Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 81 du 28 février 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 81/73 - Disegno di legge regionale recante: "Norme riguardanti le Consorterie della Valle d'Aosta".

Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Il problema della Consorteria in Valle è un problema che è stato affrontato da molti, da parecchio tempo e che non era mai stato portato ad una proposta concreta in quanto che il problema è molto delicato e molto complesso.

La Giunta regionale aveva nominato una Commissione proprio per affrontare uno studio e un esame di questo problema, una Commissione composta dai Signori il Consigliere Andrione, il Consigliere Chabod, Geom. Enrico Cuaz, l'Avv. De Vita, Geom. Martinet, Geom. Luigi Pernetta e Eugenio Squindo di Gressoney, il Dr. Raffaele Crétier, Geom. Rollandoz, perito Rollandoz, Geom. Valleise, Geom. Vesan, Fosson dell'Ufficio Controllo Comuni, il Dr. Luigi Reggio e il Dr. Lyabel.

Questi erano i membri della Commissione che erano stati incaricati di esaminare questo complesso problema. Devo qui dare atto che hanno dato un valido aiuto.

Pedrini (P.L.I.) - Mai un liberale viene chiamato in queste Commissioni qui, così "en passant" Lei non centra, pigliamo atto, ma siccome qua dicono tutti che noi avochiamo, ma come sempre siamo lasciato nell'angolo e tutte le Commissioni si svolgono all'insaputa nostra.

Maquignaz (D.P.) - La scelta era stata fatta... (voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Lasciate finire la relazione?

Maquignaz (D.P.) - Le dico questo: che la scelta era stata fatta tenendo conto di tutte le zone in cui c'era il problema delle Consorterie ed era più marcato, per avere la rappresentanza in questa Commissione di tutta la Valle, quindi io non so in questo momento come rappresentanza politica di questa Commissione, Le posso dire invece che avevamo scelto in tutte quelle zone un rappresentante che sapevamo che, o si era dedicato a questi studi, o che aveva seguito questi problemi e che ci poteva dare un contributo. E quindi non credo che sia stata fatta in funzione politica perché qui mi pare che ci sono un po' tutti i nomi e tutte le varie tendenze.

Devo solo dire che hanno dato veramente un valido contributo per la loro competenza e per la passione con cui hanno dedicato a questo problema, e da questo loro lavoro ne è scaturita la proposta di legge che oggi presentiamo al Consiglio regionale.

Direi che si è cercato innanzitutto di stabilire che cosa sono le Consorterie e quali Consorterie venivano prese in esame; avevamo scartato subito le comunioni familiari e i beni indivisi per occuparci invece delle Consorterie vere e proprie.

Avevamo cercato di stabilire anche chi erano, chi sono i consortisti, in quanto che anche quello era un discorso molto delicato; chi è che ha diritto e che può essere considerato consorzista. La legge appunto stabilisce anche questo concetto.

Si è trattato cioè di esaminare e di creare, dare a queste Consorterie un'organizzazione che garantisca un funzionamento in modo da evitare così l'utilizzazione irrazionale e in certi casi la dilapidazione dei beni silvo-pastorali e il rischio di vendite da parte di beni consortili.

Queste erano un po' le preoccupazioni della Commissione che, come ripeto, sono state poi tradotte in articoli della legge.

In particolare direi che la legge fissa determinati principi che sono contenuti nella relazione, cioè l'inalienabilità e l'indivisibilità dei beni di uso pubblico di proprietà delle Consorterie con l'unica eccezione della possibilità della loro cessione ai Comuni e Regione.

Secondo il riconoscimento legale da parte della Regione delle Consorterie esistenti, sì da addivenire finalmente all'accertamento della loro esistenza e successivamente della loro consistenza e ubicazione.

L'uso esclusivamente collettivo dei beni immobili della Consorteria, avevamo visto anche l'altro concetto: il funzionamento delle Consorterie viene regolato dalle norme di uno Statuto, si era stabilito che ogni Consorteria deve avere un proprio Statuto, perché era alquanto difficile stabilire delle norme generali che andassero bene per tutte le Consorterie della Valle dove sappiamo che ognuna di esse ha delle condizioni particolari, sia dall'origine storica e sia anche per la situazione attuale, quindi avevamo lasciato con una regolamentazione singola mediante uno Statuto.

Quindi direi che questi sono, grosso modo, i principi fondamentali che sono contenuti in questa legge che per il momento riguarda solo il problema delle Consorterie, perché riteniamo che sia la cosa principale da regolamentare, mentre successivamente potrà essere esaminato il problema degli usi civili. Ci sembrava impossibile mettere insieme in un'unica legge la regolamentazione di tutta la materia, si è ritenuto pertanto di esaminare come prima cosa questo problema rimandando ad un esame poi successivo l'altro aspetto, cioè quello degli usi civici.

Siggia (P.C.I.) - Qualche intervento? Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Anche se l'elaborazione di questa legge ha richiesto forse alcuni decenni no? Comunque io capisco che l'argomento non era semplice ed anche se il parto è stato lunghissimo c'è da felicitarsi, da compiacersi che almeno oggi ne discutiamo.

Vi è un altro parto che è più lungo di questo, quello degli usi civici e comunque quello degli usi civici è un problema urgente ed importante, beh forse quanto questo.

Comunque non entriamo nella questione degli usi civici, io mi auguro, va beh, non so se la Giunta attuale avrà ancora il tempo di portarlo o se penserà bene di scaricarlo sulla Giunta prossima, comunque sarà un problema da esaminare.

Ora noi non solo siamo d'accordo sul principio particolarmente che ha ispirato questa legge, anche se molti punti avremo delle osservazioni da fare e magari qualche modifica da richiedere, ma come principio, cioè il fatto di salvare, di educare che facciano una brutta fine, nel senso che sia che si specula, vendendo, ecc. o altri che vanno in malora dimenticate, perché? Perché purtroppo la gente scompare, muore e in montagna non c'è più nessuno, quindi effettivamente era necessario.

Allora noi ci riserviamo nella discussione degli articoli di proporre o degli emendamenti, delle proposte ecc. non su questioni di sostanza ma su altre questioni che abbiamo esaminato.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi?

Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Cette loi était encore remaniée après les longs travaux auxquels Manganoni a fait allusion, et je me réserve d'intervenir article par article sur les différentes questions. Mais il y a une question fondamentale, c'est-à-dire la diction actuelle de l'article 2 ne correspond pas aux travaux, à tout ce que nous avons dit dans la Commission, parce que ici on établit deux catégories d'ayant droit, c'est-à-dire ceux qui possèdent des fonds rustiques, et autres catégories, ceux qui résident pendant un certain nombre de mois, qui sera établit par les différents Statuts, dans la Commune.

Or, par exemple Monsieur Quaizier, pourrait dire que si on appliquait ce principe à la Consorterie de Ioula et Plan Praz (?) à Courmayeur, il y aurait comme un millier d'ayant droit, parce que il y a un millier de résidents stables à Courmayeur, qui vivent toute l'année, et ce problème de moins il intéresse déjà les Communes d'Ayas et de Gressoney, mais demain il pourrait intéresser déjà les Communes qui ont les zones hautes et une population stable aurait droit à la Consorterie.

Le texte que nous avions proposé, qui était plus sévère, il disait : "I proprietari di fondi rustici siti nelle frazioni e nelle località delle Consorterie che vi risiedono" et non pas que, nous sommes d'accord, nous nous avions mis une période, mais nous sommes d'accord dans la proposition de laisser que ce soit chaque Consorterie qui établit une période minimale, mais le principe établi de cette façon risque de noyauter certaines Consorteries, surtout celles où des intérêts de nature touristique devaient demain se déclarer - et je fais un exemple que je crois tout le monde comprend - si demain le Vallon de St. Marcel celui de la Clavalité pouvait devenir intéressant touristiquement et que à St. Marcel et à Fénis s'établisse un certain nombre de personnes qui résident toute l'année, ces personnes auraient automatiquement droit à la Consorterie, là non seulement n'est pas juste, mais est une erreur, parce que la Consorterie à une signification pour un sens exclusivement agricole et forestier, il n'a pas une signification d'autre type d'exploitation.

Cela, je le répète, a surtout une signification pour le futur de certaines zones et moi je propose les paroles: "nonchè coloro" soient éliminées et que le texte reste "proprietari di fondi rustici siti nelle frazioni e località delle Consorterie che risiedono effettivamente per un periodo annuale" qui pourrait être même 15 jours dans certains cas, "minimo stabilito dalle Consorterie", de cette façon nous garantissons que les Consorteries restent et sont destinées à l'intérieur d'un système économique et social à l'agriculture et à la population valdotaine, sinon il y a un noyautage surtout des Consorteries les plus intéressantes.

Manganoni (P.C.I.) - Io farei una proposta, sulle osservazioni fatte da Andrione ed io, mi ero permesso di sottolinearlo, anche l'articolo 2 però, io sarei del parere che noi ne discutiamo, almeno io avevo proposto, altrimenti se facciamo la discussione generale è un altro problema, cioè di discutere articolo per articolo, ed allora in ogni articolo solleviamo, perché io condivido questa preoccupazione di Andrione e lo dimostro che avevo già sottolineato in rosso prima.

Savioz (P.C.I.) - Questo disegno di legge è passato nelle Commissioni competenti in materia?

Siggia (P.C.I.) - Sì, c'è allegato anche un parere.

Savioz (P.C.I.) - Ah c'è?

Chantel (P.S.I.) - La discussione su certi articoli si può fare sull'articolo?

Siggia (P.C.I.) - No, facciamo articolo per articolo. Chiusa la discussione generale passiamo ad esaminare la legge articolo per articolo.

Articolo 1 - Ci sono proposte dalla Commissione permanente all'Agricoltura, delle modifiche.

Dayné (U.V.) - L'Agricoltura proporrebbe all'articolo 1 queste modifiche:

Al primo comma - Soppressione delle parole "dei Comuni" poiché qua è detto "Consorterie valdostane sono Enti speciali di natura pubblicista, la cui amministrazione è soggetta al controllo da parte dei Comuni e della Giunta regionale"; ora troppo sottoporre questa Commissione al doppio controllo già dal Comune e poi ancora dalla Giunta regionale sembra un po' forte, e allora la Commissione proporrebbe di sopprimere le parole "dei Comuni", però aggiungere un terzo comma così redatto:

"Gli atti deliberativi delle Consorterie devono essere corredati dal parere consultivo dei Comuni interessati". Così non è più proprio un controllo vero e proprio, sarebbe solo un parere consultivo che il Comune abbia visione di quello che la Consorteria faccia, ma non proprio un controllo effettivo".

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Savioz.

Savioz (P.C.I.) - Io, per quanto concerne l'articolo 1 e tenuto conto della conoscenza pratica che ho di determinate Consorterie, e considerato che quasi sempre, almeno per il 70% dei casi, le Consorterie sono quasi sempre in lite, se non in lite in contrasto con le Amministrazioni Comunali perché gli interessi del Consorzio differiscono spesse volte da quelli che sono gli interessi collettivi della Comunità.

Allora a mio modesto avviso mi sembrerebbe che sarebbe forse più logico e più utile anche più efficace il controllo esclusivo della Regione e non del Comune, perché se no, non riesco a capire come possa funzionare bene una Consorteria che deve, ad un certo punto, avere il consenso dell'Amministrazione Comunale. È giusto che gli Amministratori comunali vedano la questione nell'insieme del loro Comune, ma non ritengo che sia giusto ceh possano andare a dettare legge in un Consorzio di proprietari che hanno dei problemi che non hanno quasi niente a che vedere con l'Amministrazione comunale.

Questo, ripeto, per esperienza personale pratica.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi? Risponde l'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - ... della Commissione Agricoltura era proprio quella di non assoggettare a queste Consorterie, come diceva il Consigliere Dayné, al duplice controllo e di lasciarlo invece al controllo della Regione; e la proposta di emendamento dice appunto di sopprimere le parole "dei Comuni" e lasciare solo "è soggetta al controllo da parte della Giunta regionale". Però siccome poi, esaminando il problema, abbiamo visto che è bene che il Comune sappia però che cosa delibera una Consorteria, perché rientra sempre nel territorio comunale. Allora per garantire questo collegamento, questo coordinamento, si era proposto l'ultimo comma "gli atti deliberativi delle Consorterie devono essere corredati del parere del Comune, del parere consultivo", quindi non è più un controllo, semplicemente per avere un documento che ci dimostri che il Comune ha preso visione di queste intenzioni della Consorteria.

Savioz (P.C.I.) - Vede Signor Assessore, io ho letto attentamente quelle osservazioni e quelle osservazioni collimano con le mie, quindi io mi permetto di fare le mie osservazioni, perché se sapessi che il Consiglio è d'accordo di accettare quelle osservazioni, io mi alzerei più e non direi più niente, ma mi permetto di aggiungere la mia voce a quella della Commissione, che io condivido, se voi mi dite che questo è accettato io sono soddisfatto e non chiedo più niente.

Maquignaz (D.P.) - Avevo preso la parola appunto per dire che noi come Giunta concordiamo su questi emendamenti.

Savioz (P.C.I.) - Allora va bene, allora siamo tutti d'accordo?

Siggia (P.C.I.) - Allora il Consiglio approva l'articolo 1 con le due modifiche proposte dalla Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura.

Articolo 2.

Savioz (P.C.I.) - Ecco, indipendentemente da quanto ha detto Andrione che condivido senz'altro, io ero perplesso, non sono perplesso, sono convinto di quello che dico. A mio modesto avviso devono fare parte della Consorteria tutti i proprietari, e sarei del parere obbligatoriamente, che siano o non siano residenti in quella località, devono far parte della Consorteria, perché se no abbiamo il rischio di avere delle Consorterie che funzionano male. Funzionano male per questa ragione, che coloro che sono proprietari di beni immobili nel comprensorio e che non abitano in quel comprensorio e che oggi si trovano anche in difficoltà di fare coltivare le loro terre per le ragioni che ben sappiamo, e io sono uno di quelli, parlo a titolo anche personale; viene voglia ad un certo momento, siccome i beni posseduti non rendono niente o sono addirittura di peso, di non occuparsi per dare il nostro contributo alla Consorteria e quindi portiamo un danno a quelli che sono in loco che lavorano, che coltivano e che mantengono una certa ecologia che è oltre modo necessaria.

Allora io sarei del parere di obbligare tutti i proprietari compresi nel comprensorio, e obbligarli a funzionare, a pagare e a dare il contributo che deve essere dato per il mantenimento della Consorteria, perché se no viene troppo comodo allora.

Andrione (U.V.) - Savioz, scusami, ma credo che tu hai visto giustamente un lato del problema, ma ce n'è un altro, e questo articolo è stato composto in questa maniera perché a seguito di esperienza, - io te ne racconto una che forse anche tu conosci - hai presente Molère (?) e le Bouc d'Amont (?). Ecco, allora che cosa è successo? Una causa che io ho fatto quando facevo pratica e che dura ancora adesso, è successo che qualche speculatore di Aosta ha comprato tre "tzesaux" (?), dopodiché voleva tagliare le piante, e questa garanzia noi l'abbiamo messa proprio per il fatto di essere sicuri, noi crediamo che le Consorterie, secondo la famosa espressione de la "Royale Commission" del 1770, costituiscano "là haut du territoire au dessous", vale a dire che ci sia un legame ma che è un legame agricolo silvo-forestale, pastorale, tra quella che è la parte alta e il villaggio che è sotto, è per questo che noi abbiamo parlato di popolazione agricola e di residenza, per il pericolo che esiste di speculazioni. Oggi come oggi i boschi sono protetti dalle importazioni di legname dal Canada o dalla Svezia, ma noi sappiamo benissimo che basta un colpo di vento perché le asce vengano dissotterrate e allora abbiamo bisogno di garanzie. In questo senso che è venuto fuori questo articolo.

Naturalmente io sono d'accordo con te che i proprietari di fondi rustici che effettivamente hanno degli interessi devono poter far parte, ma noi dobbiamo avere una garanzia per poter intervenire e dire: "no, caro Signore, Lei adesso non va lì a tagliare perché ha comprato". In questo senso. Credo che tu quella questione lì la conosca.

Manganoni (P.C.I.) - Ma qui è aggiunto "nonché coloro che vi risiedono effettivamente per un periodo annuale minimo stabilito dagli Statuti delle Consorterie", per me il pericolo è lì, sì, perché io cittadino torinese mi faccio la villa, dico a Molère, per rimanere nel discorso... (Voce: non è un fondo rustico) ...No, qui dice: "nonché coloro". Eh io mi faccio la villetta, vi abito ed io di diritto divento membro della Consorteria, cioè io vedo lì il pericolo.

Pertanto, mentre sulla prima parte sono d'accordo, i proprietari di fondi rustici, no? Ma poi qui prosegue: "siti nelle frazioni, nelle località delle Consorterie", ed io fin lì sono pienamente d'accordo, ma quando dice "nonché coloro che vi risiedono effettivamente per un periodo annuale minimo stabilito dagli Statuti delle Consorterie, facciamo molta attenzione perché gli Statuti delle Consorterie che questo problema, molti Statuti non lo trattano. Perché qui è una innovazione, potrebbero farlo lo Statuto e noi purtroppo sappiamo cosa può molte volte il denaro, ecc. che facciano un Statuto molto elastico ed allora rientrano anche tutti costoro.

A mio parere la proprietà dei fondi rustici può essere sufficiente, togliendo la residenza, cioè la seconda parte, in quel senso, per evitare quanto dicevo, è un pericolo quello, attenzione.

Chantel (P.S.I.) - Perché io posso comprare un fondo rustico, farci la villetta e rientro perché ho il fondo rustico, va bene, ma il fondo rustico, su questo fondo rustico costruisco per una minima parte, 100 mq., quello che mi interessa e avendo il fondo rustico ho pieno diritto, anzi, peggio il levar via tutto.

Manganoni (P.C.I.) - Allora dovremo mettere che alla data attuale possiedono, va beh neanche questo.

Chantel (P.S.I.) - Neanche quello, perché i fondi si possono vendere.

Manganoni (P.C.I.) - È un problema questo.

Siggia (P.C.I.) - Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Ma noi l'avevamo discusso lungamente, credo che sia proprio uno degli articoli che ci ha occupati di più, perché è chiaro che è difficile stabilire chi ha diritto. Nessuno vorrebbe che una persona che ha degli interessi per poco tempo diventa un consorzista, però nello stesso tempo non vorremmo nemmeno escludere quelli che hanno dei beni rustici in quella frazione e che non risiedono in quella frazione. La difficoltà era un po' lì.

Io personalmente non ho nulla in contrario a togliere le parole "nonché coloro", però insisto che sia mantenuto "che vi risiedano effettivamente per un periodo annuale" che verrà stabilito nello Statuto, quindi sarà stabilito, perché se noi togliamo quello, chiunque acquista un fondo rustico nella frazione diventa consorzista, quindi a mio avviso bisogna mantenere il primo punto. Sarei d'accordo di togliere le parole "nonché coloro", e lasciare invece anche il concetto della residenza, che sarà stabilito nello Statuto, a mio avviso.

Manganoni (P.C.I.) - Perché qui le condizioni sono due: quella di possedere il fondo rustico e anche abitare ad Aosta per esempio. Quello ha diritto, e quindi sta bene, e quelli che vi risiedono, perché non è detto che bisogna possedere il fondo rustico e risiedere. Perché in questo caso di Consorterie molte andrebbero in malora, perché noi vediamo, cioè, non rientrerebbero più qui, perché noi abbiamo delle zone, dei villaggi completamente abbandonati, dove non c'è più nessuno che abita lì 7-8 mesi all'anno. Vanno magari su due o tre mesi d'estate.

Andrione (U.V.) - Il periodo può essere anche molto più breve.

Manganoni (P.C.I.) - Sì, non è facile, io ne convengo che non è facile, ne convengo anch'io.

Maquignaz (D.P.) - Qual è la preoccupazione nostra? È questo proprio, che si verifichi quanto è stato detto prima, che basti, se noi non lasciamo anche il concetto della residenza se uno acquista una vecchia casa, se non mettiamo anche il concetto di residenza lui diventa automaticamente consorzista.

Ora, mi pare che da quanto ho sentito qui, questa non è la volontà del Consiglio, quindi d'accordo il concetto della residenza, cioè il concetto della proprietà, siccome noi saremmo disposti a togliere "nonché coloro", perché è anche pericoloso lasciare "nonché coloro che vi risiedono effettivamente...", quindi quelli possono essere anche non proprietari, sarei d'accordo di togliere questo, mettendo che quelli che sono proprietari dei siti nelle frazioni e località delle Consorterie che vi risiedono effettivamente per un periodo annuale minimo stabilito negli Statuti.

Sarà la Consorteria che stabilirà, zona per zona, qual è il minimo di residenza che deve consentire se, questo è chiaro: esclude automaticamente quello che non risiede nella frazione, questo è normale.

Manganoni (P.C.I.) - Sì, ma oggi molti, io vi cito dei, abbiate pazienza, Blavy Parléaz, qui, due Consorzi, chi vi abita più? Minimo, lì per esempio ci sono 30 famiglie che oggi vanno su un mese con le mucche, non sono più 30 famiglie, no perché non van più su ogni famiglia con 2 mucche come si usava una volta, oggi che ci va su, saranno tre famiglie, le quali tre famiglie vanno anche a pascolare sui beni degli altri proprietari, perché è finito il tempo in cui ogni proprietario andava con le sue due o tre mucche. Oggi, anzi, noi siamo orientati in senso inverso: stalle sociali, ecc... Allora, che va su anche un mese d'estate, su 20 famiglie ce ne saranno ancora due, allora gli altri che non vanno su, vengono esclusi? Ecco il problema, facciamo attenzione a questo.

Quindi, non possiamo pretendere che risieda anche solo un mese all'anno. Perché? Per il fatto che ho detto prima, cioè è una cosa non facile, io ne convengo che non sia facile, perché, facciamo attenzione, perché noi in questo modo, per esempio, del Consorzio di Blave verremmo ad escludere il 70% dei consortisti, i quali oggi non vanno più su ad abitarvi neanche per un mese. I Consortisti effettivi, quelli di oggi, non parliamo di quelli, questi risiedono chi a St. Christophe, ...

Savioz (P.C.I.) - Il problema sollevato è certamente molto delicato, questo ce ne rendiamo tutti conto e penso che siamo tutti qua riuniti, preoccupati di salvaguardare quella che è la Consorteria e tutto quello che concerne la medesima.

Quindi, preoccupazione per i filibustieri che ad un certo punto possono entrare nella società, chiamiamola, nella Consorteria, per dei fini reconditi e non certamente per salvaguardare la Consorteria. Nello stesso tempo dobbiamo fare anche attenzione a quanto io denunciavo prima, perché effettivamente ci sono dei proprietari che non intendono collaborare, non intendono contribuire, ma nel medesimo tempo, vogliono e continuano ad essere proprietari di quel determinato terreno. Quindi, d'accordo, la proprietà è sacra ed inviolabile. Discutiamone o non discutiamone nemmeno. Però ad un certo punto io dico: vuoi essere proprietario? E allora contribuisci anche se non usufruisci, perché se no, non ha più ragione d'essere una Consorteria.

Allora, arrivati a questo punto, siccome abbiamo dei problemi molto delicati e molto difficili da risolvere, e certamente non sono, badate bene che non sono poi medesimi per tutte le Consorterie, perché ogni Consorteria ha i suoi problemi; ogni Consorteria ha i suoi pericoli che sono nettamente diversi gli uni dagli altri, a seconda della località.

I Regolamenti, gli Statuti non potranno essere fatti dalla Consorteria senza essere approvati dalla Regione penso, no? Dovranno essere approvati dalla Regione, dall'autorità di tutela, allora io dico: facciamo molta attenzione a come vengono redatti questi atti per il funzionamento della Consorteria, perché da quello dipenderà il resto e oggi qui cerchiamo di mettere giù un articolo che sia possibilista e nello stesso tempo salvaguardi il più possibile, non ci troverei un'altra soluzione perché è una cosa assoluta, non è possibile, perché ripeto, gli interessi delle Consorterie sono troppo diversi gli uni dagli altri e quindi accontentiamoci di fare un articolo che possa servire un po' a tutti.

Chabod (D.C.) - Io mi ricordo che in Commissione abbiamo discusso molto a lungo questo articolo 2, la questione di chi avrà diritto o meno a queste Consorterie, certo che non è facile. Anche Savioz ha ragione, non è facile. Però io penso, visto che le Consorterie non sono tutte nello stesso, cioè quello che diceva Manganoni prima, Blave, lì, che hanno una certa esigenza e invece altre Consorterie ne avranno altre, io penso che ogni Consorteria daterà un po' nel suo Statuto, nel suo Regolamento quello che le interesserà di più, salvaguardare i loro diritti, io penso che, certo che non è facile, non è un problema tanto semplice.

Andrione (U.V.) - Io concordo pienamente con quanto ha detto Savioz, perché effettivamente le Consorterie sono il prodotto di una storia lunghissima e di una marea di leggi eversive che hanno cercato di negare questo tipo di proprietà, per cui ogni bosco della Valle d'Aosta ha una storia differente e a St. Pierre, la Croix Epallette (?), con la Rivoluzione Francese, i proprietari si sono appropriati puramente e semplicemente della Consorteria. In altri posti hanno confuso "actes de consentements" con altre cose, per cui tute le Consorterie, praticamente in questa zona, ogni Valle e a Gressoney poi ci sono ancora delle tradizioni differenti - ogni Consorteria ha una sua storia e deve essere lo Statuto della Consorteria che stabilisce i principi di appartenenza e "les endroits", come si diceva una volta, addirittura si è creato un diritto particolare, si è arrivati durante tutto il XIX secolo si vendeva la casa e ci si riservava il camino per avere diritto al bosco, diritto che è stato consuetudinario... (voce: il diritto di fuoco) ...Che avevano diritto, ora, secondo me, la proposta fatta dall'Assessore, quella che avevo fatto anch'io, di togliere "nonché coloro" viene incontro esattamente a quello che diceva Savioz - e che è la cosa più giusta - cioè si dà una certa elasticità, anche gli obblighi di legge non sono mai poi così rigidi, ma ci permette attraverso il controllo degli Statuti di avere una possibilità di variazioni abbastanza grande per poter difendere gli interessi pubblici in tutti i casi.

Perché io insisto sulla questione che per me "nonché coloro" è preoccupante? Insisto per i Comuni che hanno delle possibilità turistiche, dove c'è la possibilità di grandi insediamenti duraturi c'è la possibilità effettiva di una azione della Consorteria, della sua destinazione, che per noi deve essere soprattutto una destinazione boschiva, verde e naturale. Capisci Manganoni? È per questo.

Naturalmente attraverso lo strumento degli Statuti, queste limitazioni potranno essere dosate in una maniera più elastica di quanto non appaia nella dizione dell'articolo, però se tu non metti nessuna regola, rischi di cadere nelle mani degli speculatori, di coloro che hanno degli interessi contrastanti con quelli che noi vogliamo intendere.

Manganoni (P.C.I.) - Esiste il pericolo di cadere nelle mani di questi, la preoccupazione mia è quella.

Maquignaz (D.P.) - Mi riallaccio a quanto diceva adesso il Consigliere Andrione che infatti lo Statuto, al punto 2, stabilisce le modalità, cioè cosa deve contenere lo Statuto, dice "Le modalità e i requisiti per l'acquisto, la permuta o il riacquisto della condizione di consorzista", quindi ogni Statuto dovrà stabilire queste modalità, Statuto che verrà approvato dalla Giunta regionale.

Quindi forse conviene accettare l'emendamento e togliere "nonché coloro" e tutto il resto lasciarlo perché venga esaminato Statuto per Statuto.

Siggia (P.C.I.) - Il Consiglio allora approva l'articolo con l'emendamento consistente nella soppressione delle parole "nonché coloro".

Articolo 3 - Osservazioni? Consigliere Savioz.

Savioz (P.C.I.) - Io mi preoccupo di una situazione particolare che si allaccia anche a questo, anzi, qui c'è il motivo per poterla sprigionare e chiarire al Consiglio. Il mio pensiero è questo: l'Ente Comune, territorio comunale, Amministrazione regionale, da quando fu inserita nei secoli, ha continuato, non c'è mai stato nessuno che abbia abrogato i Comuni, nessuno pensa di abrogare le Amministrazioni comunali, mentre invece la Regione - e non faccio profezie, per carità! Però mi preoccupo - un bel giorno salta fuori un governo diverso da quello che abbiamo, la Costituzione va a quel paese che sappiamo, l'Amministrazione regionale viene abolita, sostituita, cambiata, radicalmente eliminata, e il demanio della Regione dove va a finire, Signori?

Mentre invece il demanio del Comune rimarrà sempre ai Comuni; allora io sono del parere che qui anziché dire come viene detto all'articolo 3 "passando a far parte rispettivamente del demanio del Comune", per una certa, - scusatemi -, la storia che è nostra maestra ma che noi siamo pessimi scolari, questo l'ha detto qualcuno, non sono io che lo dico, ma io condivido, insegna, noi avevamo, i nostri avi avevano e noi non abbiamo più avuto, noi oggi abbiamo, i nostri figli l'avranno? Nessuno di voi, nessuno di noi è in grado di dare una assicurazione in merito, mentre invece per i Comuni, per il 99,9 e qualche decimo ancora, possiamo quasi essere tranquilli.

E allora non cerchiamo di potenziare il demanio della Regione, potenziamo il demanio del Comune, nel caso in cui dovesse succedere che le Consorterie per questo caso specifico.

Questa è la mia preoccupazione.

Andrione (U.V.) - Non sono d'accordo con l'umoristica battuta di Savioz!

Dunque, i Comuni in Valle d'Aosta sono stati istituiti soltanto nel 1762 ed erano differenti, che praticamente corrispondono a quelli di adesso, sono del 1781 con "l'Edit des charges politiques" di Vittorio Amedeo II. In questo caso, nelle Consorterie proprio, è constatato il difetto di avere il demanio, specialmente, io parlo soprattutto dei boschi e non parlo dei pascoli, un demanio piccolo, perché, che cosa è successo? Che tra Comuni e Consorterie, proprio per la loro piccolezza, sono nate delle liti infinite, soltanto da Avise, arrivare fino a Villeneuve, credo che ci siano ancora in piedi una dozzina di cause, con bisticci che non finiscono più e per molti anni Valsavarenche è stata dominata dal fatto che se qualcuno veniva eletto Sindaco, era di Déjoz (?) "coppave le bouc à Bois de Clin" e se era di Bois de Clin andava a tagliarlo a Créton no? Questo, credo che ci siano qui dei testimoni che possono dire quante cause sono nate da cose di questo genere.

Per quanto riguarda i boschi, è importante che i demani, perché i boschi siano ben coltivati, è importante che i demani siano di una certa dimensione, se sono piccoli è molto pericolo, è un disastro, e dovendo accettare la tua ipotesi che la Regione sparisca e più probabile ancora di quanto dicevi tu, per quanto riguarda i Comuni, che i boschi debbano essere assunti da un organismo più ampio, persino di anti-collettivisti, gli anticomunisti, persino dei Liberali, i libri di scienza delle finanze hanno sempre sostenuto che era importante che il demanio boschivo fosse di certe dimensioni affinchè potesse essere coltivato bene. Se noi spezzettiamo questi demani comunali in tanti piccoli Comuni, St. Nicolas, Avise, cose del genere, avviene poi il disastro che noi avevamo constatato, di intere montagne che sono state pelate completamente perché non c'era la difesa del suolo.

Quindi io sarei di lasciare l'articolo com'è, nella speranza che la Regione duri il più a lungo possibile.

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Savioz ritira quell'emendamento?

Savioz (P.C.I.) - Sì, io non ne faccio mica una questione per carità, è soltanto così, però quello che dice Andrione è giustissimo, i boschi che non hanno una certa consistenza e coltivazione, io sono perfettamente d'accordo. Sui contrasti poi non parliamone, perché ne conosco diversi. Tipico poi quello di Introd tra gli altri, e naturalmente la questione esiste, però esiste anche l'altro fatto Andrione, che i Comuni, chi più e chi meno, sono tutti proprietari di boschi, hanno dei boschi comunali e quindi praticamente quelle proprietà rimarranno. Ora che gli si aggreghi anche l'eventuale proprietà del Consorzio assieme a quelle, costituisce comunque una entità, e poi soprattutto c'è poi sempre la salvaguardia dell'Ente di tutela, qualunque esso sia. Non è che si possano tagliare i boschi indiscriminatamente come è avvenuto durante il periodo dell'ultima guerra, che si dava il premio a chi andava a tagliare, e non faccio nomi e non cito persone, ma ho assistito io di persona a premi ricevuti da parte delle guardie forestali perché chiudevano gli occhi, non dicevano niente, e l'ordine veniva dall'alto e non erano iniziative di carattere personale delle guardie forestali. Erano ordini che venivano dall'alto. Quindi la razzia dei boschi è dovuta alla situazione di guerra, ecc.

Comunque non insisto e non mi dilungo, senz'altro io sono d'accordo, facciamolo pure lasciare così.

Siggia (P.C.I.) - Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Io volevo solo far presente qui, per quanto riguarda il primo comma, qui ci sono due concetti. Il primo come dice: "I beni immobili di uso collettivo delle Consorterie sono indivisibili e non possono essere allineati a privati", dopo diciamo: "previa decisione favorevole di almeno tre quarti". Io proporrei di mettere il punto lì, e cioè creare un nuovo concetto, non legarlo col primo, perché qui mi pare che diciamo "previa decisione favorevole di almeno tre quarti". Mettere un punto, distaccare i due concetti.

Siggia (P.C.I.) - Articolo 3 - Il Consiglio approva con quella modifica proposta dall'Assessore.

Articolo 4 - Il Consiglio approva.

No, Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - L'articolo 4 dice questo: "Entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge, le Consorterie devono richiedere di essere legalmente ..." ecc. e la Consorteria X non chiede niente entro due anni e noi che cosa facciamo?

Andrione (U.V.) - È previsto dopo, l'articolo 5.

Manganoni (P.C.I.) - Ma non sarebbe il caso, per gli inadempienti si applica l'articolo 6? O è già implicito?

Siggia (P.C.I.) - È implicito.

Andrione (U.V.) - È implicito Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Va bene, allora va bene.

Volevo solo aggiungere quest'altra questione che, permettete, "sentito il Commissariato per la liquidazione degli usi civici" e le Consorterie che hanno le grane con gli usi civici? Noi abbiamo molte Consorterie che sono in piedi delle cause che durano da mezzo secolo, anche, non tutte, per la questione degli usi civici.

Andrione (U.V.) - Ce n'è una che dura da 800 anni tra Lignod e Extrapiera.

Manganoni (P.C.I.) - Allora queste come le mettiamo? Una Consorteria che sta litigando, io parlo della Consorteria per esempio di Introd col Comune, bene, qui questa Consorteria che secondo Lei è proprietaria ecc., secondo il Comune no, e beh, come si comporta? No, no dica pure.

Maquignaz (D.P.) - Mi pare che non c'è quella preoccupazione, perché noi non diciamo che deve essere il Commissariato a definire la questione. Il riconoscimento spetta con Decreto del Presidente della Giunta regionale, sentito il Commissariato. In questi casi, quindi sentito il Commissariato, naturalmente non lo subordiniamo mica. È un sentito, cioè noi faremo presente che c'è questo problema, ma comunque è la Regione che decide, quindi non è che lo subordiniamo naturalmente all'approvazione del Commissariato. Forse è diverso.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Allora l'articolo 4 viene approvato dal Consiglio. Non ci sono osservazioni?

Articolo 5.

Manganoni (P.C.I.) - Consiste solo l'osservazione che io facevo prima. Dice "La Regione promuove avanti il predetto Commissariato di Torino, ecc.". beh, se il Commissariato di Torino funziona come ha funzionato fino adesso, questo giudizio che la Giunta promuove di fronte al Commissariato può durare mezzo secolo, come sta già durando adesso. Pericolo, cioè se noi...

Andrione (U.V.) - No, no, quello che mi permetto di dire, chiedo scusa, quello che conta nella questione non è il Commissariato di Torino, è purtroppo che dopo delle sentenze di Torino che sono anche discutibili, almeno quelle di un certo periodo erano discutibili, quando era Magistrato un tale che si chiamava Lagoutaine, ci sono stati dei ricorsi in Cassazione, e dato che la Cassazione non sa neanche che cosa sia una Consorteria, i Magistrati si palleggiano queste cause dagli uni agli altri e non viene fuori la decisione. Se questa legge è bene applicata può costituire, e anzi direi che solo attraverso questo tipo di legge, può venire fuori la fine di molte liti, perché la Regione che si interessa e che ottiene un parere, da una parte e dall'altra può sbloccare la situazione.

Montesano (P.S.D.I) - Allora il Consiglio approva.

Articolo 6 - C'è un emendamento. Io prego l'Assessore all'Agricoltura.

Dayné (U.V.) - La Commissione Agricoltura propone a questo articolo, dunque al terzo rigo, aggiungere dopo la parola "Consorteria" "oppure per i quali non si sia ottemperato a quanto previsto dal primo comma dell'articolo 4", sarebbe ancora qua quelli che passano al demanio comunale quelli che non si fanno avanti entro tre anni dal richiedere il riconoscimento.

Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Allora il Consiglio approva l'articolo 6 con l'emendamento proposto dal Presidente della Commissione Agricoltura.

Articolo 7 - Altro emendamento.

Dayné (U.V.) - La Commissione Agricoltura prevede, propone la soppressione di questo articolo perché è un po' un pleonasmo, "Le Consorterie continuano ad essere regolate dalle norme della presente legge anche se il numero dei consortisti fosse temporaneamente ridotto a uno solo, fermo restando il divieto di passaggio dei beni stessi in proprietà privata".

Sicché la Consorteria che è composta di un solo membro come può, dato che la legge prevede un Consiglio di Amministrazione della Consorteria? Ora un solo membro come può fare il Consiglio di Amministrazione? Ed è un unico ...

Montesano (P.S.D.I.) - L'Assessore è d'accordo nella soppressione dell'articolo?

Maquignaz (D.P.) - Io sono d'accordo perché mi pare che quanto diceva il Consigliere Dayné è esatto, difatti l'abbiamo discusso in Commissione. Prevedere che possa continuare con un unico consorzista non è più una Consorteria, quindi questo articolo mi pare che si possa senz'altro abrogare.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora abrogato l'articolo 7.

L'articolo 8 diventa 7.

Il Consiglio approva l'abrogazione dell'articolo 7.

Articolo 8 - che diventa 7. Il Consiglio approva.

Manganoni (P.C.I.) - "Le Consorterie legalmente riconosciute dalla Regione devono deliberare" e quelle non riconosciute? Quali sono?

Maquignaz (D.P.) - Cadono.

Manganoni (P.C.I.) - Ah cadono!

Montesano (P.S.D.I) - Il Consiglio approva.

Articolo 9 che è diventato 8. Il Consiglio approva.

Articolo 10 - Io chiamo gli articoli così come sono elencati. Il Consiglio approva.

Articolo 11 - Il Consiglio approva.

Articolo 12 - Vi è un emendamento.

Dayné (U.V.) - La Commissione Agricoltura prevede la soppressione del testo attualmente, sostituirlo con un'altra dizione che sarebbe la seguente:

"Qualora l'utilizzazione dei beni immobili consortili non sia più economicamente conveniente, il Consiglio regionale, in deroga all'art. 3 della presente legge, su proposta dell'Assemblea dei Consortisti, può autorizzare l'alienazione parziale o totale dei beni consortili. Analogamente il Consiglio regionale, in caso di mutate condizioni economiche, sociali, locali, può autorizzare una diversa utilizzazione dei beni consortili".

Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Chantel.

Chantel (P.S.I.) - Ma io ritengo che non si possa accettare la dizione come è stata fatta, perché è contraria alle norme; qui sono due cose che riguardano il Controllo Comuni e al Giunta e non vedo che improvvisamente si possa sostituire i diritti del Controllo Comuni e la Giunta che sono di loro diritto, sostituendolo col Consiglio.

Montesano (P.S.D.I) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - L'emendamento è in contrasto con la legge del '27 che regola questa materia, e una alienazione di questo genere sarebbe nulla, non si possono vendere i beni consortili e il Consiglio regionale non può autorizzare alla vendita di una Consorteria o di una parte di Consorteria. L'unica possibilità è quella di trasformare questa che è una proprietà collettiva di un tipo particolare, di trasformarla in demanio comunale o in demanio regionale come all'articolo 3, il che non impedisce che le mutate condizioni economiche, sociali, locali autorizzino una diversa utilizzazione dei beni consortili, cioè per esempio impianti di risalita, utilizzazioni turistiche di questo genere, non impedisce, ma la proprietà dei suoli non può essere alienata, perché diventando proprietà privata viene a mancare quella che è la base della legge in materia.

Questa è una discussione che avevamo fatto centinaia di volte, io posso dire ancora questo: che per incarico dell'Assessore sono sceso a Torino con il Dr. Lyabel e abbiamo proposto questa legge al Dr. Poddighe, che è l'attuale Commissario per gli usi civici per il Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria, e che su questo punto abbiamo avuto uno scambio di idee con lui e che lui ha detto che sono inalienabili e che poteva andare la nostra formula del demanio comunale o regionale in certi casi, ma che assolutamente il Commissariato agli usi civili riterrebbe nulla l'alienazione dei beni consortili.

Chabod (D.C.) - Io sono perfettamente d'accordo col Segretario del Consiglio perché se noi approvassimo questo emendamento, come diceva il Segretario, andremmo contro legge, perché il Consiglio regionale non può fare questo.

Per me l'articolo 12 va bene così.

Maquignaz (D.P.) - Il motivo per cui in Commissione Agricoltura noi abbiamo proposto questo emendamento è per il fatto che abbiamo detto non è che possiamo fare una legge che rimanga bloccata, che non tenga conto anche delle possibili modificazioni che possono avvenire nei problemi di economia qui della Regione.

Supponiamo che una zona che interessa oggi una Consorteria sia suscettibile per una utilizzazione di diversa natura, turistica supponiamo, noi dovremmo poter prevedere una sua modificazione e qui naturalmente non è più un controllo formale della Giunta, ma noi ritenevamo che in questi casi fosse il Consiglio regionale, perché si tratta di cambiare completamente quello che è lo spirito di tutta la legge.

Però - e lo dicevamo - in deroga all'articolo 3.

Quindi se ci fosse la possibilità, da quanto però ho sentito dal Consigliere, mi pare che questi contrasti con la legge stessa e quindi forse non è possibile, ma l'intenzione nostra era quella di consentire delle modificazioni o delle alienazioni quando ci sono dei casi particolari, per rendere la legge un po' più adeguata a quella che è la situazione eventuale e anche futura e non bloccarla definitivamente a quella utilizzazione che può essere ad un certo momento antieconomica e non più conveniente.

Quindi io ritengo che se non c'è un particolare motivo per cui questo articolo contrasta, mi pare che il prevedere questa possibilità, su deliberazione del Consiglio, non sia da scartare, a meno che, come ripeto, questo articolo sia in netto contrasto, non possa essere accettato.

Savioz (P.C.I.) - Io ritengo che eventualmente una modifica di utilizzazione debba presentarsi necessaria la cosa possa essere fattibile, perché in fondo l'articolo 3 stabilisce che i beni, ecc. ecc. non possono essere alienati e non possono essere venduti a terzi, non possono diventare proprietà privata; quindi non è possibile stabilire un articolo del genere e poi pensare di poter fare una deroga, assolutamente contrario al tipo, alla legge, tutto, quindi la possibilità della modifica, domani un comprensorio che ha bisogno di fare non so, c'è la Società che vuole andare a fare un albergo per un determinato sviluppo turistico, ebbene gli si concederà per 99 anni la famosa clausola, di cui per 99 anni la Società alberghiera avrà l'usufrutto di questo albergo, e passati i 99 anni diventerà di proprietà della Consorteria, la quale potrà a sua volta di nuova affittare questo ad altri e continuare a sviluppare l'esercizio di questa opera che porterà dei benefici consortili.

Io ritengo che tutto questo sia possibilissimo pur lasciando l'articolo 3 come è, senza andare a cercare delle deroghe.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Prego.

Manganoni (P.C.I.) - Sono contrario all'emendamento, perché l'emendamento prevede l'alienazione parziale o totale dei beni consortili, mentre invece l'articolo 3 dice che non possono essere alienati a privati. Quindi non solo siamo in contrasto, ma secondo loro per me va bene l'articolo 3 e non va bene questo, perché in casi particolari, ma noi sappiamo i casi particolari come sono! Noi basta che certa gente, speculatori, denaro, lo sappiamo tutti, la potenza di tutto questo! Ed allora io sono della tesi: "affitti" dice Savioz, 90 anni, 20 anni, non importa, ma non l'alienazione della proprietà.

Pertanto io penso che non dovrebbe essere accolto questo emendamento, no? Che prevede l'alienazione parziale o totale, è in contrasto con l'articolo, innanzitutto, e poi come principio noi non dobbiamo ammettere niente in casi particolari l'alienazione, perché i casi particolari noi sappiamo come sono, i casi particolari diventano poi la regola, quando conviene.

Dayné (U.V.) - Però bisogna contemplare che questo dovrebbe sempre avvenire su delibera del Consiglio regionale, quindi una tutela c'è, non è proprio facoltà dei consortisti di alienare tutto.

Però se qui ci sono motivi giuridici che vietano l'alienazione, come dice il Segretario del Consiglio Dr. Andrione, personalmente ritengo che questo emendamento possa essere ritirato.

Montesano (P.S.D.I) - Allora viene posto ai voti l'articolo 12 così com'è, vero? Senza emendamento - Il Consiglio è d'accordo? Il Consiglio approva.

Articolo 13 - Altro emendamento.

Dayné (U.V.) - Per questo articolo la Commissione prevede questa modifica, aggiunta del seguente nuovo comma finale; sarebbe di aggiungere un nuovo comma alla fine dell'articolo, dunque perché alla fine dice: "Il Comune deve provvedere all'amministrazione dei beni consortili mediante .... Opere di interesse generale ...".

Montesano (P.S.D.I.) - Ce l'ha sotto mano l'emendamento?

Dayné (U.V.) - Dunque "l'accertamento dell'impossibilità di funzionamento di cui al precedente comma è demandato all'Assessorato regionale all'Agricoltura e Foreste" - altrimenti chi è che deve accertare questo?

Montesano (P.S.D.I.) - Questo è un comma aggiuntivo?

Dayné (U.V.) - È un comma aggiuntivo.

Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio è d'accordo?

Savioz (P.C.I.) - Mi sembra che così, a lume di naso, vi chiedo scusa se dirò una cosa non molto corretta, non molto giusta. Mi sembra che se una Consorteria non può più funzionare ad un certo momento si convocheranno i consortisti, faranno una deliberazione in merito, le manderanno all'Ente di Tutela perché venga approvata, non c'è altra via.

Non può succedere che la Consorteria ad un certo punto non funziona più, questo non può avvenire, legalmente non è valido, deve esserci una riunione dei consortisti rimasti gli unici, gli ultimi che si riuniscono e dicono: siamo rimasti in troppo pochi, non possiamo più far funzionare la nostra Consorteria, deliberiamo pertanto di sciogliere il Consiglio di Amministrazione.

E allora l'autorità di Tutela dovrà pur intervenire e vedere fin dove e come.

Io ritengo che si sia molto più cauto lasciare l'autorità di Tutela, quindi vedi Giunta, e non solo all'Assessorato all'Agricoltura, con tutto il rispetto che io ho per tutti gli Assessori, per carità! Ma è più sicura la Giunta nel suo complesso che non l'Assessorato singolo.

Montesano (P.S.D.I.) - Quindi Lei modificherebbe.

Savioz (P.C.I.) - Io lascerei le cose come devono essere, vista la legge comunale e provinciale a tutti gli effetti.

Dayné (U.V.) - Vorrei precisare, non è che è l'Assessore all'Agricoltura che deve decidere, l'Assessore, dunque qui dice "l'accertamento sull'impossibilità di funzionamento di cui al precedente comma", solo l'accertamento, non la decisione, la decisione di approvazione della delibera del Consiglio sarà la Giunta, ma che deve fare gli accertamenti è l'Assessorato all'Agricoltura, l'Assessorato competente in materia.

Savioz (P.C.I.) - Ma è automatico, non c'è bisogno di legiferare per sapere questo, diamine! Scusi, nessuno può fare gli accertamenti se non l'autorità competente e quindi mi sembra che sia pleonastico mettere lì l'Assessorato, è logico no, quando arriverà la delibera, la delibera verrà istruita e verrà istruita da chi? Dagli Enti competenti in materia, e quindi indubbiamente l'Assessorato Agricoltura e Foreste, è un pleonasmo per me, intendiamoci non è che io ...

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo solo, diamo la parola a Chabod e parla l'Assessore.

Chabod (D.C.) - Io volevo chiedere questo, ad esempio ci sono tante piccole Consorterie, ma tante, non potrebbero fare un Consorzio di Consorterie? È previsto? Sì? Ah ecco allora va bene.

Maquignaz (D.P.) - La preoccupazione era solo quella se per caso le Consorterie non funzionano, però non chiedono niente, non deliberano niente, quindi noi volevamo stabilire solo il concetto che c'è questa possibilità di accertamento, ora che la Giunta, questo mi pare che l'osservazione è anche giusta, forse qui bisogna sostituire, non parlare più di accertamento ma che stabilisce se è in grado o no di funzionare è la Giunta regionale.

Però il concetto era solo quello di consentire all'Amministrazione regionale di veramente controllare anche se la Consorteria non delibera. Quindi mi pare che si potrebbe modificare questo emendamento dicendo che però la Giunta regionale potrà accertare se c'è la funzionalità o meno di questa Consorteria, cioè cambiare anziché Assessorato all'Agricoltura parlare di Giunta regionale.

Savioz (P.C.I.) - Io capisco la sua preoccupazione, però non vorrei che venisse la dicitura "la Giunta regionale potrà" no, no, la Giunta regionale dovrà, è un dovere, non è una facoltà, è dovere dell'Amministrazione regionale accertarsi se gli Enti a Lei sottoposti a tutela funzionano sì o no.

Quindi è doveroso, mi sembra anche qui che non sia il caso di citare questo perché rientra nei doveri dell'Amministrazione regionale, se noi codifichiamo un affare del genere allora automaticamente ci rendiamo conto che l'Amministrazione regionale non funziona, è implicito.

Montesano (P.S.D.I.) - È detto: è demandato, quindi è categorico.

Savioz (P.C.I.) - È demandato, allora d'accordo, va bene.

Montesano (P.S.D.I.) - È demandato alla Giunta regionale.

Savioz (P.C.I.) - D'accordo.

Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio è d'accordo con l'emendamento così modificato a sua volta dall'Assessore? Il Consiglio approva.

Articolo 14 - Il Consiglio approva.

Articolo 15 - Il Consiglio approva.

Articolo 16 -

Manganoni (P.C.I.) - Sull'articolo 16 io sono d'accordo. Si parla dell'assegnazione di legna da ardere, legname da opera, ecc. però si può verificare questo fatto: noi abbiamo delle Consorterie che destinano i fondi a scopi di utilità pubblica, la Consorteria del villaggio, ne abbiamo altre che suddividono gli utili fra i Consortisti, no? In base a questa legge - e io sono d'accordo - non possono più suddividere, se no quali reazioni avremo noi da parte di questi? È un interrogativo che mi pongo, questo per secoli si suddividono gli utili e ad un tratto no, gli utili non li riceverete più tra voi, in base alle compartecipazioni, noi sappiamo come è tuto impostato questo problema. Io dico questo: sono d'accordo con la legge, però sollevo questo interrogatorio, le reazioni da parte di questi.

Savioz (P.C.I.) - Io condivido in parte quello che dice Manganoni, però ritengo che alla nostra epoca non sia più possibile accettare il principio dell'utile individuale a danno della collettività.

Io ritengo che così come è, vada molto bene. Grane o non grane, osservazioni o non osservazioni, contenti o malcontenti, dobbiamo una volta per sempre stabilire il principio che prima viene la collettività e poi viene il singolo.

Manganoni (P.C.I.) - Io ho detto che sono d'accordo, ho solo posto il problema.

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa, ma soprattutto che la proposta di Manganoni è teorica perché in realtà credo che non ci siano praticamente più casi di riscaldamento con legna. Un momento, un momento, una volta i boschi erano puliti perché "les brandzes" servivano per fare il fuoco, adesso i boschi sono in uno stato spaventoso proprio per quella ragione, e questo articolo vuole impedire la rendita, perché che cosa succede? Che si vendono le belle piante e quelle marce si lasciano sul posto, tu lo sai benissimo perché, perché per tradizione sei informato in materia, quindi lasciamo gli articoli che difendono un pochettino i boschi.

Bancod (U.V.) - Va bene non vendere il legname, però se il legname necessita di tagliare bisogna pur venderlo, perché altrimenti marcisce. Insomma, il bosco deve essere pulito e le vendite devono avvenire, naturalmente con l'autorizzazione della Forestale, normalmente. Ecco!

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro interviene? Allora l'articolo 16. Il Consiglio approva.

Articolo 17 - Il Consiglio approva.

Articolo 18 - Il Consiglio approva.

Articolo 19 - C'è un emendamento.

Dayné (U.V.) - La Commissione Agricoltura propone per questo articolo inizialmente la soppressione "normalmente", dunque 1° comma, "le cariche elettive delle Consorterie sono normalmente gratuite " mettere " sono gratuite". Inoltre propone la soppressione del terzo comma poiché il terzo comma...

Montesano (P.S.D.I.) - ... del secondo dice qui ...

Dayné (U.V.) - Sì, il 2° comma, il 2° comma dice: "la misura dell'indennità non può comunque superare la misura dell'indennità prevista dalle cariche elettive del Comune nel cui territorio è compresa al Consorteria". Questo vorrebbe dire che allora il Presidente potrebbe anche avere le indennità di carica del Sindaco, non può superare, ma potrebbe uguagliarla, e allora la Commissione proporrebbe questa dizione al secondo comma: "Al Presidente e ai membri del Consiglio Direttivo responsabili in modo particolare e impegnativo dell'Amministrazione dei beni consortili sarà concessa una indennità di trasferta e il rimborso delle spese sostenute", poi soppressione del terzo comma perché è normale che il Segretario abbia una indennità...

Andrione (U.V.) - Sì, ma è meglio lasciarlo.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora siete d'accordo sulla modifica del 2° comma? Così come annunciato dal Presidente della Commissione Agricoltura?

Andrione (U.V.) - Chiedo al Presidente della Commissione Agricoltura se non sia meglio lasciare il terzo comma, perché dicendo che è stabilita dall'Assemblea dei consortisti, stabiliamo un controllo diretto da parte dell'Assemblea, mentre non mettendo niente, rischiamo di avere il Segretario che si autoliquida una indennità con delle analogie che certe volte potrebbero essere negative per la Consorteria. Forse è meglio che ci sia questo rapporto diretto.

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo, Consigliere Savioz.

Savioz (P.C.I.) - Io invece sono per la soppressione dell'indennità di trasferta, questa è una cosa che non ho mai capito in vita mia. Io non riesco a capire come si possa parlare di indennità di trasferta quando si dice "rimborso delle spese", se si dà il rimborso delle spese, qual è l'indennità di trasferta che si pretende ancora?

A me quello rientra nelle spese, nel rimborso delle spese e il rimborso delle spese deve essere computato nel senso della giornata perduta, del trasporto di ferrovia, del trasporto di là e di qua, perché si presta un po' troppo facilmente questa indennità di trasferta! È per esperienza che dico queste cose qui, non so se fosse possibile invece arrivare un po' al dunque, e poi l'altro problema della convocazione dell'Assemblea per stabilire il quid, sono d'accordo anch'io, perché succede purtroppo il contrario, che le cose si fanno in camera caritatis e gli onesti ci rimettono ed i disonesti ne approfittano. Quindi, assemblea che decide il quantum, come dice Andrione, e vedere se possibile anche di limitare la cosa al rimborso delle spese, che per me sono comprensive di tutto.

Dayné (U.V.) - Dunque il rimborso delle spese vanno intese solo le spese vive, viaggio e magari spese di colazione, invece la trasferta è il tempo perso, per esempio uno può perdersi la giornata e non è logico che questa giornata la debba perdere proprio gratuitamente. Allora va intesa la trasferta, per la giornata persa per conto della Consorteria.

In merito al 3° comma, forse ha ragione il Segretario Dr. Andrione, che forse conviene di lasciarlo.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora l'articolo 19 va modificato al 1° comma con la soppressione della parola "normalmente", il 2° comma viene sostituito dall'emendamento annunciato dal Consigliere Dayné e la soppressione del 3° comma non viene mantenuta, quindi va messo ai voti in questo modo, così come annunciato. Il Consiglio è d'accordo? Il Consiglio approva.

Articolo 20 - Il Consiglio approva.

Il Consigliere Chincheré.

Chincheré (P.C.I.) - ... anche perché secondo noi le due cose sono collegate. All'articolo 15, 1°) comma dice: "I beni forestali delle Consorterie, qualora la superficie forestale superi i 200 ettari di bosco di alto fusto, oppure i 300 ettari di ceduo, sono soggetti ad un piano economico pluriennale di razionale utilizzazione, da deliberare dall'Assemblea dei Consortisti e da approvare dalla Giunta regionale".

Noi su questo articolo non avevamo niente da dire e l'abbiamo votato perché ci sembra estremamente giusto che così sia. All'articolo 20, quello che dobbiamo votare adesso, dice: "Se le possibilità finanziarie consortili lo consentono, le Consorterie debbono assumere in servizio uno o più guardiaboschi - dico "debbono" non "possono" - con gli obblighi di servizio e il trattamento economico previsto dal Regolamento per il personale consortile".

È molto probabile che le Consorterie che abbiano questa possibilità finanziaria siano quelle previste dall'articolo 15, perché sono fra le più grandi e probabilmente tra le più ricche. C'è questo pericolo, due pericoli, che noi creiamo delle contrapposizioni tra il Corpo Forestale regionale che, secondo noi, è l'unico che ha l'autorità per conservare, per potenziare il patrimonio boschivo regionale, e questi guardiaboschi delle varie Consorterie, non solo, c'è la possibilità che nella realtà questi guardiaboschi diventino guardiaboschi a part-time, magari con stipendi da sottoccupazione.

Pertanto noi proponiamo che questo articolo 20 sia stralciato dalla legge e l'unico Corpo adatto e addetto alla gestione, evidentemente, del patrimonio boschivo forestale. Forestale resti quello che già c'è e se necessario potenziamo quello ma non creiamo dei possibili dualismi tra le Consorterie e il Corpo Forestale Regionale.

Savioz (P.C.I.) - La mia preoccupazione invece era di altro genere. Comunque condivido quanto dice il collega Chincheré e la mia preoccupazione invece era questa: io penso che, sempre per quella praticaccia che un po' abbiamo di queste Consorterie, il fatto che la Consorteria assuma delle guardie per tutelare il suo patrimonio in fondo è un bene. È un bene e mi spiego. Perché è un bene? Perché quando voi pensate che il comprensorio Aymavilles-Villeneuve-St. Pierre-Introd e forse dimentico ancora qualcuno, ci sono due guardie, di cui una è comandante, che devono tutelare gli interessi di tutta questa gente, non gliela fanno, francamente. Onestamente dobbiamo riconoscere che non gliela fanno, allora, in attesa del potenziamento del Corpo Forestale di cui abbiamo parlato per molte volte in quest'aula e anche nella vecchia aula, e che purtroppo non siamo ancora riusciti a mettere assieme per diversi e vari motivi, che non sto ad elencare. Io penso che se una Consorteria assume delle persone per osservare e segnalare gli abusi che eventualmente vengono fatti, non sia un male, sempre che a queste persone non venga data la possibilità di decidere su quelle che sono invece le prerogative che vanno al Corpo Forestale e non a essi stessi. Ecco, io dico, se eventualmente ci fosse una Consorteria che può temporaneamente assumere qualcuno per salvare il suo patrimonio, forse non sarebbe male, perché sappiamo che furti e furterelli di certe entità, in certe zone ancora avvengono, e soprattutto in molte zone avvengono perché c'è la complicità di chi le amministra queste Consorterie, sappiamo anche questo, e sappiamo anche che ci sono troppi amministratori della cosa pubblica che hanno interessi particolari, vada segherie, vedi commercianti di boschi, vedi molte cose che conosciamo e sappiamo, e allora non è male che ci sia un controllo anche da parte delle Consorterie. Sotto questo aspetto, questo è un po' il mio pensiero, o Dio, io posso ben anche essere d'accordo di non accettare questo principio di mettere degli osservatori, però allora vorrei che fosse stabilito ben chiaramente che viene potenziato il Corpo Forestale adeguatamente alle necessità della nostra Regione, perché adesso come adesso, malgrado tutta la buona volontà, questa gente non riesce e non può fare il controllo che deve essere fatto.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola all'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Il Consigliere Savioz ha detto quanto avevo intenzione di far presente, che non è, che il personale forestale non è in questo momento, con le 60 unità, compresi quelli che sono qui negli uffici, compresi quelli che sono sempre in riposo per i turni, non è assolutamente in grado ad assolvere, a fare un controllo di tutti i boschi della Regione.

Quindi mi pare che se noi pensiamo di potenziare il Corpo Forestale, allora è normale che questo si può anche sopprimere, però teniamo presente che in questo momento non c'è. Vorrei solo aggiungere questo: che non c'è però il pericolo, perché qui noi diciamo: "se le possibilità finanziarie consortili lo consentono" quindi il "debbono" che dicevamo sotto, è solo subordinato se ci sono queste possibilità finanziarie, quindi il cambiare la parola con "debbono" in "possono" tanto vale sopprimere l'articolo.

Però, come ripeto, è subordinato al concetto precedente che se hanno queste possibilità di farlo. Ora non facciamoci delle illusioni, non sorgerà un altro Corpo dello stile forestale in contrasto con quello della Regione, perché questo a mio avviso è un principio che noi dovremmo accettare, che imparino a controllarsi e non lasciare che venga tutto controllato da parte della Regione.

Quindi io personalmente, qui parlo, quindi non a nome della Giunta, personalmente io ritengo che sarebbe bene mantenere questo articolo, anche se naturalmente sappiamo che il problema di fondo può essere quello di potenziare il Corpo Forestale, ma in questo momento noi dovremmo dare questa possibilità alle Consorterie, quindi io personalmente sarei per mantenere questo articolo.

Manganoni (P.C.I.) - Noi oggi in Valle abbiamo già un numero tale di guardie, non abbiamo guardiaparco Gran Paradiso, guardie delle riserve private, guardiacaccia del Comitato Caccia, guardiapesca del Comitato Pesca, no? Abbiamo le guardie forestali, adesso creiamo altre guardie, io sono assolutamente contrario, primo come principio, perché ognuno poi guarda solo quello che vuole guardare lui. Tante volte non guardano niente, mentre invece noi dovremmo avere un Corpo Forestale che guarda tutto e non solamente una guardia che guarda solo quello che deve guardare in quel campo.

Ora cosa debbono guardare e sorvegliare? Io vorrei chiedere all'Assessore questo: se noi proponiamo di nominare cosa devono sorvegliare; che non vadano a tagliare piante? Oggi? Oggi che nessuno le raccoglie e che il legname marcisce dappertutto? Queste non devono certamente sorvegliare perché non c'è più nessuno che va a rubare le piante.

Andrione dice che forse domani si può dissotterrare le assi, va beh, aspettiamo no? Comunque quali competenze hanno questi? Vengono nominati da chi? Con quale selezione? Il primo amico, parente, del Presidente e che so io, che bisogna sistemarlo.

Maquignaz (D.P.) - ... il Regolamento della Consorteria.

Manganoni (P.C.I.) - Il Regolamento, Maquignaz, Lei che è qui, che sa, allora si nomina uno tanto per dargli un posto, perché bisogna darglielo. Allora quindi competenza in campo forestale zero, cosa deve vigilare questo? Che cosa? È questo che io vorrei sapere, che cosa? Se ci sono le martellate, ecc. deve intervenire il Corpo Forestale regionale ed è giusto, che vadano a rubare le piante oggi non c'è più nessuno che va, anzi bisognerebbe premiare quelli che vanno a raccogliere tutto quel legname che marcisce, quello sradicato, ecc. Bisognerebbe premiarli no? Chi li sorveglia, chi sorveglia queste guardie? Questa guardia se ne parte la mattina a farsi la passeggiatina e si fa un bel sonno tutto il giorno o va a zappare il suo campo. Chi lo sorveglia? A chi ne risponde? Perché allora bisognerebbe pagare il Presidente del Consorzio per andare a sorvegliare cosa fa il guardiaparco. Rendiamoci conto di queste incongruenze, di queste assurdità, che possono presentarsi a degli interessi, parentali, ecc.

Io sono della tesi, bisognerebbe, non è il caso di parlarne oggi di tutte queste guardie che io vi ho elencato, ecc. ma di potenziare notevolmente il Corpo delle Guardie Forestali regionali e questi compiti devono essere demandati a loro ed esclusivamente a loro, e non creiamone - ne ho già elencate tante altre guardie - che poi che cosa? Che poi in fondo è sempre denaro pubblico che le paga, perché il denaro di queste Consorterie in fondo è denaro pubblico, perché se loro lo destinano per fare delle opere pubbliche, anche di carattere sociale, nella loro zona e beh è come se fosse denaro della Regione perché se no deve intervenire la Regione o il Comune, quindi è sempre denaro pubblico.

Allora io dico: non creiamo questi doppioni, ecc. non sprechiamo del denaro che non servirebbe assolutamente a niente, ed io sono del parere di quanto ha detto Chincheré prima di sopprimere tout court l'articolo e potenziamo le guardie forestali, questo sì.

Chincheré (P.C.I.) - ... la nostra tesi di soppressione di questo articolo, noi pensiamo che il patrimonio forestale valdostano sia un patrimonio molto ricco e che debba essere assolutamente potenziato, il che significa che una guardia forestale non ha soltanto il compito di sorvegliare che qualcuno non rubi la legna, che poi abbiamo scoperto che nessuno la ruba più, ma dovrebbe essere, se mi consentite il parallelo, il paragone, il medico delle piante, cioè deve essere quello che quando entra in un bosco è in grado di soppesarlo, di capire cosa bolle in pentola e di prospettare lo sviluppo storico di questo bosco.

Questo problema è destinato ad essere sempre più importante per un motivo molto semplice anche, noi parliamo, diciamo, cerchiamo di contrastare con ogni mezzo lo spopolamento della montagna, secondo noi a certe condizioni è possibile contrastare lo spopolamento della montagna, però in alcune forme meno immediate delle attuali, questo spopolamento è destinato a continuare, noi sappiamo che l'unico sostituto del contadino di montagna è l'albero, l'unico che è in grado di impedire quel dissesto idro-geologico che noi tanto diciamo e al quale il contadino di montagna dà un servizio notevole, è la pianta, l'abete, il pino. Di conseguenza è probabile che anche l'area boschiva valdostana è destinata ad ampliarsi, diventare sempre più grande, e come polmone di verde e come polmone di ossigeno e per tutte le cose che dicevo prima, cioè direi che il lavoro di guardare il bosco è un lavoro che richiede una estrema preparazione che soltanto un Corpo Forestale che prepara i suoi membri, i suoi componenti, è in grado di fornire al semplice guardiaboschi, e non vogliamo assolutamente che il guardare i boschi diventi una parte del tempo, ma diventi una attività a tempo pieno.

Noi pensiamo che il tempo che le Consorterie ci mettono a trovare un guardiaboschi per il loro bosco è grosso modo identico a quello che ci mette la Regione a certe condizioni a potenziare il suo Corpo Forestale, di conseguenza non accettiamo nemmeno la possibilità di dire: beh, nel frattempo però approviamo questo articolo, no, perché le due cose devono andare avanti di pari passo e secondo noi il problema reale è il potenziamento del Corpo Forestale Regionale che, secondo noi può anche non richiedere tutto quel tempo che l'Assessore dice, e che siamo ben disposti a portare avanti.

Bancod (U.V.) - Io sono contrario a mettere, ad assumere personale per vigilanza alle Consorterie perché potrebbe verificarsi il fatto che il Consiglio di una Consorteria potrebbe essere d'accordo a dare un posto ad una persona e la Giunta, l'Organo di tutela, potrebbe approvare, poi le Consorterie si potrebbe, poi le Consorterie si potrebbero trovare in una situazione magari di finanziamento un po' di spese che poi non possono più uscirne.

Quindi il Corpo Forestale è quello che più è competente, è logico che piuttosto potenziarlo, ma che sia il Corpo Forestale a vigilare su queste Consorterie.

Andrione (U.V.) - Io approvo molte delle osservazioni fatte ma credo che sia soprattutto una questione di buon senso, perché in molti casi si tratta di beni silvo-pastorali misti e più che di guardiaboschi, in seno tecnico come è stato interpretato da Chinchère e da Manganoni, si tratta in realtà di fare rispettare il Regolamento del pascolo, e nel passato ci sono state delle quantità di liti enormi.

Ora oggi, io direi semplicemente questo: l'articolo può essere soppresso, non credo che faccia granché, però è probabile che in diversi Regolamenti, proprio per delle situazioni particolari, io penso alla Consorteria di Effraz, per esempio, che è la più grossa della Valle, in diversi Regolamenti ci sarà questa parte dove si parlerà di alternanze pastorali e cose di questo genere, per cui probabilmente un incaricato, qualcuno verrà normalmente scelto tra i membri della Consorteria e non è che ci siano dei grossi problemi né di spesa né di possibilità di nipotismi o roba di questo genere. Penso che qui l'articolo può essere soppresso ma che in pratica un qualche cosa di questo genere, in certi casi, si potrà verificare. Vancorêre, del resto conosci tu queste zone.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora Assessore Maquignaz, per concludere, prego.

Maquignaz (D.P.) - Io avevo parlato prima di tutto a titolo personale e avevo espresso il concetto che questo autocontrollo da parte delle Consorterie, a mio avviso, era una cosa giusta perché troppo si ha l'abitudine di demandare tutto alla Regione, cioè mi pare che con questo articolo noi volevamo dire che le Consorterie che hanno un certo patrimonio boschivo devono pure, ad un certo momento, anche rendersi un po' responsabili e controllarsi.

Mi rendo conto che da quanti hanno preso la parola, non si ritiene forse opportuno di introdurre un articolo di legge per questo, come ripeto non ci formalizziamo, quindi non è un grosso problema, lo potremo fare, magari attraverso poi il controllo di tutela, però il concetto era quello che le Consorterie dovrebbero imparare ad un autocontrollo e non debba andare il tutto all'Amministrazione regionale.

Quindi penso che non sia il caso di dilungarsi oltre e annulliamo l'articolo e naturalmente però si tratta, in sede di tutela, ove questo controllo venga a mancare, di farlo presente.

Quando noi avevamo il Corpo Forestale di 40 persone, già in quel momento si diceva "ce ne vogliono venti in più", oggi ne abbiamo aggiunti venti in più e mi rendo conto che i compiti sono aumentati perché c'è tutto il controllo da parte delle opere che si fanno. Controllo per le pisce di sci, quindi è chiaro che il lavoro in questo momento, dei Servizi Forestali è notevolmente aumentato.

Però, come ripeto, mi pare che l'abbiamo appena potenziato di una ventina di unità, quindi che ci sia questo discorso, che si debba poi riprendere questo discorso, ma non direi che è un discorso che va preso immediatamente. Teniamo presente che l'anno scorso abbiamo approvato, cioè nel 1968, noi abbiamo istituito il Corpo Regionale che prevedeva le sessanta unità, prima erano solo una quarantina.

Quindi è un problema che dovrà essere visto, non credo che sia imminente però.

Montesano (P.S.D.I) - Allora chiudiamo la discussione sull'articolo 20.

Il Consiglio è d'accordo nella sua soppressione, approva la soppressione dell'articolo 20.

Articolo 21 - Il Consiglio approva.

Articolo 22 - Il Consiglio approva.

Articolo 23 - Il Consiglio approva.

Articolo 24 - Il Consiglio approva.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato della votazione: presenti 28; votanti 28; favorevoli 26; contrari 2.

Il Consiglio approva.