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Communiqué n° 131 de 10 mars 2010
APPROVATO IL PIANO TRIENNALE PER LO SVILUPPO DELL'INDUSTRIA E DELL'ARTIGIANATO
Conclusi i lavori
L'Assemblea ha approvato, con 26 voti a favore e 5 astensioni (ALPE), il Programma triennale 2010-2012 per lo sviluppo dell'industria e dell'artigianato.
Il documento, nel tracciare il quadro socio-economico generale e la consistenza strutturale ed economica dei settori dell'industria e dell'artigianato, indica le linee strategiche per lo sviluppo, definendo sei assi di intervento, con un impegno finanziario nel triennio di oltre 156 milioni di euro, di cui 127 milioni di euro attribuibili a fondi regionali, 27 milioni al Programma operativo regionale, e poco più di 2 milioni a fondi statali, comunitari e della finanza locale.
L'Assessore alle attività produttive, Ennio Pastoret, ha illustrato il provvedimento, sottolineando che "si è rimandata la presentazione di questo Piano anche alla luce del momento di crisi che ha avuto la priorità. Una seconda ragione è l'esigenza di porre mano a diversi aggiornamenti legislativi. Il programma è stato completamente 'fatto in casa' dai nostri uffici, senza consulenze, ma avvalendoci solo della collaborazione della Chambre e di alcuni dipartimenti della Presidenza della Regione. E' quindi un Programma operativo da subito, essendo concordato, leggibile, con un collegamento coerente con il bilancio regionale. Ogni anno si relazionerà al Consiglio sul suo stato di attuazione, anche perché la scansione con cui sono disponibili i dati non sono allineati al presente, ma scalati ad alcuni anni. Il Programma non è uno strumento rigido, ma documento duttile, adattabile alle esigenze che possono via via manifestarsi."
La Consigliera Carmela Fontana (PD) ha detto che "analizzando il programma e il contesto economico italiano, emerge che in Valle d'Aosta si spende molto di più per produrre molta meno innovazione, con una evidente dimostrazione di scarsa competitività. Sono dati del 2004, ma confermano l'esistenza per la Valle d'Aosta di criticità e debolezze particolarmente rilevanti. Diventa poi più difficile fare innovazione, se manca personale adeguato. Abbiamo un tessuto produttivo molto fragile: stiamo diventando una regione con poche attività produttive, che basa la propria industria per tre quarti sull'unico settore delle costruzioni. L'ambiente, l'accessibilità territoriale sono belle parole, ma sino ad ora hanno portato un'occupazione minimale; bisogna attivarsi per difendere le attività. La Regione deve essere capace di ridurre al massimo i propri pagamenti, facendosi altresì promotrice di ammortizzatori reali sul gap tra tempi di fatturazione e incasso. Dobbiamo fare il nostro dovere di ente pubblico, fornendo servizi efficienti alle imprese, ad esempio con interventi mirati sul patrimonio immobiliare regionale: sarebbe interessante che la Commissione consiliare effettuasse approfondimenti in merito. In conclusione, gli obiettivi che un Programma si deve porre sono l'occupazione, lo sviluppo e la cura del territorio."
Il, Presidente della IV Commissione Diego Empereur (UV) ha affermato che "il Programma triennale dell'industria e dell'artigianato, al di là del breve arco temporale della sua durata e dell'evidente necessità di prevedere che l'Amministrazione pubblica metta in campo tutte le risorse e gli strumenti utili a salvaguardare il tessuto economico, deve indicare anche le linee strategiche di sviluppo di medio-lungo periodo. Il comparto dell'artigianato di tradizione mostra oggi aspetti di fragilità che devono essere indagati e affrontati con efficaci strumenti, che consentano una migliore gestione e integrazione delle attività, un più incisivo approccio al mercato, una tendenza all'innovazione. Il Programma possiede le caratteristiche quali la chiarezza, la concretezza, l'efficacia e la flessibilità. È composto di azioni e interventi concreti, chiaramente individuati e riscontrabili nella programmazione triennale di bilancio. Tale Programma è stato, poi, in Commissione, oggetto di confronto con le strutture regionali maggiormente interessate, con le parti socio-economiche. È strutturato in tre sezioni: la prima riguarda l'analisi del contesto socio-economico; la seconda delinea il quadro strategico secondo un'ottica di medio-lungo periodo; la terza prevede gli interventi che saranno attivati nel triennio."
Il Vicepresidente del Consiglio Albert Chatrian (ALPE) ha evidenziato come vi sia "un mercato stagnante e la prova sono le pochissime richieste pervenute per l'accesso ai contributi sull'imprenditoria giovanile o sul sostegno all'innovazione. Ad oggi nessuna pianificazione è stata messa in campo, pertanto su questo Programma triennale, l'auspicio è che vi sia la reale volontà di semplificare il quadro normativo e le procedure amministrative per l'accesso ai fondi, oltre che la definizione di tempi certi di risposta alle domande. Questi elementi qualitativi, che si aggiungono alle risorse finanziarie impegnate, potranno fare la differenza nell'effettivo rilancio del settore."
Il Consigliere Francesco Salzone (SA) ha puntualizzato che: "il Programma triennale ha tenuto conto della congiuntura economica.
Un punto fondamentale è l'incremento della popolazione, determinato quasi esclusivamente dai flussi migratori. Per la Valle d'Aosta è un elemento di criticità, sarebbe importante analizzare quanto il mercato dell'occupazione sia stato oggettivamente condizionato dai nuovi flussi. L'impressione è che i valdostani non facciano più certi lavori perché il mercato dell'occupazione è drogato, non più governato.
Giudichiamo positivamente tutte le iniziative messe in atto dall'Amministrazione regionale per contrastare la crisi, ma lo scenario non ci consente ottimismi a breve scadenza.
Questo Programma ha il pregio di consegnarci un quadro della situazione ricco di elementi conoscitivi ma anche di interventi apprezzabili. I dati non nascondono le criticità di alcuni settori della nostra economia, ci inducono a diffidare dai facili ottimismi, imponendoci piuttosto di rafforzare gli interventi straordinari dettati dall'emergenza. La speranza è di cercare di uscire dal concetto del contributo come unico sostegno. L'occupazione è diventato il primo problema, per risolverlo bisogna trovare soluzioni strutturali partendo dalle cose che già si possono fare."
Il Capogruppo de Il Popolo delle Libertà, Massimo Lattanzi, ha sostenuto che "un provvedimento di questo tipo era necessario da tempo. Una raccomandazione mi sento di fare: questo atto non potrà ottenere nulla se non sarà accompagnato dalla consapevolezza che il posto fisso è finito. Sono state stanziate risorse sufficienti per giovani professionalità, per giovani imprese, ma se manteniamo una presenza così determinante del posto fisso non risolveremo il problema. Bisognerà ottenere una drastica riduzione dell'intervento pubblico. È un atto molto completo e serio sul quale chiediamo che ci sia una ferrea applicazione."
Il Consiglio regionale si riunirà nuovamente mercoledì 24 e giovedì 25 marzo 2010.
