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Comunicato n° 56 del 29 gennaio 2026

Interpellanza sulla sperimentazione della riforma sulla disabilità. Conclusi i lavori del Consiglio

 

La sperimentazione della riforma sulla disabilità, avviata con la delibera regionale del 24 ottobre 2025, è stata al centro di un'interpellanza del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra discussa nella seduta consiliare del 29 gennaio 2026.

«Pur riconoscendo l’importanza dell’avvio della sperimentazione - ha detto il Vicecapogruppo Eugenio Torrione -, le associazioni delle persone con disabilità e del Terzo settore segnalano delle criticità nella delibera e nel Regolamento regionale che, nonostante sia stato elaborato sulla base di linee guida ministeriali, risulta non pienamente allineato alla normativa nazionale. Il non pieno recepimento del passaggio rivoluzionario che la riforma rappresenta, la limitazione dei beneficiari per via delle liste d'attesa, la mancanza di un impianto di valutazione della riforma, la non chiara definizione del budget di progetto, dell'accomodamento ragionevole e altri aspetti preoccupano sulle reali e concrete possibilità di realizzazione della riforma. Per questo, sollecitiamo una revisione della delibera e del Regolamento per un reale processo di trasformazione del sistema a favore delle persone con disabilità: è intenzione della Giunta procedere in questa direzione? Chiediamo, inoltre, chiarimenti sull’attuazione dell’accordo per la formazione previsto tra le Università della Valle d’Aosta e di Torino.»

L'Assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha evidenziato che «la delibera 1418/2025 rappresenta un primo atto amministrativo necessario per avviare la fase di sperimentazione, senza rischiare di smantellare prematuramente il sistema esistente rischiando così di lasciare un vuoto procedurale. Serve a creare un ponte operativo con il Ministero, a testare le nuove modalità e a raccogliere dati utili sugli impatti. Essendo un atto transitorio e sperimentale, lascia spazio ad adeguamenti, da realizzarsi in condivisione con le associazioni e con tutti gli attori coinvolti - che sono già stati interessati dal Tavolo interistituzionale riunito più volte dal mese di luglio 2025 ad oggi -, considerando che la riforma richiede un percorso complesso e graduale a livello nazionale. La transizione riguarda non solo il centrale passaggio da un modello medico-legale di accertamento dell’invalidità, incentrato sulla quantificazione del deficit, al modello bio-psico-sociale che correla le condizioni di salute ai fattori ambientali e personali, definendo la disabilità come una condizione di salute in un contesto sfavorevole, ma più in generale riguarda un cambio di prospettiva epocale che mette la persona con disabilità al centro. Questo comporta che l’approccio delle istituzioni non possa più limitarsi alla mera erogazione di prestazioni standardizzate ma debba evolvere verso la costruzione di un “Progetto di vita” che miri all’autodeterminazione e all’effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza. Per accompagnare questa notevole complessità, è previsto un periodo di transizione sperimentale fino al 31 dicembre 2026.»

L’Assessore ha poi spiegato che «anche la formazione ricopre un ruolo fondamentale in questa fase. Specifico che un piano formativo è stato presentato lo scorso ottobre al Dipartimento nazionale per l’approvazione e il finanziamento. Gli uffici stanno ora definendo nel dettaglio le attività formative e le docenze, in continuità con la formazione nazionale, avviando al contempo una collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta per rendere il Piano pienamente coerente con il contesto territoriale.»

Riguardo alle altre istanze, l'Assessore ha poi declinato «il concetto di “onere sproporzionato”: lo stesso non costituisce una clausola restrittiva inserita arbitrariamente dall’Amministrazione regionale ma funge da disposizione di salvaguardia per garantire la sostenibilità del sistema e l’equilibrio finanziario dell’ente, bilanciando i diritti individuali con quelli collettivi. Ricordo che la cifra di circa 4.000 persone con disabilità presenti in Valle non corrisponde al numero potenziale di richieste di Progetti di vita: le certificazioni di disabilità e disabilità grave con accompagnamento sono infatti 2.907 nella fascia oltre i 69 anni e 726 fino ai 69 anni, fascia dalla quale è atteso il maggior numero di domande.»

«Tutto quanto è stato fatto per non lasciare indietro nessuno - conclude Marzi -. Prendiamo atto della richiesta di un maggiore coinvolgimento, assicurando che un nuovo incontro è già stato convocato nei prossimi giorni con il Terzo settore e le associazioni, anche al fine di analizzare le osservazioni pervenute e condividere i prossimi passaggi, con il chiaro obiettivo di leggere il concetto di autodeterminazione delle persone con disabilità ancor più in una logica comunitaria che prende in considerazione gli interessi di tutti, aborrendo logiche individualistiche lontane dal concetto di disabilità.»

«L'Assessorato ha ben chiari i principi di questa riforma, ma il mio timore è che non siamo pronti a gestire questa rivoluzione - ha replicato il Consigliere Torrione -. Le osservazioni sollevate dalle associazioni sono molto concrete, ma la realtà è che bisogna sperare che non arrivino troppe richieste per il Progetto di vita perché purtroppo la normativa è più avanti della strutturazione dell'Assessorato a cui spetta un doppio lavoro: garantire alle persone l'esercizio dei diritti garantiti dalla riforma e gestire la transizione dal vecchio paradigma assistenziale al nuovo sistema di tutela dei diritti. La sperimentazione ci permette di avere un anno di tempo per capire come gestire tutto ciò ma nel frattempo è già partita. Non ci resta che incrociare le dita e sperare che tutto vada bene.»

In chiusura dei lavori, l'Assembla ha respinto una mozione sul referendum confermativo sulla giustizia.

Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio 2026.

SC-MP