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Communiqué n° 346 de 25 juin 2026
Interrogazione sulla carenza di medici di medicina generale
La carenza dei medici di medicina generale è stata al centro di un'interrogazione dei gruppi La Renaissance Valdôtaine e Lega Vallée d'Aoste discussa nella seduta mattutina del 25 giugno 2026.
«Un problema nazionale che riguarda anche la Valle d’Aosta, dove i medici di medicina generale hanno un numero di assistiti superiore alla media - ha rilevato la Capogruppo de La Renaissance, Eleonora Baccini -. I pazienti incontrano difficoltà nell’individuare il proprio medico di base e gli ambulatori ad accesso diretto attivati nelle Case della comunità, pur rappresentando un supporto importante, non sono sufficienti a colmare in modo strutturale la carenza di specialisti né a garantire una presa in carico continuativa. Vogliamo sapere quale sia la situazione aggiornata della carenza di medici di medicina generale nella nostra regione; quali siano i numeri degli utenti e i tempi di attesa per l’assegnazione del medico; se la Giunta sia a conoscenza di segnalazioni relative all’invio dei cittadini al Pronto soccorso in assenza del medico e quali misure intenda adottare per evitare un uso improprio dei servizi.»
L'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha ribadito «l’impegno dell’Assessorato sul rafforzamento della rete territoriale come elemento chiave di risposta ai bisogni dei cittadini. Non si tratta di accertare una mancanza di medici di base, ma di dare atto della loro disponibilità a lavorare insieme nelle nuove organizzazioni territoriali che la nostra Regione, nonostante il contesto nazionale complesso, ha saputo anticipare, attuando concretamente la riforma della medicina territoriale. Siamo orgogliosamente tra le poche Regioni in Italia ad aver già firmato, tramite gli Accordi integrativi regionali, la regolamentazione delle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, che consentono ai professionisti di lavorare in rete per migliorare la presa in carico dei pazienti: tutti i 73 medici di medicina generale fanno parte delle 4 Aft obbligatorie collegate alle Case della Comunità di Morgex, Aosta, Châtillon e Donnas. A queste si aggiungono 6 Aft volontarie già attive e altre 2 in fase di costituzione, a ulteriore potenziamento della rete territoriale. Questo percorso ci ha permesso di calare i principi del Pnrr sul nostro territorio in modo pragmatico: in Valle d’Aosta - unica regione d'Italia - sono già pienamente operative e dotate di ambulatorio ad accesso diretto tutte e quattro le Case della Comunità previste. L’assistenza è stata inoltre rafforzata attraverso i 31 medici a prestazione oraria (ex guardia medica) e con l’introduzione di misure economiche per attrarre e fidelizzare i professionisti nelle aree più periferiche e montane. A ciò si aggiungono strumenti innovativi come la Centrale operativa territoriale e l’implementazione del numero europeo 116117, che rappresenta un importante filtro organizzativo per la gestione delle cure non urgenti e la razionalizzazione delle risorse sanitarie.»
L'Assessore ha quindi specificato che «pur operando all’interno di regole nazionali che lasciano alle Regioni margini di intervento molto limitati, fino a dicembre 2025 la Valle d’Aosta garantiva la piena copertura dei medici di famiglia su tutto il territorio. La situazione è in continuo mutamento: oggi contiamo 1.678 assistiti senza medico a fronte di 4.487 posti disponibili. L’unico ambito in cui ci sono meno posti disponibili rispetto agli assistiti senza medico è il Distretto 1 - ambito 4 (Aosta, Jovencan, Gressan, Charvensod, Pollein, Brissogne, Saint-Marcel, Saint-Christophe, Quart, Nus e Fénis) con circa 400 posti effettivamente non disponibili. Il calcolo delle zone carenti, basato sul rapporto teorico di un medico ogni 1.200 residenti, evidenzia la necessità di 43 medici: l'Azienda Usl ha già pubblicato il bando per la copertura delle zone carenti e sta valutando le domande pervenute, fermo restando che viene comunque sempre garantita, attraverso la rete dei servizi territoriali citati, l’assistenza primaria agli assistiti rimasti temporaneamente senza medico di riferimento. Riguardo al presunto invio di pazienti al Pronto soccorso in temporanea assenza del medico di famiglia si ribadisce con forza che ciò non può avvenire, in quanto il personale operante allo sportello, è tenuto infatti ad informare che ci si debba rivolgere ai Servizi di emergenza-urgenza esclusivamente in presenza di reale necessità. Rimaniamo convinti che, a fronte della carenza di medici, l’unica maniera per affrontare e risolvere la situazione sia l’organizzazione di una rete e avere seriamente modificato l'area territoriale: la Valle d’Aosta è l’unica Regione ad averlo fatto in modo compiuto.»
«L’Assessore ha descritto un servizio molto deludente come se fosse uno dei migliori in Valle d’Aosta - ha replicato la Consigliera Baccini -. Noi non possiamo accontentarci di un servizio mediocre solo perché in altre parti d’Italia la situazione è peggiore: dobbiamo sempre puntare al meglio. Ha raccontato una realtà che non corrisponde al vero: i medici sono insoddisfatti a causa dei ritmi di lavoro e del numero elevato di assistiti, mentre i cittadini si ritrovano senza medico. Inoltre, sappiamo con certezza di persone rimaste senza medico che, recatesi agli sportelli, si sono sentite rispondere di rivolgersi al Pronto soccorso, e questo è grave. Inoltre, la popolazione valdostana sta invecchiando progressivamente e non possiamo pensare che i cittadini debbano spostarsi per poter accedere al medico di famiglia in un comune lontano da quello di residenza. Mi aspettavo una risposta più concreta, soprattutto sul fronte degli incentivi per attrarre nuovi medici. Siamo in Valle d’Aosta e dobbiamo dare risposte adeguate a chi vive nel nostro territorio».
SC
