Info Conseil

Comunicato n° 240 del 23 aprile 2026

Approvate due mozioni su tutela prodotti agroalimentari e assistenza familiare

 

Nella seduta pomeridiana del 23 aprile 2026, il Consiglio Valle ha approvato due mozioni rinviate da precedenti adunanze.

  • Tutela dei prodotti agroalimentari

Il Consiglio Valle ha approvato, con 29 voti a favore e 4 contrari (FdI), una mozione, sottoscritta dai gruppi Union Valdôtaine, Centro Autonomista, Alleanza Verdi e Sinistra, Autonomisti di Centro e Lega Vallée d'Aoste, che impegna la Giunta a sostenere, a livello nazionale ed europeo, la revisione e il rafforzamento della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari per garantire maggiore trasparenza al consumatore, anche sotto il profilo ambientale e sociale, e sistemi di etichettatura chiari e visibili. Inoltre, chiede di promuovere il riconoscimento e la tutela delle produzioni valdostane, valorizzandone qualità, tracciabilità e legame con il territorio, anche tramite attività di informazione e collaborazione con organizzazioni di categoria e associazioni dei consumatori; di contrastare fenomeni come il falso “Made in Italy” (Italian sounding), anche in relazione alle criticità dell'accordo tra Unione europea e Paesi del Mercosur, promuovendo adeguate tutele delle indicazioni geografiche, delle denominazioni d'origine e delle filiere produttive locali legate al territorio.

Il Consigliere dell'UV Corrado Jordan, nell'illustrarla, ha evidenziato: «La mozione nasce in terza Commissione da un confronto costruttivo con l'Assessore all’agricoltura, condividendo la necessità di tutelare le produzioni valdostane e il legame con il territorio. L’obiettivo, pur riconoscendo positivamente l'attività del Governo italiano anche con la recente approvazione della legge sulla tutela dei prodotti alimentari italiani, è proteggere produttori e consumatori dalle ambiguità dell’attuale normativa europea sull’origine delle merci, basata sull’ultima trasformazione sostanziale, che ai fini doganali è utile ma non garantisce trasparenza sulla reale provenienza dei prodotti. Questo sistema genera confusione, favorisce pratiche di “italianizzazione” di materie prime estere e rischia di danneggiare sia il Made in Italy sia i produttori locali, anche a causa di concorrenza sleale e distorsioni del mercato globale. In particolare in ambito agroalimentare, lavorazioni minime consentono di attribuire un’origine italiana a prodotti in realtà esteri, creando un forte disallineamento informativo per i consumatori. Per questo è centrale il tema della trasparenza per garantire equità e correttezza nel mercato: il consumatore deve poter conoscere origine, qualità e processi produttivi, senza ambiguità.»

Il Capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, nell'annunciare il voto contrario, ha evidenziato che «l’accordo Mercosur rappresenta un’importante opportunità strategica per l’Italia e il Made in Italy - che già contiene misure di tutela dei prodotti Dop, come la Fontina - e può favorire nuove opportunità di export per agroalimentare e industria, con ricadute positive anche per la Valle d’Aosta e le sue eccellenze locali, oltre che per artigianato e filiera della montagna. Ricordo, inoltre, che il 15 aprile scorso il Parlamento italiano ha approvato la legge a difesa e a tutela del patrimonio agroalimentare italiano, che ci permette di migliorare la trasparenza, tutelare al meglio la salute dei cittadini e combattere i reati nell'agroalimentare. Quello che chiede la mozione è quindi stato in parte già fatto dal Governo. È una mozione fuori tempo e fuori luogo, che per onestà intellettuale dovrebbe essere ritirata.»

L'Assessore all'agricoltura, Speranza Girod, ha riconosciuto che «il Governo sta già lavorando su clausole di salvaguardia: in questo quadro si inserisce anche il recente via libera alla legge sul rafforzamento della tutela agroalimentare, che va nella direzione di maggiore trasparenza, sicurezza e legalità nella filiera. Tuttavia, proprio per questo, emerge con ancora più forza la necessità di un allineamento a livello europeo. Come Regione continueremo a portare avanti questo tema in tutte le sedi opportune, ma è importante che il messaggio sia sostenuto dall’intero Consiglio regionale. Il senso di questa mozione è proprio questo: un lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione, enti locali, parlamentari e associazioni di categoria. Non un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso politico comune, concreto e necessario per tutelare le nostre produzioni e i nostri territori.»

 

  • Assistenza familiare in caso di criticità clinica o fine vita

Approvata all'unanimità, una mozione proposta dai gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine, così come emendata dall'Assessore alla sanità, e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, che impegna l'Assessore a promuovere con urgenza, d'intesa con l'Azienda Usl e il Celva, una verifica delle attuali disposizioni regolamentari, protocolli e linee guida in materia di orari di visita e presenza continuativa/notturna dei familiari nei presidi sanitari e nelle strutture regionali, valutando l'introduzione sistematica di deroghe motivate per pazienti in fase terminale, agitati, non comunicanti o in condizioni di fragilità elevata. Inoltre, si chiede di verificare la possibilità di definire un unico protocollo per l'accesso e la presenza dei familiari nelle strutture assistenziali territoriali a livello regionale che preveda per questi pazienti maggiori possibilità di accesso, al fine di garantire maggiore uniformità nella continuità assistenziale e valorizzare il percorso già intrapreso volto all'umanizzazione delle cure.

«Il testo originario della mozione nasceva da una segnalazione concreta che ci ha profondamente colpito - ha spiegato il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -: un anziano in condizioni critiche è stato lasciato solo durante la notte del decesso in Rsa, dopo un ricovero ospedaliero di 18 giorni, senza la possibilità di avere accanto un familiare, nonostante evidenti necessità di supporto e fragilità. La situazione, purtroppo, non è isolata e riguarda anche altre Rsa regionali. Riteniamo che la presenza dei familiari sia un elemento essenziale per umanizzare le cure, ridurre il senso di abbandono negli anziani fragili e migliorare la qualità assistenziale, soprattutto nelle fasi terminali. Siamo soddisfatti dell'accordo trovato con l'Assessore Marzi sul nuovo testo approvato.»

«Il voto unanime del Consiglio su questa mozione è importante - ha evidenziato l'Assessore alla sanità, Carlo Marzi -, perché traccia un indirizzo chiaro e condiviso nel proseguire e rafforzare il percorso intrapreso volto all’umanizzazione delle cure, ovvero quell’attenzione posta alla persona nella sua totalità per i bisogni di cura ma anche psicologici e relazionali: si tratta di un ambito già oggetto di particolare attenzione da parte dell’Assessorato e dell’Usl, nella consapevolezza che la presenza del familiare rappresenti un elemento fondamentale e prezioso di alleanza terapeutica nel percorso di cura e assistenza. Stiamo lavorando per uniformare ed estendere maggiormente la possibilità di accesso dei familiari. È infatti in corso una revisione delle modalità di accesso e assistenza nei presidi ospedalieri, compatibilmente con le diverse esigenze clinico-assistenziali legate alla tipologia di reparto e di ricovero. In quest'ottica, abbiamo proposto un nuovo testo della mozione per ampliarne la portata in una visione più generale, coinvolgendo l’intero Consiglio e gli attori competenti e il territorio, ovvero l’Azienda Usl e il Celva, esprimendo un mandato concreto a rafforzare la comunicazione e il coinvolgimento dei familiari nei percorsi di assistenza e cura, nella direzione già intrapresa.»

SC-MP