestività alle urgenze, ma non può essere trascurato l’effetto che il progressivo allungamento dei tempi nelle classi differibili e programmabili produce sull’intero sistema, con il rischio di trasformare prestazioni rinviate in urgenze e di compromettere il principio di equità nell’accesso alle cure. La Valle d'Aosta dispone di risorse finanziarie pro capite tra le più elevate a livello nazionale e di strumenti di autonomia che dovrebbero consentire una capacità di risposta almeno pari, se non superiore, agli standard medi. Per queste ragioni, è necessario attivare con urgenza tutti gli strumenti previsti dalla normativa nazionale e costruire un percorso condiviso e monitorabile che consenta di ridurre in modo strutturale le liste d’attesa, garantendo ai cittadini valdostani un accesso alle cure tempestivo ed equo.»
L'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, annunciando l'astensione della maggioranza, ha affermato che «le iniziative contenute nell'impegnativa della mozione sono già tutte in corso, in quanto previste dalla legge statale 107 del 2024, che introduce misure urgenti per il governo delle liste d'attesa e che la Regione sta applicando fin dalla scorsa legislatura. Stiamo quindi già lavorando al Piano straordinario regionale per le liste d'attesa, in stretta collaborazione con il Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, nell’ambito delle disposizioni previste dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa. Si è inoltre già riunito il tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori, le organizzazioni sindacali e gli altri portatori di interesse istituzionali a cui seguirà un nuovo incontro dell’osservatorio, già previsto all’inizio di agosto. Non è quindi percorribile votare una mozione di questo tipo, semplicemente perché, dal punto di vista amministrativo, rappresenta una ridondanza rispetto ad una pluralità di attività già in corso che peraltro attuano quanto previsto dalle leggi dello stato. Preciso inoltre che migliorare contemporaneamente tutte le classi di accesso è un obiettivo verso il quale continuiamo a lavorare, ma è doveroso garantire innanzitutto una risposta ai bisogni clinicamente più rilevanti. Il miglioramento che ci è stato riconosciuto nelle prestazioni urgenti e brevi è il risultato di un lavoro organizzativo che conferma la bontà degli sforzi intrapresi insieme a ospedale, territorio, medici di medicina generale e strutture convenzionate. Si tratta di una scelta organizzativa di concentrare prioritariamente le risorse disponibili sulle richieste più urgenti, in un contesto caratterizzato da una domanda di prestazioni sanitarie sempre più elevata, fattore questo tra i principali che determinano le attese. Ho sempre affermato che allo stato attuale non esistono soluzioni immediate o di breve periodo e che i dati e le classifiche che ci vengono propugnati vanno letti e commentati con attenzione perché inducono ad una percezione non reale della nostra sanità.»
I lavori sono sospesi e riprendono alle ore 15 di oggi, mercoledì 15 luglio.
SC-MP
