Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 502 du 25 mars 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 502/XII - "Predisposizione di un provvedimento inter­pretativo delle normative in materia di comunicazione istituzionale in funzione elettorale e definizione di procedure più rigorose nella formulazione degli atti amministrativi" e "Problematiche connesse agli approfondimenti effettuati nell'inda­gine conoscitiva della II Commissione con­siliare sulle attività di comunica­zione istituzionale dell'Assessorato del turismo in periodo elettorale". (Reiezione di mozioni)

Mozione

Dall'indagine svolta dalla II Commissione consiliare permanente fra l'ottobre 2003 ed il gennaio 2004, dal dibattito svoltosi in Consiglio regionale il 29 gennaio 2004 e dalla riunione della II Commissione consiliare permanente del 23 febbraio 2004 è emerso un quadro nitido delle finalità e modalità che hanno determinato l'uscita di cinque "anomale" informazioni pubblicitarie, con interviste e foto dell'Assessore Alberto Cerise, pubblicate nell'aprile 2003 su "La Vallée Notizie" e "La Vallée Matin".

Dalla ricostruzione della vicenda appare infatti evidente che nei primi mesi del 2003 il neo-Assessore regionale al Turismo ha concordato e programmato con l'Agenzia Sanguinetti una campagna pubblicitaria da svolgersi nella fase immediatamente precedente alla presentazione delle liste dei candidati per il rinnovo del Consiglio regionale. Campagna finalizzata a dare visibilità e rilievo al neoAssessore al fine di favorire la raccolta di voti di preferenza personali nella ormai prossima scadenza elettorale.

La campagna pubblicitaria si è sviluppata dal 5 aprile al 19 aprile 2003 con la pubblicazione di tre inserzioni su "La Vallée Notizie" e di due inserzioni su "La Vallée Matin". Erano previste ulteriori inserzioni pubblicitarie, ma la campagna si è interrotta dopo l'inserzione del 19 aprile.

Il comportamento tenuto dall'Assessore Alberto Cerise nel corso della vicenda è censurabile sotto vari aspetti. In particolare è emerso uno stridente contrasto di comportamento con:

a) la normativa statale che vieta la pubblicità istituzionale nei periodi preelettorali;

b) la normativa regionale che disciplina le spese dei candidati alle elezioni regionali;

c) la normativa regionale che disciplina i messaggi pubblicitari dell'Amministrazione regionale;

d) il rispetto dei principi e dei doveri di imparzialità di un pubblico amministratore;

e) il rispetto dei principi di trasparenza e correttezza nei rapporti fra Assessore e Consiglio regionale.

Infatti:

a) le inserzioni pubblicitarie dell'aprile 2003 sono in contrasto con l'articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 che pone precisi limiti alla comunicazione istituzionale a partire dalla convocazione dei comizi elettorali. La sostanziale violazione di tale norma non è stata inizialmente contestata da nessuno, e tanto meno dall'Assessore Cerise. Solo in un secondo tempo si è avanzata la tesi secondo la quale, ai fini della convocazione dei comizi elettorali, farebbe testo la pubblicazione del Decreto sul Bollettino Ufficiale e non la firma del Decreto stesso da parte del Presidente e la sua pubblicizzazione. Sul piano giuridico la discussione è ovviamente aperta alla più diverse interpretazioni, ma sul piano sostanziale la violazione è evidente e ci sono gli elementi che indicano la consapevolezza di tale violazione;

b) la normativa regionale (articolo 54 ter della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3, come modificata dalla legge regionale 13 novembre 2002, n. 21) prevede che "ciascun candidato non può superare per la campagna elettorale una spesa pro-capite di 1.500 euro". Inoltre l'articolo 54 quater della citata legge prevede che NEL rendiconto che deve essere presentato da ogni consigliere regionale dopo le elezioni devono essere indicati anche i servizi resi gratuitamente.

Le inserzioni pubblicitarie pubblicate su "La Vallée Notizie" e su "La Vallée Matin" andavano dichiarate anche se ottenute gratuitamente, cosa che l'Assessore Cerise non ha fatto. Inoltre esse hanno comportato un costo di circa 3.000 euro, una cifra ampiamente superiore al tetto massimo di spese personali "in funzione elettorale" consentite dalla legge ad ogni candidato;

c) la normativa regionale che disciplina i messaggi pubblicitari dell'Amministrazione regionale (Capo II della legge regionale 26 maggio 1998, n. 41) stabilisce (articolo 4) che "l'attività di comunicazione pubblica non deve costituire occasione di propaganda di parte personale" e prevede (sempre articolo 4) che gli strumenti pubblicitari che contengono le dichiarazioni o le attestazioni di persone ed istituzioni regionali devono essere autorizzate; afferma inoltre che il materiale pubblicitario deve riportare il logo dell'ente e la denominazione dell'organo istituzionale committente.

Le inserzioni pubblicitarie più volte citate costituiscono una palese, grave e reiterata violazione della normativa regionale. L'Assessore non doveva autorizzare le inserzioni pubblicitarie in contrasto con la legge 41/1998 e qualora esse fossero comparse senza la sua autorizzazione doveva immediatamente intervenire per impedire ulteriori uscite. Cosa che non è avvenuta;

d) i dirigenti dell'Assessorato al Turismo hanno negato ogni coinvolgimento o rapporto con l'Agenzia Sanguinetti in merito alla pubblicazione dei cinque inserti pubblicitari più volte citati. Il rapporto è avvenuto direttamente fra l'Assessore Cerise e l'Agenzia Sanguinetti. Tutte le dichiarazioni concorrono inoltre nell'evidenziare che Alberto Cerise non ha pagato le inserzioni e che il costo delle stesse è stato sostenuto direttamente dall'agenzia Sanguinetti.

Ne deriva:

1) che una promozione pubblicitaria che avrebbe dovuto essere, semmai, rivolta dall'Agenzia ai prodotti reclamizzati dall'Asessorato al Turismo è stata invece dirottata verso una marcata e smaccata promozione personale dell'Assessore; invece di fare un regalo al cliente "Regione-Assessorato al Turismo", l'Agenzia Sanguinetti ha fatto un regalo personale all'Assessore;

2) che i rapporti particolari instaurati fra Agenzia Sanguinetti ed il neoAssessore Cerise gettano ombre pesanti sui rapporti attivati nello stesso periodo fra Assessorato al Turismo ed Agenzia Sanguinetti. L'indagine si è soffermata in particolare sulla proposta avanzata dall'Assessore Cerise ed approvata dalla Giunta con la Deliberazione n. 843 del 9 marzo 2003.

A tal proposito vanno evidenziati i rilevanti elementi di contradditorietà ed illogicità della deliberazione proposta dall'Assessore nonché il suo contrasto sia con la normativa regionale che disciplina la procedura per l'affido dei lavori sia con la normativa regionale che disciplina il conferimento di incarichi a soggetti esterni per azioni promozionali pubblicitarie.

Contraddittorietà ed illogicità perché con la deliberazione 843/2003 viene deciso l'acquisto dall'Agenzia Sanguinetti di 30.000 copie di un ulteriore opuscolo sulle Alte Vie, mentre erano appena state consegnate in Assessorato 8.000 copie della ristampa del tradizionale opuscolo regionale sulle "Alte Vie" realizzato sulla base della deliberazione della Giunta regionale n. 4648 del 9 dicembre 2002.

Contrasto con la normativa regionale che disciplina le procedure per gli acquisti e l'affido dei lavori perché l'acquisto del prodotto offerto dall'Agenzia Sanguinetti è avvenuto ad affido diretto in violazione delle norme che riservano tale particolare ed eccezionale procedura solo a casi di imperiosa urgenza o per l'assoluta specialità dei lavori, situazioni non configurabili nel caso in esame.

Contrasto con la normativa regionale che disciplina il conferimento di incarichi a soggetti esterni per azioni promozionali pubblicitarie perché tale normativa (legge regionale 28 aprile 1998, n. 18) prevede (articolo 7 comma 2) che la congruità dei costi per l'incarico esterno deve essere accertata ed attestata. Chiunque può constatare che tale accertamento e dichiarazione di congruità non compare nella deliberazione 843/2003, e dalle audizioni in II Commissione sono emerse rilevanti carenze nell'istruttoria della pratica anche sotto questo aspetto.

e) L'Assessore ha mentito al Consiglio regionale. Nel Consiglio regionale del 23 luglio 2003 l'Assessore ha affermato la sua totale estraneità rispetto alle inserzioni pubblicitarie dell'Agenzia Sanguinetti ed anzi ha affermato di aver a suo tempo espresso contrarietà per l'iniziativa pubblicitaria. Si tratta di affermazioni palesemente infondate trattandosi di interviste rilasciate dall'Assessore con tanto di fotografia al fine di personalizzare ancor più la pubblicazione. L'Assessore ha anche affermato che "l'Administration ne peut pas interdire aux journaux locaux de publier des rédactionnels…" mentre, in realtà incombe proprio agli amministratori regionali, in base alla citata legge regionale 41/1998, l'autorizzazione e la vigilanza su messaggi pubblicitari che coinvolgono l'amministrazione regionale.

Tutto ciò premesso ed evidenziato inoltre che i problemi interpretativi rispetto alla decorrenza della dizione "dalla convocazione dei comizi elettorali", così come quelli legati al periodo temporale in cui vanno considerate le spese elettorali dei candidati rendono opportuno un chiarimento onde evitare il riprodursi di discussioni e controversie;

Il Consiglio regionale

Delibera

di censurare il comportamento del consigliere Alberto Cerise, comportamento in contrasto con i principi ed i doveri che deve caratterizzare un consigliere regionale ed in particolare un assessore regionale;

Evidenzia

la necessità di sgombrare il campo da interpretazioni restrittive delle normative che disciplinano la comunicazione istituzionale nel periodo preelettorale e di procedere ad una più puntuale definizione del periodo in cui le spese dei candidati sono considerate in "funzione elettorale";

Evidenzia

la necessità di definire ed attuare procedure più rigorose nella formulazione degli atti amministrativi;

Impegna

La Giunta regionale a predisporre e presentare all'esame del Consiglio un provvedimento interpretativo delle due questioni su cui è stata evidenziata una insufficiente chiarezza e di definire e disporre l'applicazione di procedure più rigorose nella formulazione degli atti amministrativi.

F.to: Riccarand - Curtaz - Squarzino Secondina

Mozione

Premesso che:

- nel mese di aprile 2003 sono comparsi a più riprese sulle pagine di giornali locali articoli a pagamento - comunemente detti pubbliredazionali - riportanti interviste con evidenza fotografica all'allora Assessore al Turismo Alberto Cerise;

- la II Commissione consiliare è stata incaricata di svolgere un'indagine conoscitiva al fine di approfondire le presunte violazioni della legge 28/2000 (disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante i periodi elettorali);

- la relazione finale ha evidenziato tra l'altro:

- "Tali pubblicazioni sono state offerte al cliente Assessorato del Turismo [dal]l'Agenzia Sanguinetti, vincitrice dell'appalto per la campagna pubblicitaria dell'Assessorato del Turismo in Italia per il periodo 2000/2003".

- "l'Assessore al momento in cui ha rilasciato l'intervista sapeva che la comunicazione che sarebbe uscita non rientrava nel rapporto di appalto, ma faceva parte di un'informazione pubblicitaria finanziata dall'Agenzia e sostenuta per relazioni istituzionali tramite spazi redazionali e pubbliredazionali.";

- Il responsabile dell'agenzia pubblicitaria appaltatrice ha dichiarato che sono "slittate le uscite - delle pubblicazioni - che avevamo concordato antecedenti a certe date".

- "Il sig. Marchiano, Presidente della Gedirama, riferisce che il costo commerciale di ogni uscita su La Vallée Notizie dei pubbliredazionali si aggira dai 500 ai 750 euro.".

Constatato che:

- nel corso del dibattito consiliare è emerso che:

- l'Assessore Cerise sui fatti oggetti dell'indagine, ed in particolare sui modi e i tempi con cui sono state gestite le interviste a pagamento, ha espresso versioni contrastanti e contraddittorie smentite dall'agenzia che ne ha curato la pubblicazione;

- dalla pubblicazione dei pubbliredazionali l'Assessore Cerise ha fruito di un'indebita pubblicità personale a fini elettorali - in elusione della normativa regionale - contestatagli all'epoca dagli stessi suoi compagni di gruppo;

- le procedure attuate per la deliberazione di Giunta n. 843 del 10/03/03, che ha approvato l'acquisto del prodotto denominato "Alte Vie", sono caratterizzate dall'assenza di trasparenza e chiarezza sia in riferimento ai preventivi, sia in riferimento ai tempi e ai modi di valutazione delle offerte, che erano già state presentate nell'estate 2002 all'Amministrazione e da questa scartate; l'assegnazione del lavoro è inoltre giustificata dal "prezzo competitivo pari a € 0,356", che in realtà è risultato essere di € 0,536;

- è stato violato l'articolo 4 comma 1 della legge regionale 41/98, che nel definire i principi della comunicazione istituzionale - nella quale oggettivamente rientrano le atipiche interviste a pagamento all'assessore Cerise - sancisce "l'attività di comunicazione pubblica non deve costituire occasione di propaganda di parte personale… né risultare funzionale ad interessi diversi da quelli della collettività…" che "… le dichiarazioni o attestazioni di persone ed istituzioni determinate devono essere autorizzate dalle stesse…". E, ancora "il materiale pubblicitario deve riportare il logo dell'Ente, la denominazione del settore e dell'organo istituzionale committente…".

Il Consiglio regionale

Censura

Il comportamento tenuto dall'Assessore Cerise nell'ambito delle vicende oggetto degli approfondimenti effettuati nell'indagine conoscitiva attuata dalla seconda Commissione consiliare.

F.to: Frassy - Lattanzi - Tibaldi

Président - La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - La mozione che abbiamo presentato come gruppo "Arcobaleno", perché sia esaminata e votata dal Consiglio regionale, riassume le valutazioni a cui è giunto il nostro gruppo al termine di un lungo esame della vicenda delle inserzioni pubblicitarie dell'aprile 2003. C'è stata l'indagine conoscitiva della II Commissione, vi sono stati precedenti dibattiti in Consiglio regionale, vi sono state varie audizioni in II Commissione, ivi compresa l'ultima del 23 febbraio 2004, con la partecipazione anche del Presidente della Regione, e alla conclusione di questa indagine, di questo approfondimento su quello che è successo nell'aprile 2003, il nostro giudizio è netto, chiaro e documentato.

Riteniamo che il comportamento dell'ex Assessore al turismo, e attuale Assessore ai lavori pubblici, sia stato un comportamento scorretto, illegittimo e censurabile sotto vari aspetti.

Nella mozione abbiamo indicato, in dettaglio, quali sono questi aspetti che riteniamo debbano essere oggetto di censura da parte del Consiglio regionale e riguardano 5 punti. Anzitutto, la violazione della normativa statale, che vieta la pubblicità istituzionale nei periodi pre-elettorali, e cioè la legge n. 28/2000; in secondo luogo, la violazione della normativa regionale, che disciplina le spese dei candidati alle elezioni regionali, cioè la legge regionale 12 gennaio 1993, poi modificata dalla legge regionale 13 novembre 2002, n. 21; e, ancora, la normativa regionale che disciplina i messaggi pubblicitari dell'Amministrazione regionale, cioè la legge n. 41/1998; il rispetto dei principi dei doveri di imparzialità di un pubblico amministratore; il rispetto dei principi di trasparenza e correttezza nei rapporti fra Assessore e Consiglio regionale. Su ognuno di questi punti, per non essere generici e vaghi, nella mozione abbiamo indicato esattamente quali sono i rilievi che sono emersi dai lavori di indagine svolti dai mesi scorsi.

Per quanto riguarda il punto a), violazione della normativa statale sulla pubblicità istituzionale pre-elettorale, crediamo non vi siano molte parole da spendere, se n'è già molto parlato, non riteniamo di dover dedicare molto spazio a questo argomento, perché la violazione è evidente. È anche emersa, "in itinere", un'interpretazione riduttiva del periodo che va considerato di "silenzio istituzionale". Si è cercato un salvataggio attraverso un'interpretazione intervenuta a posteriori, però nulla toglie, a nostro avviso, al fatto che si è trattato di una sostanziale violazione di una prassi consolidata nella nostra Regione, di non usare la propria carica istituzionale per messaggi pubblicitari nel periodo che precede la campagna elettorale.

Anche sul secondo punto, la violazione della normativa regionale sulle spese dei candidati alle elezioni regionali, direi che non c'è molto da aggiungere, anche se in realtà se n'è parlato molto meno nei lavori in commissione e in Consiglio, forse perché si tratta di una questione imbarazzante anche per altri componenti di questo Consiglio regionale. Rimane comunque il fatto che si tratta di una violazione sostanziale dei limiti di spesa previsti dalla normativa regionale, limiti di spesa di pubblicità elettorale per ogni candidato che è indicata in 1.500 euro, mentre solo le informazioni pubblicitarie uscite nell'aprile 2003 a vantaggio dell'Assessore Cerise hanno un valore di circa 3.000 euro! Siamo quindi di fronte a una violazione evidente degli importi previsti per la campagna pubblicitaria dei singoli candidati.

Ci pare necessario spendere alcune parole in più sul terzo punto della critica che viene fatta al comportamento dell'Assessore e che riguarda la violazione della normativa regionale sui messaggi pubblicitari, perché di questo meno si è parlato nei precedenti dibattiti in Consiglio e in commissione. L'articolo 4 della legge regionale n. 41/1998, che titola "Disciplina dei messaggi pubblicitari", contiene disposizioni molto precise: al punto a), dice che tali comunicazioni pubblicitarie devono rispondere ad esigenze di pubblica utilità; al punto b), che l'attività di comunicazione pubblica non deve costituire occasione di propaganda di parte personale; al punto d), che i messaggi e gli strumenti pubblicitari che contengono informazioni, dichiarazioni o attestazioni di persone e di istituzioni determinate devono essere autorizzate dalle stesse; al punto f), che il materiale pubblicitario deve riportare il logo dell'ente, la denominazione del settore e dell'organo istituzionale committente. Si tratta di una serie di disposizioni analitiche della legge regionale sui messaggi pubblicitari, che sono state completamente violate dalle inserzioni pubblicitarie dell'aprile 2003 su "La Vallée Notizie" e su "La Vallée Matin".

Questa violazione è grave perché non rispetta la legge, ma anche se sposassimo la tesi che è stata avanzata nel corso dei dibattiti in commissione e in Consiglio - e cioè la tesi che l'Assessore Cerise non era a conoscenza e non era il promotore di queste inserzioni -, ciò non toglie che, ai sensi di legge, avrebbe dovuto intervenire per bloccare un'informazione pubblicitaria palesemente in contrasto con la normativa regionale, quindi quando il 5 aprile 2003 è uscita la prima informazione pubblicitaria, era dovere dell'Assessore competente far presente che ci trovavamo di fronte ad una violazione palese della legge regionale, che non poteva avere un seguito; invece, dopo quella inserzione del 5 aprile 2003, sono seguite altre 4 inserzioni, fino al 19 aprile.

Questo pone un interrogativo che va chiarito: come mai l'allora assessore al turismo non è intervenuto per porre fine ad un'informazione pubblicitaria in macroscopico contrasto con la legge regionale? Questo comportamento avrebbe dovuto essere spiegato dall'Assessore competente, ma non è mai stato dato un chiarimento sul perché si è determinata tale situazione. Allora le spiegazioni sono solo due: o l'Assessore non è intervenuto per bloccare queste informazioni pubblicitarie illegittime perché non era esattamente a conoscenza dell'esistenza del contenuto della legge regionale - ipotesi che, in astratto, si potrebbe anche fare -, oppure non è intervenuto perché sapeva della legge, ma non poteva intervenire perché è stato lui stesso a commissionare quelle informazioni pubblicitarie. La prima ipotesi, il fatto che l'Assessore non conoscesse questa normativa regionale, la possiamo escludere per due motivi: intanto, perché l'Assessore Cerise non è inesperto rispetto alla pubblica amministrazione; prima ancora di fare il Consigliere regionale è stato a lungo dirigente dell'Amministrazione regionale, quindi ben conosce le leggi della Regione e come vengono applicate.

C'è anche una circostanza più precisa, che vorrei richiamare all'attenzione di questo Consiglio: l'Assessore Cerise, proprio alla fine della scorsa legislatura, in qualità di Presidente della II Commissione, prima di diventare Assessore, si è occupato direttamente, personalmente, della materia delle inserzioni pubblicitarie, quindi era sicuramente al corrente nel dettaglio di tutta la normativa che stava dietro a questa materia. L'Assessore, in riferimento alle pagine pubblicitarie della "Stella Alpina" nell'autunno del 2002 aveva contestato tale pubblicità, lo aveva fatto sia personalmente, come Consigliere dell'"Union Valdôtaine", e in rappresentanza del suo movimento, sia come Presidente della II Commissione. In particolare, aveva scritto a "La Stampa", e forse anche ad altri giornali. Ho visto il testo uscito su "La Stampa" il 15 settembre 2002, un testo molto preciso e articolato, in cui c'è un preciso atto di accusa nei confronti di certi usi dei messaggi pubblicitari e voglio richiamarli, perché ci sono cose molto chiare che ben si attagliano al dibattito che oggi svolgiamo qui.

Alberto Cerise, Consigliere regionale dell'"Union Valdôtaine", in un articolo pubblicato su "La Stampa" il 15 settembre 2002 scrive: "La Presidente dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta, sollevando la questione del delicato rapporto fra informazione e propaganda elettorale, ha indirizzato una lettera alle massime autorità politiche regionali e agli organi preposti alla vigilanza sulla comunicazione. Questa missiva, i cui contenuti saranno oggetto di valutazione nella prossima seduta della II Commissione consiliare permanente, partendo da fatti avvenuti, vuole richiamare l'attenzione dei responsabili dei giornali sul rispetto delle norme in materia di pubblicità, al fine di evitare che comunicazioni propagandistiche di partiti politici passino per informazione a danno del cittadino elettore. Parallelamente, essa contiene anche un richiamo alla classe politica, affinché non ricorra a queste furberie, non solo per rispetto alle leggi, ma anche di quel cittadino elettore che vorrebbe rappresentare conquistandone la fiducia. È certo che con questa nota gli organi competenti, compresi quelli politici, saranno tenuti a vigilare, accertare e, se del caso, censurare, nei modi previsti dalla legge, eventuali scorrettezze in fatto di propaganda elettorale personale o partitica, passata e futura".

Questo scriveva nel settembre 2002 l'Assessore Cerise in qualità di Consigliere dell'"Union" e Presidente della II Commissione; quindi conosceva benissimo tutte le norme. Ha predicato molto bene, ha detto cose molto giuste, però, dopo pochi mesi, ha razzolato completamente in senso opposto, ha fatto esattamente quello che aveva detto lui stesso; aveva fatto un richiamo a sé stesso di non ricorrere a certe furberie e poi è stato quello che più di tutti ha fatto ricorso a queste furberie! C'è un comportamento cosciente di violazione della normativa regionale da parte di chi si era eretto a difensore e tutelatore di questa normativa e da parte di chi ben conosceva questa normativa.

Riguardo poi al punto 4, che concerne la trasparenza, la correttezza, l'imparzialità dell'amministratore, la conclusione a cui è arrivato il nostro gruppo è che nei rapporti fra l'agenzia "Sanguinetti", l'Assessorato e l'Assessore al turismo, ci sono tante cose che non vanno, ci sono dei comportamenti inaccettabili. La deliberazione n. 843/2003 con cui l'Assessore Cerise ha proposto e perorato presso la Giunta l'acquisto di un prodotto pubblicitario dell'agenzia "Sanguinetti" per ben 48.080 euro, è fortemente discutibile sotto qualsiasi aspetto la si guardi, perché è un provvedimento totalmente contraddittorio ed illogico rispetto alle decisioni assunte appena 3 mesi prima dalla Giunta regionale.

La Giunta regionale, presieduta da Dino Viérin, il 9 dicembre 2002 - quando il Presidente Viérin aveva momentaneamente l'interim dell'Assessorato del turismo -, aveva deciso una strada completamente diversa; non aveva dato corso alla proposta dell'agenzia "Sanguinetti" e aveva deciso di far ristampare gli opuscoli di proprietà della Regione sulle "Alte Vie" senza dare corso alla proposta di "Sanguinetti". Poi arriva l'Assessore Cerise, viene ripescata una proposta che era già stata accantonata e viene mandata in porto.

Vi è quindi un comportamento totalmente illogico e contraddittorio, ma non solo: tutto l'iter preparatorio della deliberazione n. 843/2003 è un procedimento che non sta in piedi, è totalmente irregolare con ben 2 preventivi che vanno avanti parallelamente e che si accavallano, facendo aumentare i costi del prodotto offerto. Non solo, la deliberazione n. 843/2003 non contiene un elemento essenziale, non contiene una valutazione di congruità dei costi: questo aspetto è paradossale, perché la stessa deliberazione fa esplicito riferimento alla legge regionale n. 18/1998, di cui vi leggo l'articolo 7, comma 2, concernente le procedure per il conferimento di incarichi: "In ogni caso, la struttura regionale competente deve accertare ed attestare la congruità dei costi previsti, sulla base delle tariffe professionali, ovvero dei prezzi di mercato correnti". La deliberazione non ha valutazioni di congruità, contrariamente a quello che succede in tutte le deliberazioni, in particolare per acquisti di questo tipo fatti a trattativa privata, quindi anche sotto questo aspetto ci troviamo di fronte ad un comportamento scorretto ed irregolare.

Infine, è materia discutibile, ma lo sottolineiamo perché convinti di quello che diciamo, il prodotto acquistato dall'agenzia "Sanguinetti" è stato di pessima qualità, inutile rispetto alla pubblicizzazione delle "Alte Vie". Si è trattato di un prodotto "recuperato" a tutto vantaggio dell'agenzia, ma sicuramente non nell'interesse della pubblica amministrazione.

L'ultimo aspetto da noi evidenziato nella mozione è il rapporto con il Consiglio regionale, nel senso che l'Assessore ha mentito palesemente nei confronti del Consiglio regionale. Ha infatti sostenuto di essere totalmente estraneo rispetto a questa vicenda, di non sapere alcunché di detta inserzione pubblicitaria. Nel Consiglio regionale del 23 luglio 2003, rispondendo all'interpellanza della "Casa delle Libertà", l'Assessore ha affermato la sua totale estraneità rispetto all'inserzione pubblicitaria dell'agenzia "Sanguinetti", anzi, ha affermato di aver a suo tempo espresso contrarietà per l'iniziativa pubblicitaria. Dall'indagine viene fuori esattamente il contrario: che tutto è stato deciso insieme! Sono affermazioni palesemente infondate, dichiarazioni fatte al Consiglio in modo da nascondere la reale dinamica dei fatti!

Passiamo ora alla parte deliberativa della nostra mozione che contiene due aspetti. Una parte riguarda adempimenti che sarebbero opportuni dal punto di vista normativo ed amministrativo, provvedimenti che comunque questo Consiglio e questa Giunta dovrebbero assumere, perché nel corso del dibattito e dell'iter di questa vicenda è emerso che vi sono interpretazioni diverse su 2 norme di legge: da quando deve decorrere la dizione "convocazione dei comizi elettorali", quindi sarebbe bene per evitare confusioni, in futuro, chiarire questo aspetto con un'interpretazione legislativa; da quando viene calcolata la decorrenza delle spese elettorali dei candidati, aspetto non chiarito dalla legge - volutamente, forse! - per evitare di essere troppo restrittivi, ma a questo punto è meglio che intervenga un dato di chiarezza.

Vi è poi un problema sulle procedure amministrative, nel senso che, se una legge regionale prevede l'obbligo dell'accertamento e attestazione della congruità dei costi, come è possibile che arrivi in Giunta una deliberazione predisposta dagli uffici, con tutti i visti, e poi approvata dalla Giunta, che non ha la dichiarazione di congruità dei costi? Questo va messo a punto, altrimenti si va incontro a dei grossi rischi.

Crediamo che, al di là dei ruoli maggioranza e opposizione, al di là delle valutazioni diverse - sappiamo bene che, sulla vicenda e sul comportamento dell'Assessore, vi saranno -, tutto il Consiglio dovrebbe essere concorde nell'andare a chiarire i due aspetti sopra richiamati, per evitare che si riproducano queste problematiche.

Infine, la nostra mozione contiene una censura chiara, pesante nei confronti dell'Assessore Cerise. Censura che facciamo anche alla luce di quanto l'Assessore ha scritto su "La Stampa". Se Cerise scrive: "È certo che con questa nota gli organi competenti, compresi quelli politici, saranno tenuti a vigilare, accertare e, se del caso, censurare eventuali scorrettezze", allora è l'Assessore stesso che ha indicato la strada della censura, giustamente, nei confronti di certi comportamenti! Quindi noi la censuriamo, Assessore, anche rispetto a quanto da lei affermato, oltre che per quanto è scritto in tutte le leggi regionali e per quanto è emerso da tutta questa vicenda!

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Ovviamente illustrerò la nostra mozione, la cui discussione è congiunta con la mozione appena illustrata dal collega Riccarand.

Devo dire che è necessario ricordare quello che è accaduto in questi mesi, nel senso che dopo un ampio approfondimento fatto con interpellanze, mozioni, fatto con un'indagine conoscitiva affidata alla II Commissione, riteniamo sia doveroso che questo Consiglio arrivi a prendere una posizione politica e si possa chiudere almeno quella che è la fase delle valutazioni politiche. Qui, ci troviamo di fronte ad un bivio, nel senso che potrebbe prevalere la tesi minimalista - che peraltro qualcuno da parte dei gruppi di maggioranza esprimeva nei corridoi -, la quale dice: "non è successo nulla, perché a fronte di tutto quello che avete detto, che i giornali hanno scritto, l'Assessore Cerise non è stato chiamato a rispondere in altra sede delle accuse pesanti che voi avete mosso in aula".

Vorrei subito dire che i piani non vanno confusi perché, come qualcuno ha detto fin dall'inizio di questo dibattito, l'aula del dibattito politico è aula che procede con regole differenti rispetto all'aula di un tribunale, ma ha una sua autonomia, nel senso che non necessariamente comportamenti che possono essere riprovevoli dal punto di vista etico, non necessariamente devono comportare delle violazioni di natura penale. Di conseguenza, sostenere che non è successo nulla penso che voglia dire negare la realtà dei fatti, voglia dire non aver letto gli atti che sono stati prodotti a seguito dell'indagine conoscitiva della II Commissione, voglia dire che tutto possa essere lecito, salvo che sia poi la Magistratura ad adottare provvedimenti! In questo caso poi, non dobbiamo lamentarci quando i provvedimenti di richiamo all'ordine vengono da un potere esterno, perché abbiamo dimostrato di non avere ancora acquisito quella capacità di autocontrollo e di autoriforma delle procedure!

Si potrebbe, sulla falsariga dell'interpretazione minimalista e facendo il verso ad una nota canzone di un noto "Rapper italiano", sostenere che l'Assessore Cerise è un uomo fortunato perché, alla vigilia di un periodo elettorale, in cui coloro che correvano per ottenere consenso spendevano per ottenerlo, ha trovato qualcuno che gli ha regalato una visibilità significativa senza che ciò gli costasse nulla né costasse all'Amministrazione regionale! È una tesi difficile da condividere, anche se dobbiamo dire che vi sono precedenti che ci fanno dire che l'Assessore Cerise è un uomo più fortunato di molti altri, perché nel marzo 2001 ha avuto la fortuna - peraltro capitata anche ad altri autori - di avere il patrocinio dell'Amministrazione regionale su una pubblicazione da lui curata sugli alberi monumentali di questa regione, fortuna che non capita sempre quando si ricopre il ruolo di Consigliere regionale!

Devo dire che è ancora più fortunato perché, dopo che questa è stata patrocinata dall'Amministrazione regionale e stampata nel marzo 2001, nel dicembre 2002 l'Amministrazione regionale, quando l'Assessore Cerise entrò in Giunta a seguito dei noti fatti che hanno portato alla fuoriuscita della "Stella Alpina" dalla maggioranza e al rimpasto di Giunta, l'Amministrazione regionale, che nel marzo 2001 aveva patrocinato quel lavoro, si è accorta però, solo a dicembre 2002, che, forse, come amministrazione potevamo comprare un numero significativo di copie di quel libro; perciò l'Assessore Cerise, da questo punto di vista, è fortunato! Se chiudiamo tutta questa vicenda nel frutto della casualità e ci rifacciamo alla filosofia islamica, che la realtà è ciò che accade, contro la realtà non si può andare perché è volontà di Dio che così siano andati i fatti, penso che veniamo meno al nostro compito di amministratori pubblici!

Allora le diciamo, Assessore, che non pensiamo che su questa vicenda si possa archiviare il confronto politico sostenendo che non è accaduto nulla e che lei è un uomo fortunato, perché l'insieme degli avvenimenti che hanno preceduto gli approfondimenti politico-amministrativi e, oserei dire, soprattutto le risultanze di quegli approfondimenti amministrativi hanno dimostrato quanto meno un comportamento disinvolto nella sua azione amministrativa! Ritengo che una pubblica amministrazione non possa tollerare comportamenti disinvolti che vadano spesso - come abbiamo potuto constatare - in palese violazione e contrasto di norme regolamentari che questo Consiglio si è dato, o in alcuni casi, per usare un'espressione più sottile, in "elusione" di determinati modi del procedere degli atti amministrativi!

Devo richiamare quanto era stato detto nel dibattito fatto a margine dell'indagine conoscitiva, perché è importante ribadire, in questa sede, che i problemi di cui questo Consiglio si è occupato dal mese di luglio ad oggi su questa vicenda non sono frutto della fantasia o del gioco delle parti che fanno le forze dell'opposizione, perché lo dicevo quando si discusse la relazione conclusiva, il problema lo percepì, "in primis", l'Assessore Cerise.

Voglio ricordare ai colleghi di maggioranza che il 22 aprile 2003 l'Assessore Cerise ha dovuto scrivere due lettere: una, al Presidente dell'"Union Valdôtaine"; una, al suo capogruppo di allora, per scusarsi di quello che stava accadendo e dicendo che della semplice informazione era divenuta un messaggio pubblicitario. È evidente che, se ad aprile del 2003 c'era un'evidenza di questa natura, il problema non solo lo ha percepito l'Assessore Cerise, ma lo avete percepito voi stessi, o perlomeno quanti di voi nella precedente legislatura sedevano in questi banchi!

Sostenere, oggi, che non è accaduto nulla vuol dire esprimere l'ennesima menzogna su una vicenda che è stata caratterizzata da una reiterazione e ripetizione di menzogne! Ed è anche questo, Assessore Cerise, che le contestiamo, perché se lei, a seguito della nostra prima interpellanza, o a seguito della seconda interpellanza, o a seguito delle mozioni presentate congiuntamente dal gruppo "Arcobaleno" o dal nostro gruppo, avesse riconosciuto un eccesso di disinvoltura, probabilmente la vicenda l'avremmo chiusa ormai da parecchio tempo! Noi, invece, ci siamo trovati di fronte alla sua caparbia volontà di negare l'evidenza dei fatti, fatti che erano palesi per le pubblicazioni, confermati fra l'altro dalle dichiarazioni che in commissione erano state rilasciate dai soggetti coinvolti nella vicenda: il concessionario piuttosto che il curatore della campagna pubblicitaria.

Non voglio ripercorrere per intero il dibattito tenuto un mese fa, però penso che alcuni sintetici riferimenti vadano ripresi, perché dall'insieme delle situazioni che abbiamo fotografato emerge un comportamento che non è accettabile; se questo comportamento diventasse il metro con cui dovesse essere attuata l'attività amministrativa e politica dell'intero Esecutivo, penso che questo Consiglio regionale potrebbe smettere di riunirsi, in quanto diventerebbe un organo completamente inutile!

Non voglio ripercorrere la questione delle spese elettorali; vi sono delle interpretazioni discordanti e noi auspichiamo comunque che questo atteggiamento elusivo venga puntualizzato con una riscrittura delle norme regionali in materia elettorale; riteniamo però che su altri aspetti, in cui le norme sono state palesemente e pesantemente violate, colleghi della maggioranza, non si possa fingere che nulla sia accaduto! Quando leggi e regolamenti regionali vengono violati da chi avrebbe il compito di farli rispettare, in quanto esercita il potere esecutivo che si dovrebbe esplicare attraverso il rispetto di queste norme, diventa veramente difficile sostenere che nulla sia accaduto!

La comunicazione istituzionale, come regolamentata dal Capo II della legge n. 41/1998 disciplina, in maniera minuziosa, le procedure da seguire nella divulgazione dei messaggi pubblicitari; queste procedure sono state completamente ignorate, non ci sono state le autorizzazioni necessarie affinché un soggetto terzo possa far divulgazione dell'immagine dell'Amministrazione regionale; non è stata pubblicata la fonte che rilasciava l'autorizzazione; non è stato pubblicato il logo dell'Amministrazione regionale!

Ora, anche volendo credere che per un mese l'Assessore non abbia letto i giornali e non si sia accorto che ogni settimana veniva riportata una sua intervista, ed è paradossale crederci, in virtù anche delle strutture che l'Assessorato oltre che l'Amministrazione dispone, in virtù anche delle strutture che sono dedicate al mondo della stampa nell'ambito dell'Assessorato al turismo, ma anche volendo credere che qualcosa del genere possa essere plausibile, l'Assessore Cerise, nel momento in cui si accorgeva di questa situazione, avrebbe dovuto diffidare i soggetti che erano stati gli attori di questa comunicazione istituzionale, organizzata in violazione di una legge regionale! Tutto questo non è stato fatto!

Come mai, Assessore Cerise, non ha ritenuto di far rispettare il dettato della legge n. 41/1998 quando si è accorto di questa vicenda? La risposta ce la siamo data ed è che non si poteva censurare o adottare dei provvedimenti di tipo sanzionatorio nei confronti di chi ti aveva fatto un regalo: questo è il motivo per cui l'Assessore Cerise, su questo tema specifico, nonostante l'evidente violazione di legge, non ha rispettato le procedure, prima, e non ha adottato provvedimento alcuno, dopo! Non l'ha adottato perché era d'accordo con chi gli aveva fatto questa promozione di tipo personale a fini elettorali!

L'altro aspetto importante, sul quale non possiamo non tornare seppure brevemente, riguarda la nota vicenda di quell'insieme di pubblicazioni con supporto video e supporto cartaceo, che prende il nome di "Alte Vie". Anche qui, senza ripercorrere nel dettaglio la storia, che è nota, perché appartiene al dibattito di quest'aula, evidenziamo solo alcuni fatti di tipo procedurale: l'insieme di quella vicenda non è stata sicuramente gestita in trasparenza e correttezze di procedure!

Ai colleghi che hanno avuto la voglia di approfondire il meccanismo dei preventivi che stanno alla base di quella offerta, penso che sarà sicuramente saltato all'occhio il paradosso di un'offerta che intanto era stata già accantonata e scartata dall'Amministrazione regionale nell'estate 2002, ma poi il paradosso di 2 preventivi distinti… alla fine è emerso che dovevano essere entrambi accettati dall'Amministrazione regionale, perché pur essendo 2 prodotti distinti - il prodotto tipografico rispetto al prodotto mediatico -, se fossero stati accettati separatamente, in particolare si fosse accettata la fornitura soltanto del prodotto mediatico, l'inserimento in quel prodotto mediatico dell'opuscolo "Alte Vie" non sarebbe stato possibile, in quanto quei 2 preventivi erano strettamente connessi e il prodotto mediatico presupponeva comunque l'accettazione anche del preventivo tipografico!

Queste sono considerazioni difficilmente sostenibili, volendo ragionare in termini di correttezza e trasparenza delle procedure amministrative in materia di appalti, perché è fatto notorio che ogni preventivo deve avere una sua autonomia e una storia a sé stante, e il fatto che gli uffici invece fossero consapevoli di questo gioco delle 3 carte, per cui questi 2 preventivi, apparentemente atti distinti, in realtà erano atti che si intersecavano, sicuramente ha denotato una carenza di sensibilità rispetto alle procedure che questa Amministrazione regionale si è data con proprie norme, ma anche l'insensibilità rispetto a fatti emersi da un'altra triste vicenda che ha caratterizzato, sul finire della scorsa legislatura, questa Amministrazione!

Voglio ricordare ai colleghi la relazione della Commissione amministrativa di indagine sulla "vicenda Maccari". I tre saggi nominati dalla Giunta hanno evidenziato come questa Amministrazione in quelle vicende avesse accettato in maniera disinvolta la violazione delle procedure inerenti gli appalti, le procedure in materia di forniture! Attenzione, la "vicenda Alte Vie" si inserisce in questo filone e la dimostrazione è che il Presidente Perrin, per cercare di "sostenere l'insostenibile", ha dovuto - dopo che la Commissione di indagine aveva chiuso la sua relazione - assegnare un incarico agli uffici e successivamente rassegnare un secondo incarico agli uffici, che hanno ulteriormente precisato quello che non era sostenibile, ossia la correttezza di quelle procedure!

Basta questo per censurare l'Assessore Cerise? Secondo noi, sì, basta e avanza! Ma non è tutto, perché il modo con cui l'Assessore ha gestito la sua precedente esperienza in Giunta - all'Assessorato del turismo - e il modo in cui gestirà il suo Assessorato alle opere pubbliche è un modo che contrasta con i criteri e i regolamenti che ci siamo dati. Ho detto che lei è disinvolto e devo citare, a dimostrazione di questa mia affermazione, altri momenti in cui lei ha dimostrato un'estrema disinvoltura nel gestire e nel disporre dei denari della pubblica amministrazione!

Sappiamo che lei è stato in buona compagnia perché, nei periodi immediatamente antecedenti il confronto elettorale dello scorso giugno, le deliberazioni di Giunta aumentavano di Giunta in Giunta rispetto al "trend" settimanale abituale; però, quando con interrogazioni e interpellanze abbiamo chiesto dettagli su alcune deliberazioni date a fine mandato, non possiamo non esprimere dei dubbi su un certo modo di gestire la discrezionalità degli incarichi!

Vorrei ricordare una deliberazione da lei data il 30 maggio, tenendo presente che le elezioni erano l'8 giugno e che la legislatura era ormai finita, deliberazione per l'elaborazione di pacchetti di offerta turistica, deliberazione che poi il suo successore, Assessore Caveri, ha dovuto ritirare: questo per dire che non sono solo sensazioni nostre, ma sono anche suffragate dai fatti! Prendiamo poi la deliberazione del 26 maggio, per un incarico di consulenza giuridica dato ad un legale di Aosta; vorrei evidenziare che questi incarichi di consulenza sono di natura fiduciaria, diventa paradossale pensare che un Assessore, a fine mandato, dia un incarico fiduciario avente per oggetto, a titolo esemplificativo, "i ritiri di calcio", quando ormai si parlava già di modificare l'impostazione sui ritiri di calcio, cosa che l'Assessore Caveri ha fatto; quando si dice che, a titolo esemplificativo, dovrà occuparsi dei contributi alle società sportive; quando sapevate che la materia dei contributi alle società sportive doveva essere cambiata perché c'era già stato un disegno di legge in merito che non era riuscito ad approdare all'aula, e c'era comunque l'intendimento, che si è concretizzato con la giornata di ieri, di cambiare la legge regionale; quando, poi - questo è un paradosso, ma fa parte di quei paradossi che caratterizzano certe vicende, come ha evidenziato il collega Riccarand, la sua richiesta di censura di fronte a certi comportamenti dell'incarico - lei chiede anche che vi sia un'attività di controllo sui bandi di appalto sulle forniture di beni e servizi! Mi scusi, Assessore, ma è quanto meno curioso!

Potrei citare ancora la deliberazione per la predisposizione degli studi necessari al bando del marchio regionale, vi sono tutta una serie di deliberazioni che lei ha segnato fra maggio e addirittura giugno, dopo il momento elettorale, deliberazioni su incarichi fiduciari, deliberazioni che non potevano poi essere gestite, perché non penso che lei avesse cognizione del risultato elettorale, ma degli assetti della nuova maggioranza, deliberazioni che fanno il paio con acquisti importanti di libri sempre a fine legislatura: 1.000 copie di un libro, poi in parte da lei riacquistato come Assessorato alle opere pubbliche, in quanto il suo successore più che affogare nell'acqua di quel libro, affogava nelle 1.000 copie di quel libro, 40.000 euro per 1.000 copie di un libro di fotografie!

Assessore e colleghi, riteniamo che ce ne sia a sufficienza per dire che comportamenti come questi devono essere censurati, per evitare che continuino a ripetersi e a portare alla riedizione di fatti più gravi, come sono quelli sfociati nelle inchieste della Magistratura sulla "vicenda Maccari", ma anche su altre vicende! Pensiamo sia dovere di questo Consiglio prendere atto che questo tipo di comportamento amministrativo - nella migliore delle accezioni è in elusione delle regole -, da un punto di vista etico e della correttezza, vada censurato, ossia l'Assessore vada ripreso dicendogli: "così non si può continuare, perché questo binario sul quale persegui l'attività amministrativa ci porta a violare le leggi e, in sostanza, è un binario che non può essere perseguito".

Riteniamo che la censura sia il minimo dei provvedimenti che possono essere adottati a conclusione di questa vicenda. Se così non fosse, colleghi, ognuno è responsabile delle azioni e delle valutazioni che dà anche delle azioni altrui, ma sarà poi difficile sostenere con il solito "pianto greco" che ci sono sempre soggetti terzi che si occupano di riportare l'Amministrazione sui binari della trasparenza e della correttezza, perché abbiamo dimostrato di non avere la capacità di dare applicazione alle evidenze che noi stessi mettiamo a fuoco!

Presidente Perrin, le commissioni della "vicenda Maccari" aspettano ancora oggi di avere applicazioni nelle loro conclusioni; lei ha costituito un gruppo di lavoro per la riforma della legge n. 45/1995, noi aspettiamo con ansia di poterci confrontare su questi argomenti, le evidenziamo solo che è passato più di 1 anno! La "macchina amministrativa" va avanti e, da quello che stiamo notando, va avanti ripetendo gli errori del passato! Penso che su questo la riflessione sia quanto meno dovuta!

Président - Le débat est ouvert. La parole au Conseiller Praduroux.

Praduroux (UV) - Avendo presieduto la riunione di lunedì 23 febbraio della II Commissione affari generali in qualità di Vicepresidente, vorrei mettere in luce alcune considerazioni.

Ritengo anzitutto necessario ricordare lo spazio dedicato con il dibattito in aula una prima volta; successivamente, l'esame in commissione che ha prodotto una relazione sottoscritta da tutti i commissari; ancora, il dibattito in aula e inoltre la seduta della II Commissione del 23 febbraio con la presenza del Presidente della Regione e l'audizione dei dirigenti regionali dell'Assessorato. Risulta chiaro ed evidente, da questo breve riassunto dell'agenda istituzionale degli ultimi mesi, come il Consiglio regionale e la II Commissione abbiamo dedicato ampio spazio all'esame e al confronto sul tema oggetto di ennesimo dibattito in questa seduta consiliare.

Nella seduta consiliare del 12 febbraio la mozione presentata dai Consiglieri Frassy, Riccarand e Salzone era stata ritirata al termine del dibattito, dopo che il Presidente della Regione, oltre a presentare una nota informativa sull'acquisto di alcuni prodotti editoriali, aveva dato la propria disponibilità ad affrontare il problema in II Commissione. La seduta di lunedì 23 febbraio della II Commissione, alla presenza del Presidente della Regione e di 2 tecnici in servizio nella primavera scorsa all'Assessorato al turismo, è durata 3 ore; nel corso dell'incontro sono stati chiariti tutti i punti e le richieste presentate dai commissari. È necessario ribadire un'altra volta, in questa autorevole sede, che al termine di questa corposa serie di sedute, riunioni e audizioni, non sono emersi fatti nuovi nei confronti dell'Assessore Cerise, anche in base ai chiarimenti forniti; anche le procedure seguite sono risultate corrette, alla luce delle informazioni fornite. Non si può certamente dire che si sia voluto evitare il confronto che, come emerge da quanto detto fin qui, è stato ampio e articolato!

Ebbene, alla luce di queste constatazioni oggettive, risultano ancora più sorprendenti le dichiarazioni formulate da alcuni esponenti della minoranza al termine della seduta di lunedì 23 febbraio e successive prese di posizione che culminano con l'atto oggi all'esame in aula. Non si può certamente dire che si sia sottovalutata la questione, né accettare l'accusa di non sapersi muovere o saper operare di fronte ai temi sollevati! Probabilmente, di fronte all'evidenza dei fatti, per uscire da questa situazione di "impasse", i gruppi "Arcobaleno" e "La Casa delle Libertà" hanno la necessità di ribadire in modo strumentale accuse su elementi che sono già passati al vaglio di approfondite analisi e di dibattito nel corso di incontri istituzionali appositamente convocati.

Non è mai emerso alcun elemento a sostegno delle accuse formulate su eventuali violazioni della procedura. La maggioranza, nel ribadire la propria fiducia all'Assessore Cerise, deve adesso rispondere politicamente mettendo la parola "fine" a questa vicenda, che si sta allungando nel tempo in modo sterile e improduttivo. Di fronte al vuoto in cui sono cadute le accuse infondate, appare chiaro che l'unico interesse della minoranza è quello di "sollevare polveroni" nel tentativo fallito di creare frizioni! Dobbiamo invece tornare a dedicare il tempo e le migliori energie al governo della nostra regione, ad occuparci delle cose che veramente servono al benessere e al progresso della nostra comunità valdostana!

Président - La parole au Conseiller Comé.

Comé (SA) - Questa vicenda, questo argomento ormai si sta trascinando da parecchie sedute nell'aula di questo Consiglio. Penso che tale situazione sia dovuta in modo particolare alle risposte che l'Assessore, sin dalle prime iniziative presentate dalle forze di minoranza, aveva fornito in modo poco chiaro e poco lineare. Certamente questo ha fatto partire un'onda che è diventata molto più turbolenta e forte rispetto a quanto si prevedeva fin dall'inizio.

Eppure l'Assessore, come l'aveva sollevato anche il Consigliere Riccarand, conosceva bene la materia su quella che è la comunicazione pubblica, in quanto nella precedente legislatura è stato Presidente della II Commissione, e aveva dimostrato questa conoscenza in modo particolare quando la "Stella Alpina" aveva iniziato a pubblicare degli articoli su vari giornali locali, quali "La Vallée Notizie" e "Il Corsivo", e l'Assessore Cerise nei confronti della "Stella Alpina" si era subito attivato, scrivendo su "La Stampa" un articolo, censurando la nostra pagina autogestita, definendola scorretta perché utilizzavamo dei sistemi poco chiari e trasparenti per cercare di carpire la buona volontà dell'elettorato. Vorrei ricordare che queste pagine erano pagate dal movimento e sicuramente non avevano la possibilità di essere gratificate da aiuti pubblici!

Adesso non voglio entrare nell'elenco delle violazioni che vengono imputate all'Assessore e sollevate dai colleghi di minoranza, ma certamente il comportamento dell'Assessore Cerise non è stato dei più lineari: una persona che pochi mesi prima, con grande enfasi, si era proclamato "paladino della trasparenza dell'informazione", pochi mesi dopo, lui stesso, cadeva vittima di più azioni che poco rispondevano a quanto veniva dichiarato in quell'articolo di stampa!

Président - La parole au Conseiller Rini.

Rini (UV) - Sono convinto che ognuno di noi abbia non solo il diritto, ma il dovere di verificare e fare in modo che ogni comportamento e ogni decisione degli amministratori e degli uffici siano improntati alla correttezza e alla legittimità.

Per quanto riguarda il problema che i gruppi "Arcobaleno" e "La Casa delle Libertà" hanno nuovamente riportato in questa sede, vorrei fare alcune considerazioni oltre a quanto avevo detto nel Consiglio del 29 gennaio di quest'anno. La commissione consiliare ha lavorato per diversi mesi per accertare la legittimità e verificare se i dubbi sollevati potevano avere qualche fondatezza. Dagli atti e dalla documentazione acquisita e allegata alla relazione conclusiva - relazione che, vorrei ricordare, è stata condivisa da tutti i membri della commissione - è emerso che non vi è stata violazione della legge n. 28/2000 e che ben 3 autorevoli pareri richiesti dalla commissione e allegati sempre alla relazione in modo univoco sanciscono che, solo a partire dal 20 aprile 2003, il comma 1 dell'articolo 9 della legge diventa operativo. Sempre dagli atti e dalla documentazione si evince che né l'Assessore, né l'Assessorato hanno commissionato le interviste in questione e che per le stesse l'Amministrazione regionale non ha speso un centesimo.

Come avrete potuto constatare, la commissione, proprio per fare chiarezza, per fugare ogni dubbio, per ricercare la verità e sgomberare il campo da ogni possibile sospetto, ha reperito anche delle notizie e delle informazioni non strettamente legate alle interviste in questione e che facevano parte del compito che gli era stato affidato. Ebbene, anche queste ulteriori verifiche non hanno evidenziato violazioni di normative e illegittimità nelle procedure, come non hanno evidenziato irregolarità l'approfondimento in II Commissione per quanto riguarda le videocassette e i "DVD" delle "Alte Vie" - come già ribadito dal Consigliere Praduroux - e che, come ho potuto constatare, dall'attenta lettura delle registrazioni non si riscontrano violazioni.

Credo che, se qualcuno ha dei dubbi o delle convinzioni che ci siano degli illeciti ed è in possesso di elementi o documentazione non emersi dall'indagine conoscitiva, documenti e prove che comprovino l'esistenza di illeciti, abbia il dovere di portare l'argomento in un'altra sede, in un altro palazzo! Questa non è un'aula di tribunale - malgrado siano presenti alcuni avvocati! -, e non abbiamo né la capacità, né il ruolo per dare dei giudizi, soprattutto su delle illazioni e su delle supposizioni!

A questo punto credo che la vicenda in quest'aula si debba chiudere, prendendo atto del fatto che la questione è stata sviscerata a sufficienza e che dagli atti e dalla documentazione che possediamo non si ravvisano illegittimità e si rileva il pieno rispetto delle leggi vigenti. Se si ritiene di mettere in discussione queste leggi o le procedure amministrative, lo si può fare, ci sono tutte le possibilità per farlo, ma questo è possibile anche senza dover per forza censurare il comportamento dell'Assessore Cerise, che, per quanto accertato dalla II Commissione, non ha violato le leggi vigenti!

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Non avevo in animo di fare un secondo intervento, ma penso che dopo gli interventi fatti dai banchi della maggioranza sia necessario riportare la verità in quest'aula, perché sia il collega Praduroux che il collega Rini probabilmente hanno sposato "il filone dell'Assessore Cerise", quello che una bugia forse si nota, ma perseverare nelle bugie alla fine convince i presenti che la realtà sia quella delle bugie sostenute!

Voglio solo invitare i colleghi a leggersi la pagina 12 della relazione conoscitiva, che è stata unanimemente approvata dalla II Commissione, prima, e dal Consiglio regionale, dopo. Ci sono 2 fatti importanti che non possono essere ignorati, anche se a fianco di questi non c'è il riferimento di una violazione specifica in relazione ad una norma regionale piuttosto che ad una norma penale, ma c'è l'evidenza di 2 violazioni specifiche. La prima: "Alte Vie"; a pagina 12, 2° capoverso, si riporta che l'Assessore aveva detto che l'iniziativa era già stata assunta dal precedente assessore e quindi il suo ruolo - quello dell'Assessore Cerise - è stato unicamente quello di onorare un impegno assunto in precedenza. Colleghi, questa affermazione è stata smentita dai documenti, è stata smentita dalla successiva audizione durata 3 ore - cui faceva riferimento il collega Praduroux -, quando è emerso con evidenza che quella offerta il precedente Assessore Lavoyer - che inviterei però ad alzarsi, perché i silenzi molte volte rischiano di essere spacciati per assensi! -, l'Assessore Lavoyer - questo risulta dagli atti e avrei veramente piacere che lei su questo spendesse una parola, quanto meno per contribuire ad accertare la verità dei fatti! - l'aveva "parcheggiata" quella richiesta, l'aveva ignorata ed aveva fatto altre scelte! Non è vero che l'Assessore Cerise abbia onorato un impegno assunto dall'Assessore Lavoyer perché gli atti lo smentiscono, perché - salvo che l'Assessore Lavoyer smentisca sé stesso! -, gli atti portati successivamente all'attenzione della II Commissione dicono esattamente l'opposto! Non può quest'aula continuare a fingere che non sia accaduto nulla e che non ci siano delle violazioni! L'Assessore Cerise su questo passaggio ha comunque mentito!

Secondo passaggio. Colleghi, c'era un sovrano che diceva "l'Etat c'est moi!", tutto ciò che faceva quel sovrano coincideva con lo Stato: poteva vendere, poteva spendere, era lo Stato; di conseguenza, non c'era differenziazione fra la sua persona e l'entità statuale! Eravamo ai tempi della monarchia assoluta, è passato un po' di tempo! Oggi, in democrazia, penso siano le persone a servizio delle istituzioni e le persone non siano le istituzioni, esse rappresentano le istituzioni! Allora quando a pagina 12, nel 4° capoverso, si legge, in quanto la commissione riporta ciò che il concessionario aveva detto in commissione: "Tali pubblicazioni - quelle di aprile - sono state offerte al cliente Assessorato del turismo; l'Assessore sapeva che la pubblicazione faceva parte di un'informazione pubblicitaria finanziata dall'agenzia".

Ci sono due rilievi importanti: l'Assessore sapeva, l'Assessore si è ostinato reiteratamente a dire che non sapeva; l'agenzia dice che l'Assessore sapeva e sapeva che era finanziata dall'agenzia e questo può essere un fatto grave da un punto di vista etico, ma il fatto più grave è che tali pubblicazioni sono state offerte al cliente "Assessorato del turismo"!

Il cliente "Assessorato del turismo", Assessore Cerise, non è l'Assessore Cerise! L'Assessore Lavoyer da questo punto di vista ha dimostrato una correttezza ben superiore a quella dell'Assessore Cerise. Nel suo intero mandato, durato non la vigilia di una campagna elettorale, ma durato un'intera legislatura, non ha fatto uscire interviste sue e questo risulta dai documenti che ci sono stati consegnati in commissione, perché il cliente era l'Assessorato del turismo, perché erano le sagre di paese piuttosto che i castelli, piuttosto che altre manifestazioni che venivano ospitate su questi spazi, in quanto era l'immagine della Valle d'Aosta che doveva essere pubblicizzata e promossa! In questo caso, tutti gli spazi del mese di aprirle sono stati occupati dall'Assessore Cerise con interviste rilasciate dall'Assessore Cerise! Noi riteniamo che ci sia da evidenziare questa situazione, perché il cliente non era "l'Assessore Cerise"; il cliente è quello che paga, l'Assessore Cerise non ha pagato, era l'Amministrazione regionale che con quel contratto di appalto ha pagato ed era l'Amministrazione regionale che doveva beneficiare di questi spazi aggiuntivi. È lo stesso? No, non è lo stesso! Non è lo stesso, perché lo avete sollevato voi, il problema, perché al 22 aprile l'Assessore Cerise si è scusato con voi colleghi dell'"Union Valdôtaine", non si è scusato con il Consiglio, ma con voi dell'"Union Valdôtaine"!

Allora, oggi, collega Praduroux e collega Rini, entrambi presenti nella scorsa legislatura, ci venite a dire che non è successo niente? Ci venite a dire che i fatti della commissione di indagine hanno dimostrato che non è successo niente? Colleghi, si può sostenere tutto, ma voi state sostenendo l'insostenibile, state smentendo voi stessi perché, al di fuori di quest'aula, voi il problema lo avevate già posto, voi del problema vi eravate già accorti! Capisco che può essere imbarazzante trovarsi di fronte alla necessità di certificare in aula, con un atto pubblico, una conclusione di un certo tipo, ma innanzitutto è un problema di coerenza vostro, che potrebbe di conseguenza non risultare di nostro interesse, ma questo problema di coerenza si riverbera sulla correttezza e sulla trasparenza dell'azione amministrativa e questo ci interessa! Su questo non possiamo far finta di niente e girarci dall'altra parte!

Siete poi sicuri che non è successo niente? Noi diciamo che la relazione non dice assolutamente questo; poi, collega Rini e collega Praduroux, è ovvio, questa non è un'aula di tribunale. La relazione non dice quali sono le norme del Codice penale o le norme regolamentari violate, evidenzia una serie di situazioni proprio perché questa è una relazione politica, ma il giudizio che noi chiediamo è un giudizio politico! Penso che voi potrete votare tutto e il contrario di tutto, ma non potete dire e sostenere fuori da quest'aula quello che non è sostenibile, perché smentito dai fatti!

Assessore Cerise, - a chiarimento di quanto ho cercato di riportare nel corretto senso di quanto è stato scritto nero su bianco - mi auguro che senta il dovere di contribuire a chiarire questi punti, perché non si possono affermare situazioni che sono smentite dai fatti!

Président - La parole au Conseiller Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) - In questa vicenda c'è qualcosa di fastidiosamente stonato rispetto ad un'esigenza che, credo, tutti sentiamo: di intervenire a correggere ciò che non funziona in questa Amministrazione. La stonatura deriva dalle motivazioni e dal metodo con cui la stessa è stata costruita, il fastidio dal fatto che viene a confondere, a sviare quello che dovrebbe essere il giusto impegno che ci compete riguardo agli avvenimenti, in parte verificati, in parte che aleggiano nell'aria, e che stanno realmente turbando il rapporto fra l'istituzione in cui operiamo e il cittadino.

Voglio proporre una riflessione su come affrontiamo questa problematica. Non è semplice farci carico di una giusta reazione agli avvenimenti problematici che, negli ultimi tempi, minano in vario modo la credibilità dell'Amministrazione regionale, da "l'affaire Maccari" alle vicende legate agli appalti post-alluvione, alla "questione Eurovie", e via dicendo. Per un amministratore non basta su tali questioni la giusta indignazione che in lui possono sollevare questi avvenimenti e che lo accomunerebbe all'indignazione del cittadino (sempre che il cittadino si indigni ancora, piuttosto che non farsi coinvolgere nel clima un po' rancoroso di sfiducia generalizzata per tutto quello che è politica, istituzione, momento di comunanza). Per noi amministratori non basta la giusta indignazione, ma questa deve essere lo stimolo per farci assumere con più convinzione le responsabilità che ci competono a proposito di garanzie di correttezza politico-amministrativa.

Non possiamo fermarci all'espressione giusta del disagio o della denuncia; a noi competono compiti di analisi seria degli avvenimenti, che ci forniscano la conoscenza oggettiva dei fatti, delle vere responsabilità, anche individuali; delle debolezze normative e organizzative; magari l'inadeguatezza delle scelte politiche. Ci competono poi proposte e scelte che correggano le incongruenze, le debolezze normative e organizzative, proposte che tendano ad eliminare gli spazi in cui si possono annidare comportamenti scorretti o dolosi. Ci compete un'attività di controllo puntuale; ci compete l'individuazione di sanzioni amministrative per chi non rispetta le procedure; ci compete la loro applicazione giusta, ma severa; ci compete, per legge, la trasmissione degli atti ad un altro palazzo quando individuiamo azioni dolose. Tutto questo è un lavoro complesso e delicato, non può essere sostituito con azioni o iniziative strumentali o populiste o, peggio, se mal motivate che abbiano come sbocco solo l'aumento della confusione e della sfiducia.

C'è poi un problema in più. La "macchina" di tutta l'amministrazione pubblica, che ha in carico la traduzione operativa relativa a competenze di grande impatto culturale, sociale, economico, è anche la struttura più rigidamente legata a procedure, regole e controlli che hanno l'obiettivo fondamentale di garantire la correttezza amministrativa, ma che se si trasformano in pesanti lacci e laccioli anziché garantire correttezza rischiano di ingenerare paralisi nell'attività pubblica. Ecco perché dicevo che intervenire in questa materia è un compito delicato, in quanto deve risolvere il problema delle garanzie, senza trasformare l'amministrazione pubblica in un mostro burocratico autoreferenziale.

Questo Consiglio, in proposito, è già stato impegnato in analisi, dibattiti e ricerca di soluzioni. Nel passato abbiamo avuto una serie di commissioni: la Commissione di inchiesta che ha lavorato sulla questione dei trasporti; più recentemente, un'altra, ha cercato di chiarire cosa è successo nel contesto de "l'affaire Maccari", e altre. Da questi lavori sono emerse letture più precise dei fatti, suggerimenti per modificare il contesto normativo o per individuare nuovi strumenti di controllo: questi sono compiti che ci competono.

Il risultato di questo lavoro di approfondimento ha trovato, in quest'aula, un'attenzione - io direi - poco qualificata, in quanto ho ancora presente il dibattito consiliare sviluppatosi sulla relazione della Commissione di indagine de "l'affaire Maccari" (non va dimenticata neppure la commissione amministrativa che operava in contemporanea). Il faticoso lavoro unitario della commissione, finalizzato a stimolare in Consiglio una profonda riflessione sul funzionamento della "macchina regionale", sull'adeguatezza della normativa che ne regge il funzionamento, sul dibattito in corso, non solo localmente in fatto di controlli, questo lavoro è stato buttato nel cestino per utilizzare solo alcuni passaggi - stralci di verbali che dovevano essere secretati - al fine di alimentare una sterile e inutile polemica, che non ha portato a nulla di qualificante rispetto al lavoro che avremmo dovuto portare avanti.

Ancora più deleterio mi pare l'andamento della vicenda che è in discussione ancora oggi, nata - è vero - su pubblicazioni sollevanti reali dubbi di opportunità, ma che è stata condotta dalle forze di minoranza con forzature e un'approssimazione che hanno alimentato una lettura distruttiva del lavoro istituzionale, senza individuare precise responsabilità.

Ripercorro schematicamente le fasi della vicenda, per richiamare i fatti. È stata sollevata, in Consiglio, una violazione della legge n. 28/2000 da parte dell'Assessorato al turismo, il Consiglio incarica la II Commissione di un'indagine conoscitiva per chiarire i fatti. I lavori della commissione hanno evidenziato: che a parere degli organismi preposti al controllo - Co.re.com. - e di esperti interpellati la violazione non c'è stata; che di fronte a questo chiarimento i Consiglieri di minoranza hanno un po' artatamente spostato l'obiettivo della contestazione sulle modalità di appalto delle comunicazioni dell'Assessorato; che riguardo ai rapporti fra Assessorato e soggetti che curavano le comunicazioni dello stesso non sono emerse illegittimità palesi che, secondo me, in qualche modo non possono essere sostituite da letture dubbiose. Qui stiamo parlando di dati su cui poter fondare un giudizio, ma dati concreti, evidenti. Devo dire che, sottolineata questa assenza di illegittimità evidenziata dalla documentazione, in alcuni passaggi emergono importanti perplessità sulla poca chiarezza nei rapporti fra Assessorato e soggetti incaricati dalla comunicazione ed emergono anche alcune approssimazioni nelle procedure. Questo è il risultato del lavoro della commissione!

La discussione condotta nelle precedenti sedute consiliari dalle forze di minoranza ha introdotto poi nuovi elementi derivanti da quella che potrei individuare come un'inchiesta condotta in proprio dai Consiglieri di "Forza Italia" e "Arcobaleno". La lettura di questi elementi, fatta dai suddetti Consiglieri, pare voler introdurre sospetti sul legame fra le pubblicazioni oggetto della discussione e gli appalti per la comunicazione istituzionale, nel senso che la gratuità di quelle pubblicazioni sarebbe non vera, perché pagata con irregolarità negli appalti. Quanto ventilato, se vero, sarebbe un reato grave da perseguire. A combattere questa lettura c'è una nota informativa, fornita al fine di dimostrare la regolarità delle procedure da parte dei funzionari coinvolti nella vicenda e ci sono poi le spiegazioni e le risposte fornite dall'Assessore. Ancora una volta, la documentazione fornita sostiene un percorso proceduralmente corretto.

I Consiglieri di "Forza Italia" e "Arcobaleno" sostengono di fare, qui, una denuncia politica, cosa di cui non ho alcun dubbio circa la legittimità. Ciò che ritengo grave è quanto è andato oltre la denuncia politica.

Secondo me, c'è stato e c'è realmente il tentativo di trasformare quest'aula in un'aula di tribunale. E mi spiego. Questa è un'aula in cui non vi sono a disposizione le cautele e gli strumenti di garanzia esistenti nelle aule di tribunale; là valgono "prove provate", non le supposizioni, là valgono tutta una serie di strumenti che sono messi a disposizione di chi si deve difendere. Qui stiamo solo facendo il lavoro che normalmente si svolge nelle aule di tribunale senza alcuna di queste garanzie, senza che qui vi siano competenze in materia! Stiamo trasformando e abbiamo trasformato un dibattito politico in un "linciaggio personale", (credo tale si possa chiamare quanto è successo nelle sedute precedenti e in parte ciò che sta succedendo oggi). Secondo me, stiamo assistendo ad un'operazione grave, barbarica, di giustizia sommaria, perché se abbiamo individuato fatti amministrativi effettivamente illegittimi, questi devono essere provati; se non ci sono le prove, non possiamo intervenire. Se ci sono altri fatti dolosi, che devono essere presi in considerazione da altre aule, chi ha queste convinzioni o questi sospetti, deve avere il coraggio e la coerenza di portarli in un'aula di tribunale e non trasformare, questa, in un'aula di giustizia sommaria, che è una strada più da comunità barbariche che non di comunità che ritengo sufficientemente civilizzate, come la nostra!

Dal punto di vista di una verifica amministrativa emerge la correttezza procedurale, ripeto, se ci rifacciamo ai documenti. Ci potrebbero essere altre cose non ancora emerse che mettono in evidenza invece delle illegittimità, le prenderemo in considerazione quando le individueremo. Questo però non risponde al problema sollevato dai Consiglieri summenzionati perché essi traggono le loro valutazioni al di là di quanto contenuto nei documenti. Non mi compete una difesa dell'operato dell'Assessore, lo stesso ha gli strumenti e la capacità di farlo; io tento di leggere i dati nei limiti di quanto appare e di quanto riesco a capire degli stessi.

Detto questo, ho una mia valutazione della denuncia fatta, del modo con cui si sono caratterizzati gli interventi. I Consiglieri Frassy, Riccarand, Curtaz non hanno fatto del caso solo una legittima denuncia politica, si sono esibiti in quello che ho chiamato un vero e proprio "linciaggio personale" e credo sia una cosa grave! Sono deviazioni che mi meravigliano relativamente se, portate avanti, ad esempio, dal Consigliere Frassy: ha una storia personale in cui lo sciacallaggio politico è stato utilizzato in più occasioni, (ho dei ricordi netti in proposito che vengono dal passato). Mi stupisce un certo affiancamento del Gruppo dell'Arcobaleno di solito così attento ai diritti delle persone. Queste deviazioni poi sono più riprovevoli quando a portarle avanti sono anche dei professionisti del settore della giustizia i quali, secondo me, dovrebbero avere cautele ed accortezze sicuramente maggiori rispetto alle garanzie che ci dovrebbero essere nei riguardi delle persone sottoposte a qualsiasi indagine, anche giusta.

La mia sintesi della vicenda può quindi essere schematizzata così: sul piano amministrativo, che è nostro compito di approfondimento, ciò che è emerso dal lavoro fatto, dalla documentazione, da ciò che finora abbiamo considerato, non hanno messo in rilievo illegittimità procedurali; sul piano dei reati ventilati, coloro che introducono sospetti in proposito abbiano la coerenza e il coraggio di comunicarlo ad altri palazzi, ritengo che sia loro dovere! Ancora una volta, qualche approssimazione procedurale lascia spazi a strumentalizzazioni, ma anche a dubbi seri, in merito al funzionamento della "macchina". In questa materia credo che occorra accelerare l'impegno di revisione del nostro modo di lavorare e della "macchina amministrativa".

Mi chiedo poi se tutta questa vicenda abbia aggiunto qualcosa al processo che ci compete, anche di moralizzazione della pubblica amministrazione. Secondo me, ha aggiunto ben poco, perché ha confuso quello che è un corretto impegno di controllo e propositivo, ha introdotto quello che chiamo "il metodo barbarico della giustizia sommaria", rischia di svilire il lavoro delle commissioni a pura occasione di strumento per fare del polverone e non di proseguire il lavoro che ci compete. Infine, mi pare che inquini il dibattito politico. In questo senso ritengo di aver partecipato, mio malgrado, ad un dibattito che spero non si verifichi più in quest'aula!

Si dà atto che, dalle ore 10,37 alle ore 10,47, presiede il Vicepresidente Nicco.

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (FA) - Avevo già detto, in tempi non sospetti, che questo dibattito non mi appassiona più di tanto e, proprio per questo, non ho preparato nulla di scritto.

Devo dire che, l'intervento del Consigliere Fiou, fino ad una buona parte mi ha trovato d'accordo, dicevo a me stesso che mi sarebbe piaciuto preparare qualcosa che andasse nella direzione dell'intervento stesso, vale a dire: riportare il dibattito nella nostra sede, ma ad un livello più politico e non personale. Condivido meno l'ultima parte del suo intervento, perché mi sembra quasi che cerchi lo scontro, nel senso che quando parla di "linciaggio personale" mi sembra veramente eccessivo; qui stiamo dando un giudizio politico, che è poi quello che noi, sin dall'inizio di questa vicenda, abbiamo sempre cercato di riportare.

C'è stato un lungo esame sulla vicenda, è stato anche appassionante, in sede di II Commissione, ascoltare le audizioni, i dirigenti. Devo dire peraltro che, a me, personalmente, è servito molto per capire come funziona la "macchina" e quando qualcuno di voi ha citato la revisione della legge n. 45 aveva ragione, credo che davvero sia una cosa assolutamente urgente, perché io che ho fatto l'amministratore di un'azienda pubblica per diversi anni, devo dire che tutte le volte che mi dovevo occupare di dare un incarico o di fare un appalto, non avevo grandi problemi, perché per me c'erano le strutture, i dirigenti, i quali, con i loro pareri mi davano garanzie di procedure. Mi pare che in Regione le cose siano diverse, cercherò di approfondire questo tema.

Perché dico questo? Perché alla fine del discorso il giudizio sulla vicenda riguardante in modo particolare l'Assessore noi lo abbiamo dato; abbiamo detto che, dal punto di vista comportamentale, alla vigilia delle elezioni certe procedure sono state perlomeno inopportune. A noi interessava capire se dal punto di vista della legittimità degli atti ci fossero garanzie o meno: ecco perché, ad un certo punto della vicenda, abbiamo chiesto l'intervento del Presidente della Giunta in commissione che ci desse le garanzie cui mi riferivo prima… il Presidente della Giunta garantisce tutti, naturalmente garantisce che le strutture abbiano fatto il loro dovere anche nelle procedure! Va quindi scisso l'intervento su un giudizio politico della vicenda e il giudizio procedurale, che è a garanzia anche dei risultati che ha dato la commissione stessa.

Spero davvero che si finisca con detta vicenda, perché condivido anche quanto detto da chi mi ha preceduto, che questo tipo di dibattito alla fine toglie spazio alle cose importanti che questa Assise deve fare. Una volta risolto il problema con il giudizio politico, credo occorra voltare pagina; poi, ognuno di noi, deve fare le proprie valutazioni, in questo caso è l'Assessore stesso che darà un giudizio su questa vicenda e dirà quali sono le sue eventuali giustificazioni su alcuni comportamenti, che non sono stati dal punto di vista politico così limpido, ma va sottolineato che, dal punto di vista procedurale, non vi sono elementi che ci consentano di dire che sono state fatte irregolarità.

Detto ciò, anche perché abbiamo sempre avuto un atteggiamento garantista sotto tutti i punti di vista, su questa vicenda daremo il nostro voto di astensione per le motivazioni che ho appena esplicitato.

Président - La parole au Conseiller Borre.

Borre (UV) - Colgo anch'io l'augurio del Consigliere Salzone: che si possa porre fine a questa vicenda.

Queste mozioni vogliono tirare la conclusione di una serie di dibattiti e confronti sulla vicenda iniziata su presunte anomali informazioni pubblicitarie; conclusione, la vostra, che però è respinta dal mio gruppo, sia per il contenuto delle mozioni, che per le dichiarazioni rilasciate dopo la conclusione dei lavori della II Commissione del 23 febbraio 2004.

Questa vicenda ha ottenuto le dovute risposte, chiarimenti e precisazioni dall'indagine conoscitiva condotta dalla II Commissione; chiarimenti e precisazioni dal dibattito in quest'aula, anche se, non sempre, proprio per un'aula consiliare; chiarimenti, precisazioni, approfondimenti e analisi di elementi, di circostanze contestate nel corso di audizioni in commissione del Presidente della Giunta e dei funzionari. Iniziative che, malgrado la precisa volontà della maggioranza al confronto e al chiarimento, si sono trasformate in una spiacevole farsa.

Ribadisco un passaggio sottolineato da tutti coloro che mi hanno preceduto, perché lo ritengo alla base della nostra conclusione, e che nessun fatto nuovo ha smentito: dall'approfondita verifica della documentazione delle audizioni è emerso, anche sulla base del contenuto dei pareri legali acquisiti, che non vi è stata violazione alcuna della legge n. 28/2000, che non vi è stata alcuna violazione della legge regionale n. 3/1993; l'ipotesi di infrazione della legge n. 41/1998 non è sostenibile, in quanto quella legge disciplina le modalità di erogazione degli aiuti all'editoria per la diffusione della comunicazione istituzionale. Infatti, la violazione a questa legge implica l'esclusione ai suddetti aiuti. Comunicazione e diffusione che non sono state commissionate dalla Regione, dall'Assessore e tanto meno pagate! Ripeto quanto ho già detto in un altro intervento: forse si spera di ottenere comunque dei risultati secondo il principio che diffamando ed accusando resti qualcosa! Non vi è nessuna evidente violazione di norme continuamente sbandierata nei vostri teoremi viziati dalla malafede!

Non sono né corrette né oneste le accuse relative a non veritiere dichiarazioni fatte dall'Assessore Cerise in Consiglio nella seduta del 23 luglio 2003! Come è riportato nei verbali, ricordiamo che l'Assessore ha semplicemente risposto puntualmente ai punti dell'interpellanza; se si volevano avere altri elementi o risposte diverse, si doveva formulare l'interpellanza in modo diverso, non già - come è avvenuto - sotto forma di accusa preventiva! Non condivido, e stento a capire l'amarezza di questi Consiglieri di minoranza, che nel prosieguo dell'indagine, a fronte del mancato riscontro delle inflazioni ipotizzate, hanno alzato il tono delle accuse, delle diffamazioni, fino ad ipotizzare nuove tipologie di illeciti!

Fra i tanti aspetti deleteri di questa vicenda, va fatto risaltare - oltre all'attacco per niente politico, ma del tutto personale e astioso nei confronti dell'Assessore - il comportamento avviato in seno alla commissione, che da "inquisitorio" è diventato, senza fondamento, definitivamente "di condanna" e, come tale, è stato riproposto nell'ambito del Consiglio regionale con il ripetersi di accuse infondate e diffamazioni gratuite. In questo Consiglio abbiamo assistito ad una sorta di "linciaggio verbale", inteso ad offendere, provocare, screditare, toni ed argomentazioni improntati ad una ingiustificata e pericolosa aggressività, ostinati pregiudizi hanno offuscato il buon senso, dando spazio a basse congetture e teoremi costruiti in malafede su null'altro che non fosse la cieca voglia di colpire! Ritengo che siano questi i comportamenti che vadano, sì, censurati, perché così facendo l'aula consiliare si trasforma, come è successo, in aula impropria di tribunale, mortificando e svilendo il ruolo del Consiglio e di chi ne fa parte!

Le due mozioni non sono il risultato di quanto è emerso in commissione e nei dibattiti in Consiglio; sono un sistema scorretto per non accettare l'esito dell'indagine conoscitiva e dei chiarimenti ulteriori portati con documentazione e spiegazioni. Si vuole mascherare, con queste mozioni, una sconfitta che non ha niente di politico, ma investe, sì, due forze politiche… mozioni che dichiarano la sconfitta di un certo modo di affrontare i problemi.

Una riflessione che, partendo da questa vicenda, si estende ad una valutazione più generale: ci troviamo di fronte ad una parte della minoranza, che non solo interpreta la disponibilità della maggioranza ad approfondire qualsiasi questione, nel rispetto del confronto e con la volontà di cercare il coinvolgimento, come "segno di debolezza", ma ne approfitta per trasformare questa disponibilità in strumentalizzazioni deleterie! Strumentalizzazioni che portano, prima, all'inconcludenza e, poi, inevitabilmente verso uno scontro durissimo, dal quale non può che nascere una penalizzazione anziché una crescita del confronto politico.

Ritengo, al contrario, che in un panorama politico sempre più difficile, sia per la soluzione dei problemi quotidiani, che per progetti a medio e lungo termine, non si debbano creare attitudini che portano all'incomprensione, ma siano necessarie azioni di duro confronto, sì, ma nel rispetto dell'individuo e soprattutto delle competenze legate ai ruoli.

Tornando alla riflessione sulla "debolezza" di una maggioranza disponibile al confronto, giudico al contrario una grande svolta alla ricerca aperta e trasparente di confronto, di disponibilità ad affrontare temi di grande rilievo per la Regione, ma anche di dialogo sui problemi quotidiani. Nessuna teoria dell'"embrassons-nous" di una maggioranza assembleare, ma una corretta, trasparente e utile partecipazione di tutti i Consiglieri all'attività del Consiglio regionale, rispettandone i ruoli.

Detto questo, il gruppo dell'"Union Valdôtaine" si dichiara disponibile per qualsiasi approfondimento politico che si vuole aprire sull'applicazione, interpretazione ed eventualmente modifica delle leggi relative alla comunicazione istituzionale e sulle spese in periodo elettorale. È evidente che questo passaggio deve avvenire al di fuori di strumentalizzazioni finalizzate a denigrare l'Assessore o l'operato della Giunta!

Dichiariamo il nostro voto contrario sulle mozioni; invito le forze politiche proponenti le mozioni stesse ad essere più rispettose dei comportamenti che stanno alla base di un'azione politica produttiva, un'azione politica che sia veramente indirizzata alla crescita democratica, sociale ed economica della nostra società, all'insegna di una coscienza morale diffusa e patrimonio di tutti. Respingiamo la richiesta di censura a carico dello stesso Assessore, così come l'accusa in questa circostanza dell'esistenza di procedimenti non corretti, essendo stato dimostrato il contrario.

Ribadiamo la nostra fiducia ad Alberto Cerise come Assessore, Consigliere e cittadino.

Président - S'il n'y a pas d'autres conseillers inscrits à parler, je ferme la discussion générale.

La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Per dichiarare il voto favorevole del nostro gruppo sulla mozione che abbiamo presentato, ma anche per riassumerne il senso e per manifestare la sorpresa con cui abbiamo ascoltato anche alcuni interventi di Consiglieri di maggioranza.

Qui, la questione è abbastanza semplice, al di là delle parolone che si sono volute usare. È successo un fatto, nell'aprile 2003, che noi riteniamo grave e scorretto: un Assessore ha abusato del proprio ruolo per farsi una pubblicità in contrasto con la legge, con un comportamento che non si era mai verificato in precedenza. Rispetto a tale comportamento, prima "La Casa delle Libertà" e, poi, il nostro gruppo abbiamo posto il problema, abbiamo cercato di capire, abbiamo cercato di conoscere il contesto e siamo arrivati ad una conclusione. La conclusione a cui siamo arrivati è che questo comportamento non andava bene e va censurato, e che bisogna contestualmente intervenire su alcune normative, in modo che la situazione verificatasi non abbia più a ripetersi.

Il Consigliere Fiou, poco fa, ci ha invece detto che è tutto a posto, sul piano amministrativo tutto ha funzionato perfettamente. Noi non ne siamo affatto convinti! Credo, Consigliere Fiou, che lei o non abbia voluto ascoltare e non abbia neanche voluto leggere, perché le cose sono state dette, sono state scritte, e le violazioni amministrative di leggi e di regolamenti regionali sono evidenti e palesi! Poi uno può anche non prenderne atto, può anche dire "per me non è importante", ma non che non ci siano, non si può dire perché queste ci sono e sono macroscopiche!

Noi non crediamo di aver fatto alcun linciaggio, crediamo di aver fatto un'azione doverosa da parte di qualsiasi gruppo consiliare che, di fronte ad un comportamento scorretto, pone il problema, cerca di evidenziarlo, cerca di far presente che questo non funziona e non si deve più ripetere e vada censurato chi si è comportato così! Invece, ci si dice che va tutto bene, che tutto è a posto, che ha funzionato tutto! Non ci saremmo mai aspettati - ovviamente - che la maggioranza aderisse alla mozione da noi presentata, perché ci rendiamo conto che scatta una difesa d'ufficio, ma che, quanto meno, si volesse intervenire rispetto ad una serie di problemi comunque emersi, ci sembrava necessario!

Prendiamo atto che stiamo concludendo il dibattito su una vicenda che ha occupato un certo tempo, ma non è marginale, perché riguarda il rispetto di regole democratiche che ci siamo dati su certi comportamenti; stiamo concludendo questo dibattito con un documento presentato dal gruppo "Arcobaleno" e, un altro, presentato dal gruppo "La Casa delle Libertà", ma non abbiamo alcun documento della maggioranza! La maggioranza poteva venirci a dire: "l'Assessore si è comportato male e lo censuriamo. Oppure, si è comportato bene e gli diamo un encomio. O ancora, riteniamo che siano emersi alcuni problemi e vogliamo fare questo", ma non c'è alcun documento della maggioranza, c'è solo una difesa "a spada tratta", d'ufficio, senza minimamente assumersi la problematica che è emersa!

Quale sarà la conseguenza dopo questo dibattito? Alla prossima campagna elettorale tutti si sentiranno giustificati a farsi la pubblicità istituzionale nel periodo che precede la campagna elettorale; se il comportamento dell'Assessore è stato corretto, vuol dire che va bene continuare per questa strada!

A noi questo sembra grave, perché che questo comportamento non vada bene, ci sono non uno, ma cento motivi per rendersene conto! Riteniamo che tale atteggiamento da parte della maggioranza sia irresponsabile, perché se volevate essere corretti dovevate presentare un vostro documento, fare le vostre proposte rispetto a cosa non ha funzionato, oppure dire "va tutto bene così", allora, da qui in avanti, si viaggia in un'altra direzione rispetto a quello che si è fatto in passato! In passato si è sempre fatto in un certo modo… si vuole cambiare strada? Lo si dica, ma non si può far finta di niente!

Respingiamo le considerazioni, anche offensive, fatte con parole pesanti da parte dei Consiglieri Fiou e Borre; riteniamo di aver fatto correttamente il nostro compito di forze di opposizione, compito di chi ritiene necessario che i regolamenti e le leggi vengano rispettati! Noi abbiamo una proposta, siamo convinti di questa proposta, la proponiamo all'attenzione e al voto del Consiglio. Prendiamo atto che dalle forze di maggioranza sono venute soltanto parole grosse, ma, proposte concrete, neanche una!

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - La mia dichiarazione di voto è necessaria, non tanto per confermare ovviamente il voto favorevole del nostro gruppo sulla nostra mozione e su quella dei colleghi del gruppo "Arcobaleno", ma vuole anche essere una risposta, seppure breve, all'intimidazione pervenuta dai banchi della maggioranza, Presidente Perron, perché è inammissibile che a seguito di un dibattito politico - che non nasce dalla fantasia dei gruppi di opposizione, ma da una decisione nata in quest'aula, in quanto la commissione di indagine conoscitiva è stata approvata da quest'aula - si venga a dire che i gruppi di opposizione, nel tentare di effettuare gli approfondimenti, hanno fatto un "linciaggio personale" e hanno fatto dello "sciacallaggio politico"! Penso, colleghi Borre e Fiou, che il vostro sia un atto di intimidazione politica perché i compiti di questo Consiglio, lo ricordo, sono anche compiti di controllo e di inchiesta!

Possiamo non arrivare alle stesse conclusioni, ma non possiamo assolutamente accettare di essere tacciati, da parte dei Capigruppo di maggioranza, di "sciacallaggio politico" per aver fatto il nostro dovere di amministratori, prima ancora che il nostro dovere politico! E poi, collega Fiou, da che pulpito! Voi, che linciate quotidianamente il Presidente del Consiglio Berlusconi! L'Onorevole Berlusconi che ogni giorno è tacciato delle malefatte le più disparate, perché tutto ciò che accade in Italia è colpa di Berlusconi… perciò il suo pulpito è quello meno adatto per parlare di "linciaggio personale"!

Il paradosso è un altro: alla fine di questa vicenda, una vicenda che ha molte analogie con quella che è stata la deviazione dalle corrette procedure attuate dagli uffici nella "vicenda Maccari" e - parentesi nella parentesi! - mi stupisce che lei, collega Fiou, attento Presidente di quella Commissione di inchiesta, sia così distratto in questa vicenda, perché le analogie ci sono e sono significative… il paradosso è che, all'epoca, è crollata una Giunta e, adesso, rischiamo di far passare come vittima di un complotto dell'opposizione un assessore disinvolto e disinibito dalle regole, dimenticando quello che è accaduto nel passato! Non mi stupirei che il collega Borre, al prossimo Consiglio, facesse la censura nei confronti dei gruppi di opposizione!

Siamo veramente al paradosso, siamo al disconoscimento di quella che è la realtà, perciò penso che non ci sia null'altro da aggiungere se non invitare i gruppi di maggioranza a rileggersi pagina 12 della relazione finale, nella quale vi sono delle evidenze documentali che sono smentite dai fatti e queste sono significative (le ho già richiamate nel mio intervento precedente, non sto a richiamarle!).

Mi dispiace che il collega Lavoyer abbia scelto la strada dell'omertà e abbia scelto di non partecipare ad un dibattito di chiarezza, perché si potrà dire tutto e il contrario di tutto, ma è compito dei Consiglieri - quando sono a conoscenza di certi fatti - che almeno nell'ambito del dibattito consiliare diano il loro contributo ad accertare quei fatti! Lei, collega Lavoyer, sta tenendo un atteggiamento che sicuramente non agevola la conclusione di questo dibattito e mi dispiace che, fra l'altro, lei venga utilizzato per dare una copertura ad un assessore che non si merita alcuna copertura per gli atteggiamenti finora tenuti!

Noi, però, abbiamo la sensazione che qui qualcuno sia prigioniero degli atteggiamenti di schieramento, che spesso prevalgono a discapito delle valutazioni che, magari, la coscienza suggerisce. Allora pensiamo che su questa vicenda debba esserci una valutazione che debba essere presa in estrema serenità e individualità; di conseguenza, chiediamo che, ai sensi dell'articolo 71, si proceda, per quanto riguarda la nostra mozione, con votazione segreta e chiediamo che questa nostra richiesta, se dovesse essere applicato l'articolo 1, venga sostenuta dai colleghi delle forze di minoranza "in primis", ma dai colleghi che lo ritenessero opportuno, anche se riteniamo che trattandosi di votazione di persone, sia sufficiente l'applicazione del comma 3.

Président - La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (FA) - Voglio anzitutto rivolgermi ai Consiglieri Frassy e Riccarand per dire che la prima affermazione che mi sento di fare è che c'è modo e modo. È legittimo parlare di tutto, affrontare i problemi, ma c'è modo e modo, perché se non cominciamo a riflettere in quanto classe politica su noi stessi e quindi anche su come dobbiamo rapportarci fra di noi, finiamo per trovarci, ogni volta, in situazioni come questa!

Non mi piace quando lei, Consigliere Frassy, usa parole come "omertoso" nei confronti di persone che hanno un atteggiamento in questo momento dignitoso, corretto e rispettoso di quest'aula e per questo non intervengono! Questo non vuol dire che persone che tengono un tale atteggiamento, non abbiano cose da dire e che proprio, perché in modo dignitoso vivono delle situazioni, in questo momento ritengono che non sia opportuno dire…

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… non è grave, sono gravissime le sue provocazioni, perché oggi non stiamo parlando di altre questioni, stiamo parlando di questa vicenda e continuo a dirle c'è modo e modo! Non mi piace la sua maniera, è una provocazione, fatta anche rilevare da altri Capigruppo in quest'aula, perché sono state usate parole non corrette che vanno al di là del legittimo impegno di controllo che lei ha diritto di svolgere!

Credo che bene abbia fatto il Presidente della Giunta, che sia venuto all'interno della commissione a dare garanzie, perché ha dimostrato così un rispetto per quest'aula in un modo corretto. Allora è inutile cercare di trascinare il dibattito con queste modalità per fare "carne da macello" di tutto, ma per fare "carne da macello" anche di fronte all'opinione pubblica di tutta la classe politica!

Il discorso fatto dal Consigliere Fiou - che ho apprezzato, in qualche modo - ha ripercorso già la logica di un discorso che feci io all'interno di questo Consiglio, perché oggi su quel banco ci possono essere loro come assessori, ma domani ci potete essere voi! Allora cosa siamo? Diventiamo ostaggi di tutto quello che ci gira attorno? Ma è logico che questa classe politica oggi diventi ostaggio di un sistema amministrativo burocratico che ci gira intorno? Io dico di no, perché la politica deve anche poter volare alto, deve avere una credibilità, non si può fare "carne di porco" di tutto! Ecco perché c'è modo e modo anche di affrontare argomenti seri come questo; ecco perché noi, con questo atteggiamento che è già stato espresso dal Consigliere Salzone, vogliamo ribadire la nostra chiara posizione garantista; ecco perché oggi ci asterremo, proprio perché crediamo che nella posizione garantista…

(nuova interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… non è un modo "pilatesco", è un modo corretto di riacquisire un dialogo che non poteva e non doveva essere svolto in questi termini e bene hanno fatto a farvelo rilevare! Ecco perché credo - e mi riferisco, per concludere, alle persone che lei ha cercato di tirare in campo - che avrebbero ben motivo di poter essere rancorosi o noi stessi potremmo essere rancorosi per come il nostro gruppo ha dovuto vivere altre situazioni, però crediamo che il tempo sarà galantuomo, quindi non ci preoccupiamo tanto di quello che lei ha detto e ci asterremo.

Président - La parole au Conseiller Comé.

Comé (SA) - Per esprimere il nostro voto su queste due mozioni. Il nostro sarà comunque un voto di astensione e voglio anche darne la motivazione. Sicuramente manteniamo quella che è stata la nostra denuncia politica, che abbiamo fatto e che abbiamo portato avanti insieme agli altri gruppi di minoranza, per mettere di fronte a tutto il Consiglio delle irregolarità emerse.

Oggi riteniamo che la denuncia è stata fatta, tutto il Consiglio è a conoscenza dei fatti, quindi spetta alla maggioranza di prendersi la responsabilità di fronte ad una denuncia politica di fare delle scelte: queste scelte le ha messe in rilievo il Presidente della Giunta quando si è presentato in commissione, dando le garanzie.

Noi accettiamo queste garanzie. Come diceva prima il Consigliere La Torre, il tempo è galantuomo; se domani ci fossero altre violazioni sicuramente la responsabilità di questa maggioranza di non essere intervenuta sarà ancora più grave, comunque oggi ci asteniamo.

Président - La parole au Présidente de la Région.

Perrin (UV) - Je crois que sur cette question il y a eu un débat et l'on a suivi une procédure qui a été extrêmement garantiste.

C'est vrai, c'est depuis 4 mois qu'on s'est penchés sur cette affaire, chacun de nous a eu la possibilité d'approfondir tous les aspects de cette question; j'ai toujours affirmé qu'il faut se tenir aux faits et aux actes, parce que toute déduction arbitraire pourrait nous porter loin. Je crois que tous les éclaircissements qui ont été demandés ont été fournis; j'ai été disponible à relater en commission sur ces questions, on a mis à disposition toutes les connaissances de la structure pour donner toutes les explications qui, justement, ont été demandées. Je crois qu'on ne peut pas dire aujourd'hui qu'il n'y a pas eu une confrontation, surtout, et qu'il n'y a pas eu la volonté positive aussi de mettre en discussion si quelque chose devait l'être, mais à ce point et surtout quoique le débat d'aujourd'hui est un débat de nature politique, il faut reconduire à la politique ce débat: c'est le rôle de ce Conseil.

Le débat politique démocratique a des règles et a aussi une façon de s'exprimer; donc là aussi je crois que l'on doit être attentif aux mots qu'on utilise. Je ne suis jamais pour l'exaspération des mots, parce que souvent avec l'exaspération des mots et des tons l'on va loin; il y a une dignité des comportements que quelqu'un a rappelé et je partage la nécessité qu'il y ait cette dignité de part et d'autre! Je ne suis pas ici absolument à faire des accusations ni aux uns ni aux autres, je fais une réflexion suite à la discussion qui a été faite et qui doit nous amener quand même à reconduire nos discussions et notre approche à la politique, au respect des règles, mais aussi au respect des personnes! Je crois que c'est fondamental dans la vie quotidienne, et surtout à ce niveau!

Je ne dramatise absolument pas la discussion qui a été faite, mais je profite de cette occasion pour exprimer mon avis sur cette motion, qui est un avis contraire, parce que je crois qu'on a tiré trop la corde et donc, à ce moment, je crois que ce débat n'est plus supportable, il faut le trancher! On a donné tous les instruments, toutes les possibilités d'éclaircissement sur cette question. Voilà ma réflexion de nature politique qui pourra être accepté, parce que nous sommes une Assemblée élue démocratiquement et chacun de nous a le devoir de poser les questions de façon convenable.

Presidente - La richiesta di votazione segreta è sostenuta anche dal gruppo "Arcobaleno"? Non sulla vostra mozione, sulla mozione del gruppo "La Casa delle Libertà".

Frassy (CdL) - In relazione alla richiesta di votazione segreta, prendendo atto che il meccanismo di votazione elettronica ha qualche problema in questo momento, chiediamo che si applichi la previsione della votazione con palline, al fine di garantire la segretezza della votazione, perché non vorremmo che ci fossero disfunzioni ulteriori in corso di votazione.

Presidente - Le ricordo che sul punto 29 non è prevista la votazione segreta; sulla prossima, se il sistema non funziona, provvederemo a votazione per palline.

Frassy (CdL) - Non se non funziona, dico semplicemente che l'elettronica è bizzarra e quando inizia a fare i capricci non è detto che finisca subito! Visto che c'è una previsione specifica del nostro Regolamento ed essendoci l'evidenza che in questo momento vi sono problemi sul sistema informatico, direi… anche per procedere poi con i lavori...

Presidente - Pongo in votazione la mozione al punto 29 presentata dal gruppo "Arcobaleno", per alzata di mano:

Consiglieri presenti: 32

Votanti: 27

Favorevoli: 5

Contrari: 22

Astenuti: 5 (Comé, Lavoyer, La Torre, Salzone, Stacchetti)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione la mozione al punto 30 presentata da "La Casa delle Libertà" tramite votazione per palline:

Consiglieri presenti: 32

Votanti: 27

Favorevoli: 8

Contrari: 19

Astenuti: 5 (Comé, Lavoyer, La Torre, Salzone, Stacchetti)

Il Consiglio non approva.