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Communiqué n° 274 de 18 mai 2011
LA RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ EUROPEE E INTERNAZIONALI DELLA REGIONE NEL 2010
Adunanza del Consiglio regionale
La sessione europea e internazionale, convocata per oggi, mercoledì 18 maggio 2011, si è aperta con la relazione del Presidente della Regione, Augusto Rollandin, sulle attività svolte dalla Regione nel 2010 in tale ambito. L'illustrazione è prevista dalla legge regionale n. 8 del 2006, che ha dato disposizioni in materia di attività e relazioni europee e internazionali della Regione autonoma Valle d'Aosta.
"Il bilancio 2010 - ha detto il Presidente Rollandin - è di soddisfazione per l'azione di governo che abbiamo potuto realizzare, pur a fronte delle difficoltà a tutti note, ma anche di preoccupazione per l'evoluzione del quadro complessivo. Infatti, il tema della partecipazione delle Regioni all'attuazione della Strategia 2020 è affrontato in termini generici, già a livello europeo, poiché è previsto che 'tutte le autorità nazionali, regionali e locali dovrebbero (sottolineo il condizionale) attuare il partenariato, tanto nell'elaborazione dei Programmi Nazionali di Riforma-PNR, quanto nella loro attuazione'. Nella prima esperienza dell'Italia, si è registrato, nel periodo tra novembre 2010 e marzo 2011, un discreto coinvolgimento delle Regioni, che ha portato ad un'adeguata presa in considerazione dei contributi regionali, ancorché sintetizzati in un'ottica di omogeneizzazione del PNR. Nella versione finale di aprile 2011, largamente rimaneggiata, i predetti contributi regionali hanno, purtroppo, perso di visibilità e incidenza, il che fa presagire che, ancora una volta, le necessità di governance europea vedano coinvolti, nella realtà dei fatti, quasi esclusivamente gli Stati, riservando al coinvolgimento delle realtà regionali un ruolo essenzialmente formale. Questo non ci può, evidentemente, trovare d'accordo, per cui continueremo a rivendicare una partecipazione sostanziale alla formazione di atti di questa portata."
Il Presidente si è quindi soffermato sul futuro dell'agricoltura di montagna dopo il 2012. "Questo è stato oggetto di un'ampia riflessione da parte di alcune Regioni dell'Arco alpino (la Valle d'Aosta, il Land Tirolo, il Land Vorarlberg, lo Stato Libero di Baviera, le Province autonome di Trento e Bolzano e il Friuli-Venezia Giulia) fin dal 2009, cui ha fatto seguito un documento congiunto, indirizzato all'allora Commissaria europea per l'agricoltura, con specifiche proposte volte a migliorare le condizioni economiche e operative delle aziende agricole delle zone di montagna. Nella sostanza, le proposte delle Regioni alpine sono: mantenere l'indennità compensativa nell'ambito dello sviluppo rurale; continuare ad erogare l'indennità anche agli agricoltori di montagna a tempo parziale; introdurre un premio accoppiato per i ruminanti, al fine di garantire la sopravvivenza dell'attività di allevamento; prevedere un innalzamento, almeno al 75%, dell'intensità di aiuto per gli investimenti edilizi; prevedere un contributo per i costi di raccolta dei prodotti agricoli, più elevati nelle zone di montagna."
Passando all'attuazione delle politiche europee in Valle d'Aosta, il Presidente Rollandin ha riferito i dati sull'andamento della Politica regionale di sviluppo per il periodo 2007/13. "Tale Politica è definita nel Documento unitario di programmazione approvato dal Consiglio regionale nel 2007, che contiene la strategia regionale unitaria cui fanno riferimento nove Programmi: Competitività regionale; Occupazione; Cooperazione "Italia-Francia"; Cooperazione "Italia-Svizzera"; Cooperazione "Spazio Alpino"; Cooperazione "Europa Centrale" e "Interregionale"; Sviluppo rurale, oltre al Programma del Fondo per le aree sottoutilizzate. Rispetto ad un investimento programmato pari a oltre 363 milioni di euro, al termine dello scorso anno il costo ammesso per i progetti approvati è di circa 197 milioni di euro, gli impegni assunti ammontano a circa 151 milioni di euro, mentre i pagamenti sono circa 79 milioni di euro. L'attuazione si sta quindi sviluppando secondo una tempistica coerente con le aspettative, confermando le buone performance della nostra Regione anche nel raffronto con altre amministrazioni. L'avanzamento ha interessato interventi mirati sulla quasi totalità degli obiettivi, concentrandosi particolarmente sulla valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale l'inclusione sociale e partecipazione al mercato del lavoro, la qualità degli insediamenti urbani, turistici e rurali e dell'offerta di servizi, lo sfruttamento efficiente delle fonti energetiche rinnovabili, l'ampliamento della dotazione di infrastrutture e servizi per l'informazione e la comunicazione. In tema di Cooperazione territoriale della Valle d'Aosta c'è da rilevare che questa riguarda in primo luogo regioni prossime da un punto di vista geografico e culturale. In particolare, interessa 42 regioni europee (UE più la Svizzera) in 12 Stati differenti (8 regioni, o territori assimilabili, rispettivamente in Austria, Italia e Svizzera, 5 in Germania, 4 in Slovenia, 3 in Francia, 1 rispettivamente in Bulgaria, Gran Bretagna, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia). Le regioni maggiormente coinvolte sono Rhône-Alpes, Provence-Alpes-Côte d'Azur, il Vallese, il Piemonte e la Lombardia.
I temi trattati riguardano, principalmente, Ambiente, territorio e accessibilità (30 progetti, per 16 milioni di euro) e in minor misura Insediamenti, sviluppo locale e rurale (18 progetti, per 13 milioni di euro), Sviluppo, ricerca e innovazione (7 progetti, per 5 milioni di euro) e, infine, Formazione, mercato del lavoro e inclusione sociale (2 progetti, per 2 milioni di euro). Nel corso dell'ultimo anno si è intensificata l'attenzione per massimizzare le ricadute di tali iniziative sul territorio regionale."
Il Presidente della Regione ha infine evocato l'Euroregione Alpi-Mediterraneo. "Dopo che nel 2009 le tre Regioni italiane avevano portato a termine l'iter di autorizzazione statale per la costituzione del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT), nel 2010 è proseguito l'iter per la parte francese - seppure con un periodo di stasi dovuto al rinnovo delle assemblee delle altre Regioni - con marginali richieste di adattamento della convenzione e dello statuto da parte dello Stato francese. Auspico che con l'impegno congiunto delle altre Regioni si possa rapidamente concludere questa fase, procedendo alle definitive valutazioni politiche da parte dei membri del GECT sull'istituzione di questo strumento, considerato che i testi della Convenzione e dello Statuto del GECT sono ora stati condivisi dai Ministeri degli Esteri italiano e francese."
SC
