Info Conseil
Comunicato n° 335 del 24 giugno 2026
Il Consiglio ha respinto due mozioni
Nella seduta mattutina del 24 giugno 2026, il Consiglio Valle ha esaminato quattro mozioni rinviate da precedenti adunanze, di cui due respinte e due ritirate.
- Personale della Società di servizi
Con 20 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 a favore (AVS, FP-PD, Lega VdA, FdI, La Renaissance, AdC), è stata respinta una mozione dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e PD-Federalisti Progressisti VdA che voleva impegnare la Giunta ad attivare con urgenza un tavolo di confronto con la Società di servizi, i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori per individuare delle soluzioni ai problemi sollevati con lo stato di agitazione e la protesta del 21 aprile scorso sotto il Palazzo regionale. Si chiedeva, inoltre, di verificare, attraverso le competenti strutture regionali, le condizioni contrattuali, organizzative e di carico di lavoro del personale impiegato nei servizi socio-assistenziali, anche in relazione agli standard lavorativi richiesti; richiedere alla Società di servizi interventi per il riconoscimento professionale delle figure coinvolte, anche in riferimento agli strumenti contrattuali, assicurando le risorse necessarie.
La Capogruppo di AVS, Chiara Minelli, ha ricordato che «le rivendicazioni dei lavoratori - tra cui operatori socio-sanitari, assistenti sociali, operatori di sostegno, personale educativo e assistenziale - riguardano l’assenza di meccanismi di riconoscimento di carriera e anzianità, l’obbligo di fruire delle ferie solo durante la chiusura delle scuole, il mancato riconoscimento del tempo di lavoro e dei rimborsi chilometrici tra sedi, nonché lo scorretto inquadramento delle assistenti sociali. Su tali aspetti, riconducibili alla corretta applicazione del contratto collettivo nazionale Agidae, non vi è stato alcun riscontro da parte della Società di servizi ritenuto adeguato dai sindacati. La procedura di raffreddamento si è chiusa il 7 aprile scorso dopo un'interlocuzione con la Regione, socio unico della società, che ha dato esito negativo e ha portato alla proclamazione di uno sciopero. Considerato il rilievo pubblico del servizio e la responsabilità diretta della Regione, riteniamo urgente affrontare la situazione, avviando un confronto strutturato tra tutte le parti coinvolte.»
«Si tratta di una situazione che conosciamo nei dettagli e su cui ci siamo confrontati con i sindacati ed alcuni lavoratori durante la giornata di sciopero con l'impegno di intraprendere un percorso che possa portare dei miglioramenti sia ai contratti del personale che ai servizi offerti agli utenti - ha replicato il Presidente della Regione, Renzo Testolin, annunciando il voto di astensione -. Al momento bisogna ricordare che il contratto di lavoro è attualmente inquadrato all'interno della Società di Servizi che, pur essendo una società di proprietà della Regione, detiene una propria autonomia giuridica e gestionale. Per questo motivo, alcune richieste contenute nella mozione riguardano aspetti che competono esclusivamente alla società e non direttamente all'Amministrazione regionale. La Regione, tuttavia, non è rimasta inattiva: sta effettuando approfondimenti sia normativi che amministrativi che possano riscontrare le richieste sindacali in merito al passaggio dei lavoratori dalla società di servizi ad un nuovo ente strumentale che permetterebbe l'applicazione del contratto regionale e una più efficace gestione del servizio. L'obiettivo dunque è di lavorare per verificare se questa soluzione possa rispondere alle richieste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, migliorando sia l'organizzazione del servizio sia le condizioni economiche e contrattuali del personale.»
- Crisi energetica
L'Assemblea ha respinto, con 22 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP), 3 contrari (AVS) e 9 favorevoli (AdC, FdI, Lega VdA e La Renaissance), una mozione del gruppo Autonomisti di Centro che chiedeva di prevedere nei prossimi due anni affinché il deflusso minimo vitale/deflusso ecologico (Dmv/De) rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche venisse allineato a quello approvato per gli impianti di Cva, nel rispetto dei risultati della sperimentazione che avevano dimostrato essere compatibili con la tutela ambientale dei corsi d’acqua interessati.
«La normativa vigente e il Piano di tutela delle acque al 2030 definiscono i criteri per il deflusso minimo vitale ed ecologico da rilasciare negli impianti idroelettrici - ha ricordato il Capogruppo Marco Carrel -. Nel 2025, la Giunta regionale, dopo aver preso atto di una lunga sperimentazione sui corsi d'acqua interessati dagli impianti della Cva, ha approvato valori di Dmv/De specifici. Si tratta di valori significativamente inferiori rispetto a quelli calcolati con le metodologie ordinarie applicate alle altre derivazioni idroelettriche. Vista l’attuale crisi internazionale che sta incidendo pesantemente sui prezzi del gas e, di conseguenza, dell’energia elettrica, sarebbe opportuno allineare gli impianti al fine di incrementare la produzione di energia da fonte rinnovabile e ridurre il ricorso al gas.»
L’Assessore al territorio e ambiente, Davide Sapinet, ha ritenuto la mozione non accoglibile in quanto «il Governo sta già operando nella direzione prospettata dall’iniziativa. L’obbligo di prevedere un deflusso minimo vitale ed ecologico per gli impianti idroelettrici della Cva è stato introdotto con il Piano di tutela delle acque del 2006. Da allora sono state avviate diverse sperimentazioni che hanno coinvolto anche impianti di proprietà di privati che ne abbiano fatto richiesta. Nel dettaglio, sul territorio regionale sono stati avviati 62 programmi sperimentali, che hanno coinvolto 104 impianti idroelettrici, di dimensioni molto variabili, da pochi kilowatt a decine di megawatt. Tutti i programmi sperimentali, sia conclusi sia ancora in corso, hanno applicato la medesima metodologia utilizzata anche per Cva. Ricordo che non è possibile trasporre con una semplice operazione matematica i valori dei rilasci, poiché derivano da una complessa attività sperimentale che tiene conto di aspetti idrologici, ambientali, paesaggistici ed economici e, per quanto riguarda i nuovi impianti, il vigente Piano di tutela delle acque 2030 impone sin d'ora l'utilizzo di tale metodologia nell'ambito dei procedimenti relativi al rilascio di nuove concessioni idroelettriche. Riteniamo quindi non sia necessario, in questa fase, adottare ulteriori atti poiché il processo è già in corso da diversi anni.»
È stata ritirata una mozione presentata dai gruppi Autonomisti di Centro e La Renaissance Valdôtaine, che chiedeva di individuare, nell'ambito dell'assestamento di bilancio, le risorse necessarie a finanziare tutti gli investimenti previsti dai piani aziendali presentati nell'ambito del bando per l'insediamento dei giovani agricoltori. L'Assessore all'agricoltura ha, infatti, spiegato che sono già state avviate le procedure necessarie per garantire la copertura finanziaria degli interventi ammissibili.
È stata inoltre ritirata una mozione presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance, relativa all’organizzazione entro l’autunno 2026 di un evento di celebrazione e premiazione degli atleti olimpici e paralimpici valdostani impegnati nei Giochi di Milano-Cortina 2026. Il testo, presentato all’inizio di aprile, è stato infatti superato nei suoi contenuti in quanto l’evento si è già svolto a fine maggio.
SC-MP
