Info Conseil
Comunicato n° 356 del 18 giugno 2025
Approvate alcune modifiche al Regolamento interno del Consiglio. Iniziati i lavori dell'adunanza del 18 e 19 giugno
Il Presidente Alberto Bertin ha aperto i lavori del Consiglio, convocato oggi, mercoledì 18, e domani, giovedì 19 giugno 2025, per discutere un ordine del giorno composto di 71 oggetti.
L'Aula ha quindi approvato all'unanimità alcune modifiche al Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale.
Il Presidente Alberto Bertin ne ha illustrato i contenuti, riferendo che «rispondono all'esigenza di un adeguamento tecnico di disposizioni risalenti nel tempo o superate da previsioni normative successive.»
In particolare si prevede l'abrogazione di due articoli, 31bis e 115, riguardanti il primo l'Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso e il secondo la nomina dei revisori del conto, essendo stata superata la relativa disciplina dall'approvazione della legge regionale 1/2022 di istituzione dell'Osservatorio regionale antimafia e della legge regionale 14/2021 che ha istituito il Collegio dei revisori dei conti per la Regione Valle d'Aosta. Inoltre, vi è la modifica dell'articolo 9 e dell'articolo 14 relativi al Presidente del Consiglio e alle attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza per allineare le previsioni in essi contenute alla soppressione della Commissione di Coordinamento e alle attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza in materia contabile.
Il Capogruppo di Rassemblement Valdôtain, Stefano Aggravi, ha condiviso «l'opportunità di approvare delle modifiche solo di tipo tecnico, visto che siamo a fine Legislatura. Tengo tuttavia a sottolineare che il nostro gruppo ha presentato il 17 dicembre 2024 dei contributi ulteriori riguardo ad alcune questioni: rappresentanza di entrambi i generi all'interno dell'Ufficio di Presidenza, mozione di sfiducia motivata verso il Presidente del Consiglio e i componenti dell'UP, facoltà di intervenire in francoprovenzale, modifica del parere di compatibilità finanziaria attraverso un parere preventivo.»
Il Consigliere Diego Lucianaz (GM) ha parlato di «un'occasione mancata di riconoscere il diritto dell'utilizzo della lingua francoprovenzale anche in quest'Aula. I partiti della maggioranza regionale non hanno voluto esprimersi in questo senso nonostante la mozione approvata all'unanimità nel 2023 impegnasse il Presidente a convocare la Commissione per il Regolamento per valutare una "voie juridique". Mi sarei aspettato un minimo sforzo per applicare ciò che la legge italiana ha già previsto. Invece, paradossalmente, pare che i partiti di maggioranza, tutti asseritamente autonomisti, non abbiano assolutamente a cuore la valorizzazione della lingua millenaria dei valdostani.»
Il Capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha messo in evidenza «le differenze tra i vari patois parlati in Valle d'Aosta e le diverse interpretazioni in cui possono essere rese in lingua italiana. Non è una questione di poco conto perché ogni patois ha espressioni e modi di dire propri che sono tipici dell'idioma di quel preciso territorio e che se non sono tradotti da un esperto possono essere fuorvianti.»
Il Capogruppo di Lega VdA, Andrea Manfrin, ha osservato: «Nel Comune di Aosta si può intervenire in francoprovenzale, a patto che alla fine dell'intervento si faccia una sintesi in italiano. Una proposta sulla quale siamo d'accordo e che abbiamo depositato anche per il nostro Consiglio. Si sarebbe potuto fare di più, ma ci sono stati dei veti incrociati, in particolare su due fronti: il primo è che i Consiglieri di opposizione non hanno la possibilità di poter depositare proposte di legge con le giuste coperture finanziarie perché non hanno il supporto delle strutture della Regione; il secondo riguarda i 116 (accesso agli atti per i Consiglieri), per i quali ci sono state mancanze, dinieghi e ritardi senza alcuna giustificazione.»
Il Presidente Bertin ha replicato che le «proposte presentate dai gruppi consiliari sono state diverse. La Commissione, nonostante questo, ha avuto delle difficoltà ad essere convocata, in ragione di una mancanza di una convergenza trasversale. Il Consiglio ha approvato all'unanimità a inizio Legislatura una significativa modifica: oggi, in mancanza di una condivisione lasciamo il corposo dossier alla prossima Legislatura.»
SC-LT
