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Comunicato n° 238 del 23 aprile 2026

Iniziato l'esame del disegno di legge sul Terzo settore: le relazioni d'Aula

 

Nella seduta mattutina del 23 aprile 2026, il Consiglio Valle ha iniziato l'esame di un disegno di legge che contiene disposizioni per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell'amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva.

Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 9 febbraio, è stato esaminato dalla quinta Commissione che ha prodotto un nuovo testo a seguito delle audizioni ai rappresentanti del Terzo settore e si compone di 24 articoli.

La relazione della Consigliera Trione

La Consigliera Luisa Trione (CA), relatrice di maggioranza, ha parlato di «un disegno di legge atteso, che riordina tutta la disciplina in tema di Terzo settore e introduce strumenti efficaci per rendere più concreta la solidarietà e la risposta ai bisogni delle nostre comunità. Un provvedimento che si inserisce nel solco del Codice del Terzo settore in attuazione della riforma avviata con la legge delega 106/2016, recependone principi, strumenti e finalità e adattandoli al contesto e alle specificità del territorio regionale. Tra le innovazioni più rilevanti vi è l’amministrazione condivisa, che segna il passaggio da una logica competitiva - basata su gare e appalti che non sempre ha prodotto i risultati sperati - a una collaborativa tra pubblica amministrazione e Terzo settore, fondata sul principio di sussidiarietà e rafforzata dalla giurisprudenza costituzionale.»

«Questo disegno di legge - ha evidenziato - giunge oggi in Aula al termine di un lungo percorso partecipato, avviato nella precedente legislatura e sviluppato attraverso tavoli di concertazione e un ampio ciclo di audizioni in Commissione che ha coinvolto tutti i principali attori del Terzo settore. Il testo che esaminiamo - che ha accolto alcune richieste provenienti dalle audizioni e con un emendamento dell'Assessorato che ha incrementato le somme disponibili - è quindi il risultato di un lavoro condiviso e approfondito.»

Nel merito, la Consigliera ha evidenziato che «il provvedimento intende sostenere e valorizzare il ruolo degli enti del Terzo settore come attori fondamentali della coesione sociale, istituzionalizzare il confronto con la Regione e disciplinare gli strumenti dell’amministrazione condivisa. Promuove inoltre la cultura del volontariato, istituendo anche la figura del volontariato individuale che può svolgere la sua attività nell'ambito di amministrazioni pubbliche. Il disegno di legge istituisce la Consulta regionale del Terzo settore, con funzioni consultive e propositive, e l’Osservatorio regionale, quale strumento di analisi e supporto alle politiche pubbliche. Introduce, inoltre, la co-programmazione e la co-progettazione come strumenti operativi dell'amministrazione condivisa e i patti di collaborazione per la gestione dei beni comuni, nonché la valorizzazione di beni immobili e mobili mediante la concessione in comodato. È inoltre previsto un sostegno più stabile al Centro di Servizio per il Volontariato, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi offerti, facilitare le attività di formazione e accompagnamento e rendere più accessibili gli adempimenti richiesti agli enti iscritti al Registro unico del Terzo settore.»

La relazione del Consigliere Manfrin

Per il Consigliere Andrea Manfrin (Lega VdA), relatore di minoranza, «questo disegno di legge, nella sua attuale formulazione, rischia di produrre un impianto normativo parziale, scarsamente efficace nella pratica e incompleto nella sua capacità di rappresentare l'intero ecosistema del Terzo settore valdostano. Vi sono infatti alcune criticità strutturali che ne limitano l'efficacia e la capacità di rispondere alle reali esigenze, nonché alla necessità di tutelare la trasparenza nell'uso delle risorse pubbliche e la leale concorrenza tra i diversi attori che operano nei medesimi ambiti.»

Il Consigliere ha quindi dettagliato le principali criticità: «In primo luogo, le carenze nella composizione e nel funzionamento della Consulta regionale, che non garantisce una rappresentanza equilibrata del Terzo settore, in particolare della cooperazione sociale, e presenta limiti anche sul piano della partecipazione istituzionale e dell’effettiva operatività. Sono state inoltre evidenziate fragilità sull’Osservatorio regionale, che rischia di restare uno strumento solo formale in assenza di risorse dedicate, pur a fronte di proposte condivisibili di ampliarne le funzioni, anche in ambito formativo e occupazionale. Una criticità rilevante riguarda poi l’esclusione delle imprese sociali da alcune misure e benefici previsti dalla legge, scelta ritenuta incoerente e penalizzante rispetto al loro ruolo nel sistema di welfare e nell’innovazione sociale. Permangono inoltre lacune in materia di trasparenza e rendicontazione, con il rischio di autoreferenzialità del sistema della Consulta e dell'Osservatorio, non adeguatamente bilanciato da strumenti di controllo e pubblicità. Ulteriori perplessità riguardano l’utilizzo degli strumenti di co-programmazione e co-progettazione, che, in assenza di adeguate garanzie, potrebbero generare distorsioni della concorrenza e non valorizzare sufficientemente il radicamento territoriale. È stato poi segnalato il rischio di eccessiva burocratizzazione, che potrebbe penalizzare le realtà associative più piccole, non adeguatamente supportate né accompagnate. Infine, sono emerse criticità legate alla mancanza di risorse e supporto per rendere effettivi i processi di amministrazione condivisa, alla necessità di semplificare il volontariato individuale e all’opportunità di rafforzare il monitoraggio della legge, prevedendo una verifica più frequente dei risultati.»

SC-MP