Info Conseil

Comunicato n° 177 del 26 marzo 2026

Interpellanza sull'applicazione del protocollo sperimentale per la gestione del lupo

 

Nella seduta consiliare del 26 marzo 2026, con un'interpellanza, il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha chiesto informazioni sull'applicazione del protocollo sperimentale per la gestione del lupo in Valle d'Aosta.

Nel dettaglio, il Capogruppo Andrea Manfrin ha voluto sapere «quali siano gli aggiornamenti sulla sua effettiva applicazione ad oltre sei mesi dalla sua approvazione, avvenuta il 28 luglio 2025, indicando il numero e la tipologia delle segnalazioni ricevute su lupi confidenti, avvicinamenti a zone antropizzate o episodi di pericolo per l'incolumità umana; lo stato attuale del monitoraggio della popolazione nella regione, visto che a inizio 2025 si stimavano 60-80 lupi distribuiti in 10 branchi, mentre dal rapporto "lince e lupo" 2023 si evince che in soli 4 anni si erano registrate le tracce, rilevate su ben 307 campioni, di 179 esemplari in Valle d'Aosta. Chiediamo anche come il protocollo si integri con le novità nazionali e gli strumenti più recenti, come l'applicazione "Avvista Lupi VdA" per le segnalazioni; se si abbia intenzione di prevedere aggiornamenti o integrazioni alla luce dei dati raccolti, dell'esperienza maturata e delle evoluzioni normative.»   

L'Assessore all'agricoltura, Speranza Girod, ha confermato «grande attenzione alla tematica perché l'aumento della presenza dei lupi ha generato una preoccupazione reale e diffusa tra la popolazione. Il protocollo sperimentale di luglio 2025 recepisce le indicazioni elaborate da Ispra, distinguendo tra diverse tipologie di comportamento degli animali e prevedendo azioni proporzionate al grado di confidenza e pericolosità. Da luglio 2025 a oggi, sul territorio regionale, non è stato possibile classificare esemplari come "lupi confidenti o pericolosi" e, fortunatamente, non si sono verificati episodi tali da rappresentare un rischio per l’incolumità umana. Durante la stagione invernale, sono stati segnalati oltre 100 avvistamenti in aree urbane e periurbane, probabilmente sottostimati, data la difficoltà di rilevazione. Per quanto riguarda il monitoraggio della popolazione lupina, i dati aggiornati al 2025 sono ancora in fase di elaborazione, ma supereranno sicuramente i 100 esemplari. Inoltre gli hotspot - ovvero i territori comunali con maggiori danni zootecnici - sono sei. Nel 2025 sono state registrate 51 predazioni, per le quali sono stati erogati indennizzi pari a 46mila euro. Nel 2026, ad oggi, si segnalano due episodi nel mese di marzo.»

Per quanto riguarda il quadro normativo, l'Assessore ha specificato che «la novità introdotta a partire dal 13 marzo - con il declassamento del lupo da specie particolarmente protetta a specie protetta - prevede un decreto ministeriale (non ancora emanato) che definirà il numero massimo di esemplari abbattibili per regione: per la Valle d’Aosta si parla indicativamente di tre esemplari. Questo consentirà di passare dall’attuale protocollo a un piano di controllo che, una volta approvato da Ispra, permetterà interventi più rapidi, senza autorizzazioni puntuali per ogni singolo caso. È però importante essere chiari: anche con il piano di controllo, resterà il limite massimo previsto a livello nazionale. Non si potrà quindi procedere ad abbattimenti indiscriminati. Nell'attesa dei decreti attuativi sul declassamento del lupo, l'Assessorato sta già lavorando alla predisposizione di un nuovo documento che tenga conto sia dell’esperienza maturata sia delle nuove disposizioni. Sono già stati avviati i contatti con Ispra per accelerare l’iter. Un’azione immediata già avviata è la richiesta a Ispra di autorizzare l’uso di proiettili di gomma per la dissuasione attiva, tramite personale del Corpo forestale appositamente formato. Questo permetterebbe interventi più tempestivi nei casi di avvicinamento ai centri abitati. Ispra ha già fornito un riscontro informale positivo: siamo in attesa della conferma ufficiale. Nel frattempo, il Corpo forestale ha attivato servizi specifici di controllo nei quattro comuni maggiormente interessati, soprattutto nelle ore serali e notturne, aumentando il livello di attenzione.»

«Una tematica quindi molto attenzionata dall'Assessorato e da me personalmente - ha concluso - sulla quale mi sono confrontata anche con gli Assessori di Piemonte, Lombardia e Liguria: è emersa la volontà comune di portare avanti, in maniera coordinata, le istanze dei territori montani. Dobbiamo evitare il populismo, dicendo con chiarezza ciò che si può fare: il nostro impegno è quello di sostenere, a più livelli, tutte le azioni possibili, nella consapevolezza che non tutto dipende dal Governo regionale.»

«Da quanto riferito dall’Assessore, la presenza del lupo è probabilmente molto superiore rispetto ai dati disponibili; sarebbe quindi importante disporre di dati certi - ha replicato il Consigliere Manfrin -. Se da 307 campioni emerge la presenza di 179 esemplari, è verosimile che il numero reale sia ancora più elevato. I recenti attacchi denunciati nella Grand Combin, così come la presenza registrata nella Valdigne, evidenziano che il problema è reale e sentito. La proliferazione del lupo sul nostro territorio, infatti, oltre a determinare problemi legati alle predazioni e a incidere sull’immagine turistica della Valle, comporta anche criticità in termini di sicurezza stradale: ben 20 lupi morti in incidenti stradali, e accresce il senso di insicurezza della popolazione. Chiediamo pertanto all’Assessore di attivare tutti gli strumenti possibili, a partire dalle misure di dissuasione non letale, e più in generale tutte le azioni utili ad affrontare la situazione.»

I lavori sono sospesi e riprendono alle ore 15.

SC