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Communiqué n° 199 de 6 avril 2016

Approvata una mozione sulla gestione venatoria e l'esercizio della pesca

Seduta consiliare del 6 aprile 2016

Ad inizio dei lavori pomeridiani della seduta del 6 aprile 2016, il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione sulla gestione venatoria e l'esercizio della pesca sul territorio regionale.

Il testo, depositato dai gruppi UVP e ALPE, impegna il Presidente della terza Commissione consiliare a procedere alla convocazione del Presidente del Comitato regionale per la gestione venatoria, del Presidente del Consorzio regionale per la tutela, l'incremento e l'esercizio della pesca in Valle d'Aosta, dell'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, nonché dei dirigenti responsabili dell'Amministrazione regionale, per un'analisi puntuale della situazione creatasi, finalizzata ad operare le scelte più adeguate per il futuro dei settori in argomento.

È stato invece respinto con 20 voti contrari (UV, SA e PD-SVdA) e 12 favorevoli un emendamento dei gruppi UVP e ALPE volto a impegnare il Governo regionale a rispettare la volontà del mondo venatorio espressa attraverso i suoi organi, rappresentanti dalla Consulta faunistica regionale e dal Comitato regionale per la gestione venatoria.

Il Consigliere dell'UVP Alessandro Nogara, nell'illustrare il testo, ha richiamato le recenti problematiche inerenti la gestione venatoria venute alla luce negli ultimi tempi. Affrontando in particolare la vicenda sorta per l'attribuzione dei capi da abbattere e per la possibilità di cacciare in circoscrizioni diverse dalla propria, il Consigliere Nogara ha precisato che la politica non dovrebbe essere coinvolta in queste situazioni, esistono strutture tecnico-amministrative, invece pare che si sia voluto entrare nelle questioni delle circoscrizioni venatorie, assumendo decisioni diverse da quelle elaborate dai tecnici. Senza voler entrare nel merito della questione ma auspicando comunque che si raggiunga una sintesi, per Nogara, è fuori da ogni logica intervenire a gamba tesa su qualsiasi scelta sia stata assunta dagli organismi preposti, che sanno fornire risposte ben più adeguate dei politici.

Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian, premesso che i più di 1.400 cacciatori valdostani conoscono, presiedono e curano il territorio, ha evidenziato che la legge regionale in materia prevede per le modificazioni una condivisione a partire dalla base, dalle sezioni locali e dalle circoscrizioni: fa quindi specie che l'Amministrazione regionale abbia seguito un metodo diverso per la revisione del sistema. Chatrian ha specificato che il percorso condotto negli ultimi anni era volto a fissare nero su bianco la situazione in essere già da diverso tempo, mantenendo il cacciatore legato al proprio territorio.

L'Assessore all'agricoltura e risorse naturali ha spiegato che l'ottica seguita per presentare alla Giunta regionale un primo documento di revisione normativa è stata quella di trovare equità tra i capi abbattuti e le risorse a disposizione sul territorio. Si è quindi optato per la scelta, suffragata anche da un parere positivo del Comitato caccia, di far pagare di più a chi prelevava di più e di meno a chi prelevava meno. A questo punto però, ha precisato l'Assessore, i rappresentanti della circoscrizione 4, sentendosi discriminati, hanno presentato le proprie dimissioni; la Giunta regionale ha ampiamente dibattuto le istanze di questi cacciatori, arrivando a valutare di consentire a tutti di cacciare almeno la media regionale di prelievi. In merito alla mozione, l'Assessore Testolin si è detto disponibile a un confronto in Commissione, impegnandosi a rimandare l'approvazione della legge, prevista nella riunione della Giunta regionale della prossima settimana.

In sede di replica, il Consigliere Alessandro Nogara, accogliendo con soddisfazione l'impegno dell'Assessore al confronto e all'approfondimento, ha comunque rappresentato perplessità per il fatto che la Giunta regionale abbia deciso di prendere una strada diversa rispetto a quanto stabilito dai tecnici, mentre il Capogruppo Albert Chatrian ha ribadito l'importanza della mozione, ricordando come in questi ultimi due anni l'86% dei cacciatori avesse condiviso un certo percorso che sembra non essere gradito alla Giunta regionale.

MM