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Comunicato n° 352 del 25 giugno 2026

Interpellanza sulla destinazione urbanistica dell'ex Centrale del latte di Aosta

 

La modifica della destinazione urbanistica dell'area della vecchia Centrale del latte di Aosta è stata al centro di un'interpellanza del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA discussa nella seduta consiliare del 25 giugno 2026.

«Con la delibera n. 492 dello scorso 15 maggio, la Giunta regionale ha avviato il percorso di modifica della destinazione urbanistica dell'area dell'ex Centrale del latte, in via Piccolo San Bernardo ad Aosta, che sarà destinata ad attività di natura socio-sanitaria e socio-assistenziale e a uffici - ha dichiarato il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz -. La delibera precisa che sull'area insiste un vincolo relativo all'istruzione secondaria superiore legato all'ipotesi di ampliamento dell'Institut agricole régional, oggi definita "non più attuale", e propone di realizzare servizi per rispondere a fabbisogni in ambito socio-sanitario e socio-assistenziale, da soddisfare anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato. Chiediamo quali elementi programmatori, tecnici e politici abbiano portato la Giunta a ritenere superata la destinazione scolastica originaria; se, prima dell’approvazione della delibera, siano state valutate alternative a uso scolastico, formativo o per altri servizi pubblici; se siano in corso interlocuzioni o manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati interessati all’area; e, infine, se si intenda procedere all’alienazione dell’immobile oppure a forme di valorizzazione che ne mantengano la funzione e la regia pubblica.»

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha precisato che «la non attualità della destinazione scolastica dell’area della vecchia Centrale del latte si inserisce in un percorso avviato nel 2016, quando il Consiglio regionale ne dispose l’inserimento nel Piano delle valorizzazioni e dismissioni immobiliari, classificando l’immobile tra i beni del patrimonio disponibile. In quella sede si era già preso atto che la destinazione a finalità scolastiche, e in particolare all’ampliamento dell’Institut agricole, non risultava più coerente con la programmazione del settore. La deliberazione n. 492/2026 conferma tale impostazione e individua, di concerto con il Comune, una nuova destinazione urbanistica più adeguata alle caratteristiche del bene e alle strategie di sviluppo territoriale, rendendone concreta la valorizzazione.»

«Prima dell’approvazione della delibera sono state valutate le esigenze delle strutture regionali competenti in ambito scolastico-formativo e sanitario-sociale - ha proseguito -. Le esigenze scolastiche e formative sono oggi indirizzate su altre aree, da rendere coerenti anche sul piano urbanistico, a partire dalla ristrutturazione dell’ex banca in corso Padre Lorenzo per l’ampliamento delle attività dell’Itpr e del Centro regionale di istruzione degli adulti. L’area dell’ex Centrale del latte risulta invece potenzialmente idonea a funzioni socio-sanitarie e socio-assistenziali, in un contesto in cui le dinamiche demografiche richiedono una programmazione di lungo periodo e il rafforzamento delle infrastrutture sociali e sanitarie, con particolare riferimento alle criticità del territorio di Aosta. Esiste un interesse potenziale del mercato per l’insediamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, ma ogni eventuale proposta dovrà essere valutata esclusivamente nell’ambito delle procedure previste dalla normativa vigente in materia di contratti pubblici, partenariato pubblico-privato, trasparenza e concorrenza. La deliberazione n. 492/2026 non individua pertanto modelli gestionali né soggetti attuatori, ma definisce il presupposto per far emergere proposte, rendendo l’area urbanisticamente compatibile con funzioni coerenti con l’interesse pubblico e i fabbisogni rilevati. L’indirizzo della Giunta non è l’alienazione dell’immobile, ma la restituzione alla collettività di un’area oggi in disuso e degrado, orientandola verso funzioni di interesse generale, mantenendone, laddove possibile, la regia pubblica sull’eventuale operazione.»

Il Consigliere Guichardaz si è detto «molto preoccupato. Apprendiamo ora che non sarebbero perseguibili altre ipotesi se non quelle di carattere sanitario-assistenziale, così come l’eventuale prospettiva di alienazione dell’immobile, senza che vi sia stato alcun passaggio in Commissione e senza che ne fossi a conoscenza quando ero al Governo. Si afferma inoltre che vi sarebbe già un accordo con il Comune: ritengo opportuno che sia il Comune a illustrare questo percorso di condivisione e a chiarire come si intenda integrare un eventuale modello pubblico-privato nell’ambito dei servizi per gli anziani. Il patrimonio regionale non è un insieme di immobili, ma uno strumento attraverso cui la collettività costruisce il proprio futuro. Per questo una scelta di tale rilevanza richiede un confronto politico trasparente, approfondito e soprattutto preventivo, non una presa d’atto a percorso già definito. Chiedo quindi che il tema sia portato all’attenzione delle Commissioni competenti e che si apra una discussione complessiva sul destino del bene e, più in generale, sui servizi agli anziani.»

SC