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Comunicato n° 359 del 18 giugno 2025

Respinta una proposta di legge in materia di caregiver familiari

 

Nella seduta pomeridiana del 18 giugno 2025, l'Assemblea legislativa ha respinto, con 28 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, Lega VdA, FI) e 7 a favore (PCP, RV, GM), una proposta di legge per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari.

Il testo, presentato dal gruppo Progetto Civico Progressista il 22 ottobre 2024, è stato esaminato dalla seconda Commissione che ha espresso parere contrario sulla compatibilità finanziaria e dalla quinta Commissione che si è altresì espressa contro la proposta.

Relazione d'Aula

La Consigliera Erika Guichardaz (PCP), nel presentare la proposta in Aula, ha evidenziato: «Tra il 2014 e il 2025 la Valle d’Aosta ha perso circa 5.500 residenti (passando da 128.200 a 122.700) e le proiezioni demografiche fornite dall’Istat ci dicono che al 2040 si prospetta un ulteriore calo di circa 4.800 persone. A questo si deve aggiungere uno squilibrio tra nuove e vecchie generazioni, dovuto alla combinazione dell’aumento della longevità e di una fecondità costantemente bassa. Secondo elaborazioni su dati Istat, la quota di popolazione con 65 anni e oltre passerà dal 25,79% nel 2025 al 34,13% nel 2040, con una crescita costante (28,36% nel 2030 e 31% nel 2035). Tra il 2023 e il 2040, il numero di over 65 passerà da 30.725 a 39.705 persone (+29,23%), mentre la popolazione residente complessiva diminuirà del 5,53%. Riguardo ai caregiver - ossia persone che, in modo non professionale, assistono un familiare non autosufficiente - i dati fanno emergere che nel 2017, solo 3 caregiver avevano richiesto un sostegno finanziario; il numero è cresciuto progressivamente fino a raggiungere 60 nel 2023 e 71 nel 2024. La spesa totale è passata da valori minimi nel 2017 a 872mila 939 euro nel 2024 ed erogata tramite fondi statali destinati a caregiver familiari di soggetti con disabilità gravissime e a interventi assistenziali per disabilità gravi e gravissime.»

«La trasformazione demografica della regione, segnata da un progressivo invecchiamento della popolazione, richiede quindi un rafforzamento delle politiche per la non autosufficienza, con particolare attenzione anche ai caregiver - ha aggiunto -. Rilevo per altro che, negli ultimi 2 anni, il legislatore nazionale ha costruito un corpus di norme, ispirate all’articolo 3 della Costituzione, che accrescono il diritto positivo a favore delle persone con disabilità. Con la nostra proposta, vogliamo che la Regione riconosca e valorizzi il ruolo centrale dei caregiver familiari, sottolineandone il valore sociale ed economico, integrandoli nella rete dei servizi socio-sanitari e garantendo loro uno status specifico con diritti propri. Sono previste risorse, percorsi formativi, supporto psicologico, agevolazioni lavorative e riconoscimenti formativi per i caregiver. Il loro coinvolgimento nei progetti di assistenza è attivo e formale, e il riconoscimento ufficiale del ruolo avviene tramite attestazione regionale. La nostra proposta disciplina anche le modalità di cessazione del ruolo e ne assicura la valorizzazione sul piano personale e professionale.» La Consigliera ha anche annunciato il deposito di tre emendamenti, frutto del confronto in Commissione con alcune associazioni, per riconoscere la figura dei giovani, garantire pari dignità ai genitori caregiver e introdurre una clausola valutativa per monitorare l'attuazione della legge.

Il dibattito in Aula

Il Capogruppo Andrea Manfrin, anticipando il voto di astensione della Lega Vda, ha definito il caregiver «il cuore pulsante del nostro sistema di assistenza socio-sanitaria che garantisce il necessario supporto fisico e psicologico. Il suo lavoro è un pilastro invisibile della nostra società e questa proposta di legge si pone l'obiettivo sicuramente lodevole di valorizzare questa figura. Tuttavia il testo presentato è stato oggetto di severe osservazioni da parte delle associazioni e dei portatori di interesse che hanno denunciato mancanza di chiarezza sulla platea dei beneficiari e sulla modulazione dei criteri sull’intensità di cura. Altro nodo è l’assenza di dati regionali sui caregiver, indispensabili per allocare risorse. È stato valutato negativamente anche l’approccio assistenzialista, basato sul modello di "cura" anziché sull’inclusione sociale che rischia di isolare ulteriormente disabili e caregiver. La mancanza di sostegni economici diretti (contributi previdenziali, prepensionamento) e l’esiguità dei fondi previsti (460mila euro per il triennio) sono considerati limiti gravi. La proposta ha intenti lodevoli, ma le criticità emerse richiedono una revisione approfondita. Servono definizioni chiare, dati certi, risorse adeguate e un allineamento alle direttive nazionali per non tradire le aspettative di chi vive ogni giorno il ruolo di caregiver.»

Il Vicecapogruppo di FI, Mauro Baccega, annunciando il voto di astensione di Forza Italia, si è chiesto: «È proprio questo il percorso che vogliono le nostre famiglie? Questa proposta di legge tratta del progressivo invecchiamento della popolazione, ma non è sufficiente a soddisfare i bisogni complessivi delle famiglie: le sollecitazioni che abbiamo avuto in Commissione richiedono una più attenta valutazione delle diverse situazioni, sia pratiche che psicologiche. C'è la necessità di fare un approfondimento su tutti gli ambiti delle politiche sociali - invecchiamento, disabilità, salute mentale - per avere un quadro aggiornato chiaro dei caregiver per poi predisporre una legge che soddisfi tutte le problematiche delle famiglie.»

«La proposta di legge, presentata a luglio 2024, voleva accendere i riflettori sul caregiver, figura di fondamentale importanza che è spesso ancora trascurata - ha detto la Consigliera Chiara Minelli (PCP) -. Non si è ancora riusciti ad addivenire a una legge nazionale organica che valorizzi adeguatamente il caregiver, mentre già nel 2002 la Lombardia e nel 2014 l'Emilia-Romagna hanno approvato delle leggi specifiche e il Lazio ha adottato varie delibere in materia. La nostra legge introduce una serie di principi fondamentali, una base da cui partire perché la situazione in Valle d'Aosta è più preoccupante che in altre regioni: pensiamo solo all'indesiderato primato in capo alla nostra regione che riguarda l'invecchiamento della popolazione. La maggioranza delle persone non autosufficienti è in carico alle famiglie - che sono il vero welfare - e, prevalentemente, in carico alle donne, mentre la politica ancora langue. Ci siamo attivate per porre rimedio alle criticità evidenziate dalle associazioni di categoria presentando una serie di emendamenti che vanno incontro a quanto da loro rappresentato. Riteniamo che non votare questa legge, che poteva essere emendata, significhi non cogliere una opportunità perché la revisione della legge regionale n. 14/2008 è ancora in alto mare e non sarà di certo approvata in questa Legislatura. Si blocca un percorso che, per ripartire, impiegherà un dispendio di tempo prezioso che la Valle d'Aosta non può permettersi.»

L'Assessore alla sanità e politiche sociali, Carlo Marzi, ha convenuto sul fatto che il caregiver sia «una figura sempre più centrale nell’ambito dell’inclusione, della disabilità e dell’assistenza agli anziani, specie in un contesto di crescente invecchiamento della popolazione e di pressione sul sistema sanitario. Ad oggi manca ancora una legge nazionale quadro che ne disciplini diritti, tutele e sostegni, anche se il dibattito parlamentare è attivo e sono state presentate varie proposte. La Valle d’Aosta sostiene da anni almeno i caregiver delle persone con disabilità, grazie anche al Fondo per la non autosufficienza, riconoscendo contributi mensili da 400 a 2.000 euro in base alle condizioni delle persone assistite. Nel 2024 sono stati supportati 70 caregiver di persone con disabilità per un totale di oltre 862.700 euro, e sono state offerte attività formative a loro dedicate. A livello nazionale, il decreto legislativo 29/2024 ha riconosciuto il valore sociale ed economico del caregiver per le persone anziane. Ora occorre allineare questa figura anche con le politiche sulla disabilità, uniformando le procedure di riconoscimento con la riforma in corso. La nostra Regione ha già avviato un percorso partecipato di revisione della legge regionale 14/2008, assieme alla 11/1999, in linea con i principi della riforma nazionale e con il progetto di vita personalizzato per le persone con disabilità: in questo percorso intendiamo trattare il tema del caregiver familiare in quanto parte integrante di questo sistema. Per evitare frammentazioni e garantire coerenza tra le diverse normative, riteniamo più efficace attendere l’evoluzione della normativa nazionale, pur riconoscendo il ruolo fondamentale del caregiver. Pertanto, al momento, non sussistono le condizioni per approvare la proposta di legge in esame.»

«È surreale che una maggioranza che si definisce "autonomista" debba sempre aspettare le norme nazionali e anche questa norma viene rimandata alla prossima Legislatura - ha replicato la Consigliera Erika Guichardaz (PCP) -. La carenza dei servizi e i dati sull'invecchiamento rendono importante dare una risposta ad una tematica sempre più rilevante della nostra società.»

«Stiamo attraversando situazioni complesse dal punto di vista demografico e non solo ci impongono di fare delle valutazioni sulla figura del caregiver familiare che interpellano la nostra capacità di organizzare in modo ottimale la capacità di assistenza e cura della nostra regione - ha affermato il Capogruppo di RV, Stefano Aggravi -. Avremmo auspicato una maggiore attenzione e più tempo dedicato in quinta Commissione per arrivare a un testo il più possibile condiviso e completo anche valorizzando meglio le misure già oggi esistenti nel nostro ordinamento regionale in materia di assistenza sociale. Riteniamo, comunque, che ogni sforzo utile a sostenere chi quotidianamente si prende cura di un familiare fragile meriti appoggio e rispetto e per questo motivo esprimiamo voto favorevole alla proposta di legge.»

SC-LT