Objet du Conseil n. 80 du 28 février 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 80/73 - Disegno di legge regionale concernente: "Norme per l'istituzione di asili-nido comunali in Valle d'Aosta ai sensi della legge n. 1044 del 6 dicembre 1971".
Benzo (D.P.) - L'Assessorato regionale alla Sanità e Assistenza Sociale ha affrontato il problema degli asili-nido, considerandoli non già come punti di parcheggio dei bimbi, che per ragioni diverse restano lontani dalle madri per molte ore della giornata, ma come centri educativi e sanitari.
Le norme per l'istituzione di asili-nido comunali in Valle d'Aosta, racchiusi nella nostra legge regionale, sono garanzia di armonica collaborazione tra le famiglie e l'Ente pubblico.
Gli asili-nido provvedono non solo alla custodia diurna dei bambini fino a tre anni di età, ma garantiscono ad essi lo sviluppo psico-fisico ed affettivo e la loro socializzazione. Vengono altresì favorite tutte le attività di medicina preventiva allo scopo di evitare gli eventi morbosi di qualsiasi natura, con particolare riguardo alle malattie infettive e contagiose.
Si tende ancora ad esercitare sulle famiglie una attività di educazione sanitaria; all'asilo-nido possono essere ammessi tutti i bambini fino a tre anni di età, a condizione che essi non risultino affetti da malattie contagiose.
L'ammissione è estesa anche ai piccini che presentino minorazioni psico-fisiche e sensoriali, che non impediscano in modo assoluto e permanente, a giudizio dei sanitari, la frequenza di una comunità infantile.
Per i bimbi non ammessi a questi Centri, l'Amministrazione regionale promuoverà altre iniziative assistenziali.
Appositi Comitati di gestione comunali e consorziali con partecipazione dei rappresentanti delle famiglie e del personale addetto, democraticamente retti, hanno la facoltà di ammettere gratuitamente i bimbi agli asili-nido o di stabilire una quota parte delle famiglie in rapporto alle condizioni economiche.
Quando tra le abitazioni degli utenti e la sede dell'asilo-nido vi siano distanze notevoli, i Comitati di gestione organizzeranno idonei servizi gratuiti per il trasporto giornaliero dei bambini.
Sarà destinato agli asili-nido personale qualificato e ciascun Centro disporrà della consulenza di una équipe di esperti messi a disposizione dell'Amministrazione regionale e formata da un pediatra, un pedo-psichiatra, uno psicologo personale di servizio sociale a carattere itinerante.
Il numero dei posti degli asili-nido per ciascun Comune o Consorzio di Comuni sarà stabilito dalla Giunta regionale in base alle richieste degli Enti Locali, tenendo conto della concentrazione demografica infantile da zero a tre anni, della concentrazione di attività industriali, commerciali, agricole, artigianali ed altre attività con impegno di mano d'opera femminile ed infine delle particolari esigenze delle popolazioni locali.
Per la costruzione, impianto ed arredamento degli asili-nido, la Regione concorrerà al finanziamento della spesa fino alla concorrenza massima dell'80% in aggiunta al contributo dello Stato.
Per il quinquennio 1973/1977 è autorizzata a carico della Regione la spesa di 100 milioni di lire all'anno.
Anche per le spese di gestione, la Regione concorrerà, in aggiunta sempre al contributo dello Stato, nella misura massima dell'80% delle spese risultanti dai consuntivi di gestione.
A tale scopo sono stati stanziati 50 milioni di lire all'anno, per il quinquennio 1973/1977.
L'asilo-nido non deve più essere visto come luogo di ricovero e custodia dei minori durante l'assenza della madre per motivi di lavoro, ma come un servizio valido, facilmente fruibile dalle famiglie ed in grado di soddisfare alle diverse esigenze.
In questa dimensione l'asilo-nido può essere visto come istituzione della comunità al servizio di tutti, sia con il compito di sostituirsi parzialmente alle famiglie per assenza temporanea della madre, sia per favorire il precoce inserimento del bambino nella vita di gruppo, è fortemente stimolante per il suo sviluppo psico-fisico.
È necessario porre a fianco dell'asilo-nido, prima ancora della sua stessa organizzazione del quadro delle unità sanitarie locali, tutta una rete di servizi esplicanti attività di medicina preventiva e curativa: igiene mentale, neuro-psichiatrica infantile.
L'asilo-nido deve rappresentare una struttura ricca di stimolazioni, rivolta a favorire nelle diverse fasi lo sviluppo psico-affettivo del bambino e, ripeto, la sua socializzazione.
La vita negli asili-nido viene suddivisa in due settori e cioè in un primo stadio, che corrisponde ai primi dodici mesi di vita, in cui è gettata la base formativa e il secondo stadio che va dalla fine del primo anno di vita sino ai due o tre anni di età; in questo secondo stadio deve favorirsi l'autonomia del bambino e contribuire alla formazione della sua personalità.
Su questi elementi di base impernia l'iniziativa assunta dall'Assessorato regionale alla Sanità ed Assistenza sociale ed è evidente che, cessando il tradizionale concetto della funzione degli asili-nido, inserendo una formula nuova, più moderna e più rispondente alle esigenze della nuova società, l'intera collettività ne trarrà enormi vantaggi.
Savioz (P.C.I.) - Io vorrei porre due quesiti all'Assessore. Il primo è questo: per me la questione dell'asilo-nido è una questione di fondamentale importanza per le future generazioni. Io credo, e da quanto vedo svilupparsi nelle mie nipotine, che le situazioni sono sostanzialmente e profondamente cambiate da quando noi eravamo bambini rispetto ai bambini di oggi. Sono più svegli, sono più maturi in un certo senso, e allora vedo che nell'asilo-nido i piccoli hanno la loro prima formazione, e, purtroppo, a tutt'oggi, a mio modesto avviso, si riscontrano delle insufficienze. Primo il numero troppo forte dei bambini affidati alle vigilatrici o non so come si chiamano, le istitutrici. Quindi io penso che sarebbe opportuno che non ci fosse un numero superiore ai 10 bambini ogni singola istitutrice, perché ripeto, la formazione dell'individuo avviene veramente sulle ginocchia della madre e nei primi anni in cui partecipa ad una vita comune, in questo caso nell'asilo.
La seconda carenza, a mio modesto avviso, è il fatto che a questi bambini non viene, almeno a tutt'oggi, sufficientemente insegnato a conoscere e ad amare la natura.
Si cerca di istruirli, se la parola mi serve, su molte cose utili ed indispensabili, però c'è una carenza nella conoscenza delle questioni naturali e, in campo specifico, soprattutto in campo agricolo.
Questi nostri piccini escono dall'asili e non hanno nessuna cognizione, non vogliono bene a niente di tutto quello che li circonda perché non conoscono e non capiscono.
Quindi io insisterei, Signor Assessore, su questi due concetti, che a mio modesto avviso rappresentano una importanza determinante per le future generazioni.
Perché oggi i giovani non si sentono attratti o almeno poco si sentono attratti a conservare, a voler bene, ad ammirare le cose belle della natura? E si lasciano trasportare piuttosto verso altri problemi che non sono sempre educativi e non sempre sono molto plausibili? Perché non hanno avuto nessun insegnamento da parte di nessuno in questo campo.
Perché, e io dico, perché noi, noi che veniamo dalla terra, noi che veniamo dalla campagna, noi che abbiamo avuto l'educazione prima in campagna, perché vogliamo bene alla terra? Perché vogliamo bene, non so, agli uccelli, agli animali, alle piante, alla flora, alla fauna, tutto? Perché ci sentiamo attaccati a queste cose? Pur non vivendoci più ormai da 30-40 anni addirittura, da 50 come nel mio caso? Ebbene, perché abbiamo avuto la fortuna di avere una educazione nei primi anni proprio per conoscere e una volta che si conosce la natura, se non si è perversi, per Dio, non si può che volerle bene e non si può che essere dei difensori della natura, e ne abbiamo tanto bisogno. I problemi ecologici del giorno d'oggi, Signori, sono di carattere mondiale e non solo di carattere nazionale. Tutto il mondo è in ansia per i problemi ecologici e per il futuro dell'umanità.
Quindi io penso che se facciamo uno sforzo di educare i nostri figli a voler bene alla natura e a farne dei difensori, facciamo un'opera veramente meritevole. Grazie.
Borrel-Tubère (D.C.) - Io sono perfettamente d'accordo con la relazione così ben preparata da tecnici che ci ha presentato l'Assessore alla Sanità e Assistenza.
Faccio solo due rilievi, se mi è consentito. Prima cosa: evidentemente che noi abbiamo bisogno più che altro di questi asili-nido e sia pure distribuiti con una certa larghezza, come numero, e io concordo con il collega Savioz quando dice che dieci bambini per assistente è sufficiente, non di più, perché se no queste povere donne non possono badare veramente come devono badare ai bambini.
Io poi sono un po' perplessa sulla questione dei bambini da ricoverare negli asili-nido, sono d'accordo per le donne che lavorano, che hanno necessità di lavorare, oggi giorno la donna, direi l'80% delle donne lavorano, dunque hanno bisogno di trovare un asilo-nido attrezzato per ritirare questi bambini; evidentemente scegliendo anche gli orari che insomma concordino col lavoro della madre.
Non sono tanto dell'avviso per quelle donne che non lavorano, eccetto in occasione non so eccezionale di ricovero della madre, perché il bambino ha bisogno dell'affetto della madre, specialmente nei primi anni della sua vita ha bisogno di avere la madre, se non è per necessità di lavoro o per necessità di malattia io sarei contraria, come diceva l'Assessore poc'anzi, di allargare un po' questa entrata negli asili-nido dei bambini, proprio per l'affetto che il bimbo piccolo ha bisogno della sua propria madre, perché nessuno può sostituire la madre nell'affetto dei primi anni del bimbo.
Poi mi sono un po', qui leggendo sono, mi sono trovata un po' a disagio, questo l'avevo già detto quando c'è stato il bilancio, su quello che avete stanziato per questi asili-nido, o l'Assessore, la Giunta siete veramente d'accordo di iniziare questo lavoro, di instaurare questi asili-nido, allora evidentemente le somme non sono sufficienti a mio modesto avviso, non sono sufficienti le somme per costruire gli asili-nido, perché con 100 milioni, anche se solo l'80%, ne costruiamo neanche due, non è possibile, perché le attrezzature sono carissime, c'è tutta un'attrezzatura, difatti qui lo spiega molto bene chi ha fatto questa relazione, non sono sufficienti neanche 50 milioni per la gestione.
Io ho qui un dato che si riferisce al 1969, perché poi non ci sono stati più dati dopo, presi qui dall'OMNI che i bambini costano giornalmente 2.611 lire nel 1969; dunque portiamo oggi solo a 3.000 lire, sono un milione all'anno, grosso modo, di gestione per bambini, dunque con 50 milioni sì e no sono 50-60 bambini. Cosa vogliamo fare in tutta la Valle d'Aosta, non so se partiamo da Verrès, da Châtillon, almeno queste zone, Morgex, queste zone, St. Vincent, Aosta poi due, minimo minimo due ad Aosta, cosa facciamo con 50 milioni?
Io mi chiedo se c'è veramente la buona volontà e l'intenzione di farli, sì o no questi asili-nido, o se è solo stato fatto così una legge tanto per fare qualche cosa, non lo so. Io chiedo questo all'Assessore che mi dia questa risposta. Grazie.
Freppaz (U.V.) - Je m'associe à ce que le Conseiller Savioz a dit, cependant j'insisterai encore que dans les écoles maternelles on pratique de plus la langue française. Dans ces écoles maternelles on parle en Italie, il me résulte. Et puis même dans les écoles, je connais des enfants, des élèves des écoles primaires ils prennent toujours dix de langue française, mais ils ne la savent pas parler, et c'est au début, c'est dans la formation, comme il disait bien le Conseiller Savioz, c'est dans la formation qu'on apprend la langue, autrement ils savent encore bien l'écrire mais de parler c'est impossible.
Benzo (D.P.) - Innanzitutto ringrazio il Consigliere Savioz per una nota nuova, diciamo, che ha portato, ed effettivamente andava detto in un Consiglio regionale, e cioè nell'interno di tutta una attività che dovrà essere svolta di riflesso nei riguardi dei bambini ricoverati presso gli asili-nido giornalmente. È certamente di importanza notevole, direi anche fondamentale, quell'aspetto che Lei ha voluto sottolineare, che fa parte di una conoscenza, di una preparazione non solo, diciamo, di quanto è attinente ad una preparazione psicologica interna all'attività stessa dell'asilo, ma proprio la conoscenza invece della natura, della parte, chiamiamola, esteriore.
Io ritengo che questo dovrà essere un compito da seguire in modo particolare per il personale preposto agli asili stessi, siano esse in particolare la vigilatrice d'infanzia, la coordinatrice di tutta l'attività, siano esse precipuamente le puericultrici che sono quelle che sono poi a diretto contatto con i bimbi.
Voglio solo far presente, sia al Consigliere e rispondo alla sua raccomandazione, e alla Sig.ra Tubère che l'ha ripresa anche Lei, che forse è sfuggito loro nell'interno della legge, che è chiaramente previsto non una ogni 10 bambini, perché questo è un dato di gran lunga troppo forte per poter dare una cura continua ai bambini, è una ogni cinque la previsione, forse vi è sfuggito, è prevista una puericultrice ogni cinque bambini all'articolo 24.
Non mi pare di avere detto, o almeno accennato alla questione della differenziazione fra le donne che lavorano e che non lavorano, non so come sia venuto fuori, perché in effetti anche qui si è nella relazione, che la prima parte che ho steso direttamente, per quanto attiene anche alla legge nazionale, è incentrata la finalità di questi asili-nido, primo: sulla famiglia, sui fenomeni di industrializzazione che sono quelli del nostro tempo, ma soprattutto sul lavoro della donna, quindi proprio l'articolo stesso della legge del 1971 nazionale, dice: "la recente normativa risponde con nuova efficacia a queste esigenze cercando di salvaguardare il rapporto madre e figlio nel primo anno di vita. In caso in assenza temporanea dei genitori non è escluso che ogni rapporto posso essere parzialmente salvaguardato e sostituito con apposite forme di aiuto familiare - aiuto domestico, servizi sociali - come l'asilo-nido e via dicendo"... parlando di quanto attiene alle donne che lavorano.
La parte, diciamo a cui ho già risposto in sede di bilancio, e lo ripeto oggi, cioè sulla domanda fatta perché in questa legge, diciamo regionale, è previsto uno stanziamento annuo, per il momento, di 100 milioni per la costruzione e di 50 milioni per la gestione, risponde a due fondamentali motivi: primo sulla necessità di tener presente che gli asili-nido sono comunali o consorziali. Lo Stato dà dei contributi, la Regione contribuisce, non togliamo del tutto ai Comuni la loro autonomia e la loro iniziativa. È un contributo notevolissimo, è una conoscenza che la Regione fa, vero, per la costruzione, porta fino all'80% delle spese, la Regione interviene, non solo, ma come ho fatto cenno in sede di approvazione di bilancio, se pensiamo che per la costruzione di questi asili-nido oggi, specialmente che ci sono delle nuove tecniche, tipi nuovi di fabbricati, ecc. e da quanto è a nostra conoscenza, non direi che non è sufficiente per il semplicissimo motivo che già quest'anno io non credo che sia possibile un altro intervento che sui 50 milioni che saranno richiesti e sono richiesti dal Comune di Châtillon, il quale ha provveduto, ripeto, a reperire le aree, innanzitutto, e in secondo luogo a far eseguire i progetti e poi successivamente a partire con l'appalto.
Ritengo forse che nell'anno, forse, sarà il primo contributo; come Lei vede, entro quest'anno i 100 milioni per la costruzione non saranno nemmeno spesi. In cinque anni significa la costruzione di circa 12 asili-nido, Lei mi comprende che è una previsione prudente, è una previsione che indubbiamente Le sto dimostrando non è nemmeno rispondente alla realtà di questa annata, è un auspicio, è una previsione che vogliamo fare, sperando che o il Consorzio dei Comuni di Verrès che ne ha fatto richiesta, o il Comune di Aosta che ne ha fatto richiesta, provvedano velocemente a reperire le aree e a predisporre i progetti, questo per quanto attiene alla parte "costruzione".
Per quanto invece riguarda la parte "gestione", se è giusta la considerazione che ha fatto la Sig.ra, della somma, diciamo, di gestione annuale, anche qui ci troviamo nelle stesse condizioni. Mi permetto di farle notare che prima che la gestione, che non avverrà, degli asili-nido nell'anno, per esempio 1973, in cui la legge è già operante, noi non avremo da dare questo 80% a nessun asilo-nido, noi ci auguriamo di poter avere velocemente costruito almeno uno o due asili-nido per poter provvedere alla contribuzione da parte della Regione nelle spese di gestione.
Anche qui però, beninteso, se questo nell'arco di due o tre anni dovesse sfociare, secondo il piano predisposto, le richieste fatte dai Comuni, e quindi a quella copertura della totalità dei 18 asili-nido previsti nelle zone studiate dall'apposita Commissione, che poi ha anche provveduto a questo esame di questo progetto, di questa proposta di legge, certamente potremo prendere ulteriormente integrare questi finanziamenti, al momento, Sig.ra Tubère, ritengo che siano, come Le dicevo, non solo sufficienti ma in attesa di poter essere erogati.
L'osservazione fatta dal Consigliere Freppaz, è esatta e dipende, come ripeto, anche qui da una volontà diretta sia degli amministratori che da parte del personale addetto alla custodia, per la quale certamente come in tutti i nostri concorsi dovrà essere richiesta la conoscenza della lingua francese.
Borrel-Tubère (D.C.) - Io volevo precisare ancora all'Assessore, se me lo consente, che i 50 milioni della gestione di quest'anno, io penso che l'asilo-nido di Châtillon, almeno così mi risulta, l'hanno aperto no? Dunque i 50 milioni per la gestione di Châtillon, beh, insomma, ci andranno 25 milioni se non ne danno 50, e per il resto, per i 100 milioni credo che se la Regione sollecita il Comune di Aosta per reperire questi terreni io ho l'impressione che per il 1973 si riesca almeno ad iniziare questo asilo-nido ad Aosta. Certo che ci vuole della buona volontà dalla parte del Comune di Aosta per trovare questi terreni, che poi i Comuni devono dare i terreni per gli asili-nido, dunque si riesca quest'anno ad iniziare.
In quanto poi che i Comuni, lo Stato interviene da una parte, d'accordo, ma noi sappiamo benissimo che i Comuni quando riescono a dare l'area, evidentemente con dei prezzi non come la 865, forse altri prezzi, credo che il Comune ha già fatto uno sforzo maggiore che può fare, e il resto è la Regione sempre quella madre che interviene in tutte le occasioni. Grazie.
Tonino (P.C.I.) - Ma io sono d'accordo che magari nel primo anno questa cifra potrebbe andar bene come stanziamento, però bisognerebbe prevedere uno stanziamento crescente per gli anni successivi, già subito per l'anno prossimo, perché io penso che in diversi Comuni della Valle il problema degli asili-nido è sentitissimo proprio, io so che già diversi Comuni stanno preparandosi in Consorzi in attesa di questa legge proprio per affrontare il problema il prossimo anno, per cui ci troveremmo ad avere diversi asili-nido richiesti nelle diverse dislocazioni della Valle e con uno stanziamento che non sarà sufficiente per prevenire queste spese, quindi bisogna prevedere uno stanziamento crescente, insomma, se quest'anno si prevedono 100 milioni, se ne dovrebbero prevedere almeno 200 per il prossimo anno e lo stesso dicasi per la gestione.
Siggia (P.C.I.) - Io intervengo per sottolineare le perplessità che aveva espresso la collega Sig.ra Tubère, che sono anche le mie e che ho già enunciato anche quando questo testo di legge era passato in Commissione.
Mi pare che, tenendo per buone le osservazioni che faceva ieri il Consigliere Andrione, che gli stanziamenti statali ci saranno, però dico, non poniamo molto affidamento sui soldi che vengono dallo Stato. Evidentemente qui si tratta di fare una scelta di fondo, vogliamo costruire in Valle d'Aosta gli asili-nido con queste caratteristiche che ci sono state sottoposte all'attenzione nel dispositivo di legge, ed io chiaramente sono d'accordo su questo tipo di scuola, ho però a questo punto le perplessità che molti hanno espresso, che i finanziamenti sono non solo insufficienti, inutili per questo tipo di scuola, perché se facciamo attenzione, parliamo di 80% a carico dell'Amministrazione regionale. Comincio subito a pormi il problema che lo stanziamento per la costruzione di 100 milioni consentirà sì e no, forse, la costruzione di due asili-nido, non i 12 di cui ci parla l'Assessore Benzo, ma direi, ho rilevato un contrasto notevole perché qui si parla di un piano che è quinquennale, anche ammettendo che l'Amministrazione non possa fare lo sforzo di costruire tanti asili-nido con queste caratteristiche, va bene, lasciamo pure i 100 milioni e quindi prevediamo una costruzione molto lenta nel tempo, ma di un tipo di scuola valida, che sotto tutti i profili rappresenta il meglio che ci possa essere nel settore di queste scuole, dedicate, piene di grossi problemi. Quindi giustissimo quel tipo di personale specializzato. Ma quello che non mi convince più. Assessore, è che poi nell'articolo 31 le spese per la gestione sono 50 milioni.
Ora, se mi va bene che i 50 milioni di gestione per il primo anno in cui forse avremo sì e no due asili, e i 50 milioni come gestione potrebbero forse essere sufficienti, ma mi pongo il problema di cosa possano più servire nel 1977, quando a quel punto gli asili-nido forse non dovrebbero più essere due ma dovrebbero essere i 12 auspicati dall'Assessore, anche se ho tutte le mie riserve sul fatto che possano essere 12.
E teniamo conto che l'Assessore ha adesso detto che eventualmente le richieste possono venire, e questo è sintomatico, Aosta e Verrès, Châtillon dove c'è già un inizio di questo, beh è chiaro ed è logica l'interpretazione che ne dà e le richieste che ci saranno da parte dei Comuni, perché se il Comune si deve accollare il 20% di questo tipo di scuola con i bilanci comunali che noi conosciamo, beh ecco dico, forse abbiamo creato una legge bellissima, in cui sono previste tutte le caratteristiche di una scuola nuova, sappiamo che sta scritto sulla carta, ma questo tipo di scuola non sarà in grado di funzionare in Valle d'Aosta.
Ed io mi ero permessa, non conoscendo né la matematica né molto gli stipendi, di considerare però che per l'asilo-nido tipo 30 bambini, di cui un terzo lattanti, che hanno bisogno di particolare personale, viene fuori che ci sono 7 donne, una cuoca, una governante, tutta quella bella roba, stipendi e contributi, beh, quell'asilo all'anno costa 36 milioni. Diamo pure l'80% al Comune che avrà il 20% per gestirla in quel modo, beh io credo che nel 1977 i 50 milioni di gestione sono assolutamente insignificanti per cui o i Comuni si adegueranno e per ragioni loro di bilancio faranno al solito: negozio affittato in cui fino a 40 bambini ci mettono un'unica sorvegliante, o se devono fare questo tipo di scuola è veramente impensabile che con un contributo regionale di questa entità, prevista 100 milioni e 50 per la gestione nell'arco del quinquennio, si possano fare queste scuole.
Sottolineo però che con questo ritengo sia importante che l'Amministrazione regionale approvi un tipo di scuola di questo genere, è un'affermazione di principio valida. Vogliamo un tipo di asilo-nido che abbia le caratteristiche di essere veramente la scuola per l'infanzia nuova, quindi deve avere come previsione questo personale, però è chiaro che l'Amministrazione, quanto meno nel futuro, dovrà prevedere dei contributi di gestione che non possono essere assolutamente quelli previsti dall'articolo 31 di questa legge.
Bancod (U.V.) - Io dico che è bene sì costruire degli asili-nido, però bisognerebbe che la Regione programmasse un po' queste costruzioni, perché è inutile che un piccolo Comune venga fuori magari con una richiesta delle volte anche non troppo giusta. Bisognerebbe vedere se quel Comune ha già dei locali o meno; bisognerebbe vedere principalmente di raggruppare un po' i Comuni in modo che non vengano fuori degli abusi.
Benzo (D.P.) - Rispondo unitariamente a Tonino e alla Sig.ra Siggia che ripetono il concetto valido di fondo della questione dei finanziamenti del bilancio.
Ora il bilancio regionale, voi sapete, ha una sua determinata configurazione in sede di approvazione di bilancio abbiamo dovuto anche contenere perché è ben vero che le richieste fatte dai vari Assessori, quindi dall'Assessorato alla Sanità per certi tipi di intervento erano maggiori, ciò rispondenti esattamente alle necessità.
Penso che i Signori Consiglieri e coloro i quali in particolare sono stati già a cariche di governo possano comprendere come per diverse necessità di interventi in tanti settori si sia dovuto da una parte accettare e dall'altra parte contenere la cifra disponibile in bilancio, però è vero, è realistico quanto affermato, questo per quanto mi concerne era già stato da me detto anche in sede di predisposizione di bilancio in Giunta; però si dà il caso, ripeto, che logicamente la Regione potrà, dopo il primo, secondo anno, due anni di assestamento per i primi tre o quattro asili-nido in costruzione con loro gestione, logicamente riversare i necessari fondi in questa legge, che oggi per le necessità, ripeto, cumulative del bilancio regionale, non è stato possibile fare, questo per realistica considerazione e verità.
Per quanto concerne l'entità, è esatto precisare che lo Stato dovrebbe dare quel contributo del 20% e l'80% lo dà la Regione, i Comuni sono tenuti al reperimento, come loro hanno visto, delle aree, quindi in questo modo c'è una massiccia possibilità di intervento sollevando i Comuni da spese che forse loro non potrebbero sostenere.
Mi pare, per quanto riguarda il personale, ci sia un po' di differenza, io ritengo che i dati, anche a me risulta dai dati che abbiamo nel nostro unico asilo-nido regionale, quello dell'ONMI, e dalla tipologia del personale messo, che sia rispondente la cifra detta dalla Signora, noi consideravamo appunto ogni 25 bambini la spesa di 25 milioni due asili-nido.
Per quanto concerne la domanda fatta dal Consigliere Bancod è esatta e pertinente, ma la legge nazionale obbliga già prima alla Regione di farsi una sua legge particolare per tipo di asilo-nido che intende fare, e noi lo abbiamo regolamentato, come loro hanno visto, abbiamo finalizzato, l'abbiamo strutturato in questa maniera nuova e riteniamo, fa piacere anche sentirlo dai Consiglieri, più rispondente alle effettive esigenze della popolazione infantile, soprattutto della prima età, della nostra Valle.
Per quanto riguarda invece la questione del piano, il piano viene fatto annualmente dalla Regione via via che i Comuni o Consorzi di Comuni fanno queste domande. Però esiste già un piano regionale e sulla base di quel piano noi continuiamo ad operare e ad indirizzare i Comuni, perché, ripeto, in questo piano regionale è prevista una certa costruzione di asili-nido nei luoghi più rispondenti, diciamo più necessitanti, d'altro lato nei piccoli Comuni od altro la legge stessa lo prevede, la costruzione di sezioni di asili-nido presso le scuole materne, proprio per non far pullulare asili dove non è necessario, per mettere invece in condizioni le determinate località o centri della nostra Regione che invece ne necessitano di avere quelli che sono effettivamente i fabbisogni, rispondere ai fabbisogni richiesti.
Attualmente nella prima fase abbiamo avuto da tutti i Comuni, che stanno ancora esaminando il problema, solamente cinque richieste che ho già elencato, cioè il Comune di Châtillon, il Consorzio dei Comuni di Verrès, il Comune di Aymavilles, il Comune di Aosta e il Comune di Nus. Questi sono i Comuni.
Lustrissy (D.P.) - Moi je voulais tout simplement répondre à une question qui a été posée par le Conseiller Freppaz qui ne regarde pas tellement les "asili-nido", mais surtout les écoles maternelles, vis-à-vis de l'enseignement de la langue française.
À cet égard je dois dire qu'il y a quelques ans que l' Assessorat à l'Instruction Publique a fait, il est en train de faire quelque chose pour l'enseignement de la langue française et les problèmes nous sommes en train de les résoudre sur le plan régional, en prévoyant le passage des différentes écoles maternelles à la Région et à cet égard je dois dire que la loi régionale sur l'école maternelle prévoit à l'égard des programmes d'enseignement qui soit la Région qui définit les programmes d'enseignement dans ces cas, sera l'Administration régionale qui établira les programmes d'enseignement de la langue française dans les écoles maternelles. On est en train de faire tous les efforts pour améliorer la situation, mais vous savez que la situation des écoles maternelles est une situation très délicate et en train de se développer, et j'assure le Conseil que nous sommes en train de mettre en place tous les instruments nécessaires pour que cela soit fait.
Freppaz (U.V.) - Je partage à ce qu'il a dit Monsieur l'Assesseur et cependant je ne veux pas dire que les enseignants n'ont pas la capacité, qui n'ont pas les certificats voulus, mais cependant ils doivent pratiquer, ils doivent parler, si ne le parlent pas, si ne le disent pas ce n'est pas la peine.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora chiusa la discussione, si passa all'esame della legge, articolo per articolo; premetto che c'è un parere della Commissione Affari Generali che ha proposto degli emendamenti che verranno enunciati dall'Assessore Benzo, manca il parere della Commissione della Sanità per scadenza di termini, noi non l'abbiamo.
Benzo (D.P.) - Si vede che non è arrivato, noi l'abbiamo fatto un mese e mezzo fa, la Commissione della Sanità si è riunita, immagino, ve lo facciamo subito.
Montesano (P.S.D.I.) - Guardi, Assessore Benzo, noi abbiamo mandato alla Commissione, almeno i miei funzionari mi dicono...
Benzo (D.P.) - C'è qui il Presidente della Commissione, l'abbiamo fatta noi la Commissione Sanità.
Montesano (P.S.D.I.) - Noi non abbiamo ricevuto, comunque ci informeremo adesso negli uffici, ad ogni modo il parere è favorevole. Accennavo a questa decorrenza di termini per dare una risposta anche al Consigliere Ramera, a proposito delle domande che mi ha fatto al principio di seduta, per mancanza di pareri, ci sono alcune leggi che non hanno i pareri ma vengono in Consiglio per decorrenza di termini. Ecco questa è la ragione per cui mancano i pareri.
Allora si passa all'esame... (voce dell'Assessore Benzo) ...Io non ho il parere, ad ogni modo il parere è favorevole e allora tutto è pacifico.
Balestri (P.S.I.) - C'era parere favorevole.
Montesano (P.S.D.I.) - Articolo 1, se non ci sono osservazioni dò per approvato l'articolo. Il Consiglio approva.
Articolo 2 - C'è un emendamento.
Benzo (D.P.) - L'emendamento è questo: è stato richiesto dalla Commissione Affari Generali - l'articolo 2 recita: "L'asilo-nido deve garantire l'armonico sviluppo psico-fisico ed effettivo del bambino" - noi avevamo messo "e la sua socializzazione" è stato richiesto di trasformarlo "e il suo avviamento alla vita sociale". C'est la même chose ma comunque va bene, per noi va bene.
Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio approva.
Articolo 3 - Il Consiglio approva.
Articolo 4 - Il Consiglio approva.
Articolo 5 - Il Consiglio approva.
Articolo 6 - Il Consiglio approva.
Articolo 7 - Il Consiglio approva.
Articolo 8 - Il Consiglio approva.
Articolo 9 - Il Consiglio approva.
Articolo 10 - Il Consiglio approva.
Articolo 11 - Il Consiglio approva.
Articolo 12 - Vi è un emendamento della Commissione Affari Generali.
Benzo (D.P.) - All'articolo 13.
Montesano (P.S.D.I.) - All'articolo 13? Allora l'articolo 12, il Consiglio approva. All'articolo 13 c'è un emendamento.
Benzo (D.P.) - L'emendamento proposto dalla Commissione è il seguente, recita l'articolo: "I Comitati di gestione sono composti da cinque membri di cui ecc." - C'è un emendamento aggiuntivo "I Comitati di gestione nominati dai Sindaci...".
Montesano (P.S.D.I.) - Articolo 13 - con l'emendamento aggiuntivo il Consiglio approva.
Articolo 14 - Il Consiglio approva.
Articolo 15 - Il Consiglio approva.
Articolo 16 - Il Consiglio approva.
Articolo 17 - Il Consiglio approva.
Articolo 18 - Il Consiglio approva.
Articolo 19 - Il Consiglio approva.
Articolo 20 - Il Consiglio approva.
Articolo 21 - Il Consiglio approva.
Articolo 22 - Il Consiglio approva.
Articolo 23 - Il Consiglio approva.
Articolo 24 - Il Consiglio approva.
Articolo 25 - Il Consiglio approva.
Articolo 26 - Il Consiglio approva.
Articolo 27 - Il Consiglio approva.
Articolo 28 - Il Consiglio approva.
Articolo 29 - Il Consiglio approva.
Articolo 28
Ramera (D.C.) - Rifacendomi a quanto è stato sollevato dal Consigliere Freppaz, non c'è scritto la conoscenza della lingua francese, perché è proprio l'età a tre anni dove la nuova didattica addirittura dice che si può imparare a leggere e scrivere a tre anni, a tre anni è proprio l'età in cui i bambini assorbono maggiormente l'apprendimento delle lingue, per cui bisognerebbe proprio in quell'età, in cui hanno ancora il cervello sgombro da altre cose, che queste puericultrici e queste maestre, queste assistenti cominciassero ad avviare il bambino a conoscere un certo numero di vocaboli che però poi svolto maggiormente nella scuola materna in seguito nelle altre scuole.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora propone un emendamento?
Benzo (D.P.) - Mettere qua un articolo c) fra i titoli preferenziali richiesti sono a) b) c): conoscenza della lingua francese.
Andrione (U.V.) - Ma non è un titolo preferenziale.
Ramera (D.C.) - È un titolo obbligatorio.
Andrione (U.V.) - È un titolo obbligatorio per tutti.
Montesano (P.S.D.I.) - Deve essere formulato questo emendamento in un modo, è vero, che esprima la volontà. Cioè come ha detto?
Ramera (D.C.) - Ha detto bene l'Assessore, ha detto: "lettera c) conoscenza della lingua francese".
Benzo (D.P.) - Chiediamo il "certificat d'aptitude".
Montesano (P.S.D.I) - Sì, ma Consigliere Ramera, la lettera c) viene dopo i titoli preferenziali, io ho sentito dire che non deve essere un titolo preferenziale ma deve essere un titolo obbligatorio.
Ramera (D.C.) - E allora si potrebbe mettere: si effettuerà mediante pubblico concorso, ah no per soli titoli, ecco l'Assessore alla Pubblica Istruzione.
Lustrissy (D.P.) - Al secondo comma, dove si inizia con i titoli preferenziali, oltre alla conoscenza della lingua francese, i titoli preferenziali conoscenza della francese, titoli preferenziali richiesta sono...
Benzo (D.P.) - Oltre alla conoscenza della lingua francese.
Montesano (P.S.D.I.) - Prima dei titoli preferenziali, oltre alla conoscenza della lingua francese.
Lustrissy (D.P.) - Oltre alla conoscenza della lingua francese i titoli richiesti sono ...
Montesano (P.S.D.I.) - Benissimo, allora il Consiglio approva l'articolo 28 emendamento così come avete sentito.
Articolo 29 - Il Consiglio approva.
Articolo 30 - Vi è un emendamento della Commissione Affari Generali.
Benzo (D.P.) - L'emendamento all'articolo 30 è una abolizione di una parola, dove dice "in aggiunta o in sostituzione del contributo dello Stato" va eliminata la parola "o in sostituzione".
Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio approva.
Articolo 31 - Altro emendamento.
Benzo (D.P.) - In questo emendamento viene eliminata la parola "o in sostituzione".
Montesano (P.S.D.I.) - Articolo 31 - Il Consiglio approva.
Articolo 32 - Il Consiglio approva.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto.
Risultato della votazione: presenti 25; votanti 25; favorevoli 22 - contrari 3. Il Consiglio approva.
Si passa all'oggetto n. 23.
