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Comunicato n° 540 del 15 dicembre 2025
L'intervento del Consigliere Andrea Manfrin, relatore di minoranza, sulle leggi di bilancio
Nella seduta consiliare del 15 dicembre 2025, dopo la relazione del Presidente della seconda Commissione, è intervenuto il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin, in qualità di relatore di minoranza sulla legge di stabilità regionale e sul bilancio della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2026-2028.
Il Consigliere ha evidenziato «diversi rilievi emersi sia nell'analisi del testo sottoposto all'esame del Consiglio regionale, sia nel confronto delle audizioni avvenuto in seconda Commissione. Da un lato risulta con forza l'insufficienza di risorse destinate a politiche sociali più incisive e al sostegno alle fasce più deboli, in un contesto di decrescita complessiva delle entrate. Dall'altro risulta evidente l'eccessiva dipendenza da trasferimenti esterni, la rigidità della spesa corrente e la mancanza di misure strutturali per ridurre la pressione fiscale e stimolare la crescita economica privata. Tali posizioni convergono nel ritenere che il bilancio non affronti adeguatamente le sfide strutturali che la nostra Regione deve affrontare, quali l'invecchiamento demografico, la tutela del nostro territorio e la competitività di sistema, privilegiando una gestione conservativa che rischia di perpetuare squilibri preesistenti. Si sottolinea, inoltre, la contabilizzazione pluriennale degli investimenti, che, se da un lato garantisce trasparenza sull'esigibilità, dall'altro può mascherare ritardi nell'attuazione di progetti cruciali, come evidenziato dal trend decrescente del Fondo pluriennale vincolato (da 217 milioni nel 2026 a soli 8 milioni nel 2028). L'utilizzo anticipato dell'avanzo di amministrazione vincolato (23 milioni per il 2026) appare come una misura tampone, insufficiente a compensare la contrazione delle risorse finali.»
Riguardo alle entrate, Andrea Manfrin ha osservato: «Inclusi partite di giro, Fondo pluriennale vincolato e avanzo vincolato, il totale raggiunge i 2 miliardi 16 milioni per il 2026, in aumento rispetto a un miliardo 897 milioni del 2025, ma con una prospettiva di contrazione che solleva interrogativi sulle disponibilità finanziarie regionali future. Il concetto di fondo non si può che riassumere con una definizione: vulnerabilità. Da una parte emerge in maniera preponderante la dipendenza da fondi europei e Pnrr, che, pur temporaneamente incrementati, non garantiscono continuità per investimenti sociali e ambientali duraturi; dall'altra si evidenzia come l'aumento del Fondo pluriennale vincolato (da 150 a 217 milioni) rifletta una gestione inefficiente delle risorse pregresse, con rischi di sotto-utilizzo e un'eccessiva esposizione a variabili esterne.»
In merito alle spese, per il Consigliere, «nonostante gli annunci sulla spesa per investimenti (458 milioni, 25,29%) è di tutta evidenza che quella corrente rimane la voce principale, mentre si osserva una rigidità complessiva, con rimborso prestiti (5,7 milioni) che non riduce sufficientemente il debito residuo. Inoltre, nonostante la concentrazione corrente in Salute e Istruzione sia stabile, soprattutto sulla parte sanitaria non si osservano miglioramenti apprezzabili, al di là di quanto, a cadenze regolari, viene dichiarato pubblicamente. In conclusione, pur apprezzando la stabilità formale del documento, si ritiene il bilancio inadeguato alle esigenze della Valle d'Aosta, e si esprime l'auspicio che formulazioni emendative che vadano nella direzione di concretizzare una maggiore equità sociale, efficienza e autonomia possano trovare accoglimento, al termine di un dibattito costruttivo e scevro da condizionamenti partitici.»
SC-MP
