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Comunicato n° 422 del 23 luglio 2025
Approvato un disegno di legge in materia di fonti energetiche rinnovabili
Nella seduta pomeridiana del 23 luglio 2025, l'Assemblea ha approvato, con 24 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, PCP) e 10 astensioni (Lega VdA, FI, GM), un disegno di legge in materia di fonti energetiche rinnovabili.
Il testo, depositato il 17 giugno dalla Giunta regionale ed esaminato dalle Commissioni terza e quarta, è stato illustrato in Aula dal Consigliere Roberto Rosaire. Nei suoi 19 articoli contiene misure urgenti per la localizzazione, la disciplina dei regimi amministrativi e la promozione degli impianti a fonti energetiche rinnovabili.
L'Assemblea ha anche respinto un ordine del giorno del gruppo Progetto Civico Progressista riguardante la composizione del Tavolo tecnico in tema di aree e superfici idonee e non idonee all'installazione di impianti a fonti rinnovabili previsto dal disegno di legge.
Relazione d'Aula
«Il disegno di legge - ha detto il Consigliere relatore Roberto Rosaire (UV) - si inserisce in un percorso di adeguamento e rafforzamento delle politiche energetiche regionali, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo e nazionale. Rappresenta una tappa fondamentale nell'attuazione delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 199/2021, e nel successivo decreto del Ministero dell'ambiente del 21 giugno 2024, che attribuiscono alle Regioni un ruolo attivo nell'individuazione delle aree idonee per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili e nel governo dei processi autorizzativi ad essi connessi. La proposta normativa, che è il frutto di un'attività concertata tra Assessorati regionali ed enti locali, ambisce a offrire un quadro chiaro, stabile e trasparente, che consenta di coniugare le esigenze di sviluppo delle energie rinnovabili con la salvaguardia del patrimonio ambientale, paesaggistico e storico-culturale della Valle d'Aosta.»
«In particolare - ha proseguito -, interviene su tre direttrici operative: la definizione delle superfici e aree idonee, non idonee, ordinarie e vietate per l'installazione degli impianti, privilegiando le superfici antropizzate e a basso impatto; la disciplina dei regimi amministrativi per la realizzazione, modifica e gestione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili; il sistema di monitoraggio e promozione del territorio attraverso contributi mirati e strumenti di governance partecipata con l'istituzione del tavolo tecnico in tema di aree idonee per garantire trasparenza ed efficacia nell'attuazione degli obiettivi. In tale prospettiva, il testo legislativo si configura come un elemento strategico della pianificazione regionale e uno strumento operativo essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di nuova potenza installata da fonti rinnovabili entro il 2030.»
Il dibattito in Aula
La Consigliera Chiara Minelli (PCP) si è soffermata «sul raggiungimento della decarbonizzazione e sugli obiettivi fissati dal Decreto aree idonee, che richiede un forte aumento della potenza di impianti da fonti rinnovabili compatibili con i singoli territori entro il 2030. La nostra Regione deve raggiungere i 328 megawatt entro cinque anni: un obiettivo sfidante su cui bisogna impegnarsi con serietà e volontà. Si tratta ora di definire le superfici idonee e valutare la collocazione dei nuovi impianti: un'operazione che abbiamo sollecitato con varie iniziative. Nel disegno di legge, la Regione tuttavia non ha esplicato le linee da seguire per il raggiungimento della potenza installata, che solo in parte sono contenute nel Pear. Si pensa di recuperare con l'idroelettrico, ma non c'è solo questa fonte e bisogna fare uno sforzo aggiuntivo e investire adeguatamente anche sul fotovoltaico. Purtroppo la questione delle Cer, che avrebbe permesso un'ulteriore crescita, non ha visto una robusta presa in carico da parte della Regione: ad oggi non è nata nessuna Cer pubblica. Riteniamo importante rivedere la composizione del tavolo tecnico che si occuperà del monitoraggio, che non prevede la presenza di figure con competenze specifiche. Abbiamo presentato un ordine del giorno affinché a questo tavolo venga riconosciuto un ruolo più operativo e incisivo.»
Per il Capogruppo di RV, Stefano Aggravi, «questo provvedimento rappresenta un atto dovuto, in quanto recepisce normative statali ed europee. Tuttavia, nasce da un’impostazione centralistica e fortemente programmatoria, che definisce obiettivi di potenza spesso scollegati dalle reali condizioni territoriali. Un’impostazione che mal si concilia con la nostra autonomia e con la libertà d’impresa, perché non lascia spazi adeguati alle specificità locali né ai meccanismi di mercato. Pur riconoscendo la qualità tecnica del lavoro svolto - e per questo voteremo a favore in uno spirito costruttivo - riteniamo doveroso ribadire un punto politico: non possiamo essere semplici esecutori di decisioni prese altrove, soprattutto se queste rischiano di generare distorsioni, conflitti e costi indiretti per la collettività. Siamo favorevoli a una transizione energetica realistica, tecnologicamente neutrale e fondata sulla libertà economica. Per questo auspichiamo che i prossimi provvedimenti introducano maggiore flessibilità nella gestione delle soglie di potenza, attenzione agli impatti sul paesaggio, sul settore agricolo e sull'equilibrio tra le fonti, in particolare l'idroelettrico, e sostegno a modelli di partenariato che coinvolgano attivamente privati e comunità locali.»
«Il testo discende da un approccio comunitario e attua le indicazioni date a livello nazionale - ha ricordato il Capogruppo di FI, Pierluigi Marquis -. La Valle d'Aosta deve raggiungere l’obiettivo assegnato dallo Stato di 380 Mw di nuovi impianti al 2030: un traguardo ambiziosissimo che non potrà essere raggiunto. Gli obiettivi contenuti nel Pear erano molto meno importanti e dobbiamo anche considerare che ci troviamo in un contesto di elevata rilevanza paesaggistica: dobbiamo raggiungere il risultato salvaguardando le nostre bellezze naturali. Possiamo fare scarso affidamento sull'eolico che potrà contribuire solo per 2 Mw: la quota parte importante riguarda soprattutto il fotovoltaico e mi auguro che il gruppo Cva guardi con attenzione al nostro territorio, per favorire la realizzazione di nuovi impianti in Valle piuttosto che occuparsi di interventi in altre regioni. Questo disegno di legge si pone l'obiettivo di qualificare le aree di intervento, ma non specifica in che modo si raggiungeranno gli obiettivi: manca una politica industriale strutturata per favorire gli investimenti del settore privato.»
«È comune pensiero elogiare il fotovoltaico - ha dichiarato il Consigliere Luca Distort (Lega VdA) - ma nutro una certa diffidenza. Non condivido l'ottimismo a priori di una tecnologia che è a bassa efficienza: servono circa 7 m² per sviluppare un solo kilowatt di picco sviluppato, cioè, in condizioni ottimali. Una tecnologia quindi che consuma molta superficie per produrre poca energia, ed è questo che ci mette in allarme. Non abbiamo una visione ideologica, ma olistica: il fotovoltaico risponde alla logica green, ma rischia di compromettere l'aspetto paesaggistico di tanti territori e di sottrarre superficie all'agricoltura. Riconosco il lavoro dell’Assessore per limitare l’installazione agli ambiti degradati, ma condannare aree a non poter più essere riqualificate è una sconfitta. In una regione a vocazione turistica come la nostra, questa non è la risposta corretta all'esigenza di valorizzazione del territorio. Quanto all’agrivoltaico, è un bluff: alzando i pannelli per "integrare" l’agricoltura, si aumenta solo l’impatto visivo e il consumo di suolo, penalizzando altre attività. Per noi la collocazione compatibile resta su tetti, parcheggi e spazi, in genere, già costruiti. Bene una legge che ponga regole, ma le disposizioni attuative dovranno saper promuovere e innescare progetti di qualità, con attenzione al contesto e al paesaggio.»
«Anche in questa norma di legge lo spirito autonomista è totalmente disatteso - ha affermato il Consigliere Diego Lucianaz (GM) -. Anche qui è l'Ue a dirci cosa dobbiamo installare a casa nostra! E la Valle d'Aosta si adegua! Questo disegno di legge individua le aree idonee, ma mi preoccupano quelle che non sono state espressamente indicate come "non idonee": quali sono? Mistero! Sull'agrivoltaico e il contrasto tra aree idonee e agricoltura si è pronunciato il Tar Lazio censurando l'eccessivo potere regolatorio conferito alle Regioni dal Dl Agricoltura che è proprio quello a cui si rifà il testo regionale. Tra le varie aree individuate nella norma regionale troviamo anche i terreni fino a 300 metri dall'autostrada e le aree agricole adiacenti a zone industriali e artigianali, per non parlare dei siti degli impianti della ferrovia e dei sedimi aeroportuali. Davvero basta dire "fotovoltaico" per permettere sul nostro territorio la presenza di tutte queste strutture così impattanti? Rilevo inoltre la mancanza di tempo per approfondire lo sviluppo dell'idroelettrico: un tema decisamente tecnico che ci è stato presentato troppo frettolosamente in Commissione.»
Il Capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha definito «ambizioso ma sostenibile l'obiettivo di incremento della capacità installata. Questo testo ci consente di intervenire su aree idonee senza incidere sul consumo di suolo, utilizzando infrastrutture già esistenti come cantieri di vario tipo, cave discariche anche in disuso o abbandonate. Anche l'iter è semplificato: è previsto il rilascio di un'autorizzazione unica, in capo alla Regione che permette un importante snellimento burocratico e una velocizzazione dei tempi di realizzazione. Nell'insieme si tratta di un disegno di legge opportuno per definire le zone idonee e l'aumento della produzione da fonti rinnovabili. Una norma che produrrà una serie di provvidenze a cui potranno attingere e beneficiare sia i cittadini che eventualmente gli enti locali. I tempi di presentazione si sono allungati a causa di una certa incertezza normativa derivante dai ricorsi mossi nel 2024. Tuttavia, le conseguenti proroghe sono state messe a profitto e hanno reso possibile la realizzazione di maggiori approfondimenti su questa materia così complessa.»
«Si tratta di un disegno di legge su cui abbiamo lavorato a lungo come Assessorato - ha detto l'Assessore all'agricoltura, Marco Carrel -. Gli uffici hanno fornito dati importanti che hanno contribuito in modo sostanziale alla definizione del testo. Non ci siamo limitati a recepire gli obiettivi statali: li abbiamo adattati con autonomia e attraverso un confronto continuo, costruendo un impianto coerente con le esigenze della nostra Regione e la sua vocazione, anche agricola. Perché il nostro paesaggio è frutto anche del lavoro degli agricoltori, e va salvaguardato: per noi restava centrale il principio della tutela delle aree agricole e delle imprese che operano sul territorio. L’agrivoltaico non è la soluzione e anche se può rappresentare una risorsa, dobbiamo tenere in considerazione che può sottrarre spazio coltivabile. Era quindi fondamentale partire da basi solide e da una conoscenza puntuale del territorio.»
«Questo disegno di legge non è un semplice adempimento tecnico, ma un atto politico che traduce, su misura per il nostro territorio, gli obiettivi nazionali ed europei in materia di energie rinnovabili - ha dichiarato l'Assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy -. Non ci siamo limitati a recepire norme calate dall’alto ma con questa legge definiamo una visione autonoma, frutto di un confronto serrato con enti locali, tecnici e stakeholder che ha coinvolto in maniera trasversale vari Assessorati. Abbiamo scelto di non sprecare suolo, privilegiando aree già urbanizzate e valorizzando l’idroelettrico. Certo, i 328 Mw da raggiungere entro il 2030 ci impongono scelte sfidanti e abbiamo destinato risorse specifiche - come il milione di euro previsto in legge per il 2026-27 - a progetti che sposino innovazione e tutela ambientale. Ci stiamo muovendo su tanti fronti: abbiamo investito 7,5 milioni di euro per l’efficientamento del patrimonio pubblico ed erogato 21 milioni di mutui nei tre anni per l'efficientamento delle nostre abitazioni al tasso estremamente agevolato quando non si utilizza la fonte fossile. L'anno scorso abbiamo dedicato un bando alla transizione ecologica per migliorare l’accumulo energetico - tema chiave per il futuro - e investito nella formazione con il futuro Distretto dell’energia, che diventerà un polo attrattivo per giovani e imprese. Non dimentichiamo, poi, la sensibilizzazione alle politiche energetiche previsto da un preciso asse del Pear. L'obiettivo è quello di costruire una cultura condivisa sul tema. Ricordo che senza questa legge sarebbero in vigore le regole statali, senza alcuna declinazione locale. Noi, invece, abbiamo scelto di governare il cambiamento senza subire imposizioni dall'alto.»
SC-LT
