Info Conseil

Comunicato n° 207 del 9 aprile 2026

Interrogazione sulle truffe al falso Cup dell'azienda Usl

 

Le truffe legate al falso Cup dell'azienda Usl sono state al centro di un'interrogazione presentata dal gruppo Lega Vallée d'Aoste durante la seduta consiliare dell'8 aprile 2026.

Richiamando «le notizie di stampa dei primi di gennaio relative ai falsi inviti a contattare un numero telefonico che si accredita indebitamente come Cup dell’azienda Usl», il Vicecapogruppo Simone Perron ha evidenziato come «la situazione non risulti ancora risolta, dal momento che segnalazioni di tali raggiri, provenienti da numeri di cellulare che continuano a variare, sono pervenute anche nel mese di marzo. Chiediamo a partire da quale periodo le truffe siano state rilevate dall’Usl; quante segnalazioni siano state complessivamente registrate; quali risultati abbiano prodotto le azioni di contrasto intraprese; e se siano state adottate ulteriori misure oltre a quelle già comunicate dall'azienda sanitaria.»

L'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha spiegato che «le truffe al falso Cup sono un fenomeno ricorrente in Italia. I truffatori prendono di mira il Cup, punto di accesso ai servizi sanitari, perché rappresenta una porta facilmente sfruttabile e perché la necessità di servizi indebolisce le potenziali vittime. L’uso dei Cup permette, inoltre, ai truffatori di cambiare frequentemente numero di telefono e continuare le truffe.»

«L’azienda Usl registra mediamente 2-3 segnalazioni di questo tipo di truffa al mese da parte dei cittadini. Gli episodi devono essere denunciati alla Polizia postale, autorità deputata a raccogliere dati personali e elementi utili alle indagini. Fortunatamente, il numero di cittadini che segnala è in aumento, grazie anche alla campagna di informazione lanciata dalle Aziende sanitarie italiane, con particolare attenzione alla prevenzione. Le azioni di contrasto comprendono la pubblicazione di comunicati ufficiali contenenti avvisi e indicazioni comportamentali, diffusi tramite canali istituzionali, siti internet, pagine social e avvisi cartacei, come regolarmente attuato dalla nostra unica azienda sanitaria regionale. Le comunicazioni sottolineano chiaramente che il Cup comunica solo tramite canali istituzionali verificabili, non utilizza numeri a pagamento e non chiede dati sensibili via sms o telefono. Queste informazioni, diffuse in modo capillare e comprensibile, hanno l’obiettivo di creare regole chiare, utili a riconoscere i tentativi di truffa.»

Per l’Assessore, «è fondamentale monitorare la continua evoluzione del fenomeno, ponendo particolare attenzione alle fasce più fragili e vulnerabili. In quest’ottica, è importante l’istituzione, con la collaborazione dell’Assessorato all’innovazione, presso l’Inva dello Csirt Valle d’Aosta, il Computer security incident response team della Regione, che entrerà a regime entro la fine dell’anno. Con lo Csirt si persegue l’obiettivo di gestire la sicurezza informatica a livello di enti della pubblica amministrazione valdostana: questo consentirà di realizzare attività omogenee e strutturate e di poter valutare l'opportunità di attivare, sul tema trattato, campagne informative rivolte alla cittadinanza ed eventuali accordi di collaborazione con la Polizia postale.»

«Con questa iniziativa volevamo avere informazioni più complete sulla dimensione del fenomeno, ma lei ci ha fornito solo dati generici - ha detto, in replica, il Consigliere Perron -. Speculare sulle persone anziane che chiamano il Cup è tra le azioni più ignobili che si possano compiere. Continueremo a vigilare, convinti della necessità di mettere in campo, come Regione, tutte le tutele possibili.»

MP