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Comunicato n° 347 del 25 giugno 2026
Interrogazione sul decesso di alcuni cani al canile e gattile regionale
Il gruppo Lega Vallée d'Aoste, con un'interrogazione discussa nella seduta consiliare del 25 giugno 2026, ha posto l'attenzione sul decesso di alcuni cani affetti da patologie infettive al canile e gattile regionale.
Ripercorrendo le circostanze che hanno portato alla morte degli animali, riportate anche dagli organi di stampa, il Capogruppo Andrea Manfrin ha chiesto «se sia stato verificato il rispetto dei protocolli sanitari previsti per la prevenzione e il contenimento delle malattie infettive all’interno della struttura, con particolare riferimento alla gestione di focolai di parvovirosi; quali siano le modalità organizzative e operative attraverso cui viene garantita, ai sensi del capitolato di appalto vigente, l’assistenza sanitaria e veterinaria continuativa 24 ore su 24; se, in relazione ai decessi segnalati, risultino rispettati i protocolli previsti per la gestione post-sedazione e post-operatoria e se siano state avviate verifiche o accertamenti da parte dell’Amministrazione regionale o dell’Usl, riscontrando criticità nella gestione sanitaria, organizzativa o igienico-sanitaria della struttura, tali da richiedere interventi correttivi o la revisione delle modalità di gestione del servizio.»
Premettendo «l'importanza del ruolo dei volontari e del loro contributo», l'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha confermato «il rispetto dei protocolli sanitari di prevenzione e contenimento delle malattie infettive, della vigilanza sanitaria sugli animali ricoverati. Evidenziando che, sulla base dei dati forniti, sono stati 14 i cani deceduti tra il 1° luglio 2024 e il 16 giugno 2025, un numero inferiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, che contava 18 decessi. Molti degli aspetti organizzativi richiamati sono stati trattati in maniera condivisa anche con l'Avapa, rispetto alla quale abbiamo riconosciuto, anche in quest'Aula, il trentennale impegno profuso nella gestione della struttura e volto al benessere dei cani e dei gatti ospitati, con l’obiettivo di approfondire le questioni segnalate, favorire il dialogo tra le parti coinvolte e individuare i possibili ambiti di miglioramento della gestione del servizio, come in alcuni casi è avvenuto.»
In generale, «la vigilanza sanitaria è assicurata dalla Struttura di sanità animale dell’Usl, dal Direttore sanitario e dal Direttore tecnico del gestore, attraverso un sistema integrato di controlli in linea con quanto previsto dal capitolato d'appalto. Il Direttore sanitario effettua controlli periodici ed è reperibile 24 ore su 24 per le emergenze, mentre gli interventi specialistici e chirurgici e la gestione post-sedazione e post-operatoria dei cani ricoverati vengono svolti nelle strutture veterinarie convenzionate. Gli animali rientrano in canile solo dopo la stabilizzazione delle condizioni cliniche e alla ripresa dell'alimentazione autonoma, previa valutazione favorevole del Direttore sanitario.»
«Gli accertamenti riferiti ai decessi riportati non evidenziano nessi epidemiologici tra loro e sono riconducibili a condizioni cliniche specifiche, tra cui infezioni virali o patologie autoimmuni, non correlate quindi a inadempienze gestionali o sanitarie. Dagli approfondimenti svolti dall’Usl e dalle strutture competenti non sono emerse problematiche gestionali che necessitano di interventi correttivi straordinari. Anzi, il modello organizzativo introdotto con la nuova gestione da luglio 2025 ha evidenziato dei miglioramenti, come la presenza continuativa di un istruttore cinofilo, l’integrazione tra valutazione comportamentale e gestione sanitaria, la maggiore appropriatezza dei percorsi di adottabilità.»
Riguardo alla gestione del focolaio di parvovirosi, l'Assessore ha riferito che «tutti i cani ricoverati nel canile sono sottoposti a profilassi vaccinale sistematica, che comprende anche la vaccinazione contro il parvovirus canino. Nel caso del cane vagante accolto nella struttura, l'animale è stato posto in isolamento e vaccinato. Nei giorni successivi ha manifestato i primi sintomi e sono state adottate le misure di contenimento previste: isolamento degli animali in ingresso e gestione separata in locali dedicati, utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte del personale, sistemi di disinfezione agli accessi e vaccinazione immediata degli animali potenzialmente esposti. La trasmissione si sarebbe verificata indirettamente lungo i percorsi comuni di accesso alle aree esterne, contagiando l'altra cagna pur regolarmente vaccinata. Il virus non ha provocato ulteriori contagi e le misure di sicurezza adottate hanno evitato la diffusione dell'infezione ad altri animali.»
«Siamo di fronte a una serie di decessi che, secondo le segnalazioni ricevute, potrebbero far ipotizzare errori nelle procedure previste dai protocolli e una sottovalutazione del rischio. Approfondiremo questi aspetti - ha affermato il Consigliere Manfrin -. Riguardo al minor numero di decessi, sottolineo che non si tratta di una gara tra gestioni diverse su chi fa meglio: i tre cuccioli deceduti per parvovirosi erano stati pubblicizzati su un sito per l’adozione. Forse qualche criticità esiste. Va inoltre considerato il ruolo dei volontari che segnalano pubblicamente i problemi: è importante che chi ha il coraggio di farlo non subisca conseguenze, cosa che sarebbe molto grave.»
MP
