Info Conseil
Comunicato n° 118 del 25 febbraio 2026
Conclusi i lavori del Consiglio. Respinte tre mozioni
In chiusura dell'adunanza del 24 e 25 febbraio 2026, l'Assemblea regionale ha respinto tre mozioni.
- Studio dei parametri Isee
Il Consiglio, con voto segreto, ha respinto una mozione del gruppo Autonomisti di Centro (5 voti contrari, 14 astensioni 15 favorevoli), che voleva impegnare la Giunta, tramite l’Osservatorio economico regionale, a realizzare entro sei mesi uno studio sulle risorse regionali ripartite con il limite dell’Isee, finalizzato a individuare: per ciascuna misura, le fasce maggiormente sostenute e le fasce immediatamente superiori escluse dall’accesso alle misure regionali analizzate; nel complesso della società valdostana, le fasce Isee più sostenute nonché il numero di nuclei familiari che possiedono un valore superiore al requisito minimo di accesso, suddivisi per fasce.
Il Consigliere Marco Carrel ha sottolineato che «tutte le politiche di sostegno ai nuclei familiari valdostani sono legate ai parametri Isee e molte famiglie non possono accedervi a causa di un valore troppo alto, anche perché nel calcolo dell’Isee viene considerato il patrimonio mobiliare e immobiliare. Riteniamo vi sia la necessità di rivedere tali criteri, come ribadito anche dalle associazioni dei consumatori nelle varie audizioni in Commissione, partendo da uno studio analitico. Pur apprezzando l’apertura di avviare il confronto in quinta Commissione, riteniamo che entro il 2026 si debba avere un quadro della situazione, per rendere più efficienti le nostre politiche e le nostre decisioni.»
«Riteniamo che la situazione non si risolva con una mozione di questo tipo, ma che richieda un impegno collettivo - ha replicato il Presidente della Regione, Renzo Testolin -. La proposta, condivisa con la Presidente della quinta Commissione, è di ricomporre in modo organico dati e studi già disponibili - come quelli realizzati in ambito sociale e scolastico -, per offrire all’Assemblea un quadro complessivo su cui ragionare. L’Isee è stato recentemente aggiornato e introdurre nuovi meccanismi di calcolo è possibile, ma comporta complessità. Prima di avviare nuovi percorsi, riteniamo quindi utile una ricognizione del lavoro già svolto. Per questo chiediamo il ritiro della mozione, confermando l’impegno a lavorare insieme in Commissione per individuare un percorso condiviso.»
- Equilibrio di genere nelle nomine regionali
Con una mozione respinta con 27 astensioni (UV, CA, FI, Lega VdA, La Renaissance, FdI e AdC) e 6 favorevoli (PD-FP e AVS), il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA sollecitava una ricognizione puntuale della composizione di tutti gli organi di amministrazione e controllo (CdA e Collegi sindacali) di società, enti, fondazioni e agenzie partecipate direttamente o indirettamente dalla Regione, evidenziando la distribuzione di genere per ciascun ente. Il testo chiedeva anche di adottare un atto di indirizzo che estendesse l'obbligo del rispetto dell'equilibrio di genere (soglia minima del 40%) a tutte le nomine di competenza regionale presso Enti, Agenzie e Fondazioni, equiparandone il trattamento a quanto previsto per le società dal Testo unico sulle società partecipate (Tusp); di promuovere un protocollo d'intesa con il Cpel per coordinare preventivamente le designazioni negli organi collegiali, assicurando che la somma delle diverse nomine garantisse sempre l'equilibrio di genere richiesto dalla legge e dal buon senso istituzionale; di valutare la possibilità di modificare la composizione dell'attuale CdA dell'Arer nel rispetto del principio costituzionale di parità di genere.
«Con questa mozione intendiamo richiamare un principio fondamentale: la parità tra donne e uomini non è solo un valore, ma un obbligo sancito dalla Costituzione e dalla normativa nazionale, che impegna le istituzioni a garantire un equilibrio nella rappresentanza - ha sottolineato la Consigliera Clotilde Forcellati -. La recente nomina del Consiglio di amministrazione dell’Arer, composto esclusivamente da uomini, va in direzione opposta rispetto a questo quadro normativo e all’esigenza di una governance moderna e rappresentativa della società. Il frazionamento del potere di nomina tra diversi enti non può diventare una giustificazione: le istituzioni devono coordinarsi affinché il risultato finale rispetti pienamente le pari opportunità.»
Annunciando l'astensione, il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha spiegato che «la Regione ha voluto regolare la materia con una propria delibera del 6 agosto del 2024 che traccia le linee applicative della legge regionale n. 20 del 14 novembre 2016 con l'obiettivo di garantire l'equilibrio di genere anche nei casi non regolati dalle norme statali. Le linee guida prevedono che la Giunta regionale nei procedimenti di designazione nelle società partecipate indirettamente assicuri l'equilibrio di genere sia per i componenti degli organi di amministrazione, sia per quelli degli organi di controllo, definendo così dei criteri di buon senso e più ampi rispetto alla normativa specifica. Ad oggi, nei CdA si contano 20 donne su 53 componenti totali (38%), nei collegi sindacali 34 su 78 (43%), nei CdA delle società a partecipazione pubblica regionale (partecipate e controllate) 22 su 65 (34%) e nei relativi collegi sindacali 39 su 88 (44%). I dati - in miglioramento negli ultimi anni - dimostrano una generale sensibilità all'equilibrio di genere. Infine, la normativa statale non prevede vincoli per gli enti che non hanno una struttura societaria (fondazioni, associazioni, agenzie e aziende) ma, anche in questo caso, come Governo riteniamo che le scelte debbano sempre essere parametrate sulla capacità del candidato di essere "all'altezza" del ruolo che andrà a ricoprire, al di là del genere.»
- Accordo Ue-Mercosur
L'Assemblea ha respinto, con 24 voti di astensione (UV, CA, FI, FdI, PD-FP) e 8 a favore (Lega VdA, La Renaissance, AVS, AdC), una mozione dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine, così come emendata in accordo con il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, sull'accordo Ue-Mercosur. Il testo invitava la Giunta regionale a esprimere formalmente la propria disapprovazione verso l'accordo, motivandola con le criticità legate alla diversa applicazione delle regole ambientali, sanitarie, sociali ed economiche, e a trasmettere tale posizione al Governo nazionale, al Parlamento europeo e alla Commissione Ue. L'iniziativa sollecitava un parere negativo sull'accordo o la sua revisione in sede di Conferenza Stato-Regioni, difendendo le produzioni tipiche valdostane e prevenendo rischi per la salute pubblica e l'ambiente; inoltre, chiedeva di predisporre, in caso di ratifica provvisoria o definitiva, un piano regionale di sostegno al settore agricolo, con fondi dedicati alla compensazione di eventuali perdite di mercato e per il recupero della competitività.
«Con questa mozione torniamo sul tema dell’accordo tra Unione europea e Paesi del Mercosur, già oggetto di un’interpellanza in Aula - ha ricordato il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. L’intesa, nonostante le forti opposizioni del mondo agricolo, prevede una rilevante riduzione dei dazi senza garantire piena reciprocità negli standard produttivi e ambientali, esponendo anche le realtà di montagna come la Valle d’Aosta a una concorrenza potenzialmente sleale. Alla luce della sospensione della ratifica da parte del Parlamento europeo - grazie lavoro determinante della Lega - e della possibile applicazione provvisoria, riteniamo necessario che la Regione esprima con chiarezza la propria posizione nelle sedi opportune, per tutelare le produzioni locali, il Made in Italy e la sostenibilità del nostro sistema agricolo.»
L'Assessore all'agricoltura, Speranza Girod, ha ribadito che «la Giunta regionale condivide le forti preoccupazioni del mondo agricolo di montagna rispetto a un accordo che non garantisce pienamente reciprocità sugli standard produttivi, sanitari e ambientali. Il percorso istituzionale già prevede la formalizzazione della posizione regionale in Conferenza Stato-Regioni, chiedendo al Governo nazionale di sostenere in sede europea l’introduzione di clausole di salvaguardia automatiche per i settori sensibili e il rafforzamento della reciprocità degli standard produttivi. Un’azione isolata del Consiglio regionale, seppur giustificata, difficilmente produrrebbe gli effetti auspicati. Richiedo il ritiro della mozione, poiché l’accordo mira alla liberalizzazione dei beni e dei servizi e non solo dei prodotti agricoli. È necessario attendere l’esito della Corte di giustizia europea e il completamento del negoziato istituzionale. Parallelamente, abbiamo già avviato un approfondimento sulla corretta applicazione del regolamento Ue 952/2013 sulla disciplina doganale, fondamentale per garantire che l’origine dei prodotti rispetti la trasformazione sostanziale, tutelando così le produzioni di nicchia e a denominazione regionale. L’obiettivo è promuovere la coerenza tra origine doganale, provenienza geografica e informazione al consumatore, tutelando le nostre filiere e contrastando pratiche ingannevoli. Sarà quindi necessario coordinarsi con le altre Regioni di montagna per presentare posizioni unitarie nelle sedi nazionali ed europee, privilegiando il lavoro congiunto sul regolamento doganale piuttosto che esprimere contrarietà totale all’accordo Ue-Mercosur. Accordo che ha già recepito una mediazione da parte del Governo nazionale di una minor riduzione dei fondi Pac.»
I lavori sono conclusi. Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 11 e giovedì 12 marzo 2026.
SC-MP
