Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 940 du 5 octobre 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 940/X - Presa di posizione del Consiglio regionale sulla manovra economica del Governo per l'anno 1995. (Approvazione di risoluzione)

Risoluzione - Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Considerato che la manovra economica per il 1995, approvata dal Consiglio dei ministri e presentata nei giorni scorsi al Parlamento per l'esame e l'approvazione, contiene provvedimenti tesi a riformare il sistema previdenziale e quello sanitario e ricorre a pesanti tagli, che se approvati, si rifletterebbero negativamente sul mondo del lavoro e sui pensionati;

Sottolineato come la manovra finanziaria debba riguardare tutti i redditi e basarsi su criteri di equità sociale, solidarietà e efficienza;

Constatato che nel Paese serpeggia profonda preoccupazione circa il futuro del nostro sistema previdenziale che ha generato proteste nei luoghi di lavoro già duramente penalizzati dalla disoccupazione e che le organizzazioni sindacali, interpretando il senso di allarme di milioni di lavoratori, hanno proclamato per il giorno 14 ottobre uno sciopero generale;

Pur ritenendo che sia necessario una politica di rigore e di contenimento della spesa pubblica al fine di gettare le premesse per il ridimensionamento del debito pubblico che così come è oggi rischia di compromettere la ripresa economica che è in corso e che in tale ottica è necessario eliminare tutte le carenze e gli squilibri che caratterizzano il nostro sistema pensionistico;

Ribadito che la questione previdenziale vada affrontata con una riforma globale del sistema che rinnovi il patto di solidarietà tra le generazioni, separi rigorosamente il settore previdenziale da quello dell'assistenza e proceda all'omogeneizzazione dei trattamenti pensionistici;

Esprime solidarietà e sostegno alle giuste rivendicazioni del mondo del lavoro;

Tutto ciò premesso il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Chiede al Governo di riformulare gli articoli 4 (dotazioni organiche) e 5 (acquisto di beni e servizi) del disegno di legge in materia di razionalizzazione della finanza pubblica escludendo, allo scopo di garantire la continuità operativa e di evitare la possibile paralisi dei servizi sanitari essenziali, la Regione Valle d'Aosta dal campo di applicazione di tale disegno di legge in virtù delle particolarità della stessa caratterizzata dalla totale assenza di strutture ospedaliere private e dalla presenza di una sola U.S.L.;

Chiede altresì che il Parlamento nell'esaminare e approvare la legge finanziaria si faccia promotore di opportuni correttivi onde eliminare gli altri elementi di ingiustizia presenti nel provvedimento;

Decide di inviare copia della presente risoluzione ai Presidenti di Camera e Senato, ai Parlamentari valdostani, ai Presidenti di tutti i Gruppi parlamentari affinché gli stessi possano farsi interpreti delle preoccupazioni del Consiglio regionale e di tutta la Comunità valdostana che vogliono una riforma del sistema pensionistico equa e possibilmente a tutela delle categorie meno protette.

Risoluzione - Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Ritenuto che la manovra finanziaria del Governo debba ispirarsi ad una politica di effettivo rigore e di concreto risanamento del debito pubblico, nella prospettiva di un rilancio dell'economia del Paese;

Considerato che sia strettamente necessario e improrogabile una riforma globale del sistema previdenziale e assistenziale, principali voci di squilibrio della finanza pubblica;

Sottolineata altresì la necessità che tali interventi strutturali non ledano le legittime tutele sociali previste per le fasce più deboli, ma che incidano piuttosto sugli assurdi privilegi che hanno contraddistinto il sistema previdenziale e assistenziale italiano, favorendone la bancarotta;

Tutto ciò premesso

Chiede

che il Parlamento italiano, in sede di esame del disegno di legge sulla finanziaria per l'anno 1995, si adoperi per apportare tutte quelle modifiche che, pur non snaturando i principi guida della manovra, eliminino gli eventuali aspetti che siano ritenuti in contrapposizione con una corretta politica di tutela sociale;

Decide

di inviare copia della presente risoluzione ai Presidenti della Camera e del Senato, ai Parlamentari valdostani, ai Presidenti dei Gruppi parlamentari affinché gli stessi possano farsi portatori delle istanze espresse, in questo documento, dal Consiglio regionale.

Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.

Ferraris (GV-PDS-SV) - A mio avviso e di quelli che hanno firmato l'ordine del giorno, esso risponde a due esigenze: la necessità di esprimerci rispetto a una manovra che ci tocca sia per quanto riguarda le questioni previdenziali, non dimentichiamoci che in Valle d'Aosta questi provvedimenti interesseranno quasi 70000 persone, inoltre il rapporto Stato-Regione interessa la Regione sulle questioni della sanità perché i provvedimenti della Finanziaria ci recherebbero gravi disagi per le dotazioni organiche, sugli acquisti di beni e servizi.

Detto questo noi riteniamo che la manovra sulle pensioni e sulla sanità non sia condivisibile nei suoi principi, in sostanza la manovra si esplica sul piano dei condoni per chi non ha pagato le tasse, chi invece le tasse le ha pagate si trova di fronte a dei tagli che non risolvono i giusti problemi di riforma pensionistica che non si fa puntando esclusivamente qui ed ora ad una riduzione del deficit, la si fa con una discussione e questo non sta avvenendo.

La differenza tra questo e il secondo ordine del giorno sta nel fatto che, mentre per alcune categorie si andrà all'accertamento per adesione, per quanto riguarda i pensionati l'accertamento con adesione è una voce che non esiste. L'altra differenza è la precisa richiesta di un interlocutore rispetto a un pronunciamento a proposito dello sciopero del 14 e noi esprimiamo solidarietà e sostegno per le rivendicazioni del mondo del lavoro; infine si chiede che questo ordine del giorno abbia la massima diffusione e venga inviato ai parlamentari, ai capigruppo e ai parlamentari valdostani.

Quindi fra i due ordini del giorno ci sono profonde divergenze sul piano politico soprattutto sulla consistenza della manovra e sul fatto che si è rotto un patto sociale che aveva portato dei risultati positivi, mi pare che oggi si voglia seguire una strada diversa. C'è il ritorno dell'inflazione, assistiamo al preoccupante scontro tra le istituzioni e quando ci sono dei momenti difficili è necessario dire da che parte si sta.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - La Finanziaria è sempre un parto difficile, con i Ministri che devono difendere gli stanziamenti per il loro dicastero e con partiti, sindacati e le categorie che premono. Una cosa che condivido è che si tratta di due ordini del giorno completamente differenti. Innanzitutto è la prima volta che un Governo interviene in maniera diversa rispetto al passato cercando di dare una svolta all'assetto finanziario dello Stato. Ci sono tagli e nuove entrate per 50000 miliardi, non ci sono nuove tasse. Il Governo ha scelto di intervenire e noi ci allineiamo. La spesa, senza una manovra di questo tipo, finirebbe fuori controllo.

Uno dei settori di spesa è il settore previdenziale e assistenziale, qui nessuno disconosce la necessità che vengano apportati dei correttivi in sede parlamentare, ma questi correttivi non possono snaturare i principi ispiratori della manovra. Devono salvaguardare le fasce deboli che hanno necessità di tutela sociale, ma bisogna anche eliminare le categorie di privilegiati che fino ad oggi hanno abusato di un sistema aberrante che ha generato parte dell'immenso debito pubblico e che ha portato l'Italia alla bancarotta. Questa è un'eredità pesante per il Governo e non ci tiriamo indietro per promuovere un ordine del giorno che tuteli le fasce deboli. La riforma pensionistica si fa anche abolendo i privilegi, nella risoluzione chiediamo che il Parlamento si adoperi per apportare tutte le modifiche per una corretta politica di tutela sociale e ovviamente si chiede che venga data la massima diffusione affinché tutti quanti possano farsi portatori di queste istanze.

Si dà atto che dalle ore 18,10 assume la Presidenza il Presidente Stévenin.

Presidente - La parola al Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Che ci sia una contrapposizione mi sembra chiaro, cioè vediamo delle soluzioni diverse per lo stesso problema perché non è vero che non si fa pagare la povera gente, è vero che non sono state inserite nuove tasse, ma sono soldi prelevati alla fonte ed è peggio. Bloccare la contingenza ai pensionati e l'anno successivo dare i soldi di una contingenza programmata e non reale, non salvaguarda le fasce più deboli. Invece è vero che quelli che guadagnano da 50 milioni in su vengono toccati molto meno. Quando nel vostro ordine del giorno si dice: "Si eliminino eventuali aspetti che siano ritenuti in contrapposizione con una corretta politica..", ma da chi? Dai liberisti o dalle sinistre? L'elusione, l'evasione, bisogna pensarci, è una storia vecchia, una volta si diceva: "Abbiamo già dato" e si continua a prendere da lì.

Noi avevamo proposto di tassare i Bot dopo un certo livello, i soldi servono allo Stato, ma cominciamo a dividere la previdenza dall'assistenza perché lo Stato non può dare la cassa integrazione e poi prendere i soldi dall'Inps; allora se dividiamo capiamo quanto devono versare gli operai per avere una pensione sicura. Non parlate di salvaguardare i deboli che non lo sono.

Presidente - La parola al Consigliere Mostacchi.

Mostacchi (UV) - Il terzo comma dell'ordine del giorno della maggioranza dice: "Constatato che nel Paese....", io chiedo chi è che soffia sul fuoco di quelle proteste, sono i sindacati e i progressisti, gente che dice di aver difeso per 50 anni le classi deboli. Allora esse dovrebbero stare un po' meglio, la realtà è che non le avete mai difese. La constatazione finale l'abbiamo fatta quando avete fatto il matrimonio con il capitale, quello è andato alla City, voi solo a Baden Baden ed eravate convinti di vincere il 27 marzo e adesso recriminate. Avevate sposato la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti, poi il topo è ancora qui, avete fatto un ordine del giorno che è contraddittorio: "Pur ritenendo...ribadendo...solidarietà alle giuste rivendicazioni..." allora siete per la serietà o per le giuste rivendicazioni?

Voi non avete detto da che parte state, questo è pieno di pregiudizi, annullate i due paragrafi sopra! Poi dite che il Parlamento deve eliminare gli elementi di ingiustizia, vorrei che uno di quelli che hanno firmato il documento mi spiegasse la finanziaria; se uno di voi l'ha letta, me la spieghi! Questa è demagogia, per difendere la classi deboli bisogna dar loro una mano e non turlupinarle per 50 anni e se oggi ci troviamo con 2 milioni di miliardi di debito non possiamo mica dare la colpa a questo Governo. Io compatisco voi, loro no, è andata male il 27 marzo e allora ricominciano a strumentalizzare la fascia debole, avete fatto come i preti: "Manteniamoli stupidi così li dominiamo". Quando voi mi dimostrerete che questo documento non è pieno di demagogia io lo voterò.

Presidente - Io voglio ricordare che gli elementi di ingiustizia sono numerosi, tanto che ieri sono già stati annunciati provvedimenti tali da modificare la Finanziaria sul sistema pensionistico. Voglio ricordare che lo spirito di entrambi i documenti è quello di andare a modificare il provvedimento, per alcuni in un modo più tenue, per altri tra cui il sottoscritto, anche se non firmatario, in modo più deciso. In verità ci sono dei punti di vista diversi: quando si parla, nella proposta di Tibaldi e altri, di voci di squilibrio e viene dato solo il sistema previdenziale pubblico e non viene ricordata l'evasione, è chiaro che sono punti di vista.

Nell'altro documento, quando si parla del mondo del lavoro, esso è vasto e raggruppa sia lavoratori dipendenti sia autonomi che anch'essi hanno protestato. Secondo me, se non fosse perché c'è una volontà di non trovare un'intesa, si sarebbe potuto trovare un'intesa anche se c'era differenza dove si parla di solidarietà e sostegno, ma, come ricordavo nella riunione dei capigruppo, si indicava il sostegno al mondo del lavoro tutto.

Presidente - La parola all'Assessore della sanità e assistenza sociale, Vicquéry.

Vicquéry (UV) - Premesso che io ho letto la finanziaria, dobbiamo uscire dagli schemi destra-sinistra perché non si tratta di discutere un documento che va a colpire gli operai piuttosto che gli agricoltori o altri, la legge finanziaria va a toccare le tasche di tutti i cittadini. Io sono uno dei famigerati baby-pensionandi: il 14 novembre avrei potuto andare in pensione con 21 anni e sono di quelli che l'opinione pubblica considera i mangiatori della spesa sociale.

Il problema è semplice: nel momento in cui ho firmato un contratto col mio datore di lavoro che è lo Stato, nel mio accordo bilaterale c'era scritto che percepivo pochi soldi, ma in cambio avevo l'orario unico e potevo svolgere il praticantato presso l'allora Sen. Fillietroz e potevo andare in pensione dopo 20 anni con quattro soldi. L'accordo deve essere rispettato da entrambe le parti e lo Stato non può decidere sul destino di tante persone, non è il mio caso, ma ci sono famiglie che pagano queste decisioni. Teniamo presente che, quando parliamo di spesa sociale in Italia, rispetto al Pil è bassa: in Valle noi spendiamo qualcosa come 430000 mila lire pro capite all'anno e siamo al penultimo posto in Europa.

Questa è un'impostazione politica chiara, nessuno ha tagliato le spese sulle armi e su altri servizi che toccano poteri economici più forti. Per quanto riguarda la spesa sanitaria l'obiettivo del Governo è chiaro: si vuole privatizzare, cerchino di non camuffare questa scelta perché in questi due articoli si mira a chiudere dei servizi fondamentali.

Tutti gli Assessori alla sanità d'Italia hanno firmato questo documento perché sono lì per difendere la sanità pubblica, poi potremo decidere che il pubblico fa solo l'essenziale e tutto il resto lo diamo al privato, in stile americano, ma questo sistema ibrido è il peggiore in assoluto perché decidere di tagliare del 17 percento l'acquisto di beni e servizi per il '95, del 15 percento per il '96, del 13 percento del '97 rispetto al '93 non è possibile tecnicamente perché il costo della vita aumenta del 3 percento per cui significa dare meno beni e servizi, quindi meno lenzuola, siringhe; si può eliminare il monouso delle siringhe e ritornare alla sterilizzazione e si risparmierebbe. Se vogliamo risparmiare sulla salute dei cittadini, noi abbiamo fatto delle scelte e i servizi sono di buona qualità.

Quando si parla di chiudere le piante organiche degli ospedali significa che nel 1995 coloro che si diplomeranno presso la scuola infermieri in Valle d'Aosta non potranno essere assunti e saranno sul mercato privato. Queste sono scelte e io mi dissocio totalmente, siamo a una svolta perché alcuni provvedimenti sono iniqui.

Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.

Ferraris (GV-PDS-SV) - Alcune precisazioni perché l'intervento di Mostacchi è stimolante. L'ordine del giorno che io ho illustrato non è dei progressisti anche perché in calce porta la firma del capogruppo a cui Mostacchi appartiene, non facciamo confusioni. Qui si tratta di non fare operazioni ideologiche, perché mi pare che nell'intervento ci fosse molta ideologia, non è un'operazione dei progressisti per far cadere il Governo Berlusconi, credo che i lavoratori siano così saggi che hanno capito che la manovra sulle pensioni pesa molto sulle loro tasche.

Sarà contento Tibaldi nel dire che non aumentano le tasse, ma un lavoratore che sarebbe andato in pensione con 1.400.000 mila lire adesso andrà con 1.050.000 e avrà la felicità di non vedere la tasse aumentate, intanto le 350.000 mila lire vengono decurtate.

Qui qualcuno dice che eravamo saliti sulla Croce Rossa, ma ho l'impressione che ci sia salito Tibaldi perché, a proposito della posizione della Lega, oggi c'è sul giornale che Arrigoni, Presidente leghista della Giunta lombarda, ha fatto un documento insieme a Cgil, Cisl e Uil. Sulle pensioni si gioca anche un grossa partita economica perché non sono mica gli 8.000 miliardi in meno delle pensioni che sanano il debito dello Stato, qui si gioca la partita delle pensioni integrative, la Mediolanum sta già facendo una campagna per le assicurazioni private.

Io sono per un sistema misto ma, se le pensioni integrative le può fare l'Inps ad un costo 10 volte inferiore a quello del privato, non potrò essere d'accordo con l'escludere l'Inps. Oggi c'è una tale commistione con gli interessi del Presidente del Consiglio che è anche uno dei più grossi industriali del Paese e non sto a ricordare la storia delle televisioni. Questo per dire che questi demagoghi di progressisti sono stati quelli che sono andati nelle fabbriche a dire di fare il taglio della contingenza, hanno fatto l'accordo con Ciampi per togliere la scala mobile, perché è necessario fare sul serio il risanamento dello Stato che non si fa con i condoni e tagliando le tasse a quelli che hanno le barche. I patti, come diceva Vicquéry, devono essere rispettati, poi niente è immodificabile però, far pesare la manovra su alcuni interessi precisi, non va.

Noi siamo, dopo il Giappone, i secondi come produttività con dei redditi più bassi e sono quelle categorie lì che hanno raggiunto questo traguardo e adesso chi reclama rigore credo che faccia una politica diversa: andiamo a vedere che cosa vuol dire l'aumento dei tassi per il debito pubblico e poi ce la prendiamo con i pensionati; se la colpa è dei pensionati abbiamo sbagliato tutti.

Presidente - La parola al Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Volevo chiedere a Mostacchi se poteva passarmi la legge finanziaria, visto che non l'ha letta nemmeno il Presidente della Repubblica.

Presidente - La parola all'Assessore del bilancio e delle finanze, Lévêque.

Lévêque (Ass.tec.) - Vorrei fare alcune considerazioni. Io credo che questo Consiglio non dovrebbe presentarsi al Paese, al Governo, nelle sedi istituzionali, non unito. Questo è presupposto politico che non fa bene alla Valle d'Aosta. La manovra è di portata generale e possono esservi dei dettagli all'interno dei singoli punti di maggiore o minore convergenza ma credo che, ove il Consiglio si debba esprimere non per decisioni che lo concernono direttamente, ma come posizione politica, sia un errore non trovare una valutazione unanime.

Questo Consiglio, di una Regione autonoma che spesso ha patito problemi di sostanza e di forma, rischia di essere uno dei pochi Consigli regionali che si presenta con una posizione non unanime. Si ricordava prima la situazione della regione Lombardia in cui il ragionamento rispetto alla manovra è andato al di là delle singole beghe di bottega e in linea con quello che le Regioni hanno proposto e dibattuto col Governo, attraverso la commissione finanze degli Assessori presieduta dall'Assessore lombardo del Ppi, è stato espresso un giudizio negativo per quanto attiene a quello che la manovra ha riservato alle Regioni ordinarie e ancor più alle Regioni speciali.

Nell'articolo del provvedimento collegato vediamo un cambiamento e un saccheggio delle regole finanziarie alla base delle Regioni a Statuto speciale e anche, in barba a qualsiasi principio che vede porre la ragione prima degli interventi, nei confronti di Regioni che sono in crisi come per esempio la Sardegna.

É una manovra su cui le Regioni si esprimeranno in senso contrario, in quanto non di struttura e senza strategia. Essa non pone le condizioni per cui nel medio periodo i possibili effetti positivi, cioè contabili, che si possono prefigurare quest'anno, si possano ripetere l'anno prossimo: a fronte di un'iniziale dichiarazione di voler intervenire solo sulla spesa si è reso necessario un intervento improvvisato sulle entrate che è aleatorio, cioè i condoni e dei concordati fiscali.

C'è un altro tema per cui è grave che la Valle si presenti non unita ed è il rapporto tra federalismo, autonomia e centralismo. Non c'è stato nessun rispetto verso le richieste che le Regioni hanno formulato al Governo per rivedere il sistema delle autonomie e delle strutture finanziarie locali; su questo le Giunte regionali si esprimeranno negativamente. A questo si aggiungono gli altri argomenti: sulla sanità le Regioni hanno evidenziato un pregresso di 16.000 miliardi di disavanzi, maturati sulla base di regole che i Governi centrali hanno prodotto negli anni e hanno chiesto di poter ripartire, con regole nuove, ma con la macchina a posto. La richiesta non è stata considerata anzi il Governo ha detto che non solo non paga i precedenti, ma che gli attuali disavanzi saranno a carico delle Regioni.

C'è il problema delle pensioni, che non ci può trovare d'accordo per il metodo usato; sulla riforma ci sono diversi punti di vista, ma sul metodo brusco con cui si creano situazioni diverse per persone in condizioni uguali credo non si possa che affermare che non è il metodo opportuno.

Ci sono altre parti ove sono calpestate norme statutarie appiccicandovi la famosa dizione della riforma di interesse nazionale. Noi rischiamo, ad esempio, di avere una sorta di provveditorato a fianco della Commissione di coordinamento che dovrebbe esprimere valori di congruità sui prezzi delle forniture. Ora io credo che se il Consiglio si presenta diviso saremmo visti deboli in futuro e in sede di paritetica e rispetto a tutta una serie di temi legati a grosse questioni, ad esempio l'energia.

Credo che sia legittimo e doveroso affrontare divisi i problemi di casa nostra, ma invece su temi generali nei rapporti col Governo centrale, soprattutto nel momento in cui sappiamo che le altre Regioni hanno un orientamento unito, sarebbe un errore non trovare la convergenza, fermandoci a discutere su qualche parola di due mozioni che in sostanza danno un giudizio negativo sulla manovra.

Presidente - La parola al Consigliere Mostacchi.

Mostacchi (UV) - Lévêque mi deve spiegare che cosa c'entra il suo discorso con l'ordine del giorno, io un ordine del giorno con le parole di Lévêque lo voto subito.

Presidente - La parola al Consigliere Bich.

Bich (APA) - Questa è una di quelle rare occasioni in cui ognuno di noi cerca di esprimere delle posizioni sincere. Rilevo un fatto: a differenza del passato, quando la Finanziaria piombava sull'opinione pubblica e creava sconquasso, stasera devo rilevare che le tribune sono vuote e quindi vi è un disorientamento del cittadino che ormai non guarda più all'istituzione. Non viene qua a sentire il verbo perché lo sente già alla televisione, allora il dibattito lo si sente in TV e qui la realtà è stata chiarita. Si sono viste delle posizioni diversificate all'interno dei vari schieramenti senza posizioni univoche.

Mi sembra invece, e questo non fa onore al nostro consesso, che stasera celebriamo il vecchio rituale: venuta delle organizzazioni a Palazzo, discorso più che consapevole dei sindacati, fremito demagogico di alcuni capigruppo che hanno dato subito ragione a tutto dividendosi subito tra chi ci sta e chi non ci sta, con la logica di individuare il cattivo che vuol tagliare le pensioni, che vuol togliere la flebo al malato; io non ci sto, non è serio.

Per favore allontaniamoci dai vecchi rituali, qui di cattivi e di buoni non ce ne sono, ci sono consiglieri che cercano di fare politica, magari a modo loro con una certa iattanza come ha fatto Mostacchi, come ha fatto l'Assessore Lévêque, anche se io queste cose le sentivo dalla Finanziaria del 1981, quando il Ministro convocava i Sindaci del Paese e lì c'era l'ira funesta di tutti, da destra a sinistra, perché era iniqua. Col sistema di prelievo fiscale centralizzato che abbiamo, la risposta non poteva che essere questa e il passaggio a forme di federalismo fiscale può avvenire trasformando interamente il sistema e l'Assessore lo sa benissimo.

Ciò premesso, allora come porsi? Qui abbiamo due ordini del giorno che impropriamente sono stati chiamati della maggioranza e della minoranza perché sono stati firmati da esponenti non solo di una delle due parti. Se voi leggete bene questi ordini del giorno, al di là di alcune dichiarazioni di massima, non si dice altro. Se io ho firmato l'ordine del giorno presentato per primo, l'ho firmato solo perché era il più generico e su di esso non si possono affermare grandi principi e ci possono stare contenuti diversificati e in divenire.

Non possiamo scioglierci dalla demagogia e discutere su fatti reali, su leggi? Quando si parla di riforma fiscale, discutiamo di riforma fiscale, quel che dice Tremonti io lo condivido al 90 percento, lo dicono Cacciari, Salvi. Io voglio essere pratico: d'ora in poi discuterò solo su testi, compresa la riforma pensionistica che male è stata portata dal Governo, con 3-4 Ministri che hanno dato versioni differenti, creando il panico, facendo sì che migliaia di persone cercassero di andare in pensione. Ecco, su questo spirito dilettantesco non possiamo che esprimere una ripulsa; altra cosa è discutere sulla riforma, su come verrà fuori.

Discutiamo sugli aspetti quando avremo i termini completi, sappiamo già oggi che alcune condizioni del passato non possono più essere praticate nel futuro; sappiamo che il grosso punto sarà quello delle pensioni integrative e che ora è una nebulosa. Quindi io direi di evitare i toni non pacati, della polemica, se è possibile ricongiungere i testi pur sapendo che essi sono diversi. Il primo diceva:" Il Consiglio regionale si schiera coi sindacati, coi lavoratori.." e mi sembra un po' troppo di parte; d'altra parte la posizione assunta da Tibaldi mi pare asettica e non afferente alle condizioni di malessere che ci sono nel Paese. Se è possibile facciamo un documento solo, ma se non è possibile si eviti la demagogia che è l'anatema se scagliato così.

Presidente - L'ultimo testo è frutto di compromessi ai quali volevamo far partecipare anche Tibaldi e altri consiglieri del PpVA, quindi non so se c'è ancora la possibilità di trovare un'intesa.

La parola al Consigliere Bavastro.

Bavastro (LN) - Io non credo molto nell'utilità di questi ordini del giorno, certamente due ordini del giorno da un solo Consiglio non servono a un accidente. Il Governo ha problemi sufficientemente grandi per non prendere in considerazione i nostri due ordini del giorno. Ora, ritengo che qui si stia facendo dell'aria fritta e per protestare di fronte all'atteggiamento dell'aula io non voterò nessuno dei due. In realtà qui c'è un problema gigantesco, il Governo lo ha affrontato in un modo criticabile, forse spinto dall'urgenza e vi sono misure che danno riscontri a breve ed altre a medio termine.

Di fronte a questo problema drammatico, l'atteggiamento che emerge è la volontà di alcuni di cogliere l'occasione di fare un po' di vetrina e dire delle belle parole e così, pur essendoci un minimo comune denominatore nell'invito al Governo di cercare di limare quelle norme penalizzanti, ci divertiamo a fare la contrapposizione destra-sinistra dimenticando che tutte le forze politiche a cui ci riferiamo hanno espresso giudizi che si possono ricondurre a un minimo comune. Io contesto l'utilità di queste discussioni e quindi non voto.

Presidente - La parola al Consigliere Piccolo.

Piccolo (ADP-PRI-Ind) - Credo che alcune considerazioni fatte sul pubblico non ci fanno onore, anzi, se è vero che siamo i rappresentanti di un'istituzione, mi sento in dovere di richiamare i colleghi ad un maggiore impegno sulla stesura. Noi ci abbiamo provato, alcuni capigruppo ci hanno provato. Possiamo farlo anche in questa seduta, pertanto chiedo la sospensione per 5 minuti per tentare di nuovo.

Presidente - Va bene, sospendiamo i lavori del Consiglio.

Si dà atto che su richiesta del Consigliere Piccolo i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 19,10 alle ore 19,31.

Presidente - Riprendono, dopo la sospensione, i lavori del Consiglio. La parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Credo che sia giusto, dopo la sospensione, spiegare perché la situazione non è cambiata. Noi crediamo che i firmatari del primo ordine del giorno consegnato: noi, Lega, Bich, Mostacchi e Lanièce, abbiamo dato la disponibilità a votare un ordine del giorno unitario chiedendo di emendare solo una parte, non sostanziale, cioè la parte in cui si dice: "si chiede al Parlamento..." eccetera non veniva modificata; ebbene voglio dire a Lévêque che la parte rimasta col cerino acceso non è la firmataria del primo ordine del giorno.

Presidente - La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (VAP) - Credo si stia facendo una farsa, mi meraviglio dei colleghi del PpVA che hanno cercato, attraverso un escamotage, di giustificare la presentazione di un documento alternativo a quello che tutti i capigruppo hanno tentato di presentare. Noi abbiamo tentato alle 15,30, quello fatto adesso è strumentale perché a qualcuno interessava far emergere le sue differenze ed è giusto che sia così, ma l'immagine non è edificante.

Si trattava di fare un discorso al Governo che sta presentando una manovra che non ci sta bene, ma non solo ai Progressisti, non sta bene ai cittadini italiani. Io non so perché qualcuno abbia voluto parlare dei massimi sistemi, la giustificazione che hai dato, Marguerettaz, è puerile, una parola non può giustificare un atteggiamento politico.

Si tratta di dire se uno è d'accordo o no con la manovra; chiaramente, per quanto ci riguarda noi diciamo che non siamo d'accordo. Siamo d'accordo, Tibaldi, con la perequazione e con l'eliminazione dei privilegi, vorremmo che la manovra fosse equa; siamo d'accordo anche con l'eliminazione delle disparità di trattamento pensionistico, laddove non siamo d'accordo è che la manovra vada a colpire solo una parte del popolo italiano.

Poi voi dovete dire se sull'azione che faranno i sindacati il 14 ottobre siete d'accordo o no, chiarite queste cose qui, poi i termini possono essere facilmente corretti. Io credo che l'azione del sindacato abbia fatto sì che le classi lavoratrici abbiano migliorato le loro condizioni, altrimenti alcune categorie di lavoratori sarebbero ancora nel medioevo. Io quindi voterò il documento di maggioranza, consapevole del fatto che il sistema pensionistico va modificato e che la manovra non è equa e non va nel senso di risolvere il debito pubblico. Mi domando come si creeranno i posti di lavoro se la gente va in pensione più tardi?

Non capisco perché il Governo difronte ad una serie di proposte avanzate sia dalle opposizioni che dalle parti sociali abbia assunto una posizione così rigida senza valutare quelle che saranno le conseguenze negative per tutti e spingere gli italiani a scendere in piazza.

Presidente - La parola al Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Se avessi voluto fare demagogia avrei detto sul documento che questo Governo se ne deve andare perché non ci piace. Rifondazione non l'ha fatto perché voleva che il Consiglio presentasse un documento unitario. Anche gli assessori, che non sono di Rifondazione Comunista, sono preoccupati perché pagano i più deboli. Non ci sono i buoni e i cattivi, ci sono i conservatori e i progressisti. Dobbiamo solo decidere, c'è lo sciopero, non parliamo di demagogia perché anche noi capiamo quando è ora di stare uniti.

Presidente - La parola al Consigliere Collé.

Collé (PpVA) - Volevo ricordare al Consigliere Parisi che alcuni consiglieri della maggioranza, durante l'ultima riunione dei capigruppo, sono venuti a proporci una modifica dell'ordine del giorno e noi abbiamo dato la nostra disponibilità. Poi in aula ci è stato detto che non era possibile quindi se l'immagine del Consiglio non è edificante non è certo per colpa della minoranza e di altri, ma è grazie alla tua forza politica ed alle altre presenti in Consiglio.

Presidente - La parola al Vicepresidente, Aloisi.

Aloisi (APA) - Io sono stato uno di quei consiglieri che ha sentito con attenzione il messaggio lanciato dall'Assessore Lévêque perché ritengo che il Consiglio debba uscire con posizioni unitarie. La materia non è contornata da elementi di chiarezza perché si può essere critici sulla manovra economica, vi è una certa confusione che può destare preoccupazioni. Questo Paese non ha bisogno di forti scioperi politicizzati e rammento a Parisi che il decreto Amato, in materia di previdenza, aveva già delineato una serie di misure che oggi il Governo ha ridotto nella sostanza.

Faccio un altro piacere al Consigliere Parisi: credo che ai vertici dell'Inps ci siano stati da anni presidenti espressi dalle organizzazioni sindacali. Poi vorrei ricordare la svolta dell'Eur: il sindacato non si può ammantare a secondo di progetti politici perché può essere funzionale a questo o a quel disegno, su problemi di questo spessore. Ha ragione Vicquéry quando dice che certi ridimensionamenti possono essere portati, ma ha altrettanto ragione quando sostiene che in alcuni settori una certa privatizzazione ci deve essere.

Allora se vogliamo ammantare tutto con un discorso politico io non ci sto perché ci sono altre considerazioni: se tutti concordano che il sistema previdenziale deve essere rivisto, che il rigore deve esserci, allora mi si dica dove e con quali strumenti possiamo realizzare questi obiettivi se non attraverso una lotta agli sprechi.

E il famoso Polo: Assicurativo BNL, Inps, Ina, che fine ha fatto? I famosi fondi integrativi perché sono stati aboliti? I controlli sulle pensioni come sono stati fatti? Le baby-pensioni? Su questo che si incentra tutto il discorso comportamentale tra un'azione di rigore e un'azione dissipatrice e io propendo per un'azione di rigore, quindi mi asterrò dall'ordine del giorno presentato da Ferraris e altri e voterò a favore dell'ordine del giorno presentato da Lega, PpVA e Bich.

Presidente - Volevo ricordare ad Aloisi che è vero che i presidenti dell'Inps sono stati espressione del sindacato, ma perché così era stabilito nella legge di riforma dell'Istituto. É però altrettanto vero che la questione di fondo era la separazione tra l'assistenza e la previdenza.

Metto in votazione l'ordine del giorno proposto dai Consiglieri Ferraris, Lanivi, Parisi, Piccolo, Perrin, Chiarello e Squarzino.

Presenti: 33

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Aloisi, Bich, Collé, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Mostacchi, Tibaldi, Viérin Marco).

Il Consiglio approva.

Presidente - Metto ora in votazione l'ordine del giorno proposto dai Consiglieri Aloisi, Bich, Collé, Lanièce, Tibaldi, Bavastro, Marguerettaz e Mostacchi.

Presenti: 33

Votanti: 13

Favorevoli: 9

Contrari: 4

Astenuti: 20 (Agnesod, Borre, Bionaz, Chenuil, Dujany, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Perrin Carlo, Perrin Giuseppe Cesare, Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin Dino, Voyat).

Il Consiglio non approva.

Presidente - I lavori del Consiglio sono terminati.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 19.55