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Comunicato n° 117 del 25 febbraio 2026

Interpellanza sulla morosità negli alloggi di edilizia residenziale pubblica

 

Nella seduta mattutina del 25 febbraio 2026, è stata discussa un'interpellanza dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine sulla morosità negli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

«Dai dati dell'Arer aggiornati a dicembre 2025 risultano circa 1,1 milioni di euro di morosità distribuita tra 669 contratti, con casi particolarmente gravi e prolungati nel tempo - ha detto il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Oltre la metà degli inquilini morosi (384 su 669) risulta avere altri contratti con l'Arer, suggerendo che la morosità non ha determinato alcuna conseguenza sul rapporto locativo, e in diversi casi i debiti - talvolta ultradecennali - sono stati solo parzialmente rateizzati, con residui anche superiori ai 10.000 euro. Il problema non è mandare via dalle case popolari chi non può permettersi un affitto sul mercato privato perché è in una situazione di fragilità economica o sociale, ma garantire la parità di trattamento anche a fronte degli sfratti che sono già stati eseguiti. Perché alcune persone sono state sfrattate con poche decine di bollette non pagate e invece chi ha accumulato centinaia di mesi di ritardo rimane negli alloggi? Le fragilità vanno tutelate nella loro interezza, senza disparità di trattamento, mentre chi ha i soldi e non paga deve vedersi applicate le procedure di decadenza previste dalla normativa regionale.»

L'Assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha evidenziato che «da parte di Arer non si verificano tolleranze generalizzate verso le situazioni di morosità grave e reiterata: i nuclei con le posizioni di morosità più rilevanti, che rappresentano una assoluta minoranza rispetto alla morosità complessiva, sono già stati interessati dal procedimento di decadenza che prevede il conseguente rilascio dell’alloggio. Come Amministrazione dobbiamo tenere sempre conto della funzione sociale che riveste l’edilizia residenziale pubblica. Quando si tratta il delicato tema della morosità bisogna pertanto distinguere tra quella colpevole e quella dovuta a condizioni di fragilità economica e sociale, mantenendo l’obiettivo di cercare di garantire legalità, equità e sostenibilità del sistema. È pertanto necessario sia intervenire con fermezza nei casi di morosità colpevole e reiterata, sia accompagnare i nuclei familiari che vivono una fase di difficoltà, anche con il supporto del servizio sociale, per utilizzare strumenti come i piani di rientro, previsti proprio per aiutare gli assegnatari a sopperire ai mancati pagamenti.»

«La legge regionale del 2013, all'articolo 44, considera morosità il mancato pagamento di canoni o spese superiori alle quattro mensilità - ha proseguito l'Assessore - . Dai dati aggiornati a dicembre 2025, sono 138 i contratti con quattro mensilità non pagate, per un totale di 970mila euro di arretrati. Di questi, 35 contratti (il 25%) possiedono un ulteriore contratto attivo riferito a pertinenze dell'alloggio, come box e depositi, in larga parte già stipulati al momento dell’assegnazione. Consapevoli di queste situazioni, nell'ultimo regolamento siamo intervenuti con l'Arer per razionalizzare e ridurre le quote dei canoni a favore di chi è in difficoltà. È stato disposto che, per poter stipulare la rateizzazione dei debiti accumulati, gli assegnatari devono prima rilasciare eventuali contratti accessori attivi oltre a quello dell’alloggio, che di solito aggravano la situazione di morosità. Le poche rateizzazioni in presenza di ulteriori contratti attivi sono state, quindi, sottoscritte prima di questo regolamento. Quanto agli importi rateizzati e non pagati di grandi entità, risultava un unico contratto con morosità superiore a 100mila euro, che è stato chiuso in seguito al rilascio dell’alloggio per decadenza ai sensi della normativa regionale.»

Richiamando «la necessità di una lettura disaggregata dei dati, in quanto occorre distinguere tra morosità colpevole e quella dovuta a difficoltà economiche e sociali», Marzi ha aggiunto alcuni dati: «A dicembre 2025 sono 1.093 i contratti con morosità, per un importo complessivo pari a 2,1 milioni di euro. Dei 1.093 contratti complessivi, oltre il 70% presenta morosità inferiore ai 1.000 euro. Solo 18 contratti, invece, presentano morosità importanti, superiori a 20mila euro, equivalenti all’1,6% delle posizioni totali, per un importo complessivo di 728mila euro, corrispondente a circa un terzo dell’ammontare complessivo. Questi ultimi casi sono oggetto di monitoraggio specifico da parte dell'Arer, con azioni che vanno da diffide e solleciti fino allo sfratto in accordo con le prescrizioni di legge. È da precisare che la titolarità di altri contratti attivi non comporta automaticamente una violazione, ma richiede verifiche sulla natura e legittimità della posizione, anche perché tali contratti possono essere stati attivati prima della morosità dell’assegnatario.»

In conclusione, l’Assessore ha sottolineato «un’evidente contraddizione nel dibattito su questo tema: da un lato si portano all’attenzione dell’Aula casi puntuali di sfratto e morosità, chiedendo interventi di tutela e sospensione delle procedure; dall’altro, iniziative come quella odierna richiedono un’applicazione generalizzata e rigorosa della decadenza per morosità. Si tratta di impostazioni opposte e non conciliabili. La gestione dell’edilizia residenziale pubblica richiede equilibrio istituzionale, ed è proprio in questa direzione che continueremo a operare, ricordando che il tema della morosità sarà affrontato con attenzione nella nuova legge sulle politiche abitative che sarà presentata al Consiglio.»

«L’Assessore non ha voluto rispondere al problema che gli ho posto, cioè perché, nonostante somme arretrate simili o superiori, alcune famiglie vengano sfrattate e altre no - ha replicato il Consigliere Manfrin -. Le procedure di decadenza previste dalla legge regionale sono chiare e non interpretabili ma da quanto ci è stato risposto la morosità incolpevole sembra applicata a discrezione di chi si ha di fronte. Riteniamo che chi non ha i mezzi per permettersi una casa debba ricevere il supporto della pubblica amministrazione, mentre chi può pagare e non lo fa debba essere sfrattato. Su questa situazione continueremo a vigilare e a indagare.»

I lavori riprendono alle ore 15.

MP