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Communiqué n° 30 de 16 janvier 2014
Approvata una risoluzione sul rispetto dell'accordo sul federalismo fiscale
Seduta del Consiglio regionale del 16 gennaio 2014
Nella seduta del 16 gennaio 2014, l'Assemblea regionale ha discusso due risoluzioni riguardanti il federalismo fiscale e il rilancio dell'autonomia della Regione Valle d'Aosta. Con l'iniziativa presentata dai gruppi Union Valdôtaine e Stella Alpina, che è stata approvata con 18 voti a favore e 16 contrari, in sede di votazione segreta, il Consiglio Valle «richiede con forza il rispetto dell'accordo per il coordinamento della finanza pubblica nell'ambito del processo di attuazione del federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, sottoscritto in data 11 novembre 2010, con il ripristino delle risorse finanziarie spettanti alla Regione autonoma Valle d'Aosta e impegna il Presidente della Regione e l'Assessore al bilancio a confrontarsi con la Commissione consiliare competente, sul percorso degli incontri con i rappresentanti dello Stato per la trattazione delle tematiche di finanza pubblica.»
La seconda risoluzione, proposta dai gruppi consiliari Union Valdôtaine Progressiste, Alpe, PD-SinistraVdA, Movimento 5 Stelle, è stata respinta con 17 voti contrari, 16 a favore e un'astensione in seduta segreta, ed era volta alla costituzione di un "gruppo di supporto", composto da tutte le forze presenti in Consiglio regionale, che ridefinisse in modo condiviso ed efficace la strategia di difesa e di rilancio dell'autonomia valdostana, a cominciare dalla riconsiderazione degli accordi del 2010 visti gli effetti della loro applicazione, che riprendesse i contatti istituzionali con le altre autonomie speciali, con particolare riferimento a quelle del nord, e che fosse portavoce delle istanze di tutta la comunità valdostana nei confronti dello Stato centrale.
L'iniziativa approvata è stata illustrata dal Capogruppo di SA, Stefano Borrello. «Le due risoluzioni sembrano molto diverse nelle loro premesse e nelle loro impegnative, ma per noi è importante sottolineare il principio comune: lanciare un grido d'allarme rispetto ai nostri rapporti con lo Stato centrale. Siamo preoccupati in merito al mantenimento della nostra autonomia: se essa è garantita dal punto di vista costituzionale, non lo è in termini economici e finanziari. La nostra proposta rispecchia le sensibilità della maggioranza e parte dall'accordo sul federalismo fiscale siglato nel novembre 2010 – che definiva la programmazione della nostra compartecipazione al risanamento della spesa pubblica –a dimostrazione di come la Valle d'Aosta volesse farsi parte attiva nella risoluzione delle criticità dello Stato. Sono, poi, subentrate le note problematiche: le leggi finanziarie dal 2010 ad oggi, il decreto Salva Italia, la spending review hanno condizionato in maniera negativa la nostra capacità di spesa. In un momento così particolare, con dei tagli drammatici al nostro bilancio regionale, noi riteniamo fondamentale far arrivare un coro univoco, attraverso una posizione unanime del Consiglio Valle, allo Stato, richiedendo con forza il rispetto dell'accordo e il ripristino delle risorse finanziarie che spettano alla nostra Regione. Parallelamente, riteniamo importante che ci sia coesione e sinergia tra le forze politiche presenti in Consiglio nella definizione di un percorso per trovare le soluzioni idonee a garantire il sistema di autonomia della Valle d'Aosta. Inoltre, si ritiene necessario creare sinergia con le altre Regioni autonome, soprattutto con quelle del nord, per realizzare un fronte comune al fine di tutelare le caratteristiche e le peculiarità delle regioni alpine e dei loro popoli.»
Il Consigliere dell'Union Valdôtaine Progressiste, Elso Gerandin, ha presentato i contenuti della risoluzione respinta. «La nostra iniziativa intende compiere un passo ulteriore rispetto a quella della maggioranza. E' giunto il momento di raccontarci tutte le verità, di assumerci tutte le responsabilità, di promuovere un'azione coesa per salvare il sistema Valle d'Aosta. L'accordo sul federalismo fiscale, siglato in splendida solitudine dal Presidente della Regione, non ha retto per due motivi: i dieci decimi sarebbero stati sostenibili se ci fosse stato sviluppo economico, ma nella nostra regione abbiamo continuato a puntare sulle grandi opere piuttosto che sulla crescita e stiamo vivendo un periodo di grande recessione; l'accordo è ostaggio di ogni nuova finanziaria dello Stato perché non dà garanzie. Considerate le ricadute negative che questa negoziazione ha prodotto sulle reali disponibilità finanziarie della Valle e sul bilancio a partire dal 2011, noi riteniamo che la gestione della nostra Regione non debba più essere in capo ad una persona sola: bisogna avere il coraggio di confrontarsi per ridefinire in modo condiviso la difesa e il rilancio della nostra autonomia, ma occorre anche, agire per riallacciare i rapporti con lo Stato e con le altre Regioni a Statuto speciale.»
SC-MM
