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Comunicato n° 279 del 20 maggio 2026

Il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole sulla norma di attuazione in materia di coordinamento della finanza pubblica

 

Nella seduta mattutina del 20 maggio 2026, il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole all'unanimità sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato.

Il testo, trasmesso dal Ministro per gli affari regionali il 23 aprile, è composto di quattro articoli volti ad attribuire alla Regione il ruolo di coordinamento della finanza pubblica per l’intero sistema territoriale regionale integrato della Valle d’Aosta, comprendente Regione, enti locali, enti strumentali, Usl e Università della Valle d'Aosta. Il provvedimento prevede che il contributo agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica, concordato con lo Stato, venga corrisposto dalla Regione per l'intero sistema territoriale integrato oppure che avvenga attraverso la presa in carico sul bilancio regionale della realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale e regionale iscritte sul bilancio statale.

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, illustrando i contenuti, ha sottolineato che «la proposta di norma individua nell’accordo tra Stato e Regione lo strumento ordinario per definire la partecipazione della Valle d’Aosta agli obiettivi di finanza pubblica, formalizzando un metodo fondato sull’intesa tra i livelli di governo. Alla Regione viene attribuito il ruolo di interlocutore unico nei rapporti finanziari con lo Stato, anche in rappresentanza degli altri enti territoriali riconosciuti dalla norma come parte di un sistema regionale integrato. Si dà così attuazione agli impegni contenuti nell’accordo Stato-Regione dell'ottobre 2024 sulla finanza pubblica 2025-2032 e ai contenuti della sentenza della Corte costituzionale n. 145 del 2024 che aveva evidenziato l’assenza, nell’attuale normativa, di una disciplina che considerasse unitariamente il sistema degli enti territoriali valdostani per il coordinamento della finanza pubblica, come già avviene per altre autonomie speciali. Da qui la necessità di aggiornare la norma di attuazione, sollecitazione che noi abbiamo colto con la presentazione dello schema di decreto legislativo che oggi portiamo all’esame del Consiglio.»

Il dibattito in Aula

Il Consigliere di Fratelli d'Italia Massimo Lattanzi ha espresso parere favorevole «per questo riconoscimento alla Regione come unico interlocutore nei rapporti con lo Stato per quanto riguarda il risanamento dei conti pubblici. La posta in gioco è molto alta e ogni volta che si fa un passo avanti nel definire il ruolo della Regione è cosa buona e giusta. Il contributo che la Regione dà allo Stato per il risanamento delle proprie finanze è una cifra importante e con questa norma non viene cambiato. Il percorso di risanamento delle finanze pubbliche nei confronti dell'Unione europea è iniziato con il Governo Meloni in questa legislatura e si sta portando al suo compimento.»

Annunciando il voto favorevole, il Consigliere di PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha dichiarato che «questa norma consolida una garanzia essenziale: blinda il metodo dell’accordo per cui lo Stato non potrà più imporre alla Valle d’Aosta contributi o tagli unilaterali senza un negoziato effettivo e riconosce il nostro sistema territoriale come sistema integrato, equiparandoci finalmente a Trentino e Friuli Venezia Giulia. È un risultato che appartiene all’intera comunità valdostana, non a una maggioranza o a un accordo di coalizione, ma al lavoro istituzionale di decenni. Dobbiamo però interrogarci su questo modello: la legge regionale sulla finanza locale ha trent’anni ed è applicata ogni anno in deroga, i Comuni sono troppo piccoli per gestire servizi sempre più complessi e la Regione supplisce perdendo di vista la sua funzione principale, che è legiferare e programmare, non gestire. Il rischio è un centralismo regionale che è il contrario di ciò che l’Autonomia speciale dovrebbe produrre. La risposta non è indebolire la Regione, ma rafforzare gli enti locali per consentirle di tornare al suo ruolo. Servono riforme di sistema non più rinviabili.»

Il Vicecapogruppo Eugenio Torrione, nell'annunciare il voto a favore del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato di «norma che, pur avendo una visibilità e risonanza mediatica inferiore a molti temi affrontati recentemente in questo Consiglio, affronta un tema sostanziale centrale: il rapporto finanziario tra lo Stato e la Valle d’Aosta, rafforzando il quadro dell’Autonomia speciale valdostana, con un elemento positivo rappresentato dal richiamo al principio della leale collaborazione, superando logiche di interventi unilaterali. Resta però un’attenzione necessaria sul rapporto con gli enti locali, per evitare che il rafforzamento del ruolo regionale si traduca in una compressione dell’autonomia dei comuni, che rappresentano un patrimonio democratico fondamentale. Altro punto riguarda i contributi alla finanza pubblica: ciò che nasce come transitorio rischia spesso di diventare permanente, e su questo sarà necessario mantenere attenzione. Il rafforzamento dell’autonomia finanziaria ha senso solo se serve a tutelare concretamente servizi pubblici, welfare, sanità, scuola e coesione territoriale, altrimenti il rischio è quello che l'Autonomia venga ridotta soltanto a un meccanismo tecnico e amministrativo.»

«Con questo parere passiamo dalle parole ai fatti nella difesa dei nostri bilanci - ha detto la Consigliera dell'Union Valdôtaine Loredana Petey -. Il punto di forza è il riconoscimento del metodo dell’accordo. Finalmente non saremo più soggetti a decisioni unilaterali calate dall’alto in materia di concorso agli obiettivi di finanza pubblica. La norma sancisce che il contributo della Valle d’Aosta deve essere frutto di un’intesa. È un principio di civiltà istituzionale che trasforma la nostra partecipazione al risanamento dei conti da un obbligo subìto a una scelta condivisa e negoziata. L’altro pilastro è il chiarimento dell’ambito soggettivo del sistema territoriale regionale integrato. Definire con precisione il perimetro del coordinamento della finanza pubblica significa dare certezze non solo alla Regione, ma a tutti gli enti locali e agli enti strumentali. Questo atto non nasce dal nulla: è la dimostrazione che, quando la Valle d’Aosta si siede ai tavoli romani con serietà, competenza e con la forza del proprio Statuto, i risultati arrivano.»

Il Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, ha definito il provvedimento «un atto di portata storica», sottolineando come esso rafforzi i principi fondanti della specialità valdostana: «Il nostro voto a favore non è scontato, ma frutto di una valutazione attenta e convinta. La norma era urgente e necessaria: la Valle d’Aosta ha pagato un prezzo alto per l’assenza di un presidio procedurale adeguato a tutela della propria specialità finanziaria. La sentenza della Corte costituzionale ha chiarito che non esisteva una norma vigente che definisse la Valle d’Aosta come sistema unitario, rendendoci vulnerabili. Oggi colmiamo questo divario. Per troppi anni, nei momenti di crisi della finanza pubblica nazionale, lo Stato ha imposto sacrifici unilaterali, con tagli non concordati. Questa norma cambia approccio: d’ora in avanti, quando lo Stato vorrà chiedere un contributo al risanamento dei conti pubblici, dovrà sedersi al tavolo e negoziare. Un altro risultato è l’attribuzione alla Regione del ruolo di regista del proprio sistema finanziario integrato, rafforzando la capacità di programmazione e la gestione coerente delle risorse. L’Autonomia non è un privilegio da subire, ma una responsabilità da esercitare: questa norma è uno strumento concreto in questa direzione.»

«Con questa norma colmiamo un vuoto nei rapporti finanziari con lo Stato e affermiamo un principio importante: la Regione sarà l’unico interlocutore del territorio regionale nei confronti dello Stato, potendo così trattare alla pari il contributo al risanamento dei conti pubblici - ha affermato il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Credo che questo sia anche un segno importante dell’attivismo e dell’attività politica che è stata svolta in questo periodo. Ringrazio la Commissione paritetica, i rappresentanti dello Stato che ricoprono ruoli a livello istituzionale, per il contributo fattivo che hanno dato affinché la norma venisse messa a disposizione nel minor tempo possibile per arrivare alla sua definitiva approvazione. Un percorso che sicuramente è molto positivo e che metterà la Valle d’Aosta in una condizione migliore rispetto a quella che ha avuto sino ad oggi, a tutela dell’esercizio delle nostre prerogative e per la valorizzazione degli interessi della comunità valdostana.»

Evidenziando che «questa norma ci fa fare un passo avanti nell’Autonomia valdostana e concretizza un principio importante, quello del sistema pattizio con lo Stato», il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, ha osservato: «Questa norma porta anche a una maggiore responsabilità della Regione, e questo deve farci interrogare e riflettere per il futuro su come e se rivisitare l’attuale assetto delle funzioni e delle competenze tra Regione ed enti locali. Un tema che avevamo già affrontato in quest’Aula, analizzando alcuni parametri che possono essere migliorati: il rapporto costi-benefici, la burocrazia, i servizi resi ai cittadini e i tempi di attesa. Su questo dovremo lavorare nei prossimi mesi, quando la norma sarà definitivamente approvata dallo Stato, per confrontarci e cercare di migliorare ulteriormente il sistema. Ogni risultato positivo, infatti, può sempre essere migliorato, e questo è un compito che spetta a tutti. È questo l’auspicio che rivolgo a tutti: continuare a migliorare le politiche pubbliche nell’interesse dei cittadini.»

SC-MP