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Comunicato n° 341 del 24 giugno 2026

Interrogazione sul Piano spostamenti casa-lavoro per i dipendenti regionali

 

Con un'interrogazione, discussa nella seduta consiliare del 24 giugno 2026, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto informazioni sull'adozione del Piano degli spostamenti casa-lavoro per il personale regionale.

Ricordando che «il cosiddetto Decreto Rilancio, convertito in legge il 17 luglio 2020, ha reso obbligatoria per le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti l’adozione annuale del Piano degli spostamenti casa-lavoro, finalizzato a ridurre l’uso dell’auto privata» e che «la Regione Valle d’Aosta, al momento inadempiente, rientra tra i soggetti obbligati a dotarsi del Piano», il Consigliere Andrea Campotaro ha chiesto «in quale fase si trovi il procedimento per la sua predisposizione, quali siano i tempi di adozione e quali le ragioni della mancata approvazione entro i termini previsti dalla normativa nazionale.»

L’Assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha riferito che «il 31 marzo è stato affidato alla società 5T di Torino l’incarico di supporto tecnico-operativo all’Ufficio del Mobility Manager regionale per l’analisi della mobilità del personale e la redazione del Piano degli spostamenti casa-lavoro. Il lavoro si articola in fasi successive, dalla raccolta e analisi dei dati fino alla definizione del piano e al successivo monitoraggio. A maggio è stata attivata la piattaforma dedicata e a giugno è stata avviata l’elaborazione dei dati e l’analisi statistica. Le attività sono ora in fase avanzata e si concluderanno entro luglio con la predisposizione della bozza del Piano.»

«Il ritardo nell’adozione è stato determinato principalmente dalla necessità di individuare e formare la figura del Mobility Manager regionale, nominato nell’agosto 2024, e di predisporre gli strumenti organizzativi e tecnici necessari - ha proseguito -. Nel 2026, grazie al supporto specialistico e alla piattaforma digitale, è stata avviata in modo strutturato la rilevazione degli spostamenti casa-lavoro. Il Piano consentirà di disporre di dati aggiornati per migliorare la pianificazione della mobilità, anche in coerenza con le esigenze emerse negli anni attraverso diverse rilevazioni e il piano sperimentale dei trasporti. Parallelamente, si sta lavorando con i Mobility Manager delle aziende soggette agli obblighi di legge per approfondire le esigenze dei lavoratori, in particolare quelli con orari su turni, e valutare la possibile attivazione di nuovi servizi sulla base delle analisi in corso.»

Il Consigliere Campotaro, nella replica, ha evidenziato che «l’adozione del Piano non rappresenta soltanto un adempimento normativo, ma uno strumento fondamentale per orientare le politiche pubbliche. Il Consiglio è chiamato a lavorare sui piani strategici, che però devono poggiare su una conoscenza puntuale dei dati relativi agli spostamenti. Non è possibile progettare interventi efficaci sulla mobilità sostenibile, o anche sullo smart working, senza disporre nemmeno di una fotografia aggiornata dei movimenti dei dipendenti regionali. Oggi, prendiamo atto che il percorso è stato avviato a fine marzo, ma si tratta comunque di un ritardo significativo, considerato che l’obbligo è in vigore dal 2020. Non sono chiare le ragioni di questo ritardo: ci sembra piuttosto una mancata percezione della priorità dello strumento. Il dato certo è che oggi vengono cassate iniziative quali il raddoppio della tratta ferroviaria Sarre/Quart o la riapertura della Aosta/Pré-Saint-Dider senza dati certi. E questo è un problema.»

SC