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Comunicato n° 381 del 14 luglio 2026
Interpellanza sulla campagna vaccinale contro la dermatite nodulare contagiosa
La campagna vaccinale contro la dermatite nodulare contagiosa nei bovini è stata al centro di un'interpellanza del gruppo Lega Vallée d'Aoste discussa nella seduta consiliare del 14 luglio 2026.
Il Capogruppo Andrea Manfrin, nell’illustrare l’iniziativa, ha detto: «Abbiamo voluto porre all’attenzione alcuni aspetti ancora aperti della campagna vaccinale obbligatoria contro la dermatite nodulare contagiosa, a partire dalla tutela dei vitelli nati da madri vaccinate, dagli effetti del vaccino e dalle possibili conseguenze economiche per gli allevatori in caso di applicazione dello stamping-out, che prevede l’abbattimento dell’intera mandria anche in presenza di capi vaccinati e clinicamente sani. Chiediamo quindi all’Assessore se sia stata effettuata una valutazione della proporzionalità della misura rispetto al rischio reale, quali siano gli orientamenti della Regione sulla richiesta di deroga per anticipare la vaccinazione dei vitelli e quali garanzie siano previste per gli allevatori in caso di abbattimenti sanitari. Chiediamo inoltre se la Regione intenda attivarsi nelle sedi nazionali ed europee per una revisione delle norme sullo stamping-out e quale sia il sistema di monitoraggio previsto per eventuali effetti avversi del vaccino e per i capi provenienti da fuori Valle. La tutela del patrimonio zootecnico deve necessariamente andare di pari passo con la tutela delle aziende agricole e del lavoro degli allevatori.»
L’Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha spiegato che «la campagna vaccinale 2026 si è conclusa in poco più di un mese, con il raggiungimento di un livello di copertura contro la dermatite nodulare contagiosa pressoché totale per quanto riguarda i capi adulti, grazie al lavoro coordinato dei servizi veterinari dell'Usl e alla collaborazione responsabile degli allevatori e di tutto il mondo associazionistico. La tutela del patrimonio zootecnico regionale richiede l’adozione di misure preventive tempestive ed efficaci, orientate non solo alla protezione delle singole aziende, ma dell’intero sistema. Contestualmente, la Regione ha chiesto al Ministero la possibilità di anticipare la vaccinazione dei vitelli più giovani, richiesta poi sottoposta alle autorità europee. Una volta ricevuta l’autorizzazione, è stata avviata la vaccinazione dei vitelli tra i tre e i sei mesi, su richiesta degli allevatori, con il supporto dei veterinari dell’Azienda Usl e dei veterinari Anaborava. Abbiamo inoltre esteso l’obbligo vaccinale ai circa 3.000 bovini provenienti da fuori Valle, anche su richiesta delle associazioni degli allevatori, per evitare le criticità vissute lo scorso anno e garantire una copertura uniforme del territorio regionale. La strategia preventiva adottata ha ricevuto un riscontro positivo anche a livello europeo e ha consentito di tutelare non solo la salute degli animali, ma anche la movimentazione delle bovine, un aspetto con importanti ricadute economiche per il settore.»
«Per quanto riguarda eventuali indennizzi o deroghe, le valutazioni potranno essere affrontate solo qualora si verificasse un caso sul territorio regionale - ha proseguito -: l’obiettivo della campagna vaccinale è proprio evitare di arrivare a scenari emergenziali e dover applicare misure più drastiche. La prevenzione resta quindi lo strumento principale per proteggere il patrimonio zootecnico e garantire la continuità delle attività degli allevatori.»
«L’Assessore non ha risposto alle domande - ha replicato il Consigliere Manfrin -. La logica che sembra emergere è: aspettiamo che succeda un disastro e poi ci pensiamo. Questo non fa parte del nostro modo di agire. Annuncio già che farò un accesso agli atti per verificare cosa abbia risposto la Commissione europea rispetto all’utilizzo del vaccino per i bovini sotto i tre mesi, considerando che il bugiardino del farmaco ne sconsigliava l’utilizzo in questa fascia d’età. Siamo contrari agli obblighi quando questi possono produrre effetti come gli aborti segnalati in relazione alla somministrazione del vaccino, sui quali riteniamo non siano stati forniti sufficienti elementi di approfondimento, che potevano servire anche nell'ambito della farmacovigilanza. Restano quindi i dubbi sulla sperimentazione e sull’utilizzo di questo farmaco.»
SC
