Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 891 du 18 novembre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 891/XIII - Proposta di legge: "Modificazioni alle leggi regionali 9 febbraio 1995, n. 4 (Elezione diretta del sindaco, del vice sindaco e del consiglio comunale), e 24 ottobre 1997, n. 34 (Elezione diretta del sindaco, del vice sindaco e del consiglio comunale. Votazione e scrutinio mediante apparecchiature elettroniche)". (Approvazione di un ordine del giorno).

CAPO I

MODIFICAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 9 FEBBRAIO 1995, N. 4

Articolo 1

(Modificazioni all'articolo 14bis)

1. La rubrica dell'articolo 14bis della legge regionale 9 febbraio 1995, n. 4 (Elezione diretta del sindaco, del vice sindaco e del consiglio comunale), è sostituita dalla seguente: "Cause ostative alla candidatura".

2. Dopo il comma 2 dell'articolo 14bis della l.r. 4/1995 è inserito il seguente:

"2bis. Per quanto riguarda le cause ostative alla candidatura alle cariche di sindaco, vicesindaco e consigliere comunale, si applicano le disposizioni dell'articolo 58 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).".

Articolo 2

(Modificazione all'articolo 18)

1. Al comma 3 dell'articolo 18 della l.r. 4/1995 le parole: ", come sostituito dall'articolo 2 della l.r. 22/2001" sono soppresse.

Articolo 3

(Modificazioni all'articolo 25)

1. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 25 della l.r. 4/1995 è abrogata.

2. Dopo il comma 1 dell'articolo 25 della l.r. 4/1995, come modificato dal comma 1, è aggiunto il seguente:

"1bis. Sono, inoltre, esclusi dalle funzioni di presidente di seggio e di segretario coloro che, alla data delle elezioni, hanno superato il settantesimo anno di età.".

Articolo 4

(Modificazione all'articolo 30)

1. Al comma 2 dell'articolo 30 della l.r. 4/1995 dopo la parola: "contrassegni" sono inserite le seguenti: ", aventi diametro di centimetri 3,".

Articolo 5

(Modificazioni all'articolo 33)

1. Il comma 5 dell'articolo 33 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"5. Nei casi di cui al comma 1, la raccolta delle firme dei sottoscrittori, che debbono essere elettori iscritti nelle liste del comune, deve avvenire su appositi moduli riportanti il contrassegno di lista, il numero arabo progressivo di ciascun candidato, il cognome, nome, data e luogo di nascita dei candidati, nonché il cognome, nome, data e luogo di nascita degli elettori e deve essere autenticata da uno dei soggetti di cui all'articolo 14 della l. 53/1990; deve essere indicato il comune nelle cui liste l'elettore è iscritto. I presentatori che non sappiano o non siano in grado di sottoscrivere per fisico impedimento possono fare la loro dichiarazione in forma verbale, alla presenza di due testimoni, innanzi ad un notaio o al segretario comunale o ad altro impiegato all'uopo delegato dal sindaco. Della dichiarazione è redatto apposito verbale, da allegare alla lista. Per la determinazione dell'eventuale onorario dovuto al notaio o al cancelliere si applica la normativa statale vigente.".

2. Il comma 7 dell'articolo 33 della l.r. 4/1995 è abrogato.

3. Al comma 8 dell'articolo 33 della l.r. 4/1995 le parole: "dall'articolo 15, comma 1, della l. 55/1990, e successive modificazioni." sono sostituite dalle seguenti: "dall'art. 58 del d.lgs. 267/2000.".

4. Il comma 10 dell'articolo 33 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"10. È obbligatoria la presentazione di un contrassegno di lista, anche figurato. Tale presentazione dev'essere fatta in tre esemplari con diametro di centimetri 10, da riprodurre sui manifesti delle liste dei candidati, e tre esemplari con diametro di centimetri 3, da riprodurre sulla scheda di votazione.".

Articolo 6

(Modificazioni all'articolo 34)

1. Il comma 4 dell'articolo 34 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"4. La raccolta delle firme dei sottoscrittori, che debbono essere elettori iscritti nelle liste del comune, deve avvenire su appositi moduli riportanti il contrassegno di lista, il numero arabo progressivo di ciascun candidato, il cognome, nome, data e luogo di nascita dei candidati, nonché il cognome, nome, data e luogo di nascita degli elettori e deve essere autenticata da uno dei soggetti di cui all'art. 14 della l. 53/1990; deve essere indicato il comune nelle cui liste l'elettore è iscritto. I presentatori che non sappiano o non siano in grado di sottoscrivere per fisico impedimento possono fare la loro dichiarazione in forma verbale, alla presenza di due testimoni, innanzi ad un notaio o al segretario comunale o ad altro impiegato all'uopo delegato dal sindaco. Della dichiarazione è redatto apposito verbale, da allegare alla lista. Per la determinazione dell'eventuale onorario dovuto al notaio o al cancelliere si applica la normativa statale vigente.".

2. Al comma 6 dell'articolo 34 della l.r. 4/1995 le parole: "dall'articolo 15, comma 1, della l. 55/1990, e successive modificazioni." sono sostituite dalle seguenti: "dall'articolo 58 del d.lgs. 267/2000.".

3. Il comma 8 dell'articolo 34 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"8. È obbligatoria la presentazione di un contrassegno di lista, anche figurato. Tale presentazione dev'essere fatta in tre esemplari con diametro di centimetri 10, da riprodurre sui manifesti delle liste dei candidati, e tre esemplari con diametro di centimetri 3, da riprodurre sulla scheda di votazione.".

Articolo 7

(Modificazioni all'articolo 35)

1. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 35 della l.r. 4/1995 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "in tali casi la Commissione assegna un termine di non oltre 24 ore per la presentazione di un nuovo contrassegno;".

2. Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 35 della l.r. 4/1995 le parole: "dall'articolo 15, comma 1, della l. 55/1990, e successive modificazioni" sono sostituite dalle seguenti: "dall'articolo 58 del d.lgs. 267/2000".

3. Dopo la lettera g) del comma 1 dell'articolo 35 della l.r. 4/1995 è inserita la seguente:

"gbis) assegna un numero progressivo ai singoli candidati di ciascuna lista secondo l'ordine in cui vi sono iscritti;".

Articolo 8

(Modificazione all'articolo 37)

1. Al comma 1 dell'articolo 37 della l.r. 4/1995 dopo le parole: "rappresentanti di lista" sono aggiunte le parole: ", di cui uno effettivo ed uno supplente,".

Articolo 9

(Modificazioni all'articolo 41)

1. Il comma 1 dell'articolo 41 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"1. Il voto è dato dall'elettore presentandosi personalmente all'ufficio elettorale. L'elettore affetto da infermità, che ne rendano impossibile l'allontanamento dall'abitazione, ha diritto al voto domiciliare ai sensi della normativa statale vigente.".

2. Il comma 2 dell'articolo 41 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"2. I ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità esercitano il diritto elettorale con l'aiuto di un cittadino iscritto nelle liste elettorali di un qualunque comune della Repubblica che sia stato volontariamente scelto dall'interessato come accompagnatore.".

3. Al comma 8 dell'articolo 41 della l.r. 4/1995 le parole: "l'Unità sanitaria locale" sono sostituite dalle seguenti: "l'Azienda regionale sanitaria USL".

Articolo 10

(Modificazioni all'articolo 53)

1. Il comma 3 dell'articolo 53 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"3. Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco e per un candidato alla carica di vice sindaco ad esso collegato, segnando il relativo contrassegno. Qualora l'elettore abbia tracciato un segno sia su un contrassegno di lista, sia sui nominativi dei candidati alla carica di sindaco e di vice sindaco collegati alla lista votata, il voto si intende validamente espresso. Può altresì esprimere tre voti di preferenza per i candidati alla carica di consigliere comunale compresi nella lista collegata ai candidati alle cariche di sindaco e di vice sindaco prescelti, scrivendone il cognome nelle apposite righe stampate sotto il medesimo contrassegno. È possibile indicare il numero arabo corrispondente a coloro che si vogliono votare. Sono vietati altri segni o indicazioni.".

2. Al comma 7 dell'articolo 53 della l.r. 4/1995 dopo le parole: "il maggior numero di voti non abbia" sono aggiunte le parole: ", in fase di proclamazione degli eletti,".

Articolo 11

(Modificazioni all'articolo 54)

1. Al comma 2 dell'articolo 54 della l.r. 4/1995 la parola: "due" è sostituita dalla parola: "tre".

2. Al comma 3 dell'articolo 54 della l.r. 4/1995 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "È possibile indicare il numero arabo corrispondente a coloro che si vogliono votare.".

3. Al comma 10 dell'articolo 54 della l.r. 4/1995 la parola: "due" è sostituita dalla parola: "tre".

Articolo 12

(Modificazioni all'articolo 59)

1. Al comma 2 dell'articolo 59 della l.r. 4/1995 la parola: "due" è sostituita dalla parola: "tre".

2. Al comma 3 dell'articolo 59 della l.r. 4/1995 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "È possibile indicare il numero arabo corrispondente a coloro che si vogliono votare.".

3. Al comma 9 dell'articolo 59 della l.r. 4/1995 la parola: "due" è sostituita dalla parola: "tre".

Articolo 13

(Modificazione all'articolo 60)

1. Il comma 2 dell'articolo 60 della l.r. 4/1995 è sostituito dal seguente:

"2. Qualora il numero di votanti non abbia raggiunto la percentuale di cui al comma 1 o l'unica lista presentata non abbia riportato un numero di voti validi superiori al cinquanta per cento dei votanti, l'elezione è nulla. In tal caso il Presidente della Regione fissa con proprio decreto la data delle nuove elezioni, che devono svolgersi entro sessanta giorni e nomina con proprio decreto un Commissario che esercita le funzioni conferitegli con il medesimo provvedimento.".

Articolo 14

(Modificazione all'articolo 62)

1. Al comma 3 dell'articolo 62 della l.r. 4/1995 dopo le parole: "ed eventualmente il nome" sono aggiunte le parole: ", o il numero arabo".

Articolo 15

(Modificazione all'articolo 73)

1. Il comma 2 dell'articolo 73 della l.r. 4/1995 è abrogato.

Articolo 16

(Inserimento dell'articolo 81bis)

1. Dopo l'articolo 81 della l.r. 4/1995 è inserito il seguente:

"Articolo 81bis

(Rinvio alla normativa statale)

1. Per quanto non disposto dalla presente legge, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni statali per l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali.".

Articolo 17

(Disposizioni di coordinamento)

1. Le parole "Presidente della Giunta regionale", ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole "Presidente della Regione" comprensive dell'articolo o della preposizione articolata necessari nel contesto.

2. Le parole "Presidenza della Giunta regionale", ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole "Presidenza della Regione" comprensive dell'articolo o della preposizione articolata necessari nel contesto.

3. Le parole "Servizio elettorale e vigilanza anagrafica della Presidenza della Giunta regionale", ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole "competente struttura regionale" comprensive dell'articolo o della preposizione articolata necessari nel contesto.

Articolo 18

(Allegati)

1. Gli allegati A e B alla l.r. 4/1995 sono sostituiti dagli allegati A e B alla presente legge.

CAPO II

MODIFICAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 24 OTTOBRE 1997, N. 34

Articolo 19

(Modificazioni all'articolo 3)

1. Alla lettera n) del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 24 ottobre 1997, n. 34 (Elezione diretta del Sindaco, del Vice Sindaco e del Consiglio comunale. Votazione e scrutinio mediante apparecchiature elettroniche), la parola: "due", ovunque ricorra, è sostituita dalla parola: "i".

2. Alla lettera o) del comma 1 dell'articolo 3 della l.r. 34/1997 la parola: "due" è soppressa.

CAPO III

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 20

(Disposizione finale)

1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano a decorrere dalle prime elezioni comunali successive all'entrata in vigore della stessa.

Articolo 21

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Allegati

(omissis)

Président - On passe maintenant à l'examen de l'ordre du jour présenté par les Conseillers Empereur, Salzone, La Torre et Lattanzi. La discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Empereur.

Empereur (UV) - Merci, M. le Président. Approfitto dei minuti che mi sono messi a disposizione per fare alcune considerazioni sul tema di carattere generale. La prima questione a cui tengo molto è sulla correttezza di comportamento, credo che se alcune forze politiche di opposizione auspicavano una riforma, sia assolutamente legittimo e faccia parte assolutamente dei ruoli. Tengo a dire in modo chiaro che le forze di maggioranza, in particolar modo l'Union Valdôtaine ha dichiarato fin da subito una disponibilità al confronto, non ha mai parlato di riforme, ma ha dato una disponibilità ad un confronto anche successivo, così come lo abbiamo voluto esplicitare nell'ambito dell'ordine del giorno che abbiamo presentato e che in parte con gli interventi del Presidente e del collega Zucchi è stato illustrato.

È un ordine del giorno che verte su due temi: il primo è quello riferito ad una norma che trova applicazione per la prima volta, ossia il limite dei mandati, quindi quale può essere il ruolo dei sindaci che sono al termine; l'altro si riferisce al codice delle autonomie, di cui si parla da un po' di tempo e che probabilmente sarà di prossima approvazione.

Per quanto concerne il primo tema, è sviluppato in modo chiaro, semplice; consideriamo il principio del limite dei mandati previsto dalla normativa una volontà importante del sistema delle autonomie di conservare inalterati i principi che sono alla base dell'attuale legge elettorale. È, ripeto, un principio che troverà applicazione per la prima volta nella prossima consultazione generale comunale. Abbiamo anche fugato un dubbio che in qualche modo si era introdotto all'interno della discussione della I Commissione e che risulta legittimo che un sindaco che è al termine del proprio mandato, 2 o 3 mandati a seconda della dimensione del comune, possa svolgere una funzione di vicesindaco. Abbiamo voluto con questo ordine del giorno evitare una criminalizzazione del ruolo di chi ha servito la propria comunità per un determinato periodo e che in determinate realtà può essere uno strumento utile a non disperdere competenze e conoscenze acquisite. Tuttavia abbiamo voluto con questo ordine del giorno anche essere espliciti di fronte ad eventuali distorsioni di una norma, che sembra sufficientemente chiara e quindi abbiamo rivolto un duplice invito: uno ai sindaci uscenti che eventualmente si ricandideranno vicesindaco e l'altro alle forze politiche, affinché ci sia un approccio chiaro nel rispetto delle regole, con un elevato profilo etico, e che sia caratterizzato da correttezza morale.

L'altro aspetto è riferito al codice delle autonomie di prossima approvazione, abbiamo detto che una volta approvato... probabilmente, anche se non obbligatoriamente dal punto di vista normativo... ma dal punto di vista politico una riflessione la dovremo fare. Ecco la ragione per la quale abbiamo ritenuto di dare mandato alla I Commissione per approfondire le tematiche che si svilupperanno all'interno di questa novità legislativa, valutando il quadro nazionale senza dimenticare che la nostra sul tema è piena autonomia decisionale e abbiamo detto che il lavoro che andremo a produrre sarà a beneficio delle elezioni comunali del 2015. Questo per sommi capi il contenuto dell'ordine del giorno, che evidentemente invitiamo a votare.

Président - La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie, Presidente. Voglio esprimere su questo ordine del giorno due ringraziamenti e un invito. I due ringraziamenti vanno anzitutto al Presidente della I Commissione, al collega Zucchi, che ha voluto dall'inizio di questa legislatura porre con grande forza il tema della rivisitazione delle regole della democrazia di questa Regione. È evidente che su questo tema le sensibilità erano e in alcuni casi rimangono diverse, ma credo sia giusto riconoscere che lo sforzo e il lavoro e la tenacia con le quali ha perseguito tale obiettivo, oggi portano questa Assemblea ad aprire una fase nuova di riflessione e di valutazione. Diceva il collega Empereur giustamente che anche a livello nazionale giungono indicazioni in questo senso... il codice etico delle autonomie... che vanno ad affrontare una tematica complessa come quella della rappresentatività democratica nelle comunità locali, che sia compatibile con un nuovo processo dei costi che devono essere sostenuti. Potrebbe essere un tema che da parte nostra, che abbiamo la nostra potestà legislativa, potrebbe essere cassato come qualcosa che riguarda gli altri. Noi vogliamo fare il secondo ringraziamento alle forze di maggioranza che hanno voluto invece proprio in queste ultime ore aprire una porta al dialogo e dare l'opportunità alla commissione, a questo Consiglio di tornare su una riflessione seria in tale direzione: la rappresentatività nelle collettività, quelle più piccole in particolare, e l'equilibrio dei costi della politica, che non sono solo quelli della politica dei costi delle spese delle consulenze, ma anche quelli dell'organizzazione della democrazia sul territorio. Ho detto due ringraziamenti... e un invito che va alle altre forze di opposizione che hanno anch'esse fatto delle proposte, invitiamo queste forze che come noi sono all'opposizione a dare il loro contributo nella commissione competente. Lo so che in politica qualche volta si deve fare un passo indietro per farne magari molti avanti, credo che forse l'esempio possa arrivare proprio da Il Popolo della libertà, che su questo tema ha fatto dei passi indietro, facendo venir meno alcune pressanti richieste che il nostro gruppo aveva portato avanti, nell'ottica di ottenere per la comunità valdostana un sistema migliore per le prossime elezioni comunali. È evidente che non riteniamo sufficienti le piccole modifiche che verranno apportate dalla 72 all'attuale legge, ma confidiamo che questo Consiglio possa nei prossimi mesi, e magari con la giusta distanza dalle prossime indicazioni elettive, fare quello che in passato si è espresso come volontà, ma che non si è riusciti a fare. Proprio sull'esempio di quello che Il Popolo della libertà ha fatto oggi, ossia dei passi indietro per fare dei passi avanti insieme, invitiamo le forze di opposizione ad affrontare questo dialogo scevri dai condizionamenti ideologici, ma anche dai teatrini della politica che hanno portato alcuni componenti di questo Consiglio ad esprimere giudizi negativi, perché su un tema così importante come le regole condivise della democrazia si possano immaginare sotterfugi o chissà quali scorciatoie. Noi abbiamo ottenuto un obiettivo politico, ne rivendichiamo la paternità, ossia porre a quest'aula l'opportunità di riflettere e dibattere su questo tema.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Grazie, Presidente. Cari colleghi, vedete, quest'ordine del giorno presenta due aspetti di grande importanza: in uno ci si rende conto che la legge che è stata scritta e che è in vigore presenta qualche difficoltà rispetto al fatto che un sindaco che ha concluso i 3 mandati potrebbe ricandidarsi nella funzione di vicesindaco e vorrei chiedere ai colleghi che erano con me in I Commissione se mai una volta il Partito Democratico ha detto: "qui ci sarà qualcuno che farà il furbo, si candida a vicesindaco per poi fare il sindaco". Mai il Partito democratico ha usato questa idea, a noi non appartiene la mentalità di fare leggi contro i furbetti. Altri dicevano queste cose, altri sono andati sui giornali a dire: "no, non vogliamo neanche più il vicesindaco", fino a qualche ora fa, poi con grande duttilità politica in 2 ore hanno fatto una giravolta micidiale e adesso dicono: "dobbiamo cautelarci" e riconoscono la figura del vicesindaco! In 2 ore si cambia completamente assetto politico e sarà chiaro che collaborare in I Commissione con chi in 2 ore può cambiare un'opinione così, dopo aver occupato tutti i giornali valdostani con questa storia: "vogliamo lo stesso sistema come a livello nazionale, non vogliamo più l'elezione del vicesindaco"... adesso arrivate qui e dite: "ci mancherebbe, vogliamo difendere quel modello valdostano"... Questo è un aspetto.

Io però non ci sto all'insinuazione che il PD vuole buttare nel cestino chi ha grande competenza politica. Vi racconto una storia: è la storia di Enrico Borghi, il Presidente dell'UNCEM, Sindaco nel 1995 a Vogogna con il 57 per cento dei suffragi e rieletto Sindaco nel 1999 con il 73 per cento dei voti, tutti lo vogliono. Dopodiché a livello nazionale c'è una legge che dice che dopo 2 mandati devi metterti da parte. Cosa fa Enrico Borghi? Si è candidato, non era più eleggibile a sindaco per limiti di legge e nella consiliatura successiva ha svolto in seno al Consiglio comunale il ruolo di Capogruppo, ha fatto il Consigliere comunale, nessuno lo ha buttato nel cestino! Cosa è successo alla fine di quei 5 anni? È di nuovo Sindaco di Vogogna, ha rispettato la legge, nessuno lo ha buttato nel cestino e poi i cittadini hanno detto: "questo deve tornare a fare il sindaco, perché è bravo". Allora quando mai abbiamo detto che vogliamo liberarci delle competenze di chi è stato un bravo sindaco? Diciamo che vi è una legge che prevede che tu ti debba fermare un attimo, vai nel consiglio comunale... addirittura la legge valdostana consente di fare pure l'assessore... quindi non è che sei messo da parte, continui a dare la tua esperienza. Mai nessuno di noi quindi ha detto che bisogna buttare via l'esperienza dei sindaci e non accettiamo che qualcuno ci metta nella condizione di dire cose che non abbiamo mai detto! Abbiamo sempre detto che nelle grandi democrazie si distingue fra incarico esecutivo e incarico legislativo, nelle grandi democrazie si mettono i vincoli all'incarico esecutivo e non ci sono vincoli per gli incarichi legislativi. In Valle d'Aosta c'è la confusione totale, perché alcune forze politiche legittimamente sono libere, hanno messo dei limiti, ma non di legge, ma nei loro partiti ai mandati che la gente deve fare nelle cariche legislative; liberissimi di farlo, ma è un problema di quelle forze politiche scusate! Noi non abbiamo mai detto che c'è un limite di mandati per chi fa il consigliere comunale, lo faccia anche a vita, dà un contributo alla comunità soprattutto nei piccoli comuni. Sono altre le forze politiche che mettono questi limiti di mandato, non venite a rimpallare su di noi delle responsabilità... che abbiamo detto delle cose che non abbiamo mai detto!

Quanto a questo aspetto dell'ordine del giorno, visto che si faceva un ritocco alla legge, era più opportuno non fare un invito: "non candidatevi", ma metterlo nella legge con un emendamento. Emendamento che abbiamo proposto, un emendamento che non butta fuori i sindaci dal consiglio comunale, ma dice solo che il sindaco non si può ricandidare alla carica di sindaco e vicesindaco, ossia si può ricandidare a consigliere e quindi fare addirittura l'assessore. Questo ha detto il PD, dicendo: "visto che si ritocca la legge, scriviamolo in una legge", ma perché? Perché, essendo scritto in una legge, non ci può essere nessun equivoco fra i cittadini, nessuna ambiguità, non si gioca a "tu sei più morale di me, meno morale", proprio la maggioranza ci aveva detto di non trattare eticamente questi problemi. Io sono sorpreso da tale ordine del giorno, siete stati voi a dire di non metterla sul piano etico quando c'è stato ad esempio "il caso Lanièce", ma di andare a guardare le norme, allora scriviamole chiare, siamo dei legislatori, scriviamo una legge chiara, leggibile; questo era l'obiettivo.

Il secondo punto che giudico... la questione mi aveva appassionato quest'anno, anche se non sono andato sui giornali come altri... ce l'avevo a cuore... la "cosa" di poter vivacizzare il dibattito nei consigli comunali... ho scelto un'altra strada per fare questo lavoro, oggi prendo atto della sconfitta totale politica su tale punto, succede in politica, continueremo a lavorare in I Commissione, ma, scusate, non accetto l'invito a lavorare in I Commissione posto in questi termini, ossia sulle modifiche successive si lavorerà su un testo... che non ha neanche chiesto il parere rispetto alla volontà di lavorare di Vallée d'Aoste Vive-Renouveau e del PD... ma quando mai non abbiamo lavorato? Perché non ce lo avete chiesto di poter lavorare con voi sulla modifica del codice delle autonomie? Avete deciso di lavorare con il PdL e poi comunicarci le modifiche, ossia ditecelo! Questa cosa non ha la firma del nostro Capogruppo, quindi non è un invito, ma è prendere o lasciare, che è diverso; un invito era chiedere cortesemente al nostro Capogruppo se aveva intenzione di sottoscrivere questo documento e, nel caso in cui non lo avesse sottoscritto, si poteva dire che c'era un atteggiamento di non disponibilità, ma voi non ce lo avete chiesto, ce lo avete sbattuto sotto il naso in Consiglio regionale. È questa la disponibilità che chiedete a chi ha lavorato correttamente in I Commissione?

Guardate poi cosa avete scritto: "segnalato, comunque sia, la necessità - una volta approvato il cosiddetto "Codice delle autonomie" - di una riflessione..." e, se lo Stato non approvasse il codice delle autonomie, se ci mettesse 2, 3, 4 anni, magari si va ad elezioni anticipate... noi in Valle d'Aosta lasciamo tutto cosi? È una formulazione che non mi piace, perché ci eravamo presi l'impegno... non lo si fa adesso, lo si farà negli anni a venire... di mettere mano alla legge elettorale, non dobbiamo aspettare che lo Stato faccia la riforma per fare la nostra e, se non la fa, non la facciamo mai la nostra? Anche come formulazione quindi è infelice e soprattutto viene meno quella correttezza che aveva caratterizzato per 2 anni i lavori della I Commissione, quindi non lo posso assolutamente accettare.

Président - La parole au Conseiller Bertin.

Bertin (VdAV-R) - È perlomeno ridicolo il fatto che il Consiglio regionale esprima degli indirizzi rivolti a dei cittadini sull'opportunità o meno che questi si candidino alle future elezioni comunali. Il Consiglio regionale non fa degli auspici, ma produce delle norme, se si vuole disciplinare una questione, si fa una legge, non si fanno degli auspici; fra l'altro, degli auspici provenienti da delle forze politiche che hanno su questo argomento delle ineleggibilità e incompatibilità dei precedenti, la cui credibilità... non è così importante. Non so che valore possano avere questi inviti generici, non vedo cosa c'entri il Consiglio regionale su questo. Se il Consiglio regionale vuole intervenire, ha la possibilità di farlo attraverso una legge: questo è il ruolo del Consiglio! Fra l'altro, non condividiamo il fatto che risulti legittima la possibilità di candidarsi alla carica di vicesindaco da parte di un sindaco uscente; a nostro avviso, la situazione è più complessa e non è così certo; peraltro è invece certo il fatto che non è possibile per un candidato vicesindaco, ex sindaco, rientrare in sostituzione di un eventuale sindaco dimissionario. Proprio perché le condizioni di eleggibilità devono essere possedute al momento dell'elezione e non dopo, pertanto decadrebbe come è successo alle elezioni regionali a certi consiglieri.

Anche il riferimento al codice delle autonomie dimostra dal punto di vista autonomistico una certa subalternità rispetto allo Stato... come giustamente sottolineava Donzel, si aspetta questo intervento e poi eventualmente il Consiglio interverrà. Capisco che questa è la formalizzazione di un accordo politico fra la maggioranza e il PdL, ma non mi sembra un grande accordo e soprattutto mi sembra che segni un'evidente subalternità da parte della nostra Regione rispetto allo Stato. Abbiamo peraltro competenza esclusiva e primaria e, se si vuole intervenire, non c'è questa necessità di aspettare e, come giustamente diceva Donzel, se poi non viene fatto, non lo facciamo neanche noi? Su questo ordine del giorno pertanto voteremo in modo contrario, perché lo riteniamo contraddittorio; fra l'altro, aumenta ancor più la confusione, invece di chiarire una situazione. Grazie.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Credo che due precisazioni vadano fatte su questo documento che i tre Capigruppo di maggioranza hanno discusso con i rappresentanti de Il Popolo della libertà, ma ragionando su quello che è successo e che era in discussione oggi all'ordine del giorno e su quali sono le motivazioni per le quali si è giunti a questo ordine del giorno. C'era una discussione su una legge che veniva presentata in un certo modo, la valutazione che è stata fatta sotto questo profilo è di dire: "l'interesse a ragionare su questo...", che poi adesso sento è condiviso da tutti, ossia di continuare a ragionare su eventuali modifiche e il modo con cui è stato presentato questo ordine del giorno tiene conto di due aspetti: uno, l'invito, il fatto di invitare e di fare auspici, credo che, se facciamo la raccolta degli ordini del giorno che sono stati votati in questo Consiglio, ce ne sono di tutti i tipi: "raccomanda", "invita", "sollecita", "tiene conto", di tutto... quindi non capisco questa notazione che non si può invitare. Certamente il fatto dell'invito rispetto agli eventuali emendamenti di cui parlava il collega Donzel... sono diversi, perché, invece di metterlo in legge, riteniamo che ci sia la possibilità di invitare i sindaci uscenti ad avere un certo tipo di comportamento, basta, tutto lì.

Sul punto del dare mandato alla I Commissione consiliare permanente ad approfondire ed eventualmente definire ulteriori novità legislative tenendo conto del nuovo quadro nazionale in materia... e "tenuto conto" vuol dire che, se c'è, se ne tiene conto, altrimenti si può lavorare lo stesso...

(interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)

...sì, ma dà mandato, il mandato è questo. Io leggo quello che è sottoposto alla vostra attenzione, per quello che non vorrei vi fossero equivoci! Qui l'impegno è quello di tener conto di un'esigenza che comunque si porrà e il traguardo è il 2015, perché sapevamo che se mettevamo una data diversa, andavamo di nuovo incontro alle stesse difficoltà. È allora corretto dire che è meglio prendersi un impegno che è valutabile e valutato anche a seguito dell'esperienza che avremo fra qualche mese alle elezioni, ma intanto lo prepariamo, cominciamo a lavorare su questo. Se ci sarà il codice delle autonomie, questa è una discussione che si apre per tutti e su tutto, poi non vuol dire che noi dobbiamo... anzi abbiamo già detto una serie di opzioni che non potranno essere quelle, né c'è stato un riferimento alcuno a questo tipo di logica. Mi sembrava non fuori luogo, come altre volte all'interno di forze politiche... in questo caso c'era un'esigenza di arrivare ad un discorso che fosse condiviso da presentare in Consiglio. L'invito è quello di lavorare tenendo conto della volontà di raggiungere un obiettivo: quello di riconsiderare alcuni aspetti che sono stati sollecitati, tener conto di altre sollecitazioni che verranno... sicuramente se vogliamo arrivare a una ristrutturazione che sia valida, condivido il fatto che dovrà essere oggetto di mediazione. Non sarà il risultato di una progettazione o di un progetto che di colpo viene accolto da tutti, ma sarà una mediazione, come succede in tutte le riforme, non c'è mai stata una riforma che sia stata in qualche modo conseguente ad un progetto di legge presentato, mai! Credo quindi che l'invito sia quello di aprire un discorso sereno e tranquillo che tenga conto di questa posizione, nulla di più. Non c'è nulla di più in questo ordine del giorno, solo che volevamo evitare di andare ad un confronto... un muro contro muro su un discorso di questa natura, ci sembrava poco corretto. Su altri ragionamenti come quelli che sono stati sollecitati e di cui abbiamo già detto abbiamo espresso il nostro parere, perché non riteniamo che su quella proposta sia il caso di andare: ecco quello che è successo, tutto lì. Invitiamo quindi a votare l'ordine del giorno, che ha avuto una sua presentazione con questo tipo di logica che ho cercato di riassumere. Non è, credo, offensivo verso nessuno: dà un mandato di arrivare ad una definizione di un progetto che sia il più possibile condiviso.

Président - Je soumets au vote l'ordre du jour, qui récite:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Richiamato il dibattito svoltosi sui progetti di legge regionale di modifica della legge regionale 9 febbraio 1995, n. 4 (Elezione diretta del Sindaco, del Vice Sindaco e del Consiglio comunale);

Richiamate le disposizioni previste dall'articolo 30bis della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle Autonomie in Valle d'Aosta), che prevede, ai commi 2 e 3, l'impossibilità per i Sindaci di essere immediatamente rieletti alla medesima carica, dopo la scadenza del secondo o del terzo mandato consecutivo, a seconda delle dimensioni del Comune;

Tenuto conto che il mantenimento del limite nel numero dei mandati s'inserisce nella volontà comune del Sistema delle Autonomie di conservare inalterati i principi che sono alla base dell'attuale legge elettorale;

Considerato che tale previsione normativa trova per la prima volta applicazione, ai sensi del comma 3 del suddetto articolo, in occasione delle prossime elezioni generali comunali del 23 maggio 2010;

Accertato che risulta comunque legittimo per un Sindaco che si trovi nelle condizioni di ineleggibilità di cui sopra, candidarsi alle prossime elezioni generali comunali alla carica di Vice Sindaco;

Preso atto che tale eventualità possa rappresentare per gli enti locali, in particolare per quelli di piccole dimensioni, uno strumento utile a non disperdere un patrimonio di competenze e di conoscenze acquisite;

Valutato, tuttavia, necessario che si mantenga alta l'attenzione nel sistema autonomistico valdostano quanto ad eventuali distorsioni dei principi contenuti nelle suddette leggi, evitando, in questo modo, comportamenti non coerenti rispetto al sistema delle regole condivise;

Segnalato, comunque sia, la necessità - una volta approvato il cosiddetto "Codice delle Autonomie" - di una riflessione in merito alle eventuali implicazioni sulla normativa regionale;

Invita

- I Sindaci, che si trovano nelle condizioni di ineleggibilità previste dall'articolo 30bis della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54, a valutare attentamente l'opportunità della loro candidatura alla carica di Vice Sindaco, in modo tale che i principi fondamentali insiti nella legge elettorale e nella legge sul sistema delle autonomie in Valle d'Aosta, possano orientare le scelte individuali garantendo, altresì, l'elevato profilo etico che caratterizza il sistema degli Enti locali;

- Le forze politiche presenti in Valle d'Aosta ad avvicinarsi alle prossime elezioni comunali, assumendo attitudini coerenti con il suddetto modello di comportamento, caratterizzato da correttezza morale, al fine di scoraggiare l'eventuale ricorso a prassi non corrette.

Dà mandato

alla prima Commissione consiliare permanente ad approfondire ed eventualmente definire ulteriori novità legislative, tenendo conto del nuovo quadro nazionale in materia, nel rispetto della nostra piena autonomia, a beneficio delle elezioni generali comunali del 2015.

F.to: Empereur - Salzone - La Torre - Lattanzi.

Conseillers présents et votants: 32

Pour: 25

Contre: 7

Le Conseil approuve.

Président - Nous passons maintenant à l'examen article par article de la proposition de loi.

A l'article 1er il y a l'amendement n° 1 du Partito Democratico.

La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Sarà un intervento brevissimo. Lo spirito di questo emendamento è quello di riuscire a tradurre in norma quello che è semplicemente l'auspicio espresso dall'ordine del giorno precedente. Perché tradurlo in norma? Perché è sempre possibile un non rispetto di un invito etico e proprio lo spirito nostro era quello che, volendo evitare che qualcuno potesse... non frodare, perché non c'è nessuna frode, ma che qualcuno potesse... di fronte al fatto che in modo naturale un vicesindaco che ha fatto tre mandati da sindaco diventasse sindaco, quindi, per esempio, grazie all'elezione in Consiglio regionale del sindaco, il vicesindaco diventa sindaco, a quel punto un qualunque cittadino potrebbe ricorrere e si aprirebbe un periodo di vacanza giuridica in attesa di un giudizio, di un'espressione di un parere giuridico su questa cosa, che, secondo me, è da evitare. Questo proprio perché, come si era detto, abbiamo fatto una legge per dare stabilità, per rafforzare i consigli comunali, perché non ci siano dubbi su chi governa o no. Ora un sindaco sottoposto ad un contenzioso giudiziario secondo noi è un sindaco più debole, è un sindaco che è in difficoltà, quindi l'emendamento ha questo obiettivo.

Specifico gli altri emendamenti successivi: sono tutti nella logica di impedire questo tipo di candidatura, andando ad invalidare addirittura la possibilità di presentare l'intera lista nel qual caso questo avvenga. Sono delle forme che ormai sono ritenute indispensabili nella giurisprudenza contemporanea, per evitare i contenziosi dopo una legge elettorale, ossia facciamo una campagna elettorale, si vota e poi c'è un'incertezza sull'esito della votazione. L'emendamento quindi è volto a rafforzare la legge attuale e a darle maggiore solidità e noi lo riteniamo più forte di un semplice ordine del giorno.

Président - La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (FA) - Grazie, Presidente. Vista l'ora tarda, intervengo molto rispettosamente, anche valutando l'importanza del contributo che il PD sta cercando di dare con questi emendamenti, per chiederne il ritiro, anche perché credo che gli interventi che ci sono stati, sia del Presidente, sia del collega Empereur, abbiano spiegato come non ci sia coincidenza in questa fase rispetto alla discussione della legge, quindi mettendoci in condizioni di non esprimere un voto contrario o di astensione. Chiediamo quindi un ritiro per poterne discutere nelle fasi successive che seguiranno al dibattito sulla legge.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Devo anche una risposta su questo tema, rispetto all'invito, al fatto che non condividiamo questo passaggio di inserirlo nella legge, perché la posizione dell'eventuale subentro... non l'elezione perché quello che crea l'impedimento è la nuova presentazione come sindaco, non l'eventuale subentro ed è la ragione per cui diciamo che invitiamo questo... laddove è possibile, di evitarlo, perché ci rendiamo conto che ci sono queste situazioni. Non c'è però nessun impedimento, altrimenti sarebbe già nella sostituzione... ossia se è vicesindaco, nel momento in cui il sindaco è in ferie, o è assente, è chiaro che svolge le funzioni del sindaco, temporaneamente, come potrebbe essere nel momento in cui subentra per altre ragioni, "toccando ferro", per un decesso o per qualcosa... è un subentro, non è al momento dell'elezione, questo lo abbiamo verificato ed è legittimamente autorizzato a subentrare nel ruolo svolto dal sindaco eletto; questo lo voglio precisare per evitare che ci siano fraintendimenti, poi mi rendo conto che la posizione della legge ha tutto un altro impatto.

Non sto a tornare sul ragionamento svolto dal collega Donzel, che ha un'altra logica; noi non riteniamo di accedere a questo... e anche gli esempi che sono stati richiamati... conosciamo molto bene il collega Borghi, sappiamo la sua storia, lì nei passaggi ci sono altre fasi che sarebbero tutte da raccontare, però può esserci "l'espressione" di un sindaco che si presenta come consigliere e che può fare l'assessore, questa è una possibilità, può fare il capogruppo o quello che vuole. Noi vogliamo solo sottolineare un aspetto che ha questa implicazione... di dire: in linea di massima siamo per evitare che ci sia una situazione che un domani possa prestarsi ad altre interpretazioni.

Président - La parole au Conseiller Bertin.

Bertin (VdAV-R) - Intervengo rapidamente su questo emendamento. Non sto a ripetere quanto detto in precedenza rispetto alle ineleggibilità; riteniamo comunque un elemento di chiarezza la proposta del PD, pertanto la votiamo come un elemento di chiarezza.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 1 du Partito Democratico, qui récite:

Emendamento

All'articolo 1, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma 3:

"3. Dopo il comma 2bis dell'articolo 14bis della l.r. 4/1995, inserito dal comma 2 del presente articolo, sono inseriti i seguenti:

"2ter. Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di Sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti non può, allo scadere del secondo mandato, presentarsi nuovamente come candidato alla carica di Sindaco o di Vicesindaco, ad eccezione del caso in cui uno dei due mandati precedenti abbia avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie.

2quater. Chi ha ricoperto per tre mandati consecutivi la carica di Sindaco nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti non può, allo scadere del terzo mandato, presentarsi nuovamente come candidato alla carica di Sindaco o di Vicesindaco, ad eccezione del caso in cui uno dei tre mandati precedenti abbia avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie."."

Conseillers présents et votants: 31

Pour: 7

Contre: 24

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Suite à cette votation évidemment chutent les amendements n° 2, n° 3 et n° 4 du Partito Democratico; j'en donne respectivement lecture pour le procès-verbal:

Emendamento

Dopo l'articolo 5, comma 3, è aggiunto il seguente comma 3bis:

"3bis. Dopo il comma 8 dell'articolo 33 della l.r. 4/1995, è inserito il seguente:

"8bis. I candidati alla carica di Sindaco e di Vicesindaco devono altresì dichiarare che non si trovano nella condizione di cui al comma 2 quater dell'articolo 14bis."."

Emendamento

Dopo l'articolo 6, comma 2, è aggiunto il seguente comma 2bis:

"2bis. Dopo il comma 6 dell'articolo 34 della l.r. 4/1995, è inserito il seguente:

"6bis. I candidati alla carica di Sindaco e di Vicesindaco devono altresì dichiarare che non si trovano nella condizione di cui al comma 2 ter dell'articolo 14bis."."

Emendamento

Dopo l'articolo 7, comma 2, è aggiunto il seguente comma 2bis:

"2bis. Dopo la lettera c) del comma 1 dell'articolo 35 della l.r. 4/1995 è inserita la seguente:

"cbis) esclude le liste collegate alla carica di Sindaco e di Vicesindaco i quali si trovino nella condizione di cui ai commi 2ter e 2quater dell'articolo 14bis."."

Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 22

Contre: 3

Abstentions: 6 (Benin, Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Lattanzi, Patrizia Morelli)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents: 31

Votants: 26

Pour: 26

Abstentions: 5 (Benin, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Rigo)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Article 4: même résultat. Je soumets au vote l'article 5:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 25

Contre: 4

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Article 6: même résultat. Je soumets au vote l'article 7:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 29

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Article 8: même résultat. Article 9: même résultat. Je soumets au vote l'article 10:

Conseillers présents: 30

Votants: 28

Pour: 24

Contre: 4

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 11:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 22

Contre: 7

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 12:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 22

Contre: 7

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 13:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 29

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 14:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 25

Contre: 4

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 15:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 29

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 16:

Conseillers présents: 31

Votants: 29

Pour: 29

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 17:

Conseillers présents: 30

Votants: 28

Pour: 25

Contre: 3

Abstentions: 2 (Benin, Lattanzi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 18:

Conseillers présents: 31

Votants: 26

Pour: 22

Contre: 4

Abstentions: 5 (Benin, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Rigo)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 19:

Conseillers présents: 31

Votants: 26

Pour: 22

Contre: 4

Abstentions: 5 (Benin, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Rigo)

Le Conseil approuve.

Président - A l'article 19 il y a l'amendement proposé par le collègue Zucchi, qui est retiré. J'en donne lecture pour le procès-verbal:

Emendamento

Dopo il Capo II è inserito il seguente:

"Capo IIBIS

MODIFICAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 1998, N. 54

Art. 19bis (Modificazioni all'articolo 30bis)

1. Al comma 2 dell'articolo 30bis della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta), dopo le parole: "alla medesima carica" sono inserite le seguenti: "o alla carica di Vicesindaco".

2. Al comma 3 dell'articolo 30bis della 1.r. 54/1998, dopo le parole: "alla medesima carica" sono inserite le seguenti: "o alla carica di Vicesindaco".".

Président - Je soumets au vote l'article 20:

Conseillers présents: 31

Votants: 26

Pour: 26

Abstentions: 5 (Benin, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Rigo)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 21:

Conseillers présents: 30

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 5 (Benin, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Rigo)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'annexe A:

Conseillers présents: 29

Votants: 23

Pour: 22

Contre: 1

Abstentions: 6 (Benin, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Rigo)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'annexe B:

Conseillers présents: 31

Votants: 22

Pour: 22

Abstentions: 9 (Benin, Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Patrizia Morelli, Rigo)

Le Conseil approuve.

Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise, pour déclaration d'intention.

Cerise G. (VdAV-R) - Molto semplicemente per esprimere il nostro profondo dissenso su questa proposta di legge nel suo insieme. Abbiamo responsabilmente votato tutta una serie di articoli, abbiamo votato contro o ci siamo astenuti su quegli articoli che vertevano sul problema delle preferenze, sul discorso del numero arabo invece abbiamo dato il nostro consenso. Credevamo che, almeno per quanto riguarda la scrittura delle regole, si potesse cercare un percorso condiviso, prendiamo atto che la maggioranza, in questo caso la maggioranza allargata, si assume la responsabilità di approvare tale proposta di legge.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Siccome noi del Partito Democratico non siamo abituati a cambiare nel giro di un pomeriggio decisioni che abbiamo preso nell'arco di mesi, che sono costate importante lavoro a gente che qui umilmente rappresentiamo, ho detto che sul nostro progetto di legge mai depositato hanno lavorato parecchie persone con impegno... la nostra posizione rispetto a questa legge non era di opposizione rispetto al contenuto degli articoli, abbiamo anche votato a favore di molti articoli che condividiamo, per cui l'astensione che avevamo deciso prima di arrivare qui rimane. Devo però dire che grava su questo voto per noi un grave giudizio negativo sulla condotta politica da parte della maggioranza.

Président - Je soumets au vote la loi dans son ensemble:

Conseillers présents: 31

Votants: 26

Pour: 22

Contre: 4

Abstentions: 5 (Benin, Donzel, Carmela Fontana, Lattanzi, Rigo)

Le Conseil approuve.