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Comunicato n° 333 del 24 giugno 2026

Comunicazioni del Presidente Aggravi sulla tutela delle prerogative dei Consiglieri

Il Consiglio ha osservato un minuto di silenzio in ricordo di Bruno Milanesio e Carlo Curtaz

 

In apertura dell'adunanza di oggi, mercoledì 24, e domani, giovedì 25 giugno 2026, il Consiglio Valle ha osservato un minuto di silenzio in ricordo di Bruno Milanesio e Carlo Curtaz, già Consiglieri regionali, che hanno dedicato parte importante del loro impegno al servizio delle istituzioni e della comunità valdostana.

Bruno Milanesio, eletto con il Partito Socialista Unificato poi Partito Socialista Italiano, è stato Consigliere regionale per tre legislature. Ha ricoperto l’incarico di Assessore al turismo nella quinta legislatura (1969-1973), ruolo poi riconfermato anche nella successiva. Rientrato in Consiglio nella nona legislatura (1988-1993), è stato Capogruppo del PSI, Presidente della prima Commissione consiliare “Istituzioni e autonomia” e Vicepresidente della terza Commissione “Industria, commercio e artigianato”.

Carlo Curtaz, eletto nel 1998 con la lista Per la Valle d’Aosta - Con l’Ulivo, è stato Capogruppo per l’intero quinquennio e Vicepresidente della Commissione d’inchiesta sugli incarichi dirigenziali e sui sistemi di controllo dell’Amministrazione regionale. Rieletto nel 2003 con la lista Arcobaleno, si è dimesso dopo due anni e mezzo secondo accordi di turnazione. In entrambe le legislature è stato componente della prima Commissione “Istituzioni e autonomia”.

Tutela delle prerogative dei Consiglieri

Il Presidente del Consiglio, Stefano Aggravi, nelle sue comunicazioni all'Aula, ha richiamato i principi del corretto funzionamento delle istituzioni democratiche, con particolare attenzione alle prerogative dei Consiglieri regionali in materia di sindacato ispettivo e accesso agli atti, a seguito delle recenti notizie di stampa che hanno coinvolto il Capogruppo dell’UV e l’Amministratore delegato di Cva.

«In particolare - ha specificato -, l’esigenza che l’esercizio delle prerogative dei Consiglieri regionali avvenga nel pieno rispetto della riservatezza, della correttezza istituzionale e dell’autonomia del mandato consiliare. Allo stesso modo, ho richiamato l’auspicio che l’azione delle società partecipate regionali e, più in generale, di ogni articolazione del sistema regionale, sia sempre fondata su fatti, analisi e decisioni oggettive, assunte con responsabilità dagli organi competenti. Tali decisioni devono rimanere estranee a condizionamenti legati al momento politico, a fatti estemporanei o a dinamiche non coerenti con il corretto esercizio delle rispettive funzioni. Questo richiamo viene formulato in questa sede in termini generali, mentre è stato oggetto di specifico seguito nelle sedi competenti, nell’interesse del Consiglio regionale, dell’Amministrazione e dell’intero sistema regionale.»

«La comunicazione del Presidente del Consiglio, pur con toni cauti e parole misurate, afferma che non si può negare a un Consigliere regionale l'accesso agli atti di una società interamente partecipata dalla Regione come la Cva - ha detto la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli -. Un Consigliere regionale ha non solo il diritto, ma anche il dovere di approfondire e segnalare eventuali criticità. Se da queste verifiche derivano atti di Finaosta, non si tratta di rilievi peregrini, ma di questioni che meritano attenzione. La reazione dell'Amministratore delegato della Cva a richieste di chiarimento sul bilancio 2025 appare eccessiva e non nuova. Sono stata protagonista, nel 2024, di due pesanti attacchi da parte dell'Amministratore delegato e dell'allora Presidente per aver messo in discussione sia l'esplosione dei compensi degli amministratori di Cva, sia le modalità, a nostro giudizio non conformi alla legge, con cui si è proceduto alla loro nomina. Episodi che riflettono un'impostazione secondo cui Cva agirebbe come una società privata, negando di fatto il ruolo di indirizzo e controllo della Regione, proprietaria della società tramite Finaosta.»

Il Vicecapogruppo dell'Union Valdôtaine, Michel Martinet, ha espresso «piena solidarietà al Capogruppo Aurelio Marguerettaz per i gravi e ingiustificati attacchi ricevuti nell’esercizio del proprio mandato consiliare. Come ricordato dal Presidente del Consiglio nella lettera inviata ieri a Cva e, per conoscenza, a Finaosta e ai vertici istituzionali regionali, le prerogative attribuite ai Consiglieri regionali sono particolarmente tutelate e trovano fondamento nei principi costituzionali della rappresentanza democratica e dell’autonomia delle assemblee elettive. Per questo riteniamo indispensabile che queste prerogative siano sempre rispettate e garantite, nell’interesse non soltanto dei singoli Consiglieri, ma del corretto funzionamento delle istituzioni democratiche e dell’intero Consiglio regionale.»

Il Vicecapogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Simone Perron, ha chiesto «l'urgente convocazione della quarta Commissione consiliare per l'audizione dei vertici di Finaosta e di Cva e comprendere le ragioni del ritardo nell'approvazione del bilancio. Non è possibile continuare a fare finta di nulla di fronte ad una vicenda che si protrae da anni e che noi, come Lega, abbiamo portato all'attenzione pubblica già dal dicembre 2024. L'anomalia politica è che si tratta di una lotta tutta interna all'UV che ha nominato i vertici della società che è interamente pubblica e compete sul mercato, con utili in costante crescita dal 2020 e risultati economici straordinari per una regione come la nostra. Condurre battaglie interne su una realtà di questo tipo significa assumersi una grande responsabilità e saranno eventualmente anche i tribunali a pronunciarsi sulla fondatezza di alcune affermazioni. Come Lega chiediamo che si smetta con questa lotta carsica e che venga fatta chiarezza scoprendo tutte le carte sul tavolo.»

«C'è una presunta lite tra me e l'Amministratore delegato di Cva, ma io non sono in lite con nessuno - ha specificato il Capogruppo dell'UV, Aurelio Marguerettaz -: ho semplicemente preso atto di un attacco, assolutamente fuori dalle righe. È stata attribuita una presunta interferenza da parte del sottoscritto nelle decisioni di Finaosta, cosa che respingo, e se la società chiede dei supplementi di valutazione ha tutte le ragioni per farlo, senza che questo debba essere buttato in caciara. Finaosta è la finanziaria regionale, sostanzialmente la cassaforte dell’Amministrazione regionale: questa società deve avere una gestione professionale, basata su valutazioni approfondite da parte dei Consiglieri di amministrazione e dei dirigenti. I Consiglieri regionali possono fare domande e valutazioni senza ledere la reputazione della società o dell’amministratore. Tra l'altro, alcune informazioni sull’indebitamento di Cva sono corrette, pur distinguendo tra debito lordo e netto, ed è legittimo chiedersi perché pagare interessi su determinati importi. Finaosta deve tutelare Cva, che è un gioiello della nostra regione, e noi dovremo dare sostegno a Cva, soprattutto in vista del rinnovo delle concessioni.»

Il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, ha aggiunto: «L’attività ispettiva è uno strumento essenziale del nostro mandato e deve poter essere svolta in modo pieno ed effettivo. Parliamo in questo caso di una società di grande rilevanza, che genera ricavi annui paragonabili al 70% del bilancio regionale, e proprio per questo è necessario che il Consiglio possa disporre di tutte le informazioni utili per svolgere le proprie valutazioni politiche. È necessario che in futuro i rapporti istituzionali tra società e Consiglio siano improntati in modo da garantire flussi di informazione adeguati, evitando interpretazioni che possano mettere in discussione la legittimità dell’attività ispettiva. L’operato della società non è valutabile attraverso la semplice lettura dei dati di bilancio, ma richiede una serie di elementi informativi suppletivi affinché le valutazioni politiche possano essere consapevoli.»

«C'è troppa confusione su questa vicenda - ha osservato il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel -: da una parte abbiamo una società partecipata a cui tutti teniamo, dall'altra una mancata gestione politica del dossier che da anni aleggia in quest'Aula ma che, come molti altri, è stato lasciato in biblioteca. Nulla è stato fatto e ora che ci avviciniamo alle nomine dei nuovi vertici della Cva casualmente escono i problemi che andrebbero affrontati nelle sedi opportune prima di finire sui giornali.»

«A noi non interessano le bagarre, ma i numeri - ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia, Alberto Zucchi -. Riteniamo quindi opportuno che le Commissioni consiliari siano convocate al più presto per audire i soggetti interessati, a partire da Finaosta e a seguire Cva, così da approfondire le questioni aperte e porre le necessarie domande. Cerchiamo di far uscire i dossier dai cassetti, nella massima trasparenza.»

SC-MP